L’alfabeto latino e le sue declinazioni
Forme, scritture, caratteri
La scrittura serve a rendere in forma visibile qualcosa che appartiene alla forma orale, cioè il linguaggio,
è una tecnologia, una tecnica, in relazione al modo di rappresentare il linguaggio ci sono state due
strategie:
- SIMBOLEGGIARE, si sfrutta un fenomeno visibile e si rappresentano gli elementi essenziali
di questo.
- SEGNI CHE RAPPRESENTINO SOLO LA FORMA UDIBILE, cioè il suono, senza voler
rappresentare quel soggetto vado a scomporre i suoni in sillabici o monosillabici.
- PITTOGRAMMI, raffigurazioni naturalistiche stilizzate di immagini isolate o raggruppate,
azioni ma che rappresentano la realtà ed indicano un oggetto. Es. graffiti, pitture rupestri
- IDEOGRAMMI, riproducono l’idea, non rappresentano solo l’oggetto, ma anche un senso
figurato di quest’ultimo. Es. geroglifici, segni cuneiformi usati dai Sumeri, Assiri e Babilonesi
- FONOGRAMMI, figure naturalistiche o segni astratti che possono indicare un suono singolo
o più suoni.
-
La scrittura è un metodo per comunicare e registrare un linguaggio orale su vari supporti come carta,
roccia, corteccia, ecc. Si sviluppa circa 5000 anni fa, molto più tardi rispetto al linguaggio orale, che ha
circa 100.000 anni di storia.La scrittura nasce principalmente per scopi pratici, come la contabilità, la
creazione di elenchi, la registrazione della proprietà, la codifica delle leggi, e l'indicazione dei regnanti.
Appare per la prima volta in Mesopotamia e in Egitto nel IV millennio a.C., come risposta alla
crescente complessità della società.
In Egitto e nella Mesoamerica, la scrittura è anche strettamente legata alla creazione di calendari
astronomici, essenziali per seguire i movimenti degli astri e definire eventi come equinozi e solstizi.
La scrittura ha avuto un ruolo fondamentale nel conservare testi sacri, leggi, miti e la storia delle
civiltà, sostituendo la tradizione orale e permettendo la trasmissione delle conoscenze attraverso un
supporto permanente.
Ha anche rivoluzionato il linguaggio e la memoria, riducendo la necessità di memorizzazione orale,
come nel caso dei canti degli aedi, migliorando così la trasmissione delle informazioni.
Gli strumenti di scrittura principali erano il calamo e lo stilo, utilizzati per scrivere su superfici come
tavole di argilla o papiri. Questi strumenti avevano punte larghe e oblique, che permettevano di creare
segni con spessori variabili.
Il calamo, spesso realizzato con canna di giunco, ha contribuito a creare un contrasto nei segni scritti,
e la sua capacità di assorbire l'inchiostro ha migliorato la scrittura, anche prima dell'invenzione
dell'inchiostro stesso.
SCRITTURE LOGOGRAFICHE, Tavoletta precuineiforme. Mesopotamia, ca.,200 a.C→
Tavoletta con il conteggio di mucche (triangolo con le corna) e pecore (croce all’interno di un cerchio
che rappresentava l’animale nel recinto), sul retro c’è un sigillo che garantisce la transazione del
bestiame tra due individui, circa del 3200 a.C.
Cuneiforme tra 3500-3200 a.C., sviluppato dai Sumeri in Mesopotamia e poi usato da tutte le civiltà
(Sumeri, Accadi, Ittiti, Assiri) che si sono succedute in quella regione che lo hanno usato fino al 100 a.C.,
conoscendone un’evoluzione nel corso del tempo ma poi è stato abbandonato in favore delle scritture
alfabetiche
SCRITTURE LOGOGRAFICHE, Tavoletta cuneiforme del tempio di Uruk, Mesopotamia, ca.600
a.C→
Dizionario con Kolofon→
Destinato all'utente, il kolofon spiegava come e dove conservare lo strumento, indicandone l'origine
dalla biblioteca del tempio della dea Ishtar.
