Estratto del documento

Esame di storia economica (8 CFU)

Appunti 2° parziale - Parte 1 (di 2)

Corso di Economia e Management - Unibo
Anno accademico 2022/3
Docente Fornasari Massimo

Storia economica II modulo

L'Italia e gli anni delle crisi

La crisi del 2008, del 2012 e del 2020.

Queste 3 crisi coincidono rispettivamente con:

  • Avvio della bolla sub-prime in USA -> la crisi del 2008 parte dagli USA e investe tutto il mondo, portando al credit crunch e al crollo delle borse mondiali.
  • Crisi dei debiti sovrani/del debito pubblico -> nel 2012 la speculazione internazionale mette in evidenza i debiti sovrani di Italia e Grecia.
  • Diffusione della pandemia di coronavirus -> il Covid-19 ha causato una consistente perdita del PIL.

Sono 3 crisi durante le quali il sistema italiano delle imprese ha conosciuto enormi difficoltà, in quanto si tratta di un punto di svolta, un evento periodizzante della storia economica italiana. Esse hanno culminato un lungo periodo di transizione avviatosi dai primi anni del 1990. A queste andrebbe poi aggiunta la crisi legata all'attuale conflitto russo-ucraino.

Per l'Italia sembrava che nel 1990 le cose fossero destinate a cambiare in meglio, invece si scopre un paese più fragile, era sull'orlo di essere risospinta verso una posizione semi-periferica. Va perdendosi la posizione centrale che si era conquistata o addirittura, secondo altri, la perde a partire dall'Unificazione del 1861, infatti le 3 crisi della storia economica dell'Italia hanno messo in discussione alcune certezze sulla sua solidità.

Le crisi e i loro molteplici volti

  • Recessione economica = ci sono repentine cadute del PIL, ben tre cadute del PIL seguite da piccole riprese.
  • Crisi finanziaria = sia della finanza pubblica che privata.
  • Crisi industriale = si verifica una caduta della produzione e produttività; sono dati importanti perché la caduta della produttività è legata alla caduta degli investimenti, quindi rimanda a una forte incapacità di innovare a livello sistemico, dunque di competere sul mercato.
  • Crisi occupazionale = soprattutto giovanile.
  • Aumento delle disuguaglianze = esse sono legate al fatto che per esempio le aziende diano lavoro agli uomini piuttosto che alle donne, agli adulti piuttosto che ai giovani.

L’aspetto sociale della crisi si rende particolarmente evidente con l’avvio della bolla dei mutui.

Dati macroeconomici che evidenziano l'emergenza

Si raggiungono tassi di disoccupazione elevati durante le crisi.

L'indice Gini: è un indice che misura il grado di disuguaglianza

  • Se è uguale a 0 indica una perfetta equità nella distribuzione del reddito.
  • Se è uguale a 100 indica la massima disuguaglianza.

L'Italia presenta un indice Gini rilevante, inferiore rispetto alla media europea.

(Slide 17/8) Alla storiografia l’Italia appare come un individuo di età avanzata non più in grado di progettare l’avvenire, perché è un paese maturo ma con prospettive incerte. Quindi il passato è instabile e cambia a seconda di chi lo narra, allora per capire il futuro dobbiamo guardare al passato (Orwell).

Le crisi sono solo dei punti di svolta che il nostro paese ha vissuto, a partire dall’Unificazione del 1861, degli eventi periodizzanti da cui è uscita.

Punti di svolta / eventi periodizzanti della storia economica italiana

Sono 6, si ricavano tutti guardando al passato:

  • Unificazione = determina un recupero miracoloso dell’Italia rispetto ai paesi industrializzati, è l’avvio di un processo virtuoso che inizia nel 1861, ma allo stesso tempo problematico per l’Italia nei riguardi dei paesi industriali più avanzati.
  • Età giolittiana = Giolitti è il protagonista politico indiscusso dei primi quindici anni del '900, anni in cui c’è un consolidamento del processo di industrializzazione.
  • Primo dopoguerra = segna una crisi economico-sociale profonda + una crisi sistemica, cioè che travolge gli assetti istituzionali del tempo, travolge lo stato liberale e segna l’avvento di un regime autoritario; quindi gli esiti di questo periodo sono la crisi dello Stato Liberale e l’avvento del Fascismo.
  • Crisi del 1929 = apre uno scenario economicamente delicato, determina la creazione di una economia mista che contribuisce al boom economico; prima era sostanzialmente liberista l’Italia, poi sviluppa una serie di “anticorpi” che segnano la storia economica di quegli anni e dei successivi.
  • Transizione = primi anni 1990, segnati dallo smantellamento dell’economia mista, avvio delle privatizzazioni e lo Stato si allontana dall’economia; quindi l’Italia si avvia sempre più verso un modello neo-liberista; è un periodo segnato da eventi come Tangentopoli ad esempio.
  • 3 crisi del 2008, 2012, 2020 = segnano il passaggio dal centro alla periferia.

