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Il bilancio, natura e lo scopo della contabilità

La contabilità è un sistema che fornisce diversi tipi di informazioni come, ad esempio, la quantità di risorse necessarie per compiere una determinata attività e se il loro utilizzo è economicamente conveniente. Gran parte di queste attività è svolta da organizzazioni che possiamo distinguere principalmente in organizzazioni con scopo di lucro, imprese, e organizzazioni senza scopo di lucro, enti no profit.

Per svolgere una qualsiasi attività è necessario avere delle informazioni che possono essere di tipo quantitativo e non quantitativo, le informazioni quantitative sono esprimibili attraverso dei numeri, mentre quelle non quantitative sono raccolte attraverso processi di osservazione e studio. Si può affermare che i sistemi contabili trattano prevalentemente con le informazioni quantitative, più precisamente quelle monetarie, tra cui:

  • 1. Informazioni monetarie operative: principale fonte dei dati elementari per la redazione del bilancio, per fornire le informazioni al management e per poter pagare le imposte sul reddito.
  • 2. Informazioni di bilancio: il bilancio è formato da una serie di documenti che informano su come l’azienda sta procedendo, e sono usate sia dal management sia da soggetti esterni interessati alla vita dell’organizzazione.
  • 3. Informazioni per il management: informazioni di contabilità direzionale o il controllo di gestione, sono informazioni usate nell’ambito di tre tipici funzioni del management e cioè la programmazione, l’implementazione e il controllo.
  • 4. Informazioni fiscali: informazioni specifiche finalizzate per la dichiarazione dei redditi.

La contabilità è il processo di raccolta, misurazione, analisi, interpretazione, sintesi e comunicazione di informazioni economiche e finanziarie che consentano ai decisori di esprimere giudizi e valutazioni sull’impresa. La contabilità può essere interpretata come il linguaggio del business: natura tecnica, guidata da regole, evolve in risposta ai cambiamenti economici e sociali.

I soggetti economici interessati al bilancio di esercizio destinato a pubblicazione

I soggetti economici interessati al bilancio di esercizio destinato a pubblicazione sono gli stakeholder.

Il bilancio quale strumento di comunicazione esterna è disciplinato da regole, deve fornire un quadro fedele della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa e inoltre deve fornire un’informazione standardizzata, uguale per tutti gli stakeholder. Troviamo regole di carattere generale, come postulati o principi, oppure criteri specifici di valutazione o standard. Le regole di carattere generale definiscono il framework all’interno del quale operano i criteri specifici, non prescrivono come ciascun evento debba essere registrato e hanno lo scopo di far sì che le informazioni di bilancio siano: affidabili, rilevanti, confrontabili.

La finalità ultima della contabilità è la produzione dei rendiconti che formano il bilancio:

  • Lo stato patrimoniale si può definire come un’istantanea della posizione patrimoniale e finanziaria dell’azienda, il documento ha due sezioni, sulla sinistra le attività e sulla destra le passività e il capitale netto. Le attività sono risorse di valore possedute dall’azienda, le passività sono obblighi che l’azienda ha nei confronti di terze parti per avere risorse ricevute da queste stesse, mentre il capitale netto è il capitale apportato e la ricchezza generata e non distribuita come dividendo, ed è un valore residuale.
  • Il conto economico -> rendiconto di flusso.
  • Il rendimento dei flussi di cassa -> rendiconto di flusso.

I principi di base della contabilità

La contabilità si basa su pochi principi di base.

1. Omogeneità

La contabilità riporta solo quei fatti esprimibili in termini monetari, in tal modo si possono sommare algebricamente risorse di natura diversa. Questo concetto però pone severi limiti alle finalità del bilancio, 1) il bilancio è considerato incompleto dato che mancano tutti quei dati non esprimibili in moneta, 2) i valori sono espressi in termini di potere d’acquisto della moneta nel momento dell’acquisto.

2. Entità

La contabilità si riferisce ad un’entità e non alle persone che siano ad essa collegate: quali conseguenze l’evento produce sull’azienda? Per entità si intende un’organizzazione, un processo o un’attività per la quale si ritenga utile preparare rendiconti contabili.

