Valutazione della sicurezza
La sicurezza strutturale è un aspetto che condiziona fortemente le scelte di base di un progetto.
Il progettista deve garantire la sicurezza e a tal fine ricorre a modelli che definiscono:
- Schemi geometrici della struttura e parti di essa
- Le azioni agenti
- Vincoli
- Legami costitutivi dei materiali
Qualsiasi modello però non può corrispondere perfettamente alla realtà; è dunque necessario definire il suo grado di affidabilità. Attraverso il concetto di sicurezza si cerca di coprire le incertezze con adeguati margini.
Il problema della sicurezza deriva dalle variabili in gioco, variabili che sono, per la maggior parte, aleatorie.
Dunque la sicurezza stessa ha carattere aleatorio e va affrontata con un approccio di tipo probabilistico.
Gli attuali codici normativi (anche le NTC) affrontano il problema adottando dei coefficienti di sicurezza parziali; per questo l'approccio usato è definito semi-probabilistico.
In breve, si confrontano le capacità prestazionali della struttura e la domanda in prestazione richiesta, in funzione del livello di sicurezza assunto.
Si definisce con un dominio di sicurezza in cui la capacità della struttura sovrasta la domanda e la sua frontiera rappresenta uno stato limite. Al di fuori del dominio la struttura è inadeguata (non in sicurezza).
Altro aspetto importante è il tempo che influisce sulla sicurezza, occorre dunque stabilire un periodo di riferimento che dipenderà dall'importanza dell'opera e dalla vita nominale. Più lunga è la vita, maggiore è la probabilità di eventi sfavorevoli.
Valutazione della sicurezza
La sicurezza strutturale è un aspetto che condiziona fortemente la scelta di base di un progetto.
Il progettista deve garantire la sicurezza e a tal fine ricorre a modelli che definiscono:
- Schemi geometrici della struttura e parti di essa
- Le azioni agenti
- Vincoli
- Legami costitutivi dei materiali
Qualsiasi modello però non può corrispondere perfettamente alla realtà, è dunque necessario definire il suo grado di affidabilità. Attraverso il concetto di sicurezza si cerca di coprire le incertezze con adeguati margini.
Il problema della sicurezza deriva dalle variabili in gioco, variabili che sono, per la maggior parte, aleatorie.
Dunque la sicurezza stessa ha carattere aleatorio e va affrontata con un approccio di tipo probabilistico.
Gli attuali codici normativi (anche le NTC) affrontano il problema adottando dei coefficienti di sicurezza parziali; per questo l'approccio usato è definito semi-probabilistico.
In breve, si confrontano le capacità prestazionali della struttura e la domanda in prestazione richiesta, in funzione del livello di sicurezza assunto. Si definisce un dominio di sicurezza in cui la capacità della struttura sovrasta la domanda e la sua frontiera rappresenta uno stato limite. Al di fuori del dominio la struttura è inadeguata (non in sicurezza).
Altro aspetto importante è il tempo che influisce sulla sicurezza, occorre dunque stabilire un periodo di riferimento che dipenderà dall'importanza dell'opera e dalla vita nominale. Più lunga è la vita, maggiore è la probabilità di eventi sfavorevoli.
Variabile casuale
Quando lo stesso esperimento dà risultati diversi.
Le variabili in gioco nella progettazione di una struttura sono quasi tutte casuali, questo rende la sicurezza stessa casuale!
Studiamo il grado di sicurezza in termini probabilistici.
Immagino che per un dato esperimento la variabile casuale X possa assumere K valori:
X = { x1, x2, ... xK }
Faccio i esperimenti → in ognuno la X ha un valore tra 1 e K.
Effettuo l'esperimento N volte e indico con fi il numero di volte in cui si verifica che X = Xi (= evento).
La probabilità Pi che si verifichi l’evento (X = Xi) è fi/N 0 ≤ P ≤ 1.
Es: faccio N = 100 esperimenti → prove di compressione.
La X = R = 30N/mm2 in 30 prove → la probabilità che la R sia 30N/mm2 è 30/100 → 0,3 (30%).
fi è dunque la frequenza con cui si verifica quell'evento.
Sommando la frequenza di tutti gli eventi (1→K):
ΣKi=1 fi = N
Ottengo proprio il n° di esperimenti fatti!
Sommando invece le probabilità di tutti gli eventi (1→K):
ΣKi=1 Pi = 1
Quindi ottengo il 100%.
Sommando i prodotti dei singoli eventi con la relativa frequenza e dividendo per il numero totale di esperimenti:
ΣKi=1 (fi · xi) / N = X
Sto facendo una media ⇒ ΣKi=1 Pi · xi → X —→ evento medio
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