Periodo moderno e contemporaneo
Periodo Moderno – Dal '500 al '700, dalla scoperta dell’America alla rivoluzione industriale.
Periodo Contemporaneo – Dal '700 a oggi, dalla rivoluzione industriale in poi.
Storiografia e architettura moderna
Con il termine storiografia si indicano anche tutte le opere storiche relative a uno specifico periodo o che si riferiscono a un definito argomento o scritte in osservanza a un determinato metodo.
Il progetto storiografico di architetti ha individuato uno stile e direzione univoca tra diversi architetti o architetture. Modern Architecture, Museum Of Modern Art.
Mostra al MOMA e il concetto di stile internazionale
Il progetto storiografico vede come prima tappa una mostra a New York al MOMA, dove si ritrovano Henry-Russell Hitchcock (1903–1987) Architetto Americano, Philip Cortelyou Johnson (1906–2005) Filosofo-Architetto Americano e Frank Lloyd Wright (1867–1959) Architetto e Urbanista Americano, il quale ha insistito molto per partecipare.
Collaborano nel 1932 per realizzare la mostra dedicata all’Architettura Moderna, nasce così un catalogo “Modern Architecture, museum of modern art”: il catalogo pubblicato riporta il nome delle opere prese in causa in questa esposizione, che aveva come scopo quello di presentare e mostrare relazioni tra edifici dello stesso secolo. Architetti diversi si uniformavano per alcune opere architettoniche in materiali usati e in forme semplici (un “colonialismo culturale”).
In questo periodo si iniziano ad avere degli edifici con volumetrie semplici e prive di decorazioni. Loro sono i primi a dare un’immagine univoca a questo fenomeno, nella mostra mettono insieme diversi architetti per dare un’etichetta a questa espressione architettonica, pensando a uno stile internazionale. Solo due di loro, pubblicano un libro che avrà una fama mondiale “International style”.
The international style
“The International Style” è stato realizzato tra il 1920 e il 1930, ed era in relazione al Modernismo curato da Henry-Russell Hitchcock e Philip Johnson nel 1932, basato sul lavoro di architetti del 1920. La Mostra in America del 1932 del Moma scaturisce malcontento per la forte presenza di Architetti Europei, inizia un confronto tra Architetti Americani ed Europei. Libro e mostra risultano un po’ diversi fra loro. Da subito nasce un dialogo, un confronto tra gli architetti e gli storici europei e americani. (Americani copiano gli Europei).
In Germania fondò delle scuole di Architettura basate su delle correnti e filosofie comuni. La Germania è uno dei luoghi in cui queste architetture prendono vita, e qui nascono vere e proprie scuole tipo il Bauhaus, una scuola di architettura, arte e design.
Pioneers of the modern movement
PIONEERS OF THE MODERN MOVEMENT, from William Morris to Walter Gropius, by Nikolaus Pevsner.
Nikolaus Pevsner (1902–1983) è stato uno storico dell'architettura e storico dell'arte tedesco, scrisse "Moving from William Morris (Architetto Inglese) to Walter Gropius (Architetto Tedesco)" scritto in lingua inglese. Figlio di un mercante di origine ebraica, nacque a Lipsia in Sassonia. Studiò storia dell'arte nelle università di Lipsia, Monaco, Berlino e Francoforte sul Meno, poi lavorò alla Galleria di Dresda e insegnò all'Università di Gottinga (1929–1933). Sebbene avesse apprezzato l'architettura del primo periodo della Germania nazista, a causa delle sue origini dovette trasferirsi in Inghilterra nel 1934, dove insegnò nelle università di Londra, Oxford, Birmingham e Cambridge. Divenne cittadino inglese nel 1946.
La copertina del suo libro “Pionieri del Movimento Moderno” è un titolo che cerca di dare una necessità etica sociale, movimento complesso che ha guide ma non una legge da scrivere in un manuale definito. Perché intende dare una visione più di ruolo sociale, morale ed etico dell’architettura quindi non solo di un linguaggio. Questa morale si oppone alla politica dal quale lui è fuggito, ma ciò non è esplicito nel libro. Il tema della moralità era quello che aveva individuato in Morris. La produzione in serie aveva cancellato il senso d’uso e di fabbricazione degli oggetti. Pevsner usa la moralità in chiave modernista progressista per collegare Morris e Gropius.
Walter Gropius e il Bauhaus
Anche Gropius è tedesco ed appartiene alla scuola del Bauhaus e anche lui se ne andò dalla Germania. Walter Adolph Gropius (1883 - 1969) è stato un architetto, designer, urbanista e accademico tedesco. È stato uno dei fondatori del Bauhaus e della rivista “An opinion on Architecture”. È celebre una delle sue frasi scritte nel suo articolo, “Modern Architecture is fighting fascism” (fascismo non nazismo) dichiarazione netta e precisa.