Il dizionario è composto da parole disposte verticalmente e raggruppate in sinonimi.
A sinistra di ogni parola c'è la pronuncia, espressa con segni sillabici. A destra vi è la traduzione in lingua
arcadica.
Geroglific→
I geroglifici si svilupparono intorno al 3350 a.C., durante il periodo predinastico nell'Antico Egitto, e sono
di origine locale.
Sebbene ci fossero scambi con la Mesopotamia, non ci sono somiglianze con i caratteri cuneiformi
mesopotamici.
Si svilupparono dai pittogrammi ma contenevano informazioni limitate rispetto al cuneiforme, che
aveva introdotto anche i fonogrammi (simboli per rappresentare la pronuncia).
Gli egizi aggiunsero logogrammi (simboli che rappresentano parole intere) e ideogrammi (simboli per
concetti e idee, come i verbi).
Alfabeto egizio→
Composto da 24 consonanti di base, trasmettendo significati, e più di 800 simboli per esprimere
connotazioni e significati.
Richiedeva la memorizzazione di migliaia di segni, rendendo la scrittura accessibile solo a un'élite
preparata tramite un lungo apprendistato.
Scrittura ieratica→
Usata per testi sacri, come il libro dei morti, e per documenti amministrativi, legali e commerciali.
Scritta su papiri, legno, ostraca (cocci) o altre superfici, si usava per la sepoltura dei morti e per atti
giuridici o lettere.
Scrittura demotica→
Intorno al 700 a.C., sostituì la scrittura ieratica.
Divenne la scrittura più diffusa in Egitto fino al periodo Romano, utilizzata per ogni tipo di documento
scritto.
Scrittura Cotta→
Sostituì la scrittura demotica in Egitto durante il periodo cristiano, utilizzando l'alfabeto greco con
simboli presi dal demotico, creando così una scrittura ibrida.
Scritture alfabetiche→
I primi simboli ideografici non solo rappresentavano l'oggetto ma anche il significante del vocabolo,
stabilendo una relazione convenzionale tra il simbolo e il suono (es. il simbolo per "tavolo" rappresenta
sia l'oggetto che il suono "Ta").
Scrittura sillabica→
Simile alla scrittura alfabetica, i simboli rappresentano fonemi (unità di suono). Ogni simbolo può
rappresentare uno o più suoni.
Non esiste un legame visivo tra il significato e il significante, è una convenzione. In un sillabario, ogni
simbolo rappresenta una sillaba.
SCRITTURE SILLABICHE
Tavoletta da Pylos, lineare B, Museo archeologico nazionale, Atene. Sistema sillabico usato a
micenee
CONSONANTICI, hanno segni solo per le consonanti (lingue medio-orientali, ebraico, arabo ecc.) le
vocali ci sono ma indicate come segni secondari.
VOCALICI E CONSONANTICI, sono gli alfabeti veri e propri, hanno segni per le vocali e le consonanti
dall’alfabeto fenicio che i greci hanno adattato alla loro lingua togliendo i segni consonantici che non gli
servivano e gli hanno attribuito un significato diverso, cioè quello delle vocali.
SCRITTURE ALFABETICHE
Lamelle di Pyrgi Alfabeti etrusco e fenicio, VI sec. a.C., Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia,
Roma→
Sono lamelle d’oro fissate che erano originariamente fissate su un supporto di legno, che servono a
commemorare un trattato tra etruschi e fenici che risale al sesto secolo a.C. del sesto secolo a.C., nella
trascrizione ci sono entrambi gli alfabeti che così possono essere confrontati e leggerli.
L’ALFABETO FENICIO che risale al 1500 a.C., è un alfabeto consonantico, ogni segno rappresenta il
disegno dell’oggetto corrispondente al fonema iniziale 22 segni 22 consonanti, scrittura da destra a
→
sinistra, si è rapidamente diffuso in tutto il mondo ma oggi non ne abbiamo traccia, adottato dai greci
alla fine del nono secolo.