Obiettivo dei 6 pilastri = ripercorrere 150 anni di storia per comprendere le peculiarità e le difficoltà che l’Italia ha conosciuto.

L'unificazione del 1861: il primo punto di svolta

Nel 1861 nasce il Regno d’Italia, ciò modifica il modo con cui avvengono le attività economiche nel regno, c’è un avvio/recupero miracoloso dell’Italia verso i paesi industriali più avanzati.

Il processo di unificazione prende avvio dal periodo di Napoleone, quando nasce l’idea di indipendenza nazionale in Italia, quindi l’idea di indipendenza da altri paesi che occupavano parti cospicue del territorio italiano (diviso appunto in tanti regni diversi).

Nel corso del Risorgimento si creano 2 schieramenti politici con programmi e basi sociali tra loro diverse:

  • Ala democratica = è l’ala mazziniano-garibaldina che vuole una rivoluzione dal basso e nazionale.
  • Ala liberal-moderata = è l’ala moderata, che mira a un processo graduale di indipendenza territoriale con motivazioni di natura economica.

1° Guerra di indipendenza: una delle tappe militari

Inizia il 23 marzo del 1848 a seguito dell’insurrezione di Venezia e delle 5 giornate di Milano; il Piemonte Sabaudo viene sconfitto dall’Austria, allora si giunge all’Armistizio di Vignale (1849), il quale viene però disatteso perché il regno di Sardegna (= regno Piemontese) diventa sede del partito liberal-moderato. Riprende la guerra, Carlo Alberto viene sconfitto e abdica in favore di Vittorio Emanuele II che firma la pace con l’Austria a Milano. Il movimento rivoluzionario viene eliminato. Il centro del partito liberal-moderato è il regno di Sardegna con re Carlo Alberto (fino al '49).

(Slide 29) in Sardegna emerge un grande statista = il Conte Cavour, che muore giovane dopo l’Unità d’Italia; lui imposta una politica economica poi ereditata da tutta Italia dopo l’unificazione. Lui era un liberale, fa quindi riferimento all’Inghilterra + all’intervento dello Stato: l’economia di mercato deve svolgersi secondo una certa regolarità, lo Stato deve creare le condizioni per far sì che il mercato possa dispiegare la propria efficienza.

Il Piemonte Sabaudo e il decennio di preparazione: unica monarchia costituzionale

  • Politica doganale: Il governo piemontese, nella politica doganale, sigla trattati commerciali di orientamento liberista: l’idea di fondo è quella di inserire l’economia piemontese tra quelle più avanzate, la Francia di Napoleone III è partner economico del Piemonte ma non solo.
  • Settore del credito: Si assiste alla nascita di una Banca, la Banca Nazionale del Regno di Sardegna.
  • Settore delle infrastrutture: Questo settore è fondamentale per sostenere le attività produttive (es. canale di Cavour x alimentare l’agricoltura piemontese, poi un canale che collegava Italia e Francia, poi soprattutto ferrovie).

2° Guerra di indipendenza

L’unificazione si compie nel corso della II guerra di indipendenza tra il 1859 e il 1861: l’idea di Cavour per l'unificazione territoriale dell'Italia comprendeva solo l'Italia centro-settentrionale, una specie di guerra lampo. L’esercito francese è un esercito forte, gli Austriaci vengono sconfitti in 3 battaglie successive e Napoleone III viene reso inquieto da questa espansione e firma un armistizio con l’imperatore Austriaco, è l’armistizio di Villafranca (1859). Dopo l’armistizio inizia l’epoca dei Plebisciti, quindi Modena, Parma, Toscana e altri attraverso plebisciti popolari dichiarano la propria annessione al Piemonte. Il tutto si conclude poi con la Spedizione dei Mille nel 1860, che segna il momento in cui viene completata l’Unità D’Italia.

