Estratto del documento

Sistemi di welfare comparati

Giustizia, equità, libertà -> sistema che ripartisce la coppia diritti e doveri secondo principi di giustizia e di libertà, per il raggiungimento dell’equità -> area esistenziale.

Area dei diritti materialistici -> si sviluppa con l’idea di socializzazione dei rischi -> protezione, salute, sicurezza economica -> concezione valoriale di tipo materialista -> un sistema che protegge preventivamente dai grandi rischi es. sistema pensionistico -> obiettivo di garantire la sicurezza economica di base attraverso servizi.

Area dei diritti post-materialistici -> dagli anni ’70 -> i grandi temi del ’68 sono: ecologia, femminismo, opportunità, equilibrio di sistema (es. pace), autenticità = ricercare nell’esperienza umana l’esperienza che permetta a ciascun individuo di essere sé stesso (tema dei diritti -> es. richiesta di autenticità nel lavoro a seguito della laurea universitaria), auto-realizzazione, qualità della vita.

Fonti di tipo giornalistico: quotidiani online, Vita, Buone notizie, secondowelfare.it.

Benessere sociale = insieme delle condizioni socialmente prodotte (e quindi identificabili e distribuibili) da cui deriva ben-essere o mal-essere -> non è oggettivabile, ma di fatto ogni generazione rimette in discussione la logica del benessere delle generazioni precedenti (es. ’68 -> punto di rottura storica valoriale nei confronti dei pensieri precedenti) -> sono fondamentali quindi le variabili culturali, non solo quelle economiche.

Sono condizioni “finite”? mentre il desiderio (= ciò che ha a che fare con le stelle) umano è infinito, la capacità di dare risposta a questo desiderio è finita, non può completamente colmare il desiderio.

Sui concetti e le tematiche del benessere (relazioni familiari, opportunità, qualità della vita, equilibrio di sistema, cultura, tranquillità, ecc.) si fondano i sistemi di welfare.

La concezione del benessere è una concezione temporanea (es. Logica delle 3 M degli anni ’60 -> macchina, mestiere, matrimonio -> dopo il ’68 si dà importanza non solo a questa visione materialista, ma anche ad altre tematiche), legata alle epoche storiche, alle condizioni personali durante il ciclo della vita -> i sistemi di welfare sono fragili, possono finire con il tempo ed essere sostituiti da altri sistemi, a seguito di cambiamenti delle concezioni.

Il sistema di welfare come lo conosciamo comincia in Europa nel 1948.

Sono condizioni sempre identificabili?

Chi “produce” queste condizioni?

La soluzione moderna

Lo Stato è l’unica fonte ideologicamente accettabile del benessere, è l’unico a definire il benessere -> lo Stato è monopolista nel sistema di welfare (Welfare State) -> il criterio etico-politico dentro cui si muove il Welfare State è quello della cittadinanza statale individualista (diritti sociali di cittadinanza -> es. diritto al lavoro, all’assistenza, alla salute, all’istruzione, ecc.) -> lo Stato garantisce la logica del benessere a partire dal terzo anno di età dell’individuo -> il benessere degli individui dipende dalle risorse e dalle opportunità che essi hanno durante le diverse fasi dell’esistenza (infanzia, adolescenza, vita adulta, vecchiaia) -> gli individui devono essere posti tutti nelle stesse condizioni, devono essere loro garantite pari opportunità iniziali (es. la sanità di primo soccorso nel nostro paese è garantita a tutti, anche agli stranieri irregolari).

Catalogo moderno dei diritti

  • Diritti civili di cittadinanza -> uguaglianza di fronte alla legge, diritti individuali, libertà associative.
  • Diritti politici di cittadinanza -> suffragio universale, diritto a eleggere ed essere eletto.
  • Diritti sociali di cittadinanza -> diritto al lavoro, all’assistenza, alla salute, all’istruzione.

Politiche pubbliche, sociali, welfare

Questioni principali degli anni ’70:

Politiche pubbliche = politiche industriali, ambientali, fiscali, economiche.

Welfare = politiche sociali + politiche previdenziali + politiche del lavoro + politiche sanitarie.

