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Lezione 1 - 22/02/23

Presentazione corso

Periodo di studio degli argomenti del corso: metà 700 - seconda metà 900. Modalità esame: esame testo “K.Frampton”, fino a tutta la seconda parte (circa 200 pagine). Organizzazione del corso: lezioni del prof, con slide, più una lettura del manuale fino alla parte seconda compresa. Prova scritta circa metà Maggio, prova scritta intermedia facoltativa. Se non si fa, si fa l’orale nella prova finale in sessione. Novità percorso critico tutti insieme, letture critiche in aula almeno tre volte, e successiva esposizione in aula (presenze prese in questi momenti per prendere le frequenze). Esame orale su riflessioni personali e approfondimento. Se la prova scritta non si passa, l’orale verterà su tutto il programma.

Architettura in Francia: tra crisi del barocco e rivoluzione

Superamento barocco e rococò

Da qui una serie di basi per arrivare all’architettura contemporanea. Obiettivo è di cogliere questi elementi che ci portano fino all’attualità. La reazione agli eccessi del barocco si hanno in una nazione, in Francia dove si cerca di andare oltre questa organicità del barocco, a favore di una nuova ricerca che potesse organizzare l’architettura su principi più certi e fissi (per una razionalità dell’architettura). Si usa il metodo della ragione per proporre qualcosa che riguarda l’architettura.

Si cerca di superare la continuità a favore di un’attribuzione di valore e di importanza a ciascuna parte componente. Il progetto viene letto e ricercato su altri principi, non quello organico ma quello razionale con un esito, quello di disarticolare il continuo organico, alla fine di individuare le parti di un tutto architettonico. La Francia costituisce la rappresentazione di ciò. Qui avviene l’ultima fase dell’architettura barocca come la chiesa della Sorbonne, dove c’è continuità organica dalle basi fino alla lanterna. Tutto ciò viene superato dalla volontà di dare importanza a ciascuna parte, che ha una propria funzione.

Questo superamento viene promosso e istituzionalizzato all’Accademia Reale di Architettura la prima ad essere ufficialmente destinata a luogo di formazione degli architetti, istituita a Parigi del 1671, di carattere nazionale. Ci doveva essere una formazione uguale per tutti gli architetti, con delle basi sistematiche e definite. Non solo con una trasmissione da maestro ad allievo ma attraverso una scuola definita. Questo primo step corrisponde alla volontà di razionalizzare anche un elemento di carattere nazionale. La base di ogni formazione è la raison che viene mutuata dagli insegnamenti di Cartesio, non si segue più il disegno creativo ma una serie di principi che si legano al contesto storico e culturale che basano gli insegnamenti sulla matematica e la geometria. Tutte le decorazioni, l’artisticità della cultura manierista o tardorinascimentale, come quella di Michelangelo viene rinnegata perché responsabile degli eccessi decorativi artistici di sfarzo irrazionale che erano quelli del barocco.

Blondel

Uno dei primi docenti di questa accademia è un personaggio Francois Blondel, anche direttore generale per i lavori pubblici a Parigi, uno dei primi a proporre un manuale di storia dell’architettura. Gli studenti studiavano su uno dei suoi testi “Cours d’Architecture”. Certamente agli anni 70 del 600 il clima culturale cambia radicalmente, soprattutto in Francia si cambia radicalmente attraverso elementi razionali.

Perrault

Un secondo personaggio di questo periodo è Claude Perrault l’autore dell’ennesima edizione critica del testo di Vitruvio del 1673, edizione critica che non è l’ennesima, ma apporta una serie di altri elementi nuovi e importanti per noi oggi. Ad esempio uno degli elementi importanti è il concetto di proporzione: nel testo di Perrault le proporzioni non sono quelle indicate dalla natura o dal corpo umano, ma non c’è nessun rapporto tra la natura e il sistema architettonico. Il sistema di proporzioni è un concetto nuovo introdotto da una serie di convinzioni tra i vari esponenti dell’architettura, qualcosa che gli uomini stabiliscono.

In secondo luogo l’architettura si fonda su due principi:

  • Positivo: utilizzo e necessità dell’edificio, utilitas e firmitas si mantengono, sono invariati dell’architettura.
  • Arbitrario: determinato dalla corrispondenza delle varie parti alle funzioni e alle destinazioni. Il principio arbitrario corrisponde alla corrispondenza e funzione dell’edificio.

