Appunti storia dell'architettura - 1 Dicembre 2022
La nuova basilica di San Pietro in Vaticano (1506-1626)
Dobbiamo partire dalla basilica costantiniana che è alla base di tutti i ragionamenti e le proposte che vengono fatte nel corso del 500 per la riedificazione.
Progetto
Lo spazio consacrato dalla basilica costantiniana è vincolante per tutti i progettisti del Rinascimento perché è sacro e ha un valore simbolico notevole, quindi tutte le proposte del progetto ruotano intorno al mantenimento o meno dello spazio consacrato. Un presupposto per conoscere i problemi che la basilica ha avuto all’origine è lo sbancamento del colle Vaticano, il quale terreno viene ripreso e posto a colmare il dislivello che c’era. Il piano della basilica di Costantino è fondato su una grande quantità di terra di riporto, che non è un suolo solido; inoltre, sotto a questo passa un corso d’acqua che arriva al Tevere.
Nella metà del 400 c’è una situazione invariata dal punto di vista architettonico e questo spazio sacro era stato riempito nel corso dei secoli da tanti monumenti sepolcrali e votivi, oggetti che rendevano difficilmente fruibile l’interno della basilica. Questo era anche soggetto al crollo di parti, intonaco, malto. Bisogna rispondere a un nuovo concetto di liturgia sacra che richiedeva un numero di celebranti molto più consistente e di conseguenza serviva anche uno spazio più ampio per accogliere appunto il grande numero di celebranti.
Con Nicolò V parte un lungo periodo di lavori che vede attivi cinque generazioni di architetti e ventisei pontefici che cambiano il volto e il significato della Basilica, infatti creano la Basilica di San Pietro com’è attualmente, cioè il prodotto della storia e delle modifiche apportate nel corso del tempo. Nicolò V vuole rendere la parte del coro accessibile e funzionale, avviando una serie di lavori che riguardano San Pietro e il Vaticano, ma anche l’intera città (con la cinta muraria ecc.). Presta attenzione alla cittadella vaticana e alla basilica per la presenza del Papa e del riappropriarsi del suo ruolo. L’ambizione è quella di creare un progetto che sia imponente e distintivo. San Pietro deve distinguersi da tutte le altre chiese, deve essere il simbolo del potere papale e deve garantire lo svolgimento del nuovo cerimoniale.
Intervento di Bernardo Rossellino sulla zona del coro e del transetto; bisogna erigere la cupola (nei primi disegni si vede accennata) e consolidare le antiche navate. Questo lavoro deriva anche dalle finanze a disposizione, che non sono troppe perché nello stesso periodo il Papa deve pensare anche ad altre necessità della città. La zona più importante dell’edificio è quella della tomba di Pietro.
Il progetto di Bernardo Rossellino
Il nuovo coro di San Pietro è spazioso, vasto e luminoso, si contrapponeva alla fragile navata e doveva impressionare i fedeli con la monumentalità dei muri, delle volte e della cupola. La basilica tardoantica dovette cedere il posto a una cattedrale papale che fosse all’altezza della nuova autocoscienza politica del pontefice.
Giulio II della Rovere
Giulio II sceglie Bramante, che era arrivato da pochissimo a Roma, il quale segue i desideri del Papa, ma non è così convinto delle idee del Papa. Quindi c’è stata una discussione sulla trasformazione della basilica da una croce latina a una croce greca, cioè dalla struttura di una basilica.
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