Dopo gli anni ’70 si sviluppano nuove questioni:

Non esiste la completa capacità dell’individuo di massimizzazione razionale della propria scelta -> di conseguenza non si può garantire che se tutti i soldi fossero utilizzati per il welfare, questi soldi sarebbero spesi tutti per massimizzare il proprio benessere -> di conseguenza è necessario sottrarre alla libertà degli individui la definizione del benessere -> la soluzione ottimale è la trasformazione dei trasferimenti in servizi statali -> soluzione al problema dei diritti sociali di cittadinanza -> politiche di redistribuzione dai più ricchi ai servizi pubblici e sociali e non agli individui direttamente.

Politiche sociali =

  • “Gestione pubblica dei rischi sociali” (Esping-Andersen).
  • “Corsi di azione volti a definire le norme, gli standard e le regole in merito alla distribuzione di opportunità e risorse ritenute rilevanti per le condizioni di vita, e dunque meritevoli di essere garantite dallo Stato” (M. Ferrera).

Pressione dei nuovi diritti, nuove domande sociali, richieste di nuovi modi di concepire il sistema di welfare -> l’eccesso di diritti sono una problematica che gli Stati moderni non riescono a controllare -> difficoltà nella gestione di tutti i diritti.

Risposta della post-modernità

Logica pluralista classica -> il benessere è una definizione diffusa, anche iper-individualizzata -> lo Stato è enabler, abilitatore (governance) in un contesto pluralista, non è più il soggetto monopolista -> il criterio etico-politico del welfare è rappresentato dalla cittadinanza societaria, dal pluralismo sociale -> concezione del benessere sempre più parcellizzata -> quanto i sistemi statali possono sopportare l’elevata dose di pluralismo nella definizione del benessere, sempre più iper-individualizzata?

(l’idea sovranista è quella di riportare in seno agli Stati il monopolio della definizione del benessere).

Lo Stato non è l’unico attore delle politiche sociali:

  • Amministrazioni territoriali.
  • Attori delle relazioni industriali (aziende, associazioni di rappresentanza).
  • Soggetti del privato sociale (o di “terzo settore”).
  • Famiglie.
  • Reti informali.

Si deve quindi parlare non più di Welfare State, bensì di un Sistema di Welfare.

Fornero = puntava a riequilibrare la spesa immediatamente, quindi a fermare l’ammontare delle spese del sistema pensionistico che era ed è il problema per l’equilibrio della spesa pubblica dell’Italia insieme alla sanità; vi sono stati alcuni problemi di attuazione che hanno lasciato i cosiddetti esodati, che sono rimasti in mezzo: non lavoravano più perché entravano in pensione ma in realtà hanno spostato il tempo e quindi sono rimasti senza entrate (?).

Quota cento ha alto costo ma non discrezione tra tipologie di lavoro, ad esempio sarebbe adatta per i lavori più pesanti.

Italia: una parte del welfare è a carico dei pensionati; gli attuali pensionati hanno ancora pensioni alte e sostengono figli e nipoti; domani diventerà un problema significativo, previsto un futuro abbassamento delle pensioni e chi andrà in pensione tra vent’anni si porterà dietro famiglie con un solo figlio quindi i genitori avranno bisogno di essere sostenuti da un figlio.

Logica della mutualità e mutualismo: associazionismo dal basso -> precettore del sistema sanitario erano mutue a cui si riferivano gli operai che poi serviva per curarsi a coloro che si sarebbero ammalati -> modello sociale dal basso che prima dello Stato garantiva alla povera gente ciò che non sarebbe stato possibile garantire visto il loro reddito -> Logica molto italiana per definizione corporativa.

Lo sviluppo storico

Istituzioni di welfare che oggi diamo per scontate; mai stati meglio della nostra epoca anche se forse oggi siamo in fase declinante perché il picco è stato raggiunto da due generazioni fa.

Trasformazioni storiche sociali e demografiche: mantenere le stesse situazioni sociali essendo cambiate le istituzioni storiche significa avere irrigidimenti spesso causati da moventi ideologici.

‘45-‘75: 30 anni d’oro del welfare.

Medioevo: istituzioni di welfare costruite socialmente, no organizzazione statuale, non istituzionalizzate come è accaduto con gli Stati moderni -> creazione di Mutue, scuole, università e ospedali, ma costruiti dalla società.

Di solito si parte con la storia del welfare dal XVI Sec. ca. fase iniziale.