Il contributo più importante è questo: la simmetria è la corrispondenza da una parte e dall’altra rispetto ad un asse. Questo concetto viene introdotto da Perrault, perché prima corrispondeva alle proporzioni dell’edificio. La specularità è introdotta in questo momento nella idea che abbiamo noi ora di simmetria.

Perrault realizza delle architetture che sono lo stacco tra una cultura di un certo periodo e ciò che cambia nei periodi successivi, è l’analisi dei momenti critici di passaggio tra due linguaggi architettonici diversi. La facciata est del Museo del Louvre, che al tempo era residenza urbana del re della corte della Francia di quel periodo, viene realizzata e progettata intorno al 1664, e completata dal 1674. L’artista chiama in aiuto i progettisti della Reggia di Versailles. Cosa vediamo in questa facciata est del Louvre:

  • Uso delle colonne binate, con riferimento alla casa di Raffaello progettata da Bramante. Riferimento ideale che corrisponde non solo a riferimento storico ma anche corrispondenza ad elementi statici di sostegno delle varie parti sulle quali torneremo.
  • Parte centrale: accesso, timpano, asse compositivo dell’edificio
  • Simmetria: speculari come lui stesso aveva teorizzato nell’edizione vitruviana
  • Dipende da vicende: il progetto di Bernini brutalmente scartato perché l’idea del concavo e convesso e di fluidità dello spazio non corrisponde più allo spirito culturale del periodo.
  • Corrispondenza dell’ordine binato alle varie parti dell’edificio: partendo dall’estremità si trasforma da lesena esterna senza nessuna funzione statica, a pilastro, a colonna nella parte centrale, fino a colonna addossata al muro. Diverse trattazioni statiche della colonna binata che corrispondono anche alle diverse funzioni di queste. Corrispondenza dell’ordine da un punto di vista statico ad una funzionalità della parte retrostante del palazzo.

Altro architetto G.Boffrand che scrive il “Livre d’architecture” dove afferma che l’edificio deve esprimere sia il suo progettista che la destinazione dell’edificio, la funzione. Questi concetti sono componenti chiave dell’architettura anche del giorno d’oggi. L’accademia reale di architettura si affianca alla trasmissione maestro-allievo che viene fatto da Blondel che sarà maestro per esempio di Boullee, Ledoux e Lequeu. Riprende il concetto dell’edificio della fabbrica che corrisponde alla sua idea di stile. Ha scritto “Cours d’architecture”.

Laugier

Un altro personaggio che si muove nella Francia di questo periodo è fortemente isolato, ma propone altro di importante, è un monaco Marc-Antoine Laugier. Promuove qualcosa di completamente diverso: la bellezza che deve essere riconosciuta nella natura, ritiene che la natura determini le leggi, le caratteristiche della nuova architettura, la semplice natura con un elemento. Il suo modello archetipo di riferimento è la capanna primigenia, come illustrazione del suo trattato. La capanna primigenia è determinata da elementi verticali, da alberi, e da una copertura a falde, e la copertura con le foglie. Alberi vivi fungono da timpani di copertura, e con le ramificazione costituiscano rivestimento ma anche decorazione.

Unità minima che crea spazio per l’uomo. Questo elemento che va dalla logica costruttiva alla composizione naturalistica della ramificazione, è autonomo e parallelo ai principi razionali, è sarà utilissimo quando ci sarà il secondo momento di rottura, l’abbandono dell’architettura neoclassica a favore dell’art nouveau. Continuando sul filone architettonico, guardiamo alcune realizzazioni concrete:

Soufflot

Chiesa di Sainte Genevieve di Soufflot cui lavora dal 1756. Successivamente il Pantheon ha una successiva fase di lavorazione e completato del 1791, diventando quello che è attualmente il Pantheon di Parigi, luogo di sepoltura di personaggi del passato. Edificio nel quale si sperimentano i passaggi dal barocco fino a quello che è organizzato su altri principi e riferimenti.

Soufflot studia a Lione, e progetta l’hotel Dieu, palazzo principale di Lione, da cui gli viene attribuito il primo progetto per la chiesa di Sainte Genevieve. Proprio la sua proposta è ancora legata all’ingaggio precedente nel senso che c’era una struttura barocca. Successivamente disegna un colonnato di linguaggio tradizionale. L’introduzione del colonnato segna un’individuazione delle parti, non più una continuità dal piedistallo alla cupola ma un’identificazione delle varie parti ciascuna con la propria importanza. Inizio di attribuzione di importanza a ciascuna delle parti.