L’ALFABETO GRECO ha 17 consonanti e 7 vocali, scrivono da destra a sinistra e il verso successivo
sinistra destra, andamento bustrofedico fino al quinto secolo, mentre del quarto secolo a.C. sono i primi
documenti dell’alfabeto greco che sono rimasti a noi, molto spesso su ceramica, dal greco deriva
L’ETRUSCO da cui deriva l’alfabeto latino con 20 lettere che risale al terzo secolo a.C., mentre in seguito
si svilupperà anche l’ALFABETO CIRILLICO.
LAPIDARE GRECA. Testo latino arcaico in caratteri greci V sec. a.C.
Appena creata si svilupparono due orientamenti della scrittura greca:
• MONUMENTALE, incisa su pietra, in forma permanente ma molto rapida nella stesura;
• CORRENTE, segue le forme lapidari ma acquisterà velocità e si modificherà a seconda dell’uso
e dei bisogni, su testi religiosi, letterari, filosofici, nei documenti e nell’amministrazione, si
scriveva sui cocci che erano usati per tutto.
ISCRIZIONE GRECA. resoconto contabile della costruzione dell’Eretteo Atene, 408–7 a.C., Museo
dell’Acropoli, Atene Epigrafe→ Il testo diviso è ordinatamente in due colonne, le lettere sono tutte
allineate, scritte in caratteri monospaziati, come con la macchina da scrivere, lo spessore del tratto è
lo stesso, non varia mai, non c’è infatti ancora il contrasto, questa impaginazione risulta essere un
esempio di graphic design.
ISCRIZIONE ELLENISTICA, Dedica di Alessandro Magno ad Athena Polias Priene (Asia Minore), 343
a.C. In questo caso le lettere tutte sulla stessa altezza, ma sono spaziate proporzionalmente, cioè,
→
spazio bianco e spazio nero si equivalgono, in modo che la scrittura acquisti un ritmo regolare ma non
ci sono spaziature per separare le parole, inoltre le terminazioni dei caratteri sono delle piccole grazie,
ispessimenti che servono visivamente ad ancorare meglio le lettere.
CALLIGRAFIA SU PAPIRO, Capitali greche corsive II sec. a.C. Parigi, Biblioteca Nazionale→ Il testo
è diviso in colonne, in quanto scritto su papiri che veniva arrotolati, si nota un variare dello spessore
dovuto all’uso dello strumento calamo e dell’inchiostro. In questo esempio vediamo uno sviluppo del
design in funzione del supporto per scrivere e su cui si scrive, colonne per il papiro e l’inserimento di
immagini all’interno del testo (c’è stato un pensiero dietro).
LAPIS NIGER, Testo latino arcaico Roma, VI sec. a.C. Alfabeto etrusco, la più antica iscrizione che
→
abbiamo, piazzata al foro romano.
ISCRIZIONE TOMBA DI EURISACE, Roma, I sec. a.C. È di Età repubblicana, Pre-imperiale si notano
infatti le maiuscole di età repubblicana, inoltre si vede la presenza vistosa di grazie e lo spessore che
varia. Dal ritrovamento di epigrafi di età Repubblica con caratteri senza grazie, diversi da questi nasce il
sans-serif.
TAVOLA CLAUDIA, Iscrizione in capitali imperiali incise su bronzo, 48 d.C., c’è una variazione di
spessore e sono molto eleganti→ Le lettere sono incise con un piccolo scalpello sul bronzo, hanno le
grazie che donano loro una grande eleganza, come quella delle lettere monumentali.
