Metodi di stampa
Tipografia: Stampa in rilievo tramite una matrice a caratteri mobili
Stampa in incavo: a incisione
Litografia: Tecnica chimico-fisica che sfrutta una matrice piana e la caratteristica idrofobia di determinate
emulsioni, che venendo spalmate sulla superficie lascia sporche di inchiostro solo le parti ripassate con tali.
Serigrafia: Stampa permeo grafica, che utilizza come matrice una tela di poliestere tesa su una cornice
(quadro/telaio serigrafico).
SCRITTURA
Pittogrammi: raffigurazioni naturalistiche stilizzate (es graffiti/pitture rupestri)
Ideogrammi: segni grafici che riproducono un'idea;
Fonogrammi: segni astratti che associati a uno o più suoni
Nascono più o meno tutte attorno al 3500 a.c. in zone meridionali, le prime in Mesopotamia e in Egitto, per
motivi di scambi commerciali, astrologici e legislativi (tramandare leggi); consentì anche di redigere testi sacri.
I primi strumenti di scrittura erano piccoli scalpellini, utili solamente alla scrittura cuneiforme – dotato di
fonogrammi, quindi espressività relativamente ampia, di più facile apprendimento.
Tra i fenici e i greci si arriva all'alfabeto vero e proprio intorno al 1000 a.c., portato poi tra etruschi e protolatini.
Fu il calamo (I/II sec. d.C. c.ca) che permise di avere uno spessore tipografico variabile e venne adottato in
corrispondenza della diffusione del sistema ieratico egizio - Mesopotamia.
Romani: tavolette di legno riempite di cera d’api e scrivevano con uno stilo di metallo/legno.
Estremo oriente: pennello strumento privilegiato per la scrittura
Medio oriente: strumento per scrivere canne (punta a becco —> diversi tratti)
Si arriva poi ai geroglifici egizi (di origine locale), sfrutta i logogrammi e ideo-pittogrammi. Al contrario della
scrittura cuneiforme, i geroglifici necessita un lungo periodo per imparare (si tratta di scrittura ideografica). I
Greci adattano questa invenzione alla loro lingua con suoni vocalici.
Si approfondisce poi un sistema di scrittura ieratico, limitato inizialmente a papiri religiosi per poi espandersi al
personale o commerciale: per questo motivo attorno al 700 a.c. si passa ad una scrittura demotica, in modo da
avere (più o meno) una lingua scritta franca.
*N.B. Wiki dice che lo ieratico è chiamato così perché i papiri si trovavano nelle biblioteche, che erano però sotto la giurisdizione
sacerdotale. In generale lo ieratico viene usato sin da subito sia per testi religiosi ma anche missive militari o trattati astrologici.
I sistemi alfabetici veri e propri si dividono in:
-consonantici: molte lingue mediorientali lo adottano.
-misti: qui i greci ebbero un ruolo fondamentale, perché integrarono a parte dell'alfabeto fenicio**
(diffusissimo nel mediterraneo) le vocali. Gli etruschi riprendono i simboli greci e li riadattano alla loro lingua e
necessità, l’alfabeto latino recupera quelli degli etruschi e attribuisce suoni simili ma influenzati dal greco
“monumentale”
à
antico* inventarono due diversi tipi di scrittura: una (più grafica e interessante) e quella
quotidiana, quella usata effettivamente.
* scrittura bustrofedica, ossia si scriveva in un senso una riga e in quello opposto la successiva
**[Uno dei documenti più interessanti è una serie di lamelle d'oro che documenta uno scambio commerciale tra fenici ed etruschi (VI
sec ac)]
Le grazie sono stratagemmi per marcare alcune determinate incisioni per essere più leggibili.
Alfabeto Latino (VI sec. lapis Niger) incise sulla pietra/argilla con segni puntiforme ma regolari; I sec a.C. più
spesse ma senza contrasto. Poi scritte a pennello su legno e, se più importanti, incisi a scalpello sul bronzo
(con contrasto, ossia le nostre maiuscole, aggiustamento ottico per forme verticali e/o tonde a tratti più sottili,
“thick and tins”). Il maggior esempio di alfabeto latino di età imperiale: Colonna Traiana (font: Trajan).
Le proporzioni dell'alfabeto romano furono oggetto di studi per lunghissimo tempo, non si giunse mai ad un
risultato definitivo, se non nel '900, quando si stabilisce che:
- le lettere erano disegnate a mano libera
- le grazie e le iscrizioni erano disegnate prima a pennello, poi scolpite (nel solco a V era posta la vernice,
rossa)
- le proporzioni erano basate sul quadrato.
