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lOMoARcPSD|60705863 Storia economica

Introduzione

La storia economica è una disciplina che sta a cavallo tra l’economia, la quale non è una scienza esatta, e la storia che invece è una disciplina umanistica.

  • Alcuni Paesi sono ricchi e altri poveri, questi ultimi non riescono a cambiare la loro condizione.
  • Per ottenere lo sviluppo non si usano le stesse strategie per tutti i Paesi.
  • La storia economica serve per capire le differenze e studiare strategie mirate allo sviluppo economico.

Coordinate cronologiche

Medioevo --> alto medioevo (primo medioevo), più lontano da noi (alto = antico) dal V secolo fino all'anno 1000 --> basso medioevo (tardo medioevo o secondo medioevo) dall'anno 1000 alle storie dell'età moderna seconda metà del 400.

Età moderna seconda fascia dei nostri temi, un’epoca in cui la dimensione si allarga oltre l'Europa, nuovi continenti, reti commerciali, un’epoca nuova da questo punto di vista. Dalla seconda metà del 400 fino al compimento del lungo 700.

L'età contemporanea, con le rivoluzioni verso un periodo di transizione in cui si delineano i nuovi formalmente della società.

Infine, età contemporanea cambiamenti dei modi di consumo e modi di fare.

Coordinate geografiche

Dal Mediterraneo all'Europa dei paesi centro settentrionali fino al resto del mondo.

Età preindustriale

Età preindustriale (dal medioevo all’età moderna)

  • Statica: domanda, offerta, fattori di produzione.
  • Dinamica: rivoluzione urbana, popolazione, storia della tecnologia, impresa, credito e moneta, politica economica, redditi, produzione e consumi tra 1000 e 1500, produzioni e consumi tra 1500 e 1700.
  • Preindustriale: prima dello sviluppo dell’industria.

Dalla rivoluzione industriale all’età contemporanea

  • Industria moderna (nuova, innovativa) e i suoi sviluppi.
  • I first comers.
  • I last comers.
  • I settori strategici.
  • Crescita economica mondiale tra XIX e XX.
  • Evoluzione del caso italiano.

La domanda

Ogni sistema economico può essere analizzato da più differenti punti di vista: domanda e offerta. (4) (1)

“Per domanda si può intendere l’insieme di beni e servizi che gli uomini intendono (2) (3) acquistare offrendo in cambio mezzi di pagamento”.

Gli uomini

(1) Gli uomini lOMoARcPSD|60705863 soggetto in grado di esprimere un bisogno. → idea di insieme di persone, popolazione, il suo peso determina contorni quantitativi della domanda, come censimenti (raccolta dati per capire la struttura delle persone) e rivelazioni a scopo demografico (caratteristiche delle persone) in età pre-statica non prima del XVII. Per vedere la domanda servono almeno i dati della popolazione/demografici (sesso, anni…)

Intendono

(2) Intendono richiesta che viene dall’uomo. Volontà di esprimere il bisogno e i desideri.

Bisogni necessari: needs.

Bisogni desideri: wants.

Essi alimentano la domanda e dipendono da:

  • Ammontare della popolazione (definisce i contorni della domanda, dal punto di vista quantitativo).
  • Struttura per età, sesso e condizione economica della stessa.
  • Condizioni geo-fisiche.
  • Fattori socio-culturali → uno dei più delicati.

Per arrivare al mercato il bisogno deve essere spinto da una forte volontà.

Acquistare offrendo in cambio mezzi di pagamento

(3) Acquistare offrendo in cambio mezzi di pagamento.

Peso della domanda sul mercato. Se vuole sostenere la sua domanda è necessario un reddito, avere la facoltà che il reddito dà → potere d’acquisto → cioè strumenti di pagamento.

In che modo “bisogni” e “desideri” si trasformano in una richiesta di beni e servizi che viene percepita “effettiva” sul mercato.

→ Il bisogno deve essere sostenuto dal potere di acquisto che a sua volta è sostenuto dal reddito, che gioca un ruolo chiave nel rendere concreta la richiesta dei bisogni.

La domanda effettiva dipende quindi da:

  • Livello del reddito corrente e cumulato.
  • Dalla distribuzione del reddito.
  • Livello e andamento dei prezzi.

La formazione del reddito

  1. Partecipazione al processo produttivo → reddito.
  2. Lavoro manuale o intellettuale → salario.
  3. Assunzione del rischio o erogazione di capitale → interessi e profitti.
  4. Disponibilità di risorse naturali → rendite.

