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Storia dell’architettura, professore Stefano Zaggia

Le origini dell’architettura monumentale

In età augustea (44-23 a.C. ascesa al potere, 23 a.C. – 14 d.C. principato) Vitruvio esponeva nel suo trattato come le origini dell’architettura monumentale derivassero dalla capanna primitiva, costruita in legno e argilla.

Dal punto di vista storico tali origini sono molto complesse da definire. Intorno alla metà del ‘700 secondo l’abate Laugier la semplicità della capanna originaria è da cercarsi nella semplicità degli edifici.

La prima tecnica costruttiva utilizzata è il sistema trilitico, che prevede due strutture verticali, piedritti, a sostegno di un elemento orizzontale. Questa struttura, composta da due elementi portanti e un elemento portato, ci consente di capire che non siamo più di fronte a un semplice riparo, come poteva essere precedentemente una caverna, ma davanti a un’opera architettonica.

Tra le opere più antiche e maggiormente conosciute in cui si può osservare tale tecnica abbiamo:

  • Stonehenge (1800-1500 a.C.): è un Cromlech, sistema trilitico ripetuto a formare una forma circolare, per gli antichi l’uomo entrava in relazione con il cosmo.
  • Complesso di Tarxien a Malta (III/II millennio a.C.): sono templi megalitici costituiti da spazi molto ampi che presentano stanze absidate con coperture in paglia e in legno. In questo caso non sono state usate semplici pietre ma siamo di fronte a elementi lavorati; all’architettura portante si affiancano significati simbolici che vanno oltre la semplice utilitas dell’edificio (le pietre presentavano alcune decorazioni basilari).

Dal sistema trilitico derivano le strutture architravate, che sono le più comuni tra le strutture antiche, molto rara è la volta a botte.

Gli edifici di destinazione monumentale–religiosa erano eretti in pietra (come, per esempio, templi e tombe), mentre per la realizzazione di edifici minori quali le case si usufruiva di materiali meno pregiati come laterizi e mattoni crudi di paglia e argilla essiccati al sole, secondo una tecnica derivante dalla civiltà sumera, e ancora prima dall’età preistorica.

  • Saqqara, complesso funerario della piramide di Zooser (2650 a.C.): la destinazione del complesso è monumentale-religiosa e accanto alla pietra viene impiegato il laterizio (il mattone crudo sumerico veniva cotto). In Egitto il sistema trilitico assume già una configurazione diversa, poiché gli elementi della struttura mimano elementi decorativi che in precedenza erano realizzati in materiali deperibili quali il legno. Un esempio sono le terminazioni arrotondate di alcuni setti murari (non sono vere e proprie colonne) che richiamano fasci di canne.

Vi è una progressiva definizione della colonna nelle sue caratteristiche:

  • Tempio funerario di Ramses II (XIII sec. a.C.) in cui le colonne sono rastremate e presentano capitelli decorati con foglie di palma e fiori laterali, oltre ad essere costituite come assemblaggio di più elementi lavorati. Precedentemente le colonne erano monolitiche.
  • Deyr el-Bahri, tomba della regina Hatshepsut (XV sec. a.C.), vi sono colonne con un leggero basamento, sfaccettate e con un capitello prismatico, che raccorda il fusto con l’architrave, e molto simile a quelli della successiva architettura greca.

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  • Tempio di Horus a Edfu (costruito nel 237 a.C. su preesistenze): la struttura è organizzata a partire da alcuni elementi fissi, comuni a strutture simili:
  • Pilone di entrata, costituito da una struttura rastremata verso l’alto.
  • Cortile.
  • Sala ipostile, grande stanza coperta retta da una selva di colonne. Per le caratteristiche stesse del sistema trilitico i piedritti non possono essere molto lontani tra di loro, poiché vi è un limite alla lunghezza delle travi orizzontali.
  • Naos: cella sacra.

Agli ultimi ambienti potevano accedere solo alcune persone o classi, per il loro contenuto e la sacralità dell’ambiente.

Un altro elemento che viene sviluppato grazie al progredire delle tecniche e delle conoscenze costruttive è la capriata lignea, che permette di costruire una copertura non più piana e in soli materiali naturali, ma anche rivestimenti in laterizio, tegole, coppi.

Vi è inoltre la comparsa dell’arco, che quindi non è invenzione romana. Un esempio è la Porta di Ishtar (VII sec a.C.), uno degli ingressi della città di Babilonia, realizzata in laterizio rivestito da ceramica colorata.