Sulle iscrizioni funerali e ornamentali c’erano spazi, ma nei testi non c’era spazio tra le parole: invenzione spazi
dei monaci irlandesi del VI-VII sec. d.C., così come punteggiatura derivata da simboli romani: dagli appunti di
note tironiane
Cicerone, chiamate , inventate dallo scriba rimaste in uso anche nel medioevo. La punteggiatura
serve a codificare in maniera visiva le pause del parlato.
Nel I secolo varierà un po', passando alla capitale quadrata (per titoli e annunci) e aggiungendo anche la
rustica (per sottotitoli, le linee spesse sono quelle orizzontali). I romani avevano già un senso di gerarchie
grafiche nel 100 d.C.
Attorno al V secolo si arriva all'onciale, il primo avvicinamento al minuscolo (cosa che però NON era), e alla
capitale corsiva romana. Il primo vero e proprio minuscolo è la semionciale irlandese o semionciale insulare
(cfr. Book of Kells).
C'era però nuovamente bisogno di una lingua franca durante il SRI. Quindi emerge la scrittura carolingia
(minuscola carolingia – VIII//IX sec d.C.), che si modificherà lentamente arrivando alle scritture gotiche.
Le gotiche dominano il nord europa fino al '500, mentre in Italia e Spagna si usa la Rotunda, un gotico più
arrotondato.
Scrittura Carolina: scrittura messa a punto dopo unione Europa sotto corona di Carlo Magno. Nel rinascimento
viene creduto per sbaglio fosse quella degli antenati e viene ripresa, nei secoli successivi diventerà l’alfabeto
gotico.
Iter della Scrittura
1)Scrittura romanica--> necessità di scrittura veloce: corsivo (che diventa ufficiale)
2) Nasce l'onciale in Africa (V sec d.C. c.ca) e viene adottata come nuovo standard
3) Segue la carolingia per necessità di lingua franca
4) Gli intellettuali (specie in Italia, in primis Petrarca), come reazione alla sempre maggior presa dei caratteri
Umanistici
gotici nel Nord Europa reagiscono con la categoria di font ---> da qui serve una nuova scrittura
Textura
veloce (specie nel papato) e abbiamo una sorta di ritorno al corsivo ispirato al gotico: .
5) Gli italiani cmq preferiscono una scrittura più dolce, quindi il textura viene ammorbidito e si incrocia con la
Rotunda
famiglia dell’umanistica***: il (cfr. Aldo Manuzio)---> i Francesi adottano uno stile simile all'italiano
Roman/Italic
(nasce il ) e il gotico solo per decorazioni.
***L’Umanistica/Humanistica è sostanzialmente una Carolingia che ci ha creduto di più e che viene mandata a stampa
Bastarde, Fraktur,
E’ comunque dalla gotica si generano i vari stili, principalmente in paesi germanofoni:
Schwabacher, Textura e Rotunda
Con la scrittura Bastarda italiana si ha l'utilizzo dei primi veri pennini a punta (in ferro), che avevano una punta
flessibile, per cui il tracciato aveva lo stesso spessore in qualunque verso a meno di variazioni nella pressione.
Questo avviene non a caso attorno al '600, con l'illuminismo: il razionalismo dell'epoca prediligeva l'ordine e la
misura.
Nascita ed evoluzione dei supporti di scrittura
Il papiro (c’è testo e autore, no titolo) era un supporto di scrittura relativamente facile da creare e da
maneggiare, di lunghezza pratica all’uso. È il fusto del papiro, ricco di cellulosa: fatto a pezzi, viene poi messo
ad essiccare e trattato in superficie per essere meno assorbente e più liscio.
Libro dei morti
Il rotolo di papiro è chiamato Volumen ed era disposto in orizzontale. Es. : il testo è disposto in
orizzontale, per blocchi ordinati e separati, con l'immagine nell'ultimo. Il rotulus, in verticale, arriva solo nel
medioevo.
Il Codex, il vero e proprio libro di fogli rilegati arrivato in età romanica, che consente di scrivere direttamente
sul libro senza bisogno di una tavoletta di supporto sottostante, la migliore conservazione della carta;
suddivide il rotolo in unità singole.
Il foglio del manoscritto è forata sul lato dx, è la traccia da cui venivano tirate le righe per la corretta spaziatura –
detta "a bandiera", sembra che la spaziatura da sx sia un po' il palo che tiene il blocco di testo.
Tavoletta Pugillares (si tenevano col pugno, più elementi scavati e tavole incerate), iscrizioni a pennello/pietra.
Dal II sec. i romani sostituiranno la tavoletta di legno con la pergamena, supporto scrittorio derivante dalla
attuale Turchia. La pergamena è più costosa perché derivava da pelle di vitelli e per le sue proprietà: superficie
elastica, leggermente traslucente, flessibile, estremamente resistente.