Entra in azione Quatremere de Quincy che era completa nel 1791. Rispetto al primo progetto elimina le torri che richiamavano il progetto di San Pietro, a favore di una maggiore semplificazione, di semplicità delle forme e con una struttura che vediamo sia in pianta che in alzato tende ad un alleggerimento. Il principio ispiratore era di ridare la grandiosità classica con la complessità delle strutture gotiche. La pianta è a croce greca con bracci uguali, sembra, ma possiamo leggerla come insieme di 4 rettangoli di base che confluiscono verso uno spazio centrale quadrangolare. Il principio geometrico di razionalità non è quello di leggere l’impostazione tradizionale ma rileggere invece nell’idea formale volumetrica complessiva. La separazione delle varie parti confluiscono per la realizzazione finale.

Rondelet realizza un trattato completamente nuovo nella sua impostazione. “Trattato teorico pratico dell’arte di edificare” redatto nel 1802, da lui, anche allievo di Soufflot. C’è corrispondenza unica che in forma caratterizza tutto il testo, cioè l’architettura come arte della costruzione, nel senso cantieristico del termine. Il testo è organizzato in 5 tomi, aree tematiche, primo trattato interamente dedicato ai problemi tecnici:

  • I materiali
  • Costruzioni in pietra e la stereotomia (taglio geometrico delle pietre e quindi con estrema precisione), Le strutture murali
  • Costruzioni in legno e strutture in ferro
  • Teoria delle costruzioni
  • Stima delle opere: estrema modernità, valutazioni economiche del progetto che non sono segno della contemporaneità, ma già al tempo entra in un testo di questo tipo.

Gli architetti rivoluzionari

Definizione che introduce una serie di complessità. Li chiamiamo rivoluzionari perché propongono qualcosa di innovativo che però deve essere considerato una parentesi. Creano una sorta di pathos, di passione, di effetto emotivo sul visitatore, fruitore o osservatore, che può sembrare legato al passato ma non lo è nel senso che l’effetto emotivo o anche di interesse da parte del fruitore dell’edificio, si stacca dall’entrata nelle chiese di Bernini o Borromini. Completamente diverso da quel tipo di approccio: entrano in un nuovo discorso che riguarda i sensi ma nella loro complessità. Non rientrano nella categoria di matrice Barocca, ma ci introduce ad un approccio sinestetico verso una sensorietà di tipo moderno. Geometria elementare che è una parentesi che non corrisponde, anticipazione avanguardista che non riguarda il loro contesto.

Anche in questi architetti ci permettono di interagire con i primi principi della storiografia. Anche in questi c’è una scelta storiografica, seguendo aree tematiche e sviluppi diversi. Una delle questioni che la storiografia solleva riguarda i tre architetti Boullee, Ledoux e Lequeu, gli anni dal 1790-1830. La figura che opera questa ripresa, questa conoscenza è uno storico dell’arte viennese, Kaufmann, che opera negli anni 30 50, pubblica nel 1934 il volume “Von Ledoux bis Le Corbusier”, che sono i due punti di estremi di studio. Il legame da Ledoux a Le Corbusier si ha perché Kaufmann indica uno sviluppo conosciuto tra la semplificazione volumetrica, razionalizzazione delle forme che questi architetti introducono, fino alla semplificazione delle ville e progetti di Le Corbusier. C’è un legame di semplificazione razionalità che lega questi due periodi.

Lo stesso Kaufmann pubblica un volume “3 architetti rivoluzionari”, e “l’architettura dell’illuminismo”.

Etienne Louis Boullee (1728-93)

Allievo di Blondel, formazione artistica, conosciamo il pensiero e la proposta architettonica di Boullee attraverso il saggio “saggio sull’arte”, che nell’edizione italiana ha l’introduzione di Aldo Rossi. Necessità e bisogno di scrivere una premessa teorica al saggio di Boullee. La compente principale della vita di Boullee, è che non costruirà nessun edificio, ma ha un forte valore. Nella sua vita ebbe la fortuna di avere un mecenate che gli finanziò gli studi sulle varie tipologie. Questo porta ad un testo di suoi disegni e valutazioni progettuali legati alle varie tipologie raccolte nel suo volume. Non ne realizza nessuna perché l’obiettivo delle sue committenze era avere una serie di sperimentazioni tipologiche.