Creta

Uno dei primi esempi di architettura monumentale in Europa è il palazzo di Cnosso (1800-1400 a.C.) a Creta, che assieme a Festos, città cretese meridionale, fu uno dei massimi esempi della cultura minoica.

Essa è una piccola città organizzata in forma di palazzo, le cui strutture (tra cui magazzini, botteghe, un teatro ecc..) si dispongono attorno a uno spazio comune centrale. Le città dell’isola non presentano fortificazioni o mura di recinzione.

Un particolare notevole di tale architettura alquanto raffinata sono le colonne, che a differenza di quelle egizie, sono rastremate verso il basso, cioè più larghe in alto, e presentano un abaco che si interpone tra la copertura e un capitello a cuscino.

Micene

Micene è identificata da Omero come la residenza di Agamennone. La civiltà micenea, nata dall’insediamento di popolazioni provenienti dal nord e stanziatesi nella zona del Peloponneso e della costa ionica intorno al 1200 a.C., riprende molti elementi dell’architettura minoica.

Si formano così aggregazioni abitative fortificate, talvolta anche doppie. Si può accedere alla città attraverso un’unica entrata, la celebre Porta dei Leoni (ca. 1200 a.C.) la quale presenta una struttura trilitica formata da due enormi lastre di pietra che fungono da piedritti e che sorreggono un architrave più spessa al centro per ragioni statiche. Inoltre, vi è anche un triangolo di scarico superiore decorato con due figure di leonesse acefali e al centro una colonna minoica.

All’interno della città, oltre alle abitazioni e a uno spazio recintato sepolcrale dove vi erano le tombe, c’era il palazzo reale.

Il palazzo di Micene presenta alcuni elementi particolari:

  • Megaron: sala del trono, sala quadrata ipostila (si chiama ipostilo uno spazio chiuso in cui il tetto è sostenuto da colonne con quattro colonne, e al centro un) focolare;
  • Atrio.
  • Cortile esterno di accesso.

Il megaron può essere considerato una matrice per i primi templi greci.

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Nei pressi della rocca vi è infine la tomba di Atreo, detto anche tesoro di Atreo, la quale è una tomba a tholos. Da un ingresso si accede a una sala circolare la cui copertura è una finta cupola poiché ottenuta attraverso la sovrapposizione di pietre in cerchi sempre più stretti, fino a formare una copertura semiogivale. Da questa si accede anche a una camera sepolcrale.

Un altro esempio rilevante dell’architettura micenea è la città di Tirinto, da cui emerge un’importante tecnica costruttiva: l’utilizzo di pietre lisciate e adattate all’elemento sottostante senza l’utilizzo di legante.

Architettura greca

La storia della Grecia antica si suddivide in tre periodi distinti: Geometrica, Arcaica, Classica.

Alcuni tra gli elementi fondamentali dell’architettura greca sono il teatro, il tempio e la conformazione della città, la polis, la quale era suddivisa in tre parti principali:

  • Acropoli → città alta.
  • Asty → città bassa.
  • Chora → contado.

Teatro

È uno spazio derivante dai luoghi di culto, dai santuari all’aperto. Era costruito all’aperto, poiché ricavato dal fianco di un’altura.

I suoi elementi principali erano: orchestra (per gli attori), parodos (ingresso) e la cavea a gradinate che sfruttava le pendenze naturali. Tra gli esempi più noti citiamo il teatro dell’Epidauro (300 a.C.) e quello del Santuario di Apollo ad Atene.

Tempio

Le sue origini si ricollegano allo spazio sacro recintato e ben circoscritto del temenos (recinto sacro, delimitato da mura o cippi, separato dalla quotidianità degli uomini), dove si credeva risiedesse il dio, e che nel tempo si arricchisce di edifici tra cui la casa del dio, il tempio.

Era uno spazio inaccessibile se non ai sacerdoti e i sacrifici venivano celebrati in un altare esterno.

Secondo Vitruvio la forma templare deriva da quella degli edifici preistorici in argilla (legno, paglia e fanghiglia), di cui abbiamo anche ritrovamenti di piccoli modellini votivi. Di questi esempi non ce ne sono rimasti poiché quando cambiava lo stile si ricostruiva sopra le preesistenze.

Nel trattato vitruviano vengono indicate varie tipologie di templi: (vedi immagine p4)

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Nel tempio in antis le colonne precedevano la camera, questo tipo di tempio deriva dai modelli di capanne/tempietti in legno, paglia e fanghiglia che richiamavano le normali abitazioni. Si differenzia dal tempio prostilo che invece ha una fila di colonne non limitata dalle ante.