Tabulae
N.B: Le latine non erano considerabili libri, era cera cancellabile (raschiandola), quindi poco adatta a
conservazioni durature, ma cmq di larghissima diffusione.
Libri d'ore
Erano libri laici, riccamente decorati (molto costosi, estremamente elitari).
Avevano margini tanto larghi a causa di condizioni ambientali scarsi per la conservazione, quindi più spazio fa
sì che era meno facile arrivare a rovinare il testo. Era già presente, come visto coi romani, una gerarchizzazione
del testo sulla base di una varietà di font.
Nel VIII secolo nel Regno Unito, la tipografia raggiunge quasi un pattern astratto: l'elemento illustrativo
Evangelario di Lindisfarne
prendeva il sopravvento particolarmente nella divisione dei capitoli o sui titoli. Es.
La decorazione era un elemento di prestigio, dato che i libri venivano scambiati tra signori, monaci e
personaggi rilevanti.
Book of Kells
Il , dello stesso periodo, è un ottimo esempio di semionciale insulare (Irlanda) decorato addirittura
per singole iniziali di ogni frase.
Nelle università del periodo urbano (XII sec.) si inizia ad avere la necessità di riprodurre anche i commentari
successivi ai testi. Questo sviluppa una particolare creatività nel layout disposto dagli amanuensi, con formati
variegati, colonne di diverse dimensioni, interlinea diversi...numerazione dei fogli
È proprio nelle università che si sviluppa un nuovo metodo di copiatura: il sistema della Pecia consentiva di
modificare e trascrivere più velocemente i manoscritti.
È anche responsabile per la nascita della lettura silenziosa. Infatti, prima del XIII/XIV secolo la lettura avveniva
sempre ad alta voce/ sussurrata dai monaci, preti, araldi, nobili.
I Salmi, con lunghezze e dimensioni differenti essendo in poesia, accompagnano la prosa con una griglia in
due colonne. à
Necessità di pubblicare i testi della chiesa e di commentarli con note detti Glosse (in corpo più piccolo o fra
le righe per spiegare le traduzioni o per aggiungere commenti), diventa prodotto tipico della scolastica =>
Libro di Isaia.
nuova maniera di leggere i testi e discuterne. Es.
La stampa in estremo oriente
Furono i cinesi ad inventare per primi la carta (fibre di cellulosa rotta a martellate, la cui polpa era disposta su
un telaio per essere pressata e asciugata, con una trattatura successiva), che venne importata in occidente
dagli arabi. Sutra del Diamante
La xilografia consentiva le stampe già almeno nel IX sec., come testimonia il .
L'unico limite della stampa in Cina era la quantità enorme di ideaogrammi: avere un banco di caratteri mobili
era un lavoro enorme. Incidere una sola tavola non era una gran fatica, ma il problema risiedeva nel
correggerle, per esempio, in quanto si sarebbe dovuta rifare tutta la tavola.
Attorno al 1000, i cinesi iniziano l’utilizzo dei caratteri mobili in ceramica (porcellana), fissati tramite resina.
Vennero inventati da Bi Sheng. Poi si passa al legno, molto più resistente, meno tendente a spostamenti e più
facile da intagliare. Furono poi i coreani a passare al bronzo, decisamente più duraturo.
Metodo calcografico era sostanzialmente una lamina di rame incisa sottoposta a galvanizzazione, che
consentiva di arrotolare il calco stesso e a sviluppare le prime bobine cartacee.
Si spalmava una sostanza idrorepellente (spesso cera d'api) sulla lastra, che venendo scalfita lasciava le parti
incise libere di essere macchiate dall'inchiostro. Successivamente vi si pressava sopra la carta che era quasi
“schiacciata” nei segni incisi.
La stampa in Europa
Gutenberg portò notevoli invenzioni oltre alla stampa in sé.
Inizialmente il layout e i font erano quelli dei manoscritti, perché in principio la classe che leggeva e comprava i
libri era la, quindi si cerca di imitare i miniaturisti.
Per le illustrazioni invece era un altro discorso: andavano commissionate sempre le matrici, che quindi
venivano poi riutilizzate (esempio: la rappresentazione di una città era usata per più di una).
Le opere all'epoca, nonostante la stampa, erano comunque un oggetto di pregio (infatti erano sempre
decorate, spesso incassate con casse di legno ornate come opere d'arte), ma le vere opere di lusso erano le
scritture (di solito libri sacri/bibbia) poliglotte.
L'Italia era un mercato fiorentissimo per le stampe, e i nomi che spesso sentiamo di tedeschi italianizzati sono
dei primi stampatori scappati da Magonza che vengono nella.