=> 17 marzo 1861, palazzo Carignano (Torino), Piemonte = NASCITA DEL NUOVO REGNO, sede del Parlamento fino al trasferimento della capitale a Firenze (4 anni dopo, nel '65)

Le forze politiche del nuovo regno: la destra storica e la sinistra storica

  • La Destra = è il partito liberal-moderato, che ha alla base la grande proprietà terriera e l’aristocrazia finanziaria; è l’erede di Cavour, l’establishment di allora; è formata da medi-grandi proprietari terrieri; governa dal 1871 al 1876 e si confronta con il partito liberal-progressista non monarchico; rappresentata per esempio da Bettino Ricasoli.
  • La Sinistra = è il partito liberal-progressista democratico, che ha alla base la piccola-media borghesia delle professioni; è quindi formata dal ceto medio; rappresentata per esempio da Crispi.

Italia nel 1861 + Programma della destra storica

L'Italia è un paese agricolo, è indietro a livello economico. Infatti, ha un tasso di natalità elevato ma anche il tasso di mortalità è elevato -> la speranza di vita è intorno ai 30 anni + il tasso di analfabetismo è molto elevato perché si aggira intorno al 75% (non solo nel Meridione, ma anche in Romagna). C’era predominanza di popolazione impegnata in ambito agricolo e settore terziario.

(Slide 37): grafico a torta che mostra che la popolazione si concentra in campagna. Il paese è quindi in forte ritardo economico.

La 1° grande inchiesta che il governo della destra storica fa riguarda le cosiddette Opere Pie, in nome del quale vengono istituiti tantissimi istituti caritativi.

Come avvia il processo di unificazione economica la destra storica?

1) Unificazione:

  • Del sistema monetario = nel 1862 si avvia la storia della LIRA, uniformata a quella francese; è un sistema bimetallico all’inizio. La lira italiana sostituisce le precedenti monete e inizia una storia che arriva fino all’Euro nel 2002.
  • Del sistema tributario = l’income tax, cioè l’imposta sul reddito, un’imposta applicata a persone in relazione al reddito o agli utili da queste realizzati.
  • Della legislazione civile e commerciale = il Codice Pisanelli, ovvero il 1° codice civile del Regno d’Italia, che va a sostituire le leggi e i codici civili che vigevano nei diversi stati pre-unitari italiani.

2) Unificazione Doganale:

Coincide con l’adozione del libero scambismo. Concretamente si verifica un progressivo abbattimento dei dazi doganali + estensione della tariffa sarda a tutto il regno. La tariffa sarda è una tariffa liberista, gli stati che avevano adottato politiche doganali protezioniste soffrono (in particolare il regno delle 2 Sicilie). I trattati contengono la clausola della nazione più favorita, l’Italia si inserisce allora in questo sistema.

3) Unificazione Territoriale:

Coincide con la creazione di infrastrutture, quindi strade, ponti, canali, porti, ma soprattutto ferrovie, al fine di integrare le diverse aree del paese + creare un mercato internazionale.

MA l’unificazione non tocca solo questi tre grandi gruppi, bensì riguarda anche l’istruzione ad esempio, il cosiddetto capitale umano.

La legge Casati = un provvedimento molto complesso che rimane in vigore fino alla riforma Gentile, che disciplina il sistema scolastico dalle elementari all’università; essa afferma che il problema dell’analfabetismo deve ridursi a partire dalla scuola elementare. Invece dal punto di vista dell’istruzione universitaria prevede la creazione di nuove facoltà, dà grande spazio alla formazione/istruzione tecnica ritenuta fondamentale

=> Emerge, da tutti questi provvedimenti, l’imperativo della modernizzazione: l’Italia aveva necessità di modernizzarsi + estendersi attraverso i lavori pubblici per velocizzare la creazione di una grande nazione. L’Italia riesce, infatti, a costruire in tempi rapidi nuove strade e linee ferroviarie, pur NON avendo un apparato industriale forte e tale da costruire ferrovie (non ha industrie siderurgiche e meccaniche all’altezza ad esempio).

=> La questione ferroviaria: nel 1865 nascono 4 imprese, le 4 principali società ferroviarie italiane, che sono:

  • Società dell’Alta Italia
  • Società delle strade ferrate romane
  • Società delle strade ferrate meridionali
  • Società Vittorio Emanuele

Lo Stato, attraverso le risorse pubbliche, deve integrare i profitti delle società, le quali spesso lavorano in perdita, cioè con spese altissime -> lo stato integra per creare una ferrovia estesa. A 7 anni dall’istituzione di queste, nel 1872, c’erano 7000 km di linee ferroviarie, date dalla somma dei km di ferrovia delle diverse società italiane.