  1. Instaurazione: pilastri specifici del welfare tendenzialmente categoriali -> 1871-1920.
  2. Consolidamento -> 1920-1945.
  3. Espansione: fase universalistica -> 1945-1975.
  4. Crisi -> 1975-oggi.

1. Instaurazione

Le enclosures (XVI Sec.).

Inghilterra: si passa dalla logica dei campi condivisi coltivabili alla costruzione iniziale di latifondi -> primo atto del moderno capitalismo, costituzione della moderna proprietà privata utilizzata in modo intensivo per la finalità capitalistica -> dall’economia di sussistenza si passa piano piano all’economia capitalista.

Karl Polanyi autore che scrive “La grande Trasformazione” analizza questa fase storica come fase di grande trasformazione che lui definisce: “trasformazione dello “sradicamento” dell’economico dal sociale” = si sottrae l’economia dal controllo della società e si fa diventare l’economia un elemento sradicato dalla comunità -> nascita del mercato, che è diverso dall’economia di sussistenza -> il latifondista sfrutta il territorio e massimizza la produzione per ottenere profitto e surplus che però non divide con i contadini ma tiene per sé -> altra conseguenza della nascita del mercato è la dipendenza dal mercato -> non si dipende più dalla propria forza lavoro, o si è in grado di avere soldi per comprare beni sul mercato, o si è poveri -> la povertà moderna rappresenta la mancanza di possibilità di accesso al mercato (nasce in questa situazione storica).

“i contadini si riducono a dieta di solo pane e formaggio perché il sistema delle recinzioni aveva portato via loro la terra dove raccoglievano altri prodotti alimentari e la legna per cucinarli”.

Origine sociologica della povertà che si scarica poi sulle città (Rivoluzione industriale) determina in Inghilterra il primo istituto di welfare della storia moderna, la Poor Law (1601 e 1634) -> due leggi che predispongono i sistemi di welfare -> finalità: il controllo -> vuole risolvere il problema non della povertà in primis ma il problema di ordine sociale provocato dalla povertà e dalla miseria che si scarica sulle città.

È appena avvenuta la rivoluzione protestante (Weber – nascita dello spirito Capitalista determinato dalla religione protestante) -> professione come vocazione e successo come segno di predestinazione e di salvezza divina -> i segni di Dio sono sconosciuti, trovo i segni della salvezza dal successo terreno -> se non ho successo terreno e sono povero, non sono un predestinato -> in qualche modo è una colpa personale -> viene trasferito sull’uomo l’impegno a trovare i simboli della salvezza quindi gli oziosi vanno puniti.

Poor Law (1601 + 1634)

Sancito il diritto a vivere -> tasse locali alle parrocchie per gli aiuti, ma in cambio tutti gli abili al lavoro internati nelle poorhouses -> gli oziosi erano puniti -> povertà come colpa -> controllo sociale.

Act of Settlement (1662)

Limite di rivolgersi alla sola parrocchia di residenza -> limitò la mobilità territoriale -> un intervento di questo tipo fu fatto perché le risorse erano scarse, problema di controllo sociale -> i poveri giravano nelle grandi città (vagabondaggio) con conseguenze di grave natura (es. furti) -> i poveri quindi possono trovare aiuto solo nello stesso posto e possono lavorare dove gli viene indicato dallo Stato -> in questo modo si evita la mobilità territoriale e il vagabondaggio (mancanza di libertà di circolazione).

Speenhamland Law (1795)

Identificazione di un reddito minimo ma ciò spinse i datori di lavoro a tenere bassi gli stipendi (primo caso nella storia) -> trappola di assistenzialismo legata al fatto che questa dinamica diventa una trappola -> i datori di lavoro sono portati ad abbassare gli stipendi perché sarà lo Stato ad equilibrare il reddito di ciascun individuo -> ciò porta lo Stato a pagare molto di più, perché non si tratta di un salario minimo, i datori di lavoro non sono obbligati a raggiungere la soglia, è lo Stato che si pone l’obiettivo di garantirla (es. questo rappresenta un problema attuale Reddito di Cittadinanza) -> il reddito minimo è un modello universalistico, nel senso specifico che si dà al termine -> è finanziato da tutti per quelli che hanno quello specifico bisogno (il Reddito di Cittadinanza è infatti finanziato dalle imposte sui redditi dei contribuenti, ossia da tutti gli individui(?)) -> in questo modo, abituando i datori di lavoro ad abbassare gli stipendi, abituo i lavoratori a smettere di lavorare per percepire il corrispettivo minimo di reddito dallo Stato -> non si forma un mercato del lavoro libero -> dopo due secoli di applicazione di leggi per combattere la povertà, sul finire del ‘700 la povertà diventa endemica, un problema socialmente rilevante.