Francesco Griffo crea il primo carattere italico corsivo per una serie di tascabili di classici latini commissionati
da Aldo Manuzio.
La stampa in incavo inizia già dai primi del '500, dopo circa una 50ina d'anni dall'invenzione di Gutenberg,
richiedeva una macchina diversa, in quanto era la carta che andava schiacciata nei buchi.
Il torchio da stampa rimane più o meno invariato fino al '900, quando diventa in ghisa, consentendo un minor
dispendio di energie e una dispersione della pressione più uniforme.
La calcografia si afferma più avanti perché era più costosa, specialmente nella rappresentazione delle
immagini: per questo dalla sua invenzione la stampa comincia a ridurre la presenza di illustrazioni nei libri.
Inoltre, erano richiesti due tipi di lamine diverse per testo e immagini e serviva una professione ben specifica
per lo stampatore, il rilegatore... soldi in più.
La rinuncia all'illustrazione non era qualcosa che faceva particolarmente piacere e quindi attorno al '700 fu un
certo Thomas Bewick a cercare un metodo abbordabile per la stampa di figure - introduce il legno da taglio,
cioè il legno era tagliato e disposto in tasselli in orizzontale.
Nel 1796 però si passa alla litografia. Così esplode il consumismo dei libri anche a classi non propriamente
ricche. Inoltre, si inizia a diffondere anche l'illustrazione a colori, novità assoluta.
La diffusione in Europa avviene dopo il Sacco di Magonza nel 1462, che costrinse i tipografi a fuggire
principalmente a Venezia, Foligno, Roma e Parigi. Una diffusione così rapida e vasta per una nuova tecnologia
non era mai avvenuta e si ripeterà solo nel 1800 con la Rivoluzione Industriale.
Aldo Manuzio, a Venezia, apporta due novità importanti per il mercato: i libri tascabili e il capoverso, creando
una nuova fetta di mercato: gli umanisti.
Come si realizzano i caratteri da stampa?
Per creare i caratteri da stampa, si incide un punzone in rilievo e speculare su acciaio, che viene poi usato per
imprimere una matrice incavata in rame o acciaio. La matrice viene inserita in uno stampo regolabile, dove si
cola piombo fuso per ottenere il carattere definitivo, in rilievo e speculare, pronto per la stampa. Un singolo
punzone poteva produrre molte matrici, favorendo la diffusione dei caratteri, poiché non esisteva ancora il
diritto d’autore. Quindi, le officine tipografiche custodivano i magazzini gelosamente.
Una delle tipografie/stamperie più importanti del Rinascimento fu quella di Anversa, di proprietà di Christophe
Plantin: oggi è il museo di tipografia più importante d’Europa, contenendo documenti contabili, punzoni e
matrici originali.
Riassumendo
Stampa in rilievo (circa IX sec. dc): prevede la rimozione delle parti della superficie che non devono essere
stampate, lasciando in rilievo quelle destinate a trattenere l’inchiostro. Esempi di stampa a rilievo includono la
xilografia: si utilizza una matrice di legno o caratteri mobili: lettere realizzate in rilievo per comporre il testo.
Metodo semplice ed economica xké richiede solo pressione per trasferire l’inchiostro dalla matrice alla carta.
Stampa in incavo con incisione calcografica (circa 1000 d.c.): i caratteri vengono incisi direttamente su una
matrice metallica, come il rame. L’inchiostro viene applicato nei solchi incisi, mentre le parti in rilievo vengono
pulite. La carta, spinta con forza nella matrice da una pressa, si deforma per penetrare nei solchi, raccogliendo
l’inchiostro. I “fermi” sono necessari per evitare che la carta si rovini. È una tecnica costosa e impegnativa.
Stampa planografica (litografia-1750 cca): si basa sul principio di repulsione tra acqua e grasso. Un disegno
viene realizzato con inchiostro o matita grassa su una pietra calcarea porosa, che successivamente viene
trattata per mantenere l’acqua solo nelle aree non disegnate. L’inchiostro aderisce solo nelle aree grasse,
quindi disegnate; poi il foglio viene premuto sulla pietra, trasferendo l’immagine.
Stampa e Tipografia moderna
Nel Rococò il re di Francia richiedendo un nuovo font esclusivo della corona: si ha la prima testimonianza di
una griglia compositiva per creare un font, che prima invece era un po' un libero del punzonista.
È in questo momento che l'illustrazione e il layout inizia a diventare moderno, con inquadratura centrale,
margini più equilibrati, font più sobri... Virgilio, Bucolica, Georgica et Aeneis
A metà '700 si arriva alla pagina neoclassica (cfr. John Baskerville, ). Da
Baskerville, attraverso anche Bodoni, si afferma in Italia il libro dai margini larghissimi, senza ornamenti, di un
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