Esame Greca: età del bronzo
Geografia della Grecia
- Regione dell’Attica dove si trova Atene con dialetto attico, come l’adiacente isola dell’Eubea.
- Popolazioni doriche stanziate nel Peloponneso e nella Focide, a Delfi e in Acaica.
- Gruppo tessalo-beotico parlato nelle due regioni, Beozia e Tessaglia.
Scansioni dialettali che corrispondono a dei gruppi etnici che si formarono in modo non chiarissimo dopo la fine della civiltà micenea: età del bronzo che aveva visto in Grecia lo sviluppo di tre civiltà:
- Cicladica basata sulle Cicladi nell’attuale Santorini, antica Tera.
- Civiltà minoica che ha il suo più rilevante centro monumentale nel palazzo di Cnosso.
- Civiltà micenea, di cui i centri di potere erano i palazzi collocati a Micene, Argo e Pilo, dopo la caduta del regno minoico a Cnosso, dove i micenei sostituiranno i minoici.
La civiltà micenea era strutturata in modo gerarchico e intorno ai grandi palazzi si svolgeva la vita associata. Di questi palazzi restano monumentali testimonianze architettoniche, pittoriche e decorative. Tra la fine del XIII sec. e tra la metà del secondo, tra il 1250 e il 1150 a.C., questo mondo subì un collasso: il palazzo di Pilo venne distrutto, anche quello sull’acropoli di Atene e altri terremoti distrussero le capitali di Micene e Tirinto e quindi la civiltà micenea cadde per una serie di concause che sono contemporanee alla migrazione dorica.
Le fonti tramandano che i dori che abitavano nella Grecia centrale sarebbero stati condotti nel Peloponneso da un gruppo di discendenti del dio Eracle: eracliti. Tucidide data questo ritorno degli Eracliti 80 anni dopo la guerra di Troia, nel 1104 a.C.; si dubita della responsabilità dei dori nel processo che condusse alla fine del regno miceneo e si dubita della stessa migrazione. La stessa caduta di Troia per mano achea potrebbe essere collocata in questo contesto di instabilità politica e sociale.
Durante l’XI sec. si situa anche la migrazione ionica che è più storica rispetto alla dorica; in questo caso popolazioni di lingua greca occuparono le coste occidentali della penisola anatolica, dell’attuale Turchia. Nella Grecia propria alcuni siti e santuari sopravvissero e abbiamo quindi forme di continuità col mondo miceneo, ma nel caos che seguì la caduta dei palazzi erano scomparsi sia le forme di sapere e di tecnologia, la capacità scrittoria e i grandi palazzi e la terra greca era caratterizzata da desolazione, povertà e solitudine.
In Medioevo ellenico, questo che va dal 1200 all’800 a.C., si viveva in capanne di mattoni crudi e tetti di paglia, con economia di pura sussistenza. Pochissimi casi in cui spiccano edifici di grandi dimensioni e importazioni oltremare, come Heroon di Lefkandi.
Queste 3 civiltà: l’unica a esprimersi in lingua greca era la civiltà micenea che si sviluppa tra il XVI e il XIII sec. a.C., usava come sistema scrittorio il lineare B.
Periodizzazione greca
- Proto-geometrico XI-IX (1050-900).
- Geometrico IX-VIII (900-700).
- Orientalizzante VII (700-600).
- Età arcaica 600-480.
- Età classica 480-323.
- Età ellenistica 323, morte di Alessandro Magno - 31 a.C., battaglia di Azio.
Età proto-geometrica 1050-900
Heroon di Lefkandi, Eubea
Heroon di Lefkandi, Eubea: rinvenuto nei primi anni ’80 del ’900 a Toumba. Heroon deriva da eros: eroe, vuol dire luogo di culto o tomba di un eroe, definizione che hanno dato i moderni, non ci sono iscrizioni. Questo edificio rispetto alle piccole capanne spicca perché è lungo 50 m, largo 10 m. Aveva fondazioni in pietra e i muri, l’alzato, erano in mattoni crudi, di fango asciugati al sole, su fondazioni di pietra.
Venne costruito intorno al 1000 a.C. in un’area di abitato poco distante da una necropoli, Xeropolis. Il tetto era di paglia a due spioventi stramineo e poggiava all’esterno su una fila di pilastri lignei che è il primo caso di peristasi noto nell’architettura greca: i supporti esterni in origine lignei, poi in pietra, che col tempo diventeranno le colonne. L’accesso era da un lato breve, l’edificio era diviso in 4 vani e al centro della sala centrale sono presenti due cavità, mentre nell’ingresso erano sepolti 4 cavalli.