Salario

  • Nei secoli passati – ma in buona parte anche oggi – gran parte della popolazione viveva del proprio lavoro e quindi percepiva un salario.
  • In età preindustriale soprattutto lavoro manuale.
  • Il salario consentiva un tenore di vita molto basso – talvolta al di sotto della sussistenza.

Distribuzione del reddito

  • Distribuzione sperequata del reddito.
  • A Firenze nel 1427 il 10% della popolazione disponeva del 68% della ricchezza e il 60% della popolazione si spartiva il 5% lOMoARcPSD|60705863.
  • Nell’Inghilterra del 1688, secondo Gregory King, un 5% della popolazione deteneva il 28% del reddito, mentre alle classi più basse (= 62%) toccava solo il 21% del reddito.

Il primo punto fermo della società preindustriale è la scarsità e la bassa produttività dei fattori e uso non sempre efficiente delle risorse disponibili.

Il secondo punto fermo della società preindustriale è l’enorme contrasto tra miseria estrema e l’opulenza della minoranza, la conseguenza è la presenza di un gran numero di mendicanti che non partecipavano al processo produttivo e quindi si creò il circuito della carità, i poveri ricevevano la carità (trasferimenti volontari).

Il problema della povertà

→ Povertà: si riflette nei mendicanti, persone che chiedono denaro/carità, un fenomeno di massa, gran parte della popolazione a cui all’interno ci sono diverse tipologie: mendicanti, miserabili e poveri (fonti scritte, processi). Questa massa variava dal 5% al 20% anche all’interno di una città. Non partecipa al processo produttivo.

Si concentrano nelle città perché c’è più concentrazione di ricchi, nella città sono operativi luoghi di accoglienza.

Tracciare l’identikit del povero

  • Generale mancata partecipazione al processo produttivo; (processo produttivo).
  • Il povero non gode di reddito autonomo (reddito).
  • La massa dei mendicanti non presenta valori costanti, ma è altamente fluttuante (quantità).
  • Gerarchia della povertà: poveri, mendicanti, miserabili (tipologia).
  • I luoghi della povertà: il ruolo della città (luoghi).

Altri modi di formare il reddito

Il reddito, formato con la partecipazione al processo produttivo, può essere poi trasferito.

  • Trasferimenti volontari.
  • Trasferimenti coatti.

Trasferimenti volontari

  1. Carità.
  2. Donazioni (il ruolo della chiesa, degli enti assistenziali, degli ospedali, modo di chiedere grazia o un beneficio).
  3. Le doti.
  4. Il gioco (come fonti di finanziamento per intraprendere affari). Sono dettati dalla spontanea volontà di un individuo di spogliarsi dei propri possedimenti monetari.

Trasferimenti coatti (forzati)

  1. Prelievo fiscale (avviene all’interno di un sistema regolato anche se può essere più o meno equo. Fonte di finanziamento non ancora sviluppata sull’economia dell’epoca. Viene utilizzata, e produce un introito ma non ha il peso che ha nelle società di oggi).
  2. Saccheggio.
  3. Bottino di guerra.
  4. Rapina. lOMoARcPSD|60705863

La differenza degli ultimi tre punti sta nella persona che viene danneggiata: con il saccheggio sono le famiglie e la popolazione che vengono danneggiati; invece, con una rapina è il singolo individuo a perdere.

Effetti redistributivi dei trasferimenti di reddito

Trasferimenti di reddito (volontari) e (coatti) → redistribuzione della ricchezza.

  • Dai ricchi alla chiesa (il più comune).
  • Dalla chiesa ai poveri.
  • Dai contribuenti allo stato.
  • Da chi viene derubato a chi lo deruba.

Tutto ciò ha un impatto capillare in tutta l’Europa, ovviamente dipende dalla densità della popolazione.

Rapina vs donazione

Abitudine alla rapina e bisogno di donare (due pilastri fondamentali, due aspetti che in modo bipolare caratterizzano il singolo individuo).

La logica del sistema preindustriale

Ad esempio, una famiglia ecclesiastica nel 1800 poteva tagliare la testa al musico se non piaceva la sua musica. Il sistema nel tempo si è fortunatamente evoluto, modificando la sua logica attraverso l’incivilirsi dei costumi. La vita all’interno delle città ha dato forma ad uno spirito di associazione, che ha generato delle regole non solo del vivere comune ma anche per esempio del commerciare. La civilizzazione aumenta con il passare del tempo fino a quando si arriva al riconoscimento di diritti fondamentali.