Le sue proposte rispecchiano le diverse tipologie:

  • La cattedrale in cui Boullee ipotizza la celebrazione del corpus domini. Sceglie di dettagliare questa celebrazione, estiva che da adito a determinate scelte. Deve determinare carattere di grandezza, di maestosità; deve sorgere su un basamento che serve a dare maestosità; controllare la città quindi immaginato per un punto alto della stessa Parigi; deve offrire l’immagine della grandezza del teatro. Quella portuosa da lui ha 4 parallelepipedi con configurazione centripeta, pronai di stampo tradizionale e semplificazione volumetrica ahimè non è altro se non il corrispettivo del pantheon di Parigi idealizzato da Quincy.
  • Il teatro ha un ruolo fondamentale in questo periodo, una delle tipologie su cui si punta maggiormente. Scegli il lotto che deve essere ampio e poco costoso perché l’impegno economico è tale per cui si ha speculazione economica; forma interna a ferro di cavallo tipica della fine del 500; cambia l’interno che viene strutturato in uno spazio circolare dove in maniera curata vengono indirizzati due luoghi, corpi avanzanti per gli ingressi della popolazione e due blocchi per l’uscita, per non far provare entrare e uscita dagli stessi luoghi. Inoltre, sia la pianta circolare che la struttura semisferica, è qualcosa che favorisce l’acustica, quindi scelta anche per quello.
  • La biblioteca riferimento di base di partenza per Boullee è la scuola di Atena di Raffaello. Quello che propone Boullee con lo spazio centrale aperto illuminato dal lucernario centrale; pareti su diversi livelli costituiti da libri a vista, al di sopra dei quali si ha l’ostacolo del colonnato.
  • Il monumento funerario da massima magnificenza all’architettura perché ha il fine di immortalare la memoria di coloro che sono consacrati. Un elemento importante è il chiaroscuro, le ombre che devono avere una parte integrale di questo tipo di edificio. Come il cenotafio di Newton, in cui sceglie la sfera seguendo la teoria dello scienziato. Forma perfetta perché è variabile negli stessi punti ma uguale in qualcuno punto ci mettiamo ad osservarlo. Nel progetto si facevano dei vuoti in cima per l’ingresso dei raggi del sole.

Lezione 2 - 24/02/23

Claude Nicolas Ledoux

Antitesi di Boullee, esprime la concretezza e il carattere costruttivo con ad esempio una prima realizzazione della cittadina di Chaux, in cui mette insieme due cittadini in un’unica di forma ellittica, con due casi principali, uno su cui c’è la sede del municipio e invece su quello minore. Spirito di rinnovamento con caratteri ed esiti differenti. Lui è l’architetto che esprime la vivacità della società parigina, la committenza ricca del periodo. Ledoux scrive dei saggi, dei trattati e in uno di questi dice “la casa del povero con il suo esterno modesto farà esaltare lo splendore del palazzo del ricco”. Non è una discriminazione sociale, ma solo una corrispondenza tra la committenza e la realizzazione architettonica. In una frase successiva ci avverte comunque, soprattutto rileggendolo oggi con i canoni democratici della nostra epoca, che tutti i compiti edilizi sono equivalenti. Le differenze devo essere evidenti ma allo stesso tempo tutti gli incarichi per un architetto sono comunque importanti. Il carattere dell’edificio però mette in evidenza la committenza. Questo determina gli spazi e il carattere distributivo. Anche lui si assesta sulla semplificazione formale che aveva spinto Boullee, soprattutto tenendo conto che rimangono progetti e che non impattano sul contesto del periodo. Non arriva però ai limiti dell’altro.

Ha realizzato molte opere di carattere anche differente, e in diverse città.

  • Città di Chaux: Raccoglie due luoghi persistenti limitrofi, siamo nei pressi di una città francese in cui lavora. Impostata dal nulla, c’è un collegamento. A due luoghi persistenti ma questa forma, questo agglomerato è di nuova fondazione ed essendo tale ha una forma scelta deliberatamente che è quella ellittica in crisi adattano l’attività. Asse principale e secondario: l’asse principale est-ovest dove si hanno edifici.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bre2002 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Iacobone Damiano Cosimo.
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