3. Continuità di funzionamento

Assume che l’azienda continui a funzionare per un periodo indeterminato o sia in fase di interruzione dell’attività. Nel caso in cui gli amministratori valutino che ci siano incertezze significative per quanto riguarda l’attitudine dell’azienda è necessario darne indicazione nella nota integrativa. Nel caso in cui nell’arco temporale analizzato non si trovi alternativa alla cessazione allora bisogna dare un bilancio nella prospettiva della continuità di funzionamento tenendo conto del ridotto orizzonte temporale. L’abbandono dei criteri di funzionamento è possibile solo dopo l’avvio formale della procedura di liquidazione.

4. Costo

Le risorse economiche di un’azienda sono definite attività o asset o elementi patrimoniali. Le attività possono essere non monetarie: non esiste un’informazione oggettiva sul loro valore di mercato, es. terreni, fabbricati; o monetarie: esiste un’informazione oggettiva e affidabile del loro valore, es. denaro contante e c/c, titoli, diritti a incassare denaro.

4.1. Per le attività non monetarie il costo d’acquisto continua ad essere di riferimento per la contabilizzazione anche nei periodi successivi, il valore di mercato di queste attività si modifica nel tempo per svariati motivi. Il costo d’acquisto, nonché costo storico, rappresenta il valore di mercato nel momento dell’acquisto, in seguito a questo momento però non ha più legame con i prezzi di mercato e, man mano cresce questa differenza che è enfatizzata dal valore di libro, book value.

4.2. Le attività monetarie sono registrate al costo storico al momento dell’acquisto, sono poi adeguate nel tempo al valore di mercato o al valore del presunto realizzo. L’utilizzo dei valori di mercato delle attività monetarie è: rilevante, oggettivo, fattibile, a basso costo.

  • Le ragioni del principio del costo: 1) non rispetta il criterio della rilevanza, 2) fornisce un'informazione relativamente oggettiva, 3) sacrifica la rilevanza in cambio di una maggiore oggettività e fattibilità, 4) possono essere fatte stime personali e soggettive da chi legge il bilancio, 5) il costo storico di un’attività pluriennale viene sistematicamente ridotto nel corso del tempo attraverso l’ammortamento.
  • Il fair value: il principio del costo storico può essere sostituito dal principio del fair value, il fair value è l’importo al quale un’attività può essere scambiata, o una passività estinta, tra soggetti consapevoli e intenzionati, in una normale transazione di mercato. È sinonimo di valore corrente e si lega ad una visione del bilancio quale strumento di valutazione prospettica dell’impresa. Il costo storico per contro comporta una visione del bilancio quale strumento per la valutazione della situazione attuale dell’impresa.

5. Duplice aspetto

Ogni transazione modifica almeno due voci dello stato patrimoniale ma preservando comunque l’equazione fondamentale: attività = passività + capitale netto.

6. Periodicità della misurazione

La contabilità misura il risultato economico di un determinato periodo di tempo denominato periodo amministrativo o esercizio. Il periodo amministrativo è uno specifico intervallo di tempo che nella maggior parte dei casi ha la durata di un anno solare, 1/01 a 31/12.

7. Prudenza

È il presupposto per la determinazione di un reddito che possa essere distribuito senza intaccare l’integrità patrimoniale dell’azienda. Indica quando i ricavi devono essere riconosciuti e cioè solo quando sono ragionevolmente certi e i costi invece vanno riconosciuti non appena appaiono ragionevolmente possibili. Il principio suggerisce che i ricavi sono realizzati nel periodo in cui i beni sono consegnati al cliente anche se può accadere che l’incasso si manifesti prima come nei casi di: acconti o anticipi, crediti commerciali, interessi attivi.

8. Realizzazione dei ricavi

Indica quando i ricavi possono essere riconosciuti: prima del periodo dell’incasso, contestualmente e successivamente, solitamente si ha consegna = passaggio di proprietà.

9. Principio di competenza

Si basa sulla correlazione tra costi e ricavi. Quando un certo evento influenza costi e ricavi allora l’effetto di entrambi deve essere riconosciuto nello stesso periodo amministrativo e si tratta di costi direttamente riconducibili ai ricavi, es. costi di merci vendute, provvigioni. Se i costi non sono direttamente riconducibili ai ricavi si parla di costi di periodo.

