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ARCHITETTURA MONASTICA E CONVENTUALE

Quando si parla di clero in generale, si distinguono due ramificazioni molto diverse tra loro, che si riflettono anche nelle committenze

degli edifici religiosi:

Clero secolare o diocesano

Risponde direttamente al vescovo. Si articolava in:

potere papale,

●​ potere vescovile,

●​ sistema delle pievi: piccole circoscrizioni territoriali con una chiesa plebana, sotto cui si trovavano altre chiese minori.

●​

Questo sistema cambierà con la nascita delle parrocchie (dal 400), quando ogni parrocchia potrà amministrare i sacramenti e avere

un proprio battistero.

Il clero diocesano non seguiva una regola monastica, ma rispondeva unicamente al vescovo.

Clero regolare

Sottoposto a una regola, in base all’ordine di appartenenza.​

Include: canonici regolari, monaci, certosini, frati, ecc.

Questi religiosi dipendevano dall’autorità di un padre generale, non dal vescovo locale: un potere sovranazionale, che rispondeva

solo al papa. Da qui deriva lo scontro tra potere vescovile e potere imperiale.

All’interno degli ordini regolari troviamo:

Ordini mendicanti francescani, domenicani, agostiniani.​

●​ →

Vivono in città o lungo i percorsi viari per predicare ed elemosinare. Sono ordini urbani.

Ordini monastici vivono lontano dalle città, in vasti possedimenti rurali che gestiscono dal punto di vista produttivo.​

●​ →

Le grandi abbazie benedettine sostituiscono le ville e i latifondi romani.

TIPOLOGIE DI EDIFICI RELIGIOSI

Monastero

Isolato, posto al centro di una proprietà extraurbana, legato per lo più all’ordine benedettino (“ora et labora”). Governato da un

abate o da un priore ed era autonomo.

Abbazia monastero con almeno 12 monaci e un abate.

●​ →

Priorato entità più piccola, governata da un priore, spesso dipendente da un’abbazia.

●​ →

Commenda proprietà ecclesiastica (monastero/abbazia/priorato) affidata a un religioso o a un laico come beneficio

●​ →

per ricavarne reddito. Sarà abolita con la Rivoluzione francese.

Convento

Legato agli ordini mendicanti. Si colloca in città o lungo le vie di passaggio, per facilitare predicazione ed evangelizzazione.

Le grandi regole religiose

I religiosi vivono in comunità in edifici complessi che richiedono spazi sia individuali sia collettivi. Le regole organizzano la vita

quotidiana e spirituale.

Quattro funzioni principali:

1.​ spazi per la vita individuale,

2.​ spazi per la vita collettiva,

3.​ chiesa per i monaci,

4.​ chiesa per i fedeli.

La grande chiesa monastica era infatti aperta anche ai fedeli, con una duplice funzione. Attorno al chiostro si collocavano gli spazi

per amministrazione, vita collettiva e celle individuali (come nel modello di San Gallo).

Le figure principali

Sant’Agostino (354–430)

Visse a Cartagine, Roma e Milano. Sepolto a Pavia.​

La sua regola sottolinea:

attaccamento al luogo,

●​ umiltà e castità,

●​ obbedienza,

●​ preghiera e lavoro,

●​ ospitalità e cura dei poveri.

●​

Benedetto da Norcia (480 ca. – 547)

Fondazione di Montecassino (529 ca.).

●​ Regola benedettina:​

●​ stabilità del luogo, povertà, castità, obbedienza, lavoro manuale e spirituale, ospitalità, assistenza ai poveri,

insegnamento.

Estesa a tutti i monasteri dell’impero nell’817.

●​

Le riforme dell’ordine benedettino

1.​ Riforma Cluniacense (909)

L’abbazia risponde direttamente al papa e non ai vescovi.​

Cluny guida una vasta federazione di monasteri.​

Ricchezza e prestigio: presenza di monaci provenienti da famiglie aristocratiche e imperiali edifici monumentali e grande

produzione artistica.

2.​ Riforma Cistercense (1098)

Reazione alla ricchezza cluniacense: ritorno alla povertà e all’austerità originaria.​

Figura centrale: Bernardo di Chiaravalle.​

Ordine composto da monasteri autonomi raccolti in congregazioni.​

A capo: un abate generale residente a Roma indipendenza dai vescovi.

3.​ Riforma Cassinese (1416)

Introduce l’abbandono della stabilitas loci: i monaci possono spostarsi tra diversi monasteri.​

Effetti sull’architettura:

circolazione di monaci esperti in edilizia,

●​ diffusione di forme e modelli architettonici da un monastero all’altro.​

●​ Il capitolo generale controlla la disciplina e può deporre gli abati.

L’ORGANIZZAZIONE DI UN COMPLESSO ABBAZIALE BENEDETTINO – ABBAZIA DI SAN GALLO

Un esempio fondamentale dell’organizzazione abbaziale benedettina è la fondazione carolingia di San Gallo (nota attraverso la

pianta su pergamena), che mostra chiaramente come fosse strutturata un’abbazia.

La chiesa abbaziale presenta due absidi, con elementi che ricordano San Pietro in Civate. Adiacente alla chiesa si trova il chiostro,

intorno al quale sono organizzati tre degli ambienti più importanti della vita collettiva:

la sala capitolare,

●​ il refettorio,

●​ un terzo ambiente polifunzionale, che poteva essere adibito a usi diversi a seconda delle necessità (ad esempio

●​ infermeria, sala di riunione, scaldatoio, ecc.).

Ai piani superiori si trovano di solito la biblioteca, collocata in alto per garantire un’illuminazione migliore, e i dormitori, che

potevano essere sia collettivi (stanze comuni) sia individuali (celle).

Attorno al nucleo centrale si dispongono numerosi altri edifici destinati a funzioni complementari:

la foresteria per accogliere gli ospiti,

●​ i parlatori, che fungevano da filtro e punto di comunicazione con l’esterno,

●​ gli spazi per le attività artigianali,

●​ gli ambienti di deposito per beni agricoli o strumenti per la lavorazione della terra.

●​

1.​ ARCHITETTURA CLUNIACENSE – ABBAZIA DI CLUNY I, II, III

Tra le architetture più significative del medioevo monastico ricordiamo quelle cluniacensi. L’abbazia di Cluny presenta tre principali

fasi costruttive:

Cluny I (inizio X secolo)​

Era caratterizzata da un impianto a navata unica.

Cluny II (955-960, consacrata nel 981)​

Introduce un’organizzazione più complessa:

lunghezza di circa 55 m,

●​ navata principale larga 7 m e alta 14 m,

●​ abside con cappelle radiali,

●​ navata principale aperta sulle minori tramite sette grandi arcate,

●​ copertura voltata e nartece con torri (aggiunte attorno all’anno Mille),

●​ modello di riferimento per edifici come Tournus e Mont-Saint-Michel.

●​

Cluny III (1088-1135)​

Dopo l’anno Mille, grazie alle ingenti donazioni, il compl

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