Nel tempio diptero la peristasi (colonnato che circonda la cella) è costituita da una doppia fila di colonne; nel periptero invece è una sola.

Nel tempio a tholos la cella è circondata da una peristasi circolare.

Tra i modelli greci vanno menzionati anche il tempio pseudoperiptero e il tempio pseudodiptero in cui la cella si allarga fino a incorporare il colonnato che si riduce a una fila di semicolonne sporgenti dalle pareti di essa; infine, il tempio ipetro (“a cielo aperto”), la cui cella è aperta, senza copertura.

Tra i primi esempi di cella abbiamo:

  • Tomba-tempio (Heroon), Lefkandi (X sec. a.C. ca.) dalla restituzione si può notare l’effettivo collegamento alle forme della capanna primitiva e all’utilizzo di materiali deperibili quali legno, mattoni crudi e argilla, la paglia per il tetto.
  • Tempio di Hera a Samo (Heraion): è un esempio significativo di edificio che subisce modificazioni nel corso del tempo, tra cui ricordiamo il primo nell’800 a.C. con una struttura rettangolare con semplice accesso e il terzo nel 670 a.C. circa in cui viene aggiunta la peristasi.
  • Tempio di Apollo a Thermos: numerosi edifici sacri che si susseguono nel tempo:
  • Primo intervento: su un basamento poggiavano colonne lignee;
  • Secondo: viene realizzata una struttura absidata (le parti antiche riprendono abilità di lavorazione e creazione delle navi- le Poleis, infatti, avevano potenti flotte- riproducevano, quindi, forme curve);
  • Viene realizzato un tempio periptero.

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C’è anche una successiva evoluzione di altre forme artistiche come la scultura.

Vi è una successiva trasposizione del sistema trilitico in una soluzione formale che ha significati non più solo strutturali ma anche simbolici ed estetici. È la nascita dell’ordine architettonico.

Vi è il progressivo passaggio dalla forma a capanna alla nascita del tempio vero e proprio che risente anche di un processo di litizzazione, sostituzione degli elementi in materiali deperibili con la pietra (le coperture hanno travature lignee e copertura in laterizio).

Queste nuove tecniche di copertura vengono messe a punto a Corinto, città importante sia per i commerci che per l’artigianato. Sono tegole in terracotta piatte rettangolari connesse tra di loro da un elemento di raccordo, non sono semplici tegole arcuate. Venivano già utilizzate in precedenza da Egizi e Cretesi; nasce lo stile di tetto Corinzio (tegole finali del tetto presentavano decorazioni) che si differenzia da quello laconico in cui le tegole finali erano semplicemente tonde.

Tetti dei templi ora non più a spioventi ma a 45 gradi.

A lato: ricostruzione della trabeazione del tempio di Apollo a Thermos (NB le tegole).

In basso un’ipotesi dell’origine lignea dell’ordine dorico.

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Esempi di edifici templari nella fase di passaggio sono:

  • Tempio di Apollo a Thermos (vedi pag. precedente).
  • Tempio di Apollo a Corinto (560 a.C.): è un esempio di passaggio dalle strutture lignee all’ordine dorico: le colonne sono poste su di un crepidoma, i fusti sono monoliti, i capitelli presentano un echino su cui è posto un abaco (tavoletta) e poi la trabeazione. Il Naos era suddiviso in due ambienti separati. Nel 146 a.C. con la conquista romana venne distrutto.
  • Tempio di Hera a Olimpia (metà VII sec. a.C.): all’interno del santuario di Zeus; le colonne della peristasi in origine erano lignee. Le pareti interne della cella vennero realizzate con mattoni in argilla e il tetto a due spioventi con tegole in laterizio. Le colonne vennero progressivamente sostituite con colonne in pietra di forme e caratteristiche diverse, questo è giustificato dal fatto che tutte le città partecipavano attraverso donazioni alla costruzione del santuario e alla realizzazione dei vari monumenti al suo interno.

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L’ordine architettonico greco

Nel VII sec. a.C. prende avvio un processo di trasformazione dell’architettura che si concluderà attorno ai primi decenni del VI sec.

Progressiva evoluzione verso un sistema costruttivo completamente in pietra (litizzazione) che si accompagna alla nascita di linguaggi formalizzati concretizzati nel sistema degli ordini architettonici.

Dal VII sec. sia nella madrepatria che nelle colonie d’oltremare (sud Italia) si afferma il passaggio dal legno alla pietra negli edifici monumentali, condizionato però dal contesto.

Affermazione di due tradizioni distinte da ordini specifici: Dorico e Ionico.