  • Costi di competenze e spese: una spesa si manifesta quando si acquista un bene o un servizio e può provocare: 1) riduzione di cassa, 2) aumento delle passività, 3) essere uno scambio fra attività. La maggior parte delle spese diventano con il tempo costi di competenza, costi e ricavi non si manifestano per forza nello stesso periodo amministrativo.

10. Continuità dei criteri di valutazione

Per determinare il reddito è possibile applicare diversi criteri di valutazione, ma dal momento in cui un’azienda decide di applicare una modalità di contabilizzazione deve continuare ad utilizzare quella per tutte le successive registrazioni. L’unico caso in cui può variare è per ragioni valide segnate nella nota integrativa che indichi l’effetto del cambiamento del reddito.

11. Significatività e rilevanza

È possibile trascurare tutti i fatti non rilevanti ma è necessario esplicitare pienamente tutti quelli rilevanti.

  • Informazione significativa: informazione atta a influenzare le decisioni economiche degli utilizzatori. Un’informazione è rilevante se la sua omissione o non corretta rappresentazione è in grado di influenzare le decisioni dei destinatari del bilancio.

Lo stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale è un rendiconto di stato che descrive la posizione patrimoniale e finanziaria, cioè l’attività e i diritti sulle attività in un certo momento. I valori sono espressi in euro perché il bilancio riporta solo gli effetti di quelle transazioni che sono affidabilmente esprimibili in termini monetari. Riporta la composizione quantitativa e qualitativa delle attività e dei diritti vantati sulle attività.

Un’attività deve:

  • Essere stata acquistata attraverso una transazione.
  • Essere una risorsa economica.
  • Essere controllata dall’azienda.
  • Il suo costo deve essere misurabile in modo attendibile al momento dell’acquisto.

Le attività sono risorse economiche controllate da un’azienda il cui costo può essere misurato in maniera affidabile al momento dell’acquisizione.

Indice di liquidità: si tratta di un’importante informazione che riguarda la capacità dell’azienda di far fronte ai propri obblighi.

Attività correnti o a breve termine

  • Liquidità in senso stretto.
  • Attività che si trasformeranno in liquidità nell’esercizio successivo.
  • Attività che produrranno la loro utilità entro l’esercizio successivo.

Attività a lungo termine o immobilizzate

  • Immobilizzazioni materiali.
  • Immobilizzazioni finanziarie.
  • Immobilizzazioni immateriali.

Le attività a breve termine, correnti, si distinguono in:

  • Liquidità immediate: cassa, conto corrente attivo, assegni, titoli detenuti con finalità speculative.
  • Liquidità differite = diritti a incassare somme di denaro entro 12 mesi dalla chiusura del bilancio: crediti commerciali, cambiali commerciali attive, crediti finanziari a breve, quote di crediti a m-l termine in scadenza nei 12 mesi successivi, titoli destinati a essere smobilizzati nei 12 mesi successivi.
  • Disponibilità: attività destinate a ritornare in forma liquida o a generare utilità nei 12 mesi successivi: rimanenze, anticipi dai fornitori, costi anticipati.

Le attività a lungo termine, immobilizzate, si distinguono in:

  • Immobilizzazioni materiali: risorse che produrranno gradualmente in futuro la loro utilità e sono tangibili: terreni, fabbricati e immobili, impianti e macchinari, attrezzatura e stampi, mobili e macchine da ufficio.
  • Immobilizzazioni finanziarie: sono denaro o diritti a ricevere determinate somme in futuro e sono intangibili: titoli e partecipazioni, crediti finanziari a lungo termine, crediti commerciali a lungo termine.
  • Immobilizzazioni immateriali: sono beni con una propria autonomia tecnica, economica e giuridica, e sono intangibili: avviamento, costi di impianto e ampliamento, costi di ricerca e sviluppo, diritto a brevetto industriale, concessioni, licenze e marchi.

Passività

Le passività sono obbligazioni attuali dell’impresa di trasferire una risorsa economica in conseguenza di eventi passati. Possono concretizzarsi in un’obbligazione di fare o di dare.