Poor Law Amendment Act (1834)

Abolizione del vincolo di domicilio.

1820 nascita del primo Sindacato -> le condizioni di lavoro, di vita e stipendiali cominciano a non essere più dati scontati, diventano oggetto di autoriflessione, proteste, scioperi dei lavoratori che chiedono condizioni di vita migliori -> ruolo centrale nel riconoscimento dei diritti dei lavoratori -> non sarà casuale che tutti i sistemi di welfare allo stato nascente cominciano tutti dai diritti e dalle tutele dei lavoratori.

Domande sul welfare aziendale

Cosa è il welfare aziendale?

Cosa avete a disposizione sotto il nome di welfare aziendale?

Che beneficio ne hai?

Ti senti più legato all’impresa per questo?

L’avvento delle assicurazioni

Belgio, Austria e Prussia.

1844 – Marinai.

1854 – Minatori.

Malattia.

Malattia.

Invalidità.

Vecchiaia.

Vecchiaia.

Inizialmente è un’assicurazione non obbligatoria, interviene sui grandi rischi -> il datore di lavoro paga quote contenute ogni mese che vengono accantonate in fondi di tipo assicurativo e potranno servire nel momento in cui il problema si presenterà -> passaggio rilevante -> logica assicurativo-mutualistica avviene preventivamente, non in seguito al fatto -> assicurazione dei lavoratori dai principali rischi -> logica di socializzazione del rischio.

Germania bismarckiana

Novità: obbligo di contribuzione anche ai datori di lavoro -> diritto individuale non discriminatorio -> il welfare bismarckiano è occupazionale -> tutti i lavoratori sono costretti a pagare, finanziare assicurazioni in determinate situazioni:

  • 1883 malattia.
  • 1884 infortunio.
  • 1889 vecchiaia e invalidità.

Primo passaggio dell’istituzione della cittadinanza moderna -> esiste un nesso stretto tra l’evoluzione verso gli Stati nazionali, lo sviluppo del capitalismo e la costruzione dei sistemi di welfare -> prima di arrivare all’espressione più ampia di diritti civili e politici, si sta già raggiungendo in Germania la presenza di un diritto individuale di welfare.

Perché è importante la dimensione assicurativa?

  • Prestazioni standardizzate fondate su diritti individuali.
  • Introduzione di una prospettiva temporale.

La protezione da malattie e vecchiaia e l’assicurazione contro la disoccupazione:

  • Tra il 1871 e il 1920 quasi tutti i principali Paesi dell’Europa introducono schemi assicurativi contro povertà, infortuni, malattia, vecchiaia, disoccupazione.
  • La forma, l’entità, l’estensione della protezione pubblica da questi rischi sociali varia da Paese a Paese.

Caratteristiche fondamentali di questa fase assicurativa:

  • Regolati con leggi nazionali -> è tuttora di esclusiva competenza degli Stati, per questo motivo vi sono problematiche in questo periodo di destatualizzazione degli ordinamenti territoriali.
  • Diritto individuale alla prestazione, senza discriminazioni sociali, civili, politiche.
  • Universalismo, legato all’universalità di coloro che lavorano.
  • Obbligatorietà (anche via finanziamento pubblico).
  • Finanziato da datori di lavoro, assicurati, Stato.
  • Differenza nell’estendibilità.

2. Consolidamento

  • Ampliamento del catalogo dei rischi coperti dai vari schemi assicurativi, che vennero anche estesi per includere altri segmenti della popolazione oltre ai lavoratori dipendenti (industrie e Stato).
  • Nascita degli assegni familiari.

Dall’assicurazione dei lavoratori all’assicurazione sociale.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Appunti Sistemi di welfare comparati Pag. 1 Appunti Sistemi di welfare comparati Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sistemi di welfare comparati Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sistemi di welfare comparati Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sistemi di welfare comparati Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sistemi di welfare comparati Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Sistemi di welfare comparati Pag. 26
1 su 29
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paolo15M di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi di welfare comparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Pesenti Luca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community