COLONNA TRAJANA. Roma, dopo 112 d.C. →
Alla base della Colonna Traiana c’è un cubo che, fin dal 400 d.C., è stato considerato dai ricercatori il
miglior esempio di alfabeto latino maturo dell’età imperiale, grazie alla sua spaziatura e ai caratteri. Le
lettere, scritte dall’alto verso il basso, sono più piccole per compensare l’effetto della prospettiva. In
quell'epoca, non c’era lo spazio tra le parole, un'invenzione dei monaci olandesi che venne sviluppata
più tardi. La maggior parte delle epigrafi imperiali seguivano questo stile.
Dal Rinascimento, studiosi, architetti e artisti hanno cercato di capire come i romani realizzassero
lettere così eleganti, credendo che derivassero dalla precisione dell’uso del compasso e della riga.
Eduard, in un libro chiamato "L’origine delle grazie", ha spiegato che le lettere venivano inizialmente
disegnate con un pennello a spatola e poi scolpite, ma seguivano precise proporzioni che permettevano
di scriverle rapidamente.
CAPITALE QUADRATA. Virgilio, Georgiche manoscritto, IV sec. d.C→ Le stesse lettere usando però
un altro strumento, avendo tratti più neri, altri invece sono più sottili. Capitale quadrata perché le lettere
risultano essere più quadrate anche se è la stessa forma.
AFFISSIONI ELETTORALI, Iscrizioni a pennello, Pompei, ante 79 d.C. →
Scrittura rustica/campagnola, molto utilizzata, è la terza scrittura della Roma antica, realizzata
utilizzando il pennello tenuto in modo diverso (parti orizzontali spesse, verticali più sottili), questo
perché per loro le lettere avevano una gerarchia di significati diversi, più scritture per giustificare diversi
livelli di lettura.
ONCIALE ROMANA. Vangeli, manoscritto Italia, V sec. d.C. St Gallen, Biblioteca Abbaziale →
Soprattutto in ambito cristiano, attorno il IV/V secolo, si sviluppa l’onciale che nasce in Nord Africa, il
granaio di Roma, con queste lettere ha inizio il fenomeno delle lettere minuscole e minuscole che poi
si svilupperà nelle epoche successive, questa sarà alla base di molte scritture nazionali/locali, dopo il
crollo dell’Impero Romano.
CAPITALE CORSIVA ROMANA, Editto di Diocleziano e Massimiano papiro, IV sec. a.C. Lipsia, Museo
archeologico→ Usata nella stesura dei documenti per l’amministrazione dell’impero, realizzata
usando un pennello molto sottile, in corsivo, operazione che richiedeva tempo e fatica. Per velocità si
cerca di ridurre il numero di tratti per costruire una lettera.
EVANGELIARIO DI PRÜM, Tours, IX sec. Berlino, Staatsbibliothek→
Carlo Magno aveva riunificato l’Impero Romano, ma le lingue parlate e scritte nei vari territori erano
diverse. Per gestire l’impero con un’amministrazione centralizzata, si rese necessaria una scrittura
uniforme. Così nasce la scrittura Carolina, sviluppata dallo scriba Aquino di York, caratterizzata da una
grande leggibilità, eleganza e leggerezza. Per le lettere maiuscole si usava ancora l’onciale. Questa
scrittura rimase in uso per quattro secoli, per poi evolversi lentamente nelle scritture gotiche, ch e
dominarono l’Europa fino al 1500.
VULGATA DI TOURS TOURS. IX sec. Londra, British Library→ Maiuscole epigrafiche, vediamo l’onciale
e poi la carolina, quattro scritture diverse combinate in un progetto di graphic design, per ordinare
quattro diversi livelli di lettura.
SCRITTURA GOTICA TEXTURA, XV sec. Una tra le scritture gotiche, assume questo nome perché
→
sembra la stampa di un tessuto, mentre in Italia e Spagna prevarrà la Rotunda.
La corsività, ovvero il desiderio di scrivere più velocemente, portò alla creazione di nuovi modelli di
scrittura, che si evolveranno nel tempo. La successione delle scritture si sviluppò come segue:
• Onciale → Carolina (scrittura umanistica degli intellettuali toscani) → nella curia papale nasce
la Cancellersca, un tipo di corsivo veloce.