Modern building: its nature, problems and forms
Walter Curt Behrendt (1884–1945) è stato un architetto americano-tedesco attivo per la corrente architettonica del Modernismo, un’autorità nella progettazione della città. Ha scritto “Modern Building” nel 1937, con una visione in parte influenzata dal Moma, lui identifica due stili definiti da leggi diversi, rettilineo e forme semplici riconducibili al cubismo, e forme morbide curve, di forme organiche.
Space, time and architecture: The growth of a new tradition
“Space, Time and Architecture: The Growth of a New Tradition” è un libro di Sigfried Giedion pubblicato nel 1941 negli Stati Uniti, fu tradotto da Hoepli per la prima volta nel 53 e ristampato nel 65 in nuova versione notevolmente aumentata a cura dell’autore. S. Giedion (Praga 1888-Zurigo 1968), storico e critico dell’architettura svizzero, dopo essersi laureato in ingegneria a Vienna nel 1913, studiò storia dell’arte a Monaco di Baviera. Fu tra i fondatori del CIAM (Congresso Internazionale di Architettura Moderna) e insegnò al MIT e alla Harvard University, dove divenne preside della Scuola di Design.
La copertina interessante riporta sullo sfondo un quadro da cui si può individuare un grande giardino di una villa mentre in primo piano un altro scorcio urbanistico però di un moderno svincolo autostradale. Lo “spazio” e “tempo” richiamano la Teoria della relatività di Einstein, legame con la scienza e la cultura ovvero rimanda allo spazio-tempo nel cubismo.
Lui parla di una nuova tradizione, cerca di radicare una nuova architettura in una tradizione. La sua volontà è dichiarare un progetto critico. L’approccio metodologico è fortemente innovativo: per l’autore l’architettura è lo strumento di interpretazione di un periodo storico. Da qui, ad esempio, l’interesse per la cultura materiale o il rapporto tra architettura e natura. L’approccio di Giedion è comparatista, forse anche per la sua formazione a metà tra storia dell’arte e ingegneria, e mette così in relazione l’architettura con lo sviluppo tecnologico e artistico, soprattutto a partire dalla Rivoluzione industriale. L’uso del ferro, della ghisa, dell’acciaio cambia non solo il modo di costruire, ma di vivere. Così come l’urbanistica non è solo la pianificazione territoriale ma il principale strumento di controllo di una società in rapida evoluzione. Il libro può essere letto come una storia del Movimento moderno, dai pionieri (Eiffel, Sullivan) sino alle opere mature dei suoi protagonisti (Gropius, Wright, Le Corbusier, Aalto), che Giedion, oltre a conoscere personalmente, mette in relazione con i coevi movimenti artistici come il futurismo o il Cubismo.
Bruno Zevi e l'architettura organica
Bruno Zevi (1918–2000) è stato un architetto, urbanista, politico e accademico italiano, noto soprattutto come storico e critico d'architettura. Nasce a Roma nel 1918 da un'agiata famiglia italiana di confessione ebraica, consegue la maturità classica al Liceo Tasso, dove ha per compagni di classe Paolo Alatri e Mario Alicata. Nel 1938, a seguito delle leggi razziali, lascia l'Italia per Londra prima e poi per gli Stati Uniti. Si laurea in architettura nel 1942 alla Graduate School of Design della Harvard University, in quel momento diretta da Walter Gropius. Conosce il pensiero di Wright assistendo a una conferenza dove un addetto riporta il messaggio dell’architetto americano. Allora fortemente criticato causa le sue opere ancora incompresedagli studenti. Nella sua tesi si ispirerà alle case di Gropious, richiama la pietra e le forme semplici incastrate tra loro.
Le opere di Bruno Zevi
Non riesce a rientrare in Italia per le leggi razziali, scrive un libro dedicato all’architettura di Wright perché comprende che l’architettura che realizza funziona ed è in armonia, esaltandolo come esempio perfetto quando gli altri lo credevano architetto del passato, scrive “Verso una Architettura Organica” (scrive queste opere senza aver visto le sue architetture).
Nel 1948 pubblica “Saper vedere l’architettura” e nel 1950 pubblica “towards an Organic Architecture”. Bruno Zevi e uno storico dell’architettura, orientata le line espressive dopo il 1935 del dopo guerra si orientino su un modello nuovo, non più architettura fascista (Manierismo?)
Le occasioni di un confronto: Roma 1935
Nel settembre del 35 quando è ancora studente al liceo partecipa al 13esimo Congresso internazionale architetti tenuto a Roma. A questo congresso viene invitato Wright ma non partecipa perciò ci manda il figlio John che riporta un messaggio del padre.