Possono essere:

  • Passivo corrente:
    • 1. Finanziarie: debiti verso banche, debiti a breve verso società del gruppo, quote in scadenza di debiti finanziari a lungo termine.
    • 2. Operative: debiti verso fornitori, cambiali passive commerciali, debiti tributari, debiti verso il personale, debiti presunti, ricavi sospesi.
  • Passivo consolidato:
    • 1. Prestiti obbligazionari.
    • 2. Mutui.
    • 3. Debiti a lungo termine.
    • 4. Debiti verso erario a lungo termine.
    • 5. Trattamento di fine rapporto, TFR.

Capitale netto

Il capitale netto rappresenta diritti vantati dalla proprietà nei confronti delle attività aziendali, ed è costituito da:

  • Capitale versato = capitale di conferimento, ammontare di denaro apportato direttamente alla proprietà e si compone di: capitale sociale, numero azioni in circolazione moltiplicato per il valore nominale dell’azione, e riserva da sovraprezzo delle azioni, numero azioni in circolazione per prezzo pagato - valore nominale dell’azione. Il numero di azioni possedute da un azionista rappresenta la quota di capitale posseduta.
  • Riserve di utili = capitale di risparmio, ricchezza generata e non distribuita come dividendo. Mostra quanto la proprietà ha investito nell’azienda, cioè in che misura ha finanziato le attività.

Il conto economico

Riassume i ricavi e i costi di competenza del periodo amministrativo, e riporta i risultati della gestione e spiega come l’impresa abbia generato ricchezza oppure perché non sia stata in grado di farlo.

Classificazioni del CE

Esistono diversi modi per illustrare e spiegare come il reddito sia stato prodotto:

  • 1. A costo del venduto: costo dei prodotti e dei servizi consegnati o erogati nel periodo.
    • Schema di CE a uso interno.
    • La classificazione non è possibile a partire dai dati del bilancio civilistico.
    • Il bilancio civilistico rappresenta aggregazioni di dati a partire da quelli rappresentati in contabilità generale, cioè per natura senza rilevare anche la funzione organizzativa all’interno della quale i costi sono sostenuti.
    • Questa classificazione invece richiede questa conoscenza ed è pertanto possibile solo attraverso ulteriori elaborazioni.
  • 2. Margine di contribuzione:
    • Schema di conto economico a uso interno, utile per comprendere come il cambiamento dei ricavi influisce sul cambiamento del reddito.
    • La classificazione non è possibile a partire dal bilancio civilistico.
    • Richiede di distinguere fra costi che variano al variare dei ricavi, costi variabili, e costi che non variano al variare dei ricavi, costi fissi.
    • Essa si ottiene con la differenza tra i ricavi netti e costi variabili totali.
    • Margine di sicurezza: ROGC/MDC.
    • Leva operativa: MDC/ROGC.
  • 3. Valore aggiunto:
    • Schema a uso interno.
    • La classificazione è possibile a partire da dati del bilancio civilistico: richiede una classificazione dei dati economici per natura.
    • Il valore aggiunto è la differenza tra il valore della produzione e il costo dei fattori della produzione acquistati all’esterno.
    • Questa classificazione consente di capire come e perché il contenuto di trasformazione, valore aggiunto, cambia nel tempo.
    • I costi sono classificati per natura e suddivisi per costi di risorsa interna o costi di risorsa acquistata all’esterno.

Risultati intermedi di reddito

  • Margine lordo: ricavi netti - costo del venduto => misura quanto l’impresa guadagna prima della copertura di tutti gli altri costi diversi dal venduto.
  • Risultato operativo caratteristico: differenza tra margine lordo e costi operativi => reddito prodotto svolgendo l’attività caratteristica dell’impresa.
  • Risultato operativo complessivo: risultato della gestione non influenzata dalle politiche di finanziamento dell’impresa => risultato operativo caratteristico + gestione accessoria.
  • Gestione accessoria: deriva dal possesso di attività accessorie oppure dalla vendita di servizi e accessori, per attività accessorie si intende titoli e azioni non strumentali alla sua mansione.
  • Risultato ordinario di competenza: differenza tra risultato operativo complessivo e interessi passivi ➔ reddito prima di componenti straordinari di reddito e delle imposte.
  • Risultato ante imposte: risultato straordinario di competenza + proventi e oneri della gestione straordinaria.
  • Gestione straordinaria: costi e ricavi generati da eventi non riconducibili alla
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaraapn02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ragioneria generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Fadda Paola.
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