Tipi di domanda

In base all’oggetto richiesto sul mercato

  • Domanda di beni alimentari e beni durevoli: tra i beni durevoli troviamo gli abiti e i vestiti, mobili, biblioteche. Tutto ciò lo si trova negli schedari notarili (inventari post morte), cioè ciò che veniva lasciato alla famiglia al momento della morte. Da qua si può capire cosa, nel corso della vita, una persona comprava. La rosa di beni è abbastanza variegata nonostante ci si trovi in una società di scarsità.
  • Domanda di servizi: lavoro di tipo manuale, trasporti, polizia, istruzione, tipo religioso (passato), cure mediche, servizi domestici. La si trova già in età preindustriale in modo abbastanza variegato.
  • Domanda di beni capitali: non vengono utilizzati per un utilizzo immediato, ma per un consumo futuro, verrà consumato in seguito (materie prime, attività agricole, le navi, in passato i mulini che erano anche degli edifici che ospitavano coloro che lavoravano con essi).

In base al soggetto che le esprime

  • Domanda interna privata: contrapposizione con quella estera. Il capofamiglia si occupa dei bisogni della famiglia, riguarda prevalentemente l’alimentazione, il vestiario e l’abitazione, per la legge di Engel aveva un’elasticità minore di uno che significava che ad una diminuzione del reddito disponibile corrispondeva un aumento in percentuale del reddito assorbito da alimentazione, vestiario e abitazione.

In età preindustriale l’instabilità è alta a causa di: inelasticità della domanda, agricoltura poco produttiva e fattori esogeni. Le conseguenze sono una estrema variabilità dei prezzi in poco tempo e valore simbolico del cibo. lOMoARcPSD|60705863

La legge di Engel: più basso è il reddito maggiore è la quota di esso assorbita dalla sussistenza (beni di prima necessità in un’alimentazione di base). Per esempio, nel 1950 la spesa per l’alimentazione incideva per il 22% del budget per i consumi in USA, per il 31% in GB e per il 46% in Italia.

Famiglie poco abbienti --> costo alimentare.

Famiglia ambiente più reddito e una porzione alimentare e il resto reddito ad altro.

Più basso è il reddito maggiore è la quota di esso assorbita dalle spese dei beni di sussistenza Engel. Beni di sussistenza --> domanda anelastica.

  • Domanda interna pubblica: lo Stato non è da intendere come lo Stato ai giorni nostri. Questa domanda esprime i bisogni di una collettività così come sono espressi da chi la governa.
  • Domanda della chiesa: domanda che può essere vista come privata, ma presenta anche delle affinità alla domanda pubblica nell'età industriale dell'Europa. La chiesa è un ente particolare che può essere considerato ibrido.
  • Domanda estera: domanda che proviene dall’esterno del paese, con realtà economiche diverse.

Domanda di massa

Domanda di massa (gente comune, poco abbienti e poveri).

La massa beveva male, ma beveva molto e quindi malattie.

Gente poco abbiente, alimentazione povera, pochi abiti, si accaparrarsi questi abiti all'interno di mercati particolari (beni e abbigliamento usati (età preindustriale)) pochi ripari, non avere un'abitazione vera e propria abitava in una stanza sovraffollata, la gente tra la massa doveva trovarsi un rifugio. Questa domanda veniva soddisfatta solo parzialmente perché avevamo redditi bassi e scarsi, la tipologia rimaneva scarsa e l'alimentazione era scarsa nonostante il reddito era molto incentrato su di esso.

Domanda del ricco

Il ricco può spendere liberamente in quantità e qualità, diverso dal povero.

Il modo di consumare del ricco si differenziava per gli eccessi alimentari, per cui il povero rischiava di morire di fame, il ricco il contrario per benessere eccessivo (es. gotta, alimentazione Carlo V). Eccessi alimentari, richiesta articolata di servizi, lusso e stravaganze negli arredi, nelle dimore e nel modo di vestire (malattie del benessere: gotta).

Anche le dimore dovevano essere il teatro del livello sociale raggiunto dalla famiglia, come l'abbigliamento. Assumono funzioni precise e vengono arredate.

Il ricco spendeva anche per alimentare coloro che vivevano sotto lo stesso tetto, i famigliari, coloro che lavoravano per loro.

Igiene e pulizia neanche qui era diffusa.

Consumi ostentati e leggi suntuarie (regolamenti effettuati per essere disattesi).