4) Settore bancario:

C’è una pluralità di banche di emissione. Il settore del credito, in particolare quello dell’emissione, è un settore in cui lo Stato NON riesce a intervenire, non riesce a integrarlo: ci sono tante banche di emissione, alle 5 banche principali (slide 46 pp.1) si aggiunge la Banca Romana (del 1870). La pluralità di banche di emissione è dovuta al fatto che esistessero circuiti che facevano capo a rappresentanze politiche forti della Destra storica, in sintesi la pluralità è il risultato dei circuiti finanziari regionali pre-unitari che facevano capo ad aristocrazie del denaro fortemente legate alla propria autonomia.

La 1° legge bancaria = legge della pluralità disciplinata (1874)

Questa legge regolamenta/disciplina la caotica circolazione monetaria attraverso l’istituzione di un consorzio tra le banche di emissione che deve emettere, per conto dello stato, fino a 1 miliardo di lire + ogni banca può emettere biglietti per un valore pari a tre volte il proprio patrimonio o capitale versato.

Quali gli scopi?

  • Regolamentazione della circolazione monetaria
  • Introduzione di controlli più stringenti
  • Sopperire alla mancanza di norme sui rapporti interbancari (= i rapporti tra le banche): si propone di stringere i rapporti tra i diversi istituti di emissione

Qual è l’impatto della politica economica della destra storica sull’economia italiana? Da un lato, il libero scambismo, non fa che accentuare il fatto che l’Italia sia un paese agricolo (= impatto dell’orientamento libero-scambista sui settori economici italiani); dall’altro lato, l’intervento statale sulla finanza pubblica accentua l’Italia come Stato Non-letargico (punto b).

Le Italie Agricole

L’Italia è divisa in tre grandi aree molto diverse tra loro:

  • Nord = improntato sui cereali + sulla piccola proprietà terriera, si distingue per un’agricoltura capitalistica nella Pianura Padana
  • Centro = improntato sulla mezzadria + lavoro salariato (quindi Marche, Umbria…)
  • Sud e isole = improntati sul latifondo + zone di agricoltura specializzata

Il liberismo accentua quindi la posizione dell’Italia come esportatrice di materie prime, prodotti agricoli e semilavorati, ma evidenzia la difficoltà ad affermarsi come industrialmente moderna; le tariffe commerciali libero scambiste ostacolano la possibilità di avviare un settore industriale moderno (es. nel caso delle ferrovie i prodotti arrivano dall’estero). È una politica detta Anti-Industrialista, le cui redini sono nelle mani di quelli della Destra storica.

Cosa esporta l’Italia? Seta, non tessuti, ma seta semi-lavorata, la quale costituisce 1/3 del valore delle esportazioni italiane; lascia indietro l’industria laniera, quindi il settore lana arretra. Le tariffe commerciali liberiste promosse dalla destra finiscono per penalizzare l’industria del mezzogiorno, il Sud rimane schiacciato dalla politica libero scambista.

Quindi l’Italia industriale del 1875, ha un volto misero: l’industria moderna si localizza nel Nord Ovest, le industrie sono delle isole in un mare agricolo e sono localizzate a Genova, in Piemonte e soprattutto intorno a Milano, che a partire dal 1870 diventa la capitale economica del regno; del resto sono tutte attività in gran parte connesse al settore primario.

L'inchiesta industriale

Viene fatta un’inchiesta industriale, dalla quale emerge che gli industriali sono scontenti della politica economica condotta dalla destra storica.

Quali allora i limiti? Tutto parte dall’arretratezza del sistema industriale italiano, poi gli imprenditori denunciano anche l’eccessiva repressione fiscale e avanzano la richiesta di protezione industriale, quindi un cambio di rotta rispetto alla politica economica della destra, gli imprenditori sono all’opposizione della destra storica.

Attraverso l’inchiesta quindi:

  • Si denuncia l’arretratezza generale del sistema
  • Si denuncia l’eccessiva pressione fiscale
  • Si richiede protezione doganale sia ai settori tradizionali (es. lana, seta) sia ai settori nuovi (es. siderurgico)

Creazione di uno Stato Non-Letargico

Si dilata moltissimo la spesa pubblica al fine di sostenere i costi legati ad esempio a flotta, ferrovie, marina militare mercantile, spese militari in generale, spese per il servizio del debito. La Destra storica, a fronte dell’aumento delle spese per mod...

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 36
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 1 Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 36.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia Economica - 2 parziale PT 1/2 Pag. 36
1 su 36
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher M.S.A di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Fornasari Massimo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community