Nelle cavità della sala centrale erano sepolti due individui: quello maschile era stato cremato e deposto all’interno di un vaso di bronzo prodotto a Cipro, importazione rara in questo periodo; invece la figura femminile era stata inumata ed era stata sepolta insieme ai suoi gioielli. Insieme alla cremazione vi erano una spada, una punta di lancia e un rasoio. Questo edificio venne in seguito coperto da un tumulo di terra, poteva essere in origine la casa della coppia dei leaders della comunità che alla loro morte venne sepolta da un tumulo in terra e trasformata in mausoleo monumentale.
Questo sito spicca per le sue grandi risorse economiche e per l’esistenza di rapporti trasmarini e rappresenta un’eccezione rilevante nel contesto storico coevo.
Skyphos protogeometrico
Skyphos protogeometrico: skyphos, forma caratteristica del periodo e dell’età arcaica, su un alto piede, forma aperta col collo del vaso che non si chiude. Era utilizzato nel simposio per bere vino e reca una decorazione a cerchi concentrici realizzata con un compasso; la ceramica geometrica è caratterizzata, come quella proto-geometrica, da una decorazione molto regolare, fatta con strumenti precisi che si adattano alla tettonica del vaso realizzato a tornio.
Il colore naturale dell’argilla è lasciato chiaro sul fondo. L’orlo, le anse, la metà inferiore della pancia e il piede sono stati campiti di vernice nera. Le più importanti attestazioni di ceramica proto-geometrica vengono principalmente da Atene e dall’Eubea.
Figure di periodo proto-geometrico
Centauro di Lefkandi: viene da una tomba datata 900 a.C. Si tratta di un vaso plastico in argilla che rappresenta un animale fantastico metà cavallo e metà uomo. La testa è più umanizzata che bestiale e il corpo si caratterizza per una rigorosa distribuzione dei motivi decorativi geometrici. Alcuni hanno visto tracce di indicazione di una ferita sul ginocchio che potrebbe autorizzarci a riconoscervi il centauro Chirone che fu ferito da Eracle; se così fosse si tratterebbe di una delle prime rappresentazioni di un personaggio mitologico.
Età geometrica XI-IX
Si divide in tre sottoperiodi:
- GA 900-850.
- GM 850-750.
- GT 750-700.
L’arte greca dà segni di ripresa, si rafforza il commercio oltremarino, ci sono contatti con i fenici da cui proviene anche l’alfabeto che intorno al 730 a.C. si afferma come veicolo della lingua greca.
La più antica iscrizione greca sull’Anfora di Nestore, geometrica, dalla necropoli del Dipylon che si data intorno al 640-730 a.C. In questo stesso periodo le città si strutturano in poleis e i centri maggiori sono Atene, Argo, Corinto, Sparta e Tebe. Tra queste Atene spicca per ricchezza e sviluppo culturale e tecnologico e si nota una maggiore differenziazione sociale rispetto al passato. Nel primo periodo geometrico si iniziano a sviluppare i grandi santuari come Delfi e Olimpia. Ad Olimpia nel 776 a.C., secondo le fonti, si svolse la prima olimpiade.
Strutture di culto
Alcune informazioni ci arrivano dal Santuario di Apollo Daphnephoros, Eretria: Apollo Daphnephoros, Apollo portatore di alloro. Questo santuario ebbe vari sviluppi, una sovrapposizione di edifici templari sullo stesso sito. Il primo tempio di cui si siano ritrovate le tracce si data tra l’800 e il 750 a.C.: è un piccolo edificio di forma absidata le cui pareti erano fatte di rami d’alloro.
A questo piccolo edificio verso la fine dell’VIII sec. si affiancherà un altro edificio absidato molto più lungo: 100 piedi, hekatompedon, che sostituisce il primo tempio. La monumentalità di questo edificio è eccezionale rispetto ad altri sacelli dedicati ad attività religiose ma di dimensioni più contenute.
Esempi di luoghi votivi in modellini di argilla
Modellino Perachora: edifici che avevano un piccolo ingresso, un pronao, una cella absidata e un tetto a doppio spiovente ricoperto di paglia sostenuto da pilastri lignei. Sull’ingresso c’è uno spazio aperto che si usava per fare uscire il fumo dell’altare del focolare interno all’edificio e che nei templi più evoluti verrà sostituito dal frontone.
Modellino da Argo: struttura simile ma di pianta rettangolare non più absidata. Questo edificio era amato nella Grecia continentale, mentre in Ionia abbiamo strutture diverse; già in questa fase l’architettura ionica si distingue dalla dorica: Artemision di Efeso, idea di un cortile scoperto e monumentale che racchiude uno spazio di culto. Sotto al grande tempio di Efeso la struttura più antica era questo edificio rettangolare con 8 colonne sui lati lunghi e 4 sui lati corti in legno che è una sorta di recinto che accoglie al suo interno un tabernacolo/baldacchino che proteggeva la statua di culto.