Si iscrive poi alla facoltà di architettura e vince la medaglia 'Benito Mussolini' ma a causa delle leggi raziali viene espulso perché ebreo, si trasferisce a Londra dal marzo del 39 al gennaio 40. Nel frattempo viene ammesso all’Architectural Association.
Le occasioni di un confronto: Londra 1939
Mentre è studente al Architectural Association Frank Lloyd Wright viene invitato a Londra per tenere quattro Lectures che verranno poi pubblicate con il titolo “An Organic Architecture”. (Zevi che respira l’influenza di Gropius andrà poi nella sua scuola Departement of Architecture.?)
Un nuovo contesto: New York-Cambridge mass. 1940-1941
Zevi arriva a New York nel febbraio 1940 e frequenta la School of Architecture della Columbia University. Nel 41, con altri studenti, Zevi firma il pamphlet “An opinion on Architecture” nel quale emergono:
- Il pericolo che il modernismo si esaurisca in una corrente stilistica è inoltre sottolineata più volte la Historical necessity dell’architettura moderna, e se ne traccia una genealogia (Pevsner 1936, Giedion 1941)
- Grande attenzione al ruolo sociale dell’architettura, alla tecnologia, alla necessità di un lavoro collettivo: il modello non è affatto Wright
- Per scongiurare l’idea di architettura come stile viene focalizzata l’attenzione sui suoi aspetti, sociali, morali e quindi politici: “modern architecture is fighting fascism”
Un’azione collettiva: Cambridge Mass. 1941
A sottolineare le linee programmatiche del pamphlet sul primo numero della rivista “task”, redatta dagli studenti della Gsd, che esce nell’estate dello stesso 1941, compaiono le seguenti vignette. Nei disegni: the krank haus e The whoopingkauf haus la figura di Wright è vista in modo fortemente critico dagli studenti.
Bachelor in Architecture: Cambridge Mass. 1942
Il progetto che Zevi studia per il suo Bachelor in Architecture alla Gsd è paragonabile progetti che Gropius e Breuer avevano messo a punto negli Stati Uniti. Anche i lavori degli altri studenti di quegli anni riflettono tale caratteristica. Basta confrontare gli elaborati di Zevi con la Gropius house e la tesi di Pei, project for a post-war shelter.
Zevi si laurea nel 42 dopodiché inizia a scrivere due libri con lo scopo di avere un’utilità. Il primo “Lezioni di storia dell’architettura italiana. Dal paleocristiano al gotico” come dispensa universitaria. Il secondo sarà “Verso un’architettura organica”. Il primo dei due nasce da una più evidente relazione con l’ambito culturale italiano e cercava in un modo più simbolico e meno dichiarato di trovare una relazione con quella che sarebbe stata la situazione politica italiana del dopoguerra: l’epoca dei comuni come modello sociale a cui ispirarsi.
Il secondo era un vero e proprio manifesto elaborato sull’idea morale e politica di architettura maturata alla Gsd: “modern architecture is fighting fascism”. Solo il ruolo di Wright era ribaltato e da “obscure genius” diveniva una metafora della democrazia, mentre la sua architettura assurgeva a modello rinnovata modernità. Il titolo del volume era un’ovvia citazione di Le Corbusier (1923). La Corbusier era stata la bibbia del modernismo.
Verso un’architettura organica
In Italia viene pubblicato nel 45 in Inghilterra nel 50. L’edizione inglese appare con una copertina diversa (Clark, house in California, 1941), senza l'immagine di Falling Water, completata da un apparato iconografico – assente nell'edizione italiana – che non si limita al solo Wright (Ain, Soriano, Wurster, Lescaze), e soprattutto con una più appropriata introduzione nei confronti di un contesto che geograficamente, e ormai anche temporalmente, è lontano dall'Italia dell'immediati dopoguerra, il libro viene percepito in maniera diversa. Soprattutto appare meno enfatizzata la figura, comunque centrale, di Wright.
Invece per il lettore italiano l'architettura organica diventa essenzialmente quella di Wright. L'equazione sarà fortunatissima.
Verso un’architettura organica: un confronto
Verso un’architettura organica viene pubblicato da Einaudi nel marzo 1945. Profezia dell’architettura, la conferenza tenuta da Persico nel 1935, viene pubblicata dalla casa editrice milanese Muggiani nel febbraio 1945; la collana “I coriandoli” era diretta da Alfonso Gatto e Giulia Veronesi. Architettura e democrazia, la traduzione di Modern Architecture che raccoglieva le Kahn Lectures tenute da Wright nel 1930, è pubblicata dalla casa editrice milