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Corso di storia dell’architettura 2AA 2020-2021

Prof. Alessandro De Magistris

Barocco in Inghilterra - 1600

All’inizio del Seicento il dominio è ancora dell’architettura gotica, quindi la figura dell’architetto è difficilmente riconoscibile, a favore delle maestranze. C’erano di solito più persone che mandavano avanti il cantiere.

Inigo Jones, personaggio chiave e architetto inglese che, dopo aver visto l’opera di Palladio in Italia, vuole rifondare completamente l’architettura britannica, rompendo con la tradizione gotica, riportando l’arte classica. Un esempio di questi nuovi influssi classici è la Cattedrale di St. Paul di Christopher Wren.

L’architetto seppe interpretare queste nuove tendenze e pose le basi per il barocco. Dopo l’incendio del 1666 a Londra, Wren, che era stato incaricato di riprogettare parte delle 87 chiese della città, presentò invece un progetto ambizioso di ricostruzione dell’intera città, basata su un sistema radiocentrico barocco. St. Paul ha uno schema a croce latina con navate allungate.

Barocco in Francia - 1600

Il 1700 è secolo di straordinari cambiamenti, il punto di partenza effettivo è l’età barocca, quindi le radici dell’architettura contemporanea, è un momento di frattura molto importante con Alessandro Setti e Luigi XVI.

Roma nel corso della seconda metà del 1600 è in declino, il pontificato di Alessandro VII è l’ultimo a promuovere grandi opere. Si impone quindi la Francia come modello da seguire, specie dal 1661 con presa di potere di Luigi XVI. Questa rottura avviene principalmente in Francia dove con l’ascesa al potere di Luigi XVI prende piede un programma di riforme che mirano a costruire uno stato assoluto, questo porta a trasformazioni di reti di pensiero con il dischiudersi della modernizzazione.

In Francia si sta sviluppando un superamento dei caratteri rinascimentali: si costruivano edifici civili monumentali e si organizzavano le città con rigorosi impianti urbanistici simmetrici. Questi aspetti, esaltati da Luigi XIV, erano tipicamente francesi e legati ad un’opera di accentramento, consolidamento e celebrazione del potere monarchico assoluto.

Importante per il barocco francese è la tipologia del palazzo, organizzato con giardini monumentali.

Fatti di svolta in Francia, metà 600

  1. Nel 1661 scesa potere Luigi XVI, potere assoluto.
  2. Viene introdotto per la prima volta il tema del rapporto tra architettura e potere.
  3. Si formano diverse accademie, a partire degli anni 60, tra cui un’accademia di architettura e scienze, prendono corpo alcune decisioni rilevanti.
  4. Periodo di dibattiti e discussioni circa il primato degli antichi e dei moderni, le accademie sono nate con lo scopo di unificare la storia, per trarne delle regole dominanti, dei “rapporti assoluti” anche di proporzioni, che esprimessero la forza dello stato francese. In queste accademie si discute del fatto che il mondo antico fosse o meno superiore al mondo moderno, giungendo alla conclusione che vi fosse una superiorità della modernità.

Neoclassicismo

Il Neoclassicismo del 1700 fu essenzialmente una reazione al Barocco.

Allo sviluppo dell’architettura neoclassica contribuirono tre principali orientamenti:

  1. La divulgazione degli scritti di Perrault, Laugier, Boullee, Ledoux e altri, che favorirono la trasposizione dell’Illuminismo in architettura, affermando quei principi legati al razionalismo e al funzionalismo, con un nuovo ideale estetico basato sul ricorso a forme geometriche elementari.
  2. Un ritrovato interesse per il classico, stimolato dalla moda del Gran Tour, dalla passione antiquaria e dall’inizio degli scavi archeologici di Ercolano e Pompei. In questo contesto si colloca anche la pubblicazione di importanti opere letterarie e artistiche volte a celebrare l’antichità greca e romana. La “Storia dell’Arte Antica” di Winckelmann celebrò il mondo greco quale portatore di quell’ideale di “quieta semplicità e nobile grandezza”, in antitesi agli sfarzi del Barocco e del Rococò. Non secondaria fu la diffusione di pubblicazioni che contenevano invece riproduzioni raffiguranti le antichità romane, come le celebri tavole del Piranesi, che si reca a Roma per la prima volta nel 1740 e tramite le sue incisioni si fa portavoce della romanità e della sua resurrezione in un mondo nuovo, la sua fondamentale importanza è data dal fatto di diventare un punto di riferimento dello studio della rappresentazione dell’antichità. Le opere del Piranesi raffigurano antichità, dettagli di rovine con attenzione verso le infrastrutture. Tra i beneficiari di questo c’è Cameron che anche lui sarà chiamato a diventare uno dei principali architetti di Caterina II. L’osservazione della rovina, del defluire del tempo evoca una sensibilità, un atteggiamento legato al sublime, quindi la rovina è portatrice di sensibilità che nasce in Inghilterra, nasce dall’industrializzazione, dall’osservazione del paesaggio che veniva turbata dalla presenza diffusa delle fabbriche. Si guarda a una classicità sempre più arricchita di sfumature e una sensibilità che si arricchisce anch’essa e tutto ciò porta ad allargare il repertorio espressivo di tutta l’architettura, quindi architetto si ritrova a lavorare con una tavolozza espressiva molto varia.
  3. Una serie di motivazioni di natura sociopolitica, legate all’atteggiamento della nuova classe borghese, che trasferì sul Neoclassicismo prima lo spirito conservatore, poi l’ideale repubblicano della rivoluzione politica, ed infine il razionalismo della rivoluzione industriale.

Neoclassicismo in Francia

Perrault, Claude figura dell’architetto dilettante, era un medico, si dedica con passione all’architettura, elabora una visione molto originale contrapposta all’ortodossia accademica, anni 60-70 del 1700. Lui metteva in discussione l’esistenza di regole architettoniche assolute.

Egli intraprende una traduzione ed un commento del “De Architectura” di Vitruvio, in cui sottolinea come alcuni aspetti non corrispondessero con il contemporaneo. Perrault scardina le proporzioni ed in particolare il concetto di simmetria che a Vitruvio era stato sempre accostato, ovvero la relazione fra le singole parti del corpo umano e la colonna, affermando che non sono una verità nascosta assoluta in natura, vedi proporzioni del corpo umano, ma che il bello varia con il gusto ed i tempi, ed il ruolo dell’autorità è quello, tramite le Accademie, di indirizzare gli architetti sui modelli edificativi “giusti” per l’epoca.

Con il commento a Vitruvio, Perrault ha voluto esercitare un influsso sull’architettura della sua epoca. In effetti, Perrault mette in discussione il postulato secondo cui la bellezza di un edificio deriva dalla precisione delle sue proporzioni: secondo lui, non ci sono regole assolute in termini di proporzioni architettoniche e la definizione di “bello” dipende da un consenso generale.

Un concetto così poco ortodosso scandalizzato e provocato una controversia che sarebbe durata a lungo. Ma la Francia è l’unico paese che ha una cultura ricca di cultura, scienza e buon gusto, e questa grande cultura deve anche essere tradotta in bellissimi monumenti. Ma - ed ecco il tema chiave del commento e delle osservazioni di Perrault sul testo di Vitruvio - che cos’è la bellezza architettonica?

La bellezza è soprattutto un criterio ed è spesso percepita come una “fantasia” soggettiva che dipende da numerosi fattori esterni, moda o grado di istruzione, ad esempio. Perrault non riesce a stabilire una definizione esatta delle proporzioni corrette, ma stabilisce linee guida selettive per definire la bellezza architettonica.

Sebbene troviamo proporzioni assolute nel cosmo e nel corpo umano, lo stesso non accade in architettura. Ciò che percepiamo come bello nelle proporzioni dell’architettura non deriva necessariamente dalla ragione logica o da una legge naturale, ma dall’approvazione generale e dalla consuetudine.

Se la percezione della bellezza è fatta secondo l’accuratezza delle proporzioni, può essere solo una nozione relativa di bellezza, o “bellezza arbitraria” secondo l’espressione usata da Perrault. In altre parole, la bellezza è ciò che piace alla maggior parte degli uomini, indipendentemente da qualsiasi legge della natura.

Ma “bellezza arbitraria” ha il suo corollario, un principio oggettivo che Perrault chiama “bellezza positiva”. Risiede nello scopo utilitaristico dell’edificio, cioè nella sua solidità, salubrità e comfort. Pertanto, qualsiasi valutazione deve tenere conto della relazione tra il destino dell’edificio e la sua decorazione per ottenere una vera valutazione estetica.

Per Perrault, ad essere assoluto era l’ordine architettonico, che non era ornamento ma pura forma che risponde ad una funzione. Quindi la bellezza arbitraria fonda la sua peculiarità sulle relazioni proporzionali, la forma e la struttura. Non esistono guide sicure, né regole fisse, ma soltanto consuetudini. La bellezza positiva è la funzione che determina la forma, la bellezza razionalista, ma anche la simmetria, che costituisce gran parte della bellezza degli edifici. La funzione è per la prima volta elevata a presupposto estetico.

Questo scontro tra architettura accademica barocca e moderna si evince nel concorso della realizzazione della facciata est del Louvre. Bernini fa una serie di proposte di progetti con stampo barocco ma questo concorso ha esito per lui negativo.

Vince il progetto di Perrault con architettura innovativa. Rottura radicale: rigorosa ripartizione di colonne corinzie binate, evidente semplicità, assenza di decorazioni superflue, attenzione all’uso degli ordini, qui si manifesta la magnificenza dell’edificio.

La teoria nel 700 e Antoine Laugier

Nel corso del 1700 questi semi lanciati da Perrault lasciano molti frutti, quello della teoria rimane un terreno privilegiato. Nel 700 la teoria è punto di osservazione fondamentale, i testi rappresentano delle tappe significative dell’architettura, la teoria d’architettura ha uno sviluppo significativo in questo momento soprattutto in Francia, anche perché la teoria è un quadro istituzionalizzato dallo stato e quindi favorisce questo e si scrivono dei trattati molto interessanti come “L’essai sur l’architecture” di Antoine Laugier della metà del 700, architetto dilettante che raccoglie in questo trattato tutta una serie di istanze che si sono sviluppate da Perrault.

Laugier teorizza che un’architettura per dirsi di qualità debba essere necessariamente legittimata dalla Natura e dalla Ragione - tesi che risente grandemente di Jean-Jacques Rousseau e del pensiero dei filosofi illuministi - e, inoltre, deve essere assolutamente spoglia da tutti quegli elementi di tipo ornamentale.

L’edificio che più di tutti rispetta questo binomio tra Natura e Ragione è, secondo Laugier, anche quell’edificio che ha funto da nucleo generatore di ogni magnificenza dell’architettura, costituendosi dunque come archetipo: si tratta della capanna primitiva, riportata peraltro sul frontespizio della seconda edizione del saggio.

Nel ’700 nasce un uomo con una sensibilità estremamente vicina a quella moderna contemporanea. Il frontespizio indica una figura autorevole, probabilmente la personificazione dell’Architettura, che indica la fonte dell’architettura: la capanna. Essa poggia su un capitello che si sta distruggendo: l’antico è parte delle fonti dell’architettura moderna, ma è in rovina.

La capanna indica la semplicità della forma, contrapposta al Barocco. La capanna era poi anche alla base del tempio classico, e doveva essere di riferimento a tutti gli architetti poiché derivava dalla natura. La capanna era l’interpretazione più logica e pura della natura da parte dell’uomo, che dovendosi riparare, si copriva con tronchi e pali inclinati. Questa teoria è ovviamente una teoria razionalista, dove la funzione deve determinare la forma, affinché essa possa essere pura.

Laugier aveva anche un suo concetto di città, che doveva essere come una foresta: la città si sarebbe dovuta progettare allo stesso modo, quindi con ampi e lunghi viali, i modelli erano Vaux e Versailles.

La Francia alla metà del Settecento

Alla metà del Settecento, la Francia presenta due aspetti:

  • Nascono gli istituti, in grado di dare una formazione professionale agli architetti; nasce anche la figura dell’ingegnere moderno che segnerà molto l’architettura. In Francia la sua nascita è istituzionalizzata. Inizialmente ha modi di formazione non tanto dissimili da quelle dell’architetto ma durante il 1700 inizia la separazione tra architetto e ingegnere.
  • La società diventa mobile, divisa in tre classi: il popolo, la borghesia e la nobiltà. Ognuna di queste classi aveva una domanda specifica di architettura.

Questi sviluppi sono sintetizzati nell’Abbazia di San Genevieve, opera nella quale dove tutti questi valori di razionalità e di apertura a riferimenti nuovi, il valore di una corretta lettura della letteratura classica, i valori altrettanto significativi di architettura gotica specie nel contesto della luce, trovano una loro perfezione, è un’opera rappresentativa dei tanti temi presenti.

Opera che manifesta soluzioni costruttive molto pensate inizialmente concepita come organismo che permette alla luce di passare in modo ampio. Colpiscono la cupola ispirata a quella della cattedrale londinese di San Paolo e l’audace struttura interna che ricorda, per la sua leggerezza, quella delle antiche cattedrali gotiche.

L’abbazia è un chiaro rimando al Pantheon di Roma. Ha una pianta a croce greca, un pronao tipico dell’architettura classica e una cupola rinascimentale. L’opera era chiaramente frutto degli scritti di Laugier, che promuoveva un ideale greco-gotico. Laugier apprezzava sia l’Architettura greca che quella gotica perché più razionali, e perché entrambe esprimevano chiaramente la loro funzione.

Tematiche che portano al Neoclassicismo - 1700

Un primo quadro è quello della demografia. Si registra una rottura decisiva che passa sotto il duplice segno di due fenomeni, il primo è che la popolazione inizia a crescere, altro tema è l’espansione delle città, inarrestabile crescita del fenomeno urbano.

L’agricoltura conosce un forte sviluppo, nasce la privatizzazione e lo sviluppo capitalistico che trasforma le relazioni sociali. Nel 1700 vi è un possente processo di trasformazione economica con un miglioramento generalizzato delle condizioni di vita, di conseguenza vi è anche una maggiore mobilità delle persone legata agli sviluppi dell’economia e delle città, fondamentali sono le scoperte geografiche in questo periodo che completano questa globalizzazione.

Due realtà importanti in questo periodo sono quella francese, una Francia di assolutismo, e poi Inghilterra che gode del beneficio produttivo dell’industrializzazione. Gusto e sensibilità sono due temi fondamentali insieme al tema del bello, questi temi si accompagnano con un tema importante quello del sublime.

Nel cantiere dell’antichità si rilegge in modo antico la questione dell’antichità quindi dell’antica Roma, quindi lo studio dell’archeologia aumentando la conoscenza del passato, questa ricerca del passato permette di leggere le stratificazioni dello sviluppo del linguaggio classico, tutto questo arricchisce quindi i repertori.

La Francia rappresenta un punto di riferimento fondamentale, la Francia del 700 in campo architettonico mette in punto una riflessione, alla Francia guardano molti architetti europei. Tutta l’Europa può essere rappresentata come un cantiere in cui tutte queste nuove idee avanzano.

Architettura neoclassica in Inghilterra - neopalladianesimo

In Inghilterra si manifesta in questo periodo un nuovo fenomeno: il neopalladianesimo. Palladianesimo ha radici in Inigo Jones il quale entra in contatto con contesti palladiani in Italia e li porta in Inghilterra nel primo 600 che cambia radicalmente il percorso dell’architettura inglese. Questa fase si chiude proprio con la morte di Jones lasciando poi spazio al barocco.

All’inizio del 700 questo fenomeno torna ad essere importante in Inghilterra rinnovando il linguaggio architettonico del diciottesimo secolo. Fenomeno che è importanza fondamentale perché permette di indagare quadro più ampio legato a problemi rinnovamento del linguaggio architettonico, permette per esempio di leggere l’importanza della circolazione dei trattati e dei testi della teoria architettonica, permette di leggere fenomeni importanti che riguardano il rapporto tra la committenza e architettura.

Torna in auge nel 700 grazie ad alcuni personaggi importanti come Colen Campbell che esprime la necessità che l’architettura si emancipi dal Barocco. Si stringe ad intellettuali come William Kent, con i quali inizia a codificare la nuova architettura inglese.

Campbell scrisse il trattato “Vitruvius Britannicus”, che fu il primo libro di architettura in inglese, ma più che altro un catalogo di progetti di Andrea Palladio, Inigo Jones, Christopher Wren e altri noti architetti dell’epoca. Con questo testo si voleva dimostrare come l’architettura inglese fosse l’erede di quella antica e rinascimentale.

La sua Wanstead House, con portico esastilo, il primo realizzato nel Regno Unito, fu uno dei modelli principali di casa palladiana. Come Palladio, Campbell aveva riportato l’architettura del tempio ad una dimensione privata.

Altra figura di riferimento nei primi anni del 700 è Richard Boyle, conosciuto anche come il Lord Burlington. Lui è interprete di una serie di iniziative come il tema del Grand Tour. Nasce nel 600 con sviluppo massimo nel 700, viaggio d’istruzione dove i nobili visitavano

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alberto.alleva di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof De Magistris Alessandro.
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