  • Il dorico si sviluppa principalmente nelle zone della penisola ellenica; lo ionico nelle zone poste sulle sponde asiatiche dell’Egeo.

L’ordine architettonico è il risultato della formalizzazione del sistema costruttivo trilitico.

Si compone di:

  • Elementi verticali portanti (colonne, ante, pilastri).
  • Elementi orizzontali portati (travi, trabeazioni).

Ogni singola parte del sistema è commisurata alle altre secondo precisi rapporti di proporzione.

Nomenclatura del tempio

Cella = naos + pronao + epistodromo.

Stilobate è dove poggiano le colonne = è la facciata superiore del crepidoma.

Ordine dorico

Ordine dorico deriva dalla sostituzione degli elementi in materiali deperibili presenti nei templi precedenti con la pietra. Questo passaggio non fu così lineare, ma richiese decenni se non secoli.

Come esempi di questo periodo di trasformazione abbiamo appunto i templi di Apollo a Thermos, Apollo a Corinto e Hera a Olimpia.

  • Tempio di Aphaia a Egina (VII sec. a.C.): è un primo esempio di ordine dorico. Si tratta di un tempio periptero esastilo con cella in antis e che presentava un altare all’esterno. L’edificio è in pietra stuccata in quanto molto

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probabilmente era colorato. Un elemento particolare sono le colonne interne alla cella che sono in doppio registro (su due livelli, uno sopra l’altro).

Il primo tempio, eretto nel 570 a.C. fu distrutto da un incendio, e presentava un tetto a quattro falde, mentre il secondo tempio venne costruito tra il 510 e il 490 a.C. circa. Il timpano, dove venivano collocate statue, è una struttura che compare successivamente e secondo il poeta Pindaro era stato inventato a Corinto; precedentemente, come nel tempio di Aphaia, la copertura era a falde.

Spesso i templi erano completamente circondati da cancelli per poter proteggere i doni e i tesori che vi erano conservati.

Spariscono i pezzi monolitici, per poter mettere più facilmente in opera i vari elementi, i quali, essendo l’edificio costruito senza legante, venivano sistemati attraverso l’utilizzo di macchine quali argani, gru, divelle, e accorgimenti tecnici particolari, come scanalature a U per facilitare il sollevamento e la messa in opera.

I rocchi inoltre venivano solo sbozzati e rifiniti dagli scalpellini solo quando già in posizione. Inoltre, erano tenuti assieme da un’anima di bronzo che veniva colato all’interno.

  • Tempio di Segesta (420 a.C.): rimasto incompiuto, non presenta una cella e le colonne non sono scanalate, per i motivi sopra citati.

Con l’espansione delle polis greche in particolare in Italia (Magna Grecia) le innovazioni in campo architettonico iniziano a diffondersi, subendo in alcuni casi delle variazioni rispetto i modelli, ma pur risentendo di queste inflessioni, rimangono all’interno di uno schema definito. →

  • Tempio di Hera a Poseidonia (Paestum) (VI sec. 520/510 a.C.): detto anche basilica poiché non aveva proporzioni doriche e in passato si pensava che fosse una basilica appunto, e non un tempio. Presentava 9 colonne in facciata e 18 lateralmente; la cella è particolare poiché non presenta un epistodromo ma uno spazio chiuso chiamato adyton; le colonne sono molto rastremate verso l’alto e presentano un capitello molto espanso, inoltre lo stilobate non è piatto, ma leggermente convesso. Le colonne agli angoli non sono regolari ma presentano piccole correzioni in funzione della perfezione visiva dell’edificio.

Problema del triglifo: il triglifo è sempre posto in asse con le colonne. Il problema è come posizionarlo in corrispondenza delle colonne laterali, agli angoli, Le soluzioni adottate nel corso del tempo sono state molteplici.

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Ordine ionico

Ordine ionico prende il nome dalla regione della Ionia, sulle sponde affacciate all’Egeo della Turchia. Alcuni esempi di questo ordine architettonico sono:

  • Tempio di Hera a Samo: le dimensioni sono 52x115 m. Si tratta di un tempio diptero con naos e pronao suddiviso in tre navate. Costruito in varie fasi, di cui la quarta, dal 530 a.C. rimase incompiuta.

Da un punto di vista plastico il capitello ionico è più ricco di quello dorico, presenta volute e decorazioni, oltre ad avere proporzioni più snelle e allungate.

  • Tempio di Artemide a Efeso (560-550 a.C.): le dimensioni sono 59x120m. Venne distrutto nel 356 a.C. Oltre al naos
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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher richard.otto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zaggia Stefano.
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