• A metà del 400 nasce la stampa: in Germania si adotta la gotica (Textura), mentre in Italia, non
amando i caratteri gotici, si sviluppa a Venezia da Nicolas Jenson un nuovo modello chiamato
Roman (dritto) e Italic (corsivo).
Nel 400 si cristallizzano anche le lingue correnti in Italia. Altri stili di scrittura gotica, molto decorativi,
includono:
• Textura
• Fraktur (esempio di manoscritto di George de Carpentier, ca. 1600, Amsterdam, Biblioteca
Universitaria)
• Schwabache
• Rotunda (usata per i grandi libri di canti nelle chiese).
Il 600 fu un periodo prolifico per i caratteri tipografici, soprattutto in Nord Europa, dove si utilizzava la
penna a becco d’oca per tracciare linee di spessore variabile.
MINUSCOLA UMANISTICA (LITTERA ANTIQUA), Italia, XV sec→
Caratteri da stampa rinascimentali, altro esempio in cui diverse scritture implica diverse gerarchie di
testi.
La domanda della stampa era principalmente quella a caratteri gotici
Manuzio è il primo che ha l’idea di scrivere un libro con caratteri corsivi da stampa, per un’edizione di
classici latini tascabili, dove il corsivo più compatto era l’ideale.
MANUALI DI SCRITTURA GIAMBATTISTA PALATINO. Compendio del gran volume, 1588. Manuale
sulla penna che racconta da come nasce la penna a modelli di scrittura da copiare, usa un corsivo
italico da stampa.
Jan van de Velde (olandese), CALLIGRAFIA SU CARTA ANVERSA, 1622→
Nel passaggio verso l'Illuminismo, la scrittura cambia, adottando un contrasto dritto/verticale. I tratti
verticali diventano più spessi di quelli orizzontali, con un esempio caratteri Bodoni.
Nel '600 e '700, la scrittura si evolve, ma all'inizio dell'800 il gusto tipografico cambia. Nascono i primi
pennini flessibili, inizialmente in piuma d'oca e poi in metallo, che eliminano il becco largo
tradizionale. Con il pennino, il tratto della scrittura alterna spessori sottili e spessi, creando un effetto
di chiaroscuro. Il corsivo italico evolve nel corsivo inglese, che diventa il corsivo commerciale e
corrente.
Con l'evoluzione della comunicazione visiva, che combina testo e immagini, la calligrafia continua a
svilupparsi, ma la tipografia prevale. Nel corso dell'800, le arti grafiche subiscono una
meccanizzazione, l'arrivo della macchina da scrivere semplifica e velocizza la stesura dei documenti.
Infine, all'inizio del '900, la calligrafia rinasce come oggetto di studio archeologico.
Parole e figure
Testi e immagini nella trasmissione del sapere
DAL VOLUMEN AL CODEX
ESEMPLARE DEL LIBRO DEI MORTI, Egitto, dal 1° Millennio a.C. →
Il papiro, utilizzato per testi contenenti incantesimi e istruzioni per accompagnare il defunto nell'aldilà,
è un supporto di scrittura facile da creare. La pianta del papiro, ricca di cellulosa, veniva tagliata in
fettine disposte orizzontalmente e verticalmente per essiccarle e ottenere un supporto solido. Il papiro
era spesso usato in rotoli, chiamati "VOLUMEN", che venivano arrotolati e srotolati su un piano, con il
testo disposto in colonne parallele. L'immagine occupava la larghezza di una colonna. Esisteva anche
il "ROTULUS", usato nel medioevo per documenti brevi.
La grande innovazione fu l'introduzione del "Codex", un supporto non più in rotoli ma in fogli piegati e
rilegati, che consentivano di scrivere su entrambi i lati e miglioravano la consultazione e conservazione
del testo.
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