Altro esempio, Heraion di Samo: c’è una maggiore monumentalità dell’edificio di culto, grande accumulazione di edifici che avverrà nel tempo, il primo è l’hekatompedon 1, un edificio rettangolare molto lungo in mattoni crudi e inizialmente privo di peristasi. Solo nella seconda fase la peristasi esterna sarà aggiunta.
L’hekatompedon 1 aveva una lunga fila di pilastri lignei che sostenevano il tetto. Vi si accedeva dal lato corto attraverso tre colonne di legno e sul fondo della cella c’era la statua di culto. Nel corso del VII sec. l’edificio si fa più complesso, si aggiunge la peristasi esterna e i contrafforti interni.
Ceramica geometrica
Ceramica di geometrico antico 900-850
I vasi più importanti vengono dalla necropoli del Dipylon posta nel luogo in cui poi sorgerà l’Agorà di Atene. I vasi venivano usati per segnalare le tombe: sulla sommità di una tomba si poneva un vaso, le anfore per le donne che vi raccoglievano l’acqua e i crateri per gli uomini che vi mescolavano acqua e vino nei banchetti.
Anfora GA: la maggior parte del vaso è campita con vernice nera e solo alcune zone sono risparmiate, come la metopa tra le anse dove compare il caratteristico motivo decorativo a meandro. Altre zone risparmiate sono sulla spalla del vaso e in parte nelle anse che conservano il colore rosso dell’argilla.
Vi sono pannelli metopali che si adattano alla tettonica del vaso, minor rilievo è dato a piede e collo che di solito sono decorati a campiture piatte.
Nel geometrico medio la decorazione si va estendendo sulla superficie e per la prima volta vi compaiono rappresentazioni di animali e alla fine del periodo i primi uomini. Atene è ancora il centro più importante di queste produzioni e i vasi assumono dimensioni monumentali, alti anche 50 o 80 cm.
Anfora GM: anfora con motivo a meandro sul collo, mentre lo spazio di maggiore ampiezza del vaso sulla pancia è decorato con motivi geometrici a cerchi fatti con compassi, si sfrutta la morfologia del vaso per individuare meglio le parti da decorare.
Molto comuni sono le pissidi GM: contenitori per gioielli con figure applicate che richiamano la matrice oplitico-contadina dell’aristocrazia dell’epoca. La decorazione è sempre geometrica con motivo a meandro.
Nel geometrico medio compaiono raramente anche figure di uomini. Skyphos da Eleusi GM: compaiono figure umane con scene di combattimento navale e terrestre in cui i personaggi sono equipaggiati da uno scudo a doppia pelta, si vuole dare una connotazione epica. Le figure sono viste di profilo e sono interamente campite di nero.
Ricca signora dell’Areopago: notevole corredo di pissidi in tomba femminile accompagnato da un modellino di granaio, si intendeva dimostrare l’origine della ricchezza e i mezzi finanziari di questo personaggio.
Periodo tardo geometrico
La decorazione del vaso si estende all’intera superficie, quasi scompare il colore nero e per la prima volta compaiono molte rappresentazioni complesse che sono scene figurate contenute entro pannelli tra le anse e i soggetti prediletti sono scene di funerale, ovvero la prothesis: esposizione del corpo della defunta, o di ekphorà: trasporto del defunto da casa alla necropoli. Ci sono anche scene di carattere narrativo ispirate all’epica.
Anfora del Dipylon GT: quest’anfora proviene dall’officina in cui operava il Maestro del Dipylon, un’artista il cui capolavoro è quest’anfora al museo archeologico di Atene, alta 1,55 m, che rappresenta una scena di prothesis: la defunta è rappresentata su un letto funebre, il cui baldacchino è stato rappresentato sul fondo e non con una prospettiva corretta.
I corpi hanno spalle e torso triangolare e gambe di profilo e si distinguono figure di persone in lutto che si battono la testa, uomini e donne distinguibili dalla veste come la defunta, compaiono anche figure di bambini. Tutto il resto del vaso è cosparso da una fitta decorazione geometrica disposta su fregi.
Dalla stessa officina appartiene il Cratera del Dipylon GT: segnalava una tomba maschile, abbiamo una scena di ekphorà, trasporto; il carro funebre porta il defunto sdraiato accompagnato dal corteggio di piangenti. Al funerale partecipa l’intera comunità aristocratica, esso è accompagnato da una processione di carri in cui compaiono una serie di scudi di tipo miceneo che danno un sapore omerico alla scena.