Banchetto festivo → si differenziava dalla quotidianità, qualcosa che caratteristica la festa rispetto alla quotidianità che si basa sulla scarsità. Aveva un forte significato simbolico perché i neolaureati dovevano offrire un grosso banchetto o i comuni locali dovevano offrire in abbondanza al signore che passava tra i comuni.

Il valore simbolico dell'abito

Chi vestiva bene era di solito il ricco, mentre il povero aveva vestiti vecchi.

La lunghezza e il tessuto indicavano l'indice del grado sociale.

Le donne non utilizzavano abiti abbottonati, ma utilizzavano affibbiati lacci, nastri, bottoni solo se erano donne che appartenevano ad alti gradi sociali. Non venivano cuciti sul vestito ma si potevano cambiare. Significati simbolici di relazione lOMoARcPSD|60705863.

Struttura della spesa

Poveri e gente comune:

  • La spesa coincide con la totalità del reddito.
  • 70-80% della spesa → vitto.
  • 20-30% della spesa → vestiario e abitazione.

Ricchi e benestanti:

  • La spesa è solo una parte del reddito.
  • Può esserci risparmio (= reddito – spesa).
  • 65-75% della spesa → vitto, vestiario, abitazione.
  • 25-35% della spesa → altri servizi.

Consumo e risparmio

Non tutto il reddito dei più ricchi andava necessariamente in consumo, una parte poteva confluire nel risparmio, che dipendeva da:

  • Fattori psicologici e socioculturali.
  • Livello del reddito.
  • Distribuzione del reddito.

I soggetti variano, non tutti hanno la tendenza a risparmiare. Ciò dipende anche dal reddito.

Dal risparmio all’investimento

  • Ammesso che si potessero accumulare risparmi rilevanti, non necessariamente essi alimentavano l’investimento: condizione questa necessaria affinché il ciclo economico si riproducesse.

Questo passaggio era negativamente condizionato da:

  • Scarso sviluppo di istituzioni creditizie → esistevano ma avevano un modo di operare diverso da quello che poi imparano nel corso del tempo.
  • Forte tendenza alla tesaurizzazione della moneta → (accantonare ricchezza con l’obbiettivo di poterla usare per soddisfare i bisogni in un momento successivo) della moneta (spesso tra i ritrovamenti archeologici ci sono vasi pieni di monete).

Gli imprenditori investono però tante volte investono in sostanze che altre persone devono investire e quindi crea un meccanismo di collaborazione e se manca questo spirito di imprenditorialità non ci possono essere degli investimenti.

È possibile individuare il comportamento di alcuni investitori: il ricco non è molto propenso all’investimento così come la cultura dell’epoca non era propensa al risparmio. Comunque si può investire in società di commercio. È una situazione temporanea perché l’obbiettivo è raggiungere lo stile di vita della nobiltà la quale non si occupa di investimenti. Prestiti a consumo, breve periodo.

Domanda pubblica

Intesa come domanda che viene espressa dal potere pubblico. Espressa dal potere pubblico che sovrintende una comunità che è caratterizzata da diversi gradi di organizzazione a seconda dell'epoca. Nell'età feudale la confusione tra pubblico e privato era frequente, con il sorgere dei comuni e delle signorie il pubblico e privato emerge non in tutti i contesti europei. Il loro patrimonio privato e quello dello stato.

  • Difficile distinzione tra patrimonio del signore e patrimonio pubblico.
  • La domanda pubblica dipende da:
  1. Reddito del potere pubblico.
  2. Bisogni e desideri da esso espressi lOMoARcPSD|60705863.
  3. Livello e andamento dei prezzi.

Reddito del potere pubblico: come si forma?

  • Prelievo fiscale: prevalenza della tassazione indiretta su quella diretta; in crescita ma difficilmente superiore al 5-6% degli introiti (vedi anche largo ricorso a immunità ed esenzioni da parte di soggetti privilegiati). (Le esenzioni coinvolgono aree di confini particolari, particolari enti, e persone di elevata classe sociale. Ad esempio, alcune famiglie potenti mantenevano i loro territori originari su delle strisce di territorio di confine a Venezia. In cambio del controllo di queste terre, alla famiglia vengono dati dei privilegi).
  • Debito pubblico: invenzioni delle città italiane nel Medioevo (es. Genova, Venezia, Firenze). Le città nelle quali il debito pubblico era più sviluppato erano Genova Firenze e Venezia. A
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaiag1234 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Brescia o del prof Paris Ivan.
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