Cratera attico TG, Louvre: si trova una scena di combattimento che rimanda ai poemi omerici; sul collo di un oinochoe è stato riconosciuto il naufragio di Odisseo, in ogni caso si tratta di una scena di naufragio, con un personaggio sopravvissuto che siede sulla chiglia di una nave rovesciata, mentre i suoi compagni sono caduti tra i flutti circondati dai pesci. Volto di profilo e occhio risparmiato delle figure.
Alla fine dell’VIII sec. lo stile geometrico diventa stanco e ripetitivo e coincide col declino sociale e culturale di Atene, mentre il mercato inizia a essere dominato dalla ceramica corinzia, a partire soprattutto dal 720 a.C.
Bronzistica geometrica
La pratica di dedicare oggetti votivi agli dèi nei grandi santuari di età geometrica ha dato luogo alla produzione di tripodi in bronzo: erano oggetti su tre piedi che in origine erano destinati a bollire le carni per il sacrificio. Sono stati rinvenuti ad Argo, Delfi, Olimpia, a Creta, Delo e potevano essere anche di grandissime dimensioni e superare 1,30 m di altezza. Si trattava di preziose offerte votive alle divinità.
Prendono ispirazione da oggetti funzionali, a volte erano ornati da grandi anse circolari che erano decorate da figurine di cavalli in bronzo a fusione piena. A oggetti di questo tipo dovevano appartenere anche raffigurazioni umane applicate sulle anse, a volte rappresentano il dio, aurighi e atleti.
Auriga col carro, Olimpia, riproduce in bronzo le stesse caratteristiche a silhouette che erano sulla ceramica.
Di particolare interesse il gruppo con uomo e centauro, New York MET: è dubbio se si tratti di una centauromachia o dell’incontro tra una divinità e un centauro. Si nota che in questo bronzetto c’è il tentativo di rendere le forme anatomiche più realistiche rispetto alla figura a silhouette pura, con un inspessimento dei glutei e della muscolatura e una certa caratterizzazione dei volti.
Molto più evoluto e dinamico il bronzetto trovato a Atene, conservato al museo dell’acropoli, che solleva la mano dx sorreggendo una lancia, mentre nell’altra uno scudo; c’è una ricerca di forme più fluide, di maggiore movimento e una maggiore caratterizzazione anatomica nel volto.
Bronzetto con guerriero attaccante: forme ancora stilizzate e geometrizzate.
Novità molto importante: Apollo di Mantiklos, da Tebe in Beozia, 700 a.C. È dedicata da Mantiklos ad Apollo. Conservato al Boston Museum of Fine Arts. È una statuetta che parla col dio che sosteneva un arco nella sx. Si riscontrano importanti novità stilistiche: la figura è ancora di piccole dimensioni ed è a fusione piena, ma l’anatomia è più dettagliata: pettorali, costole, evidenziata la linea dello sterno e glutei.
Ogni elemento è concepito in maniera additiva senza una fusione tra le varie parti, ciascuna parte è concepita in sé e aggiunta alle altre. Molto caratteristici sono il volto triangolare e i capelli a ciocche, premesse per la costruzione di figure di dimensioni maggiori e lo sviluppo di una scultura monumentale. Le masse muscolari sono enfatizzate e singolarmente delineate, anche se predomina una rigida costruzione assiale.
Età orientalizzante VII sec.
Nome convenzionale che si deve all’intensificarsi dei contatti tra la Grecia e il vicino Oriente, si tratta di un fenomeno non nuovo per l’Egeo che nella sua storia ha più volte recepito stimoli culturali provenienti dal vicino Oriente, l’area della Fenicia, dell’Assiria, della Siria e dei regni anatolici. Le stesse culture minoiche e micenee inizialmente erano debitrici dell’Oriente e hanno comunque contribuito alla formazione di una coinè culturale levantina che comprende la Siria e la Fenicia.
La durata di questo periodo varia a seconda delle regioni, in linea di massima dura fino ai confini del VII sec. Il geometrico aveva segnato un periodo di grande intensità culturale e un ruolo fondamentale era stato svolto dal fenomeno della colonizzazione greca, i greci si erano spinti a fondare città in Magna Grecia e in Sicilia, nell’Egeo settentrionale, nel Mar Nero, sulle coste settentrionali dell’Africa e sulle coste meridionali di Francia e Spagna, arrivarono persino nella stessa Siria dove fondarono un centro commerciale: Al-Mina a ridosso delle città fenicie, quindi gli scambi erano molto intensi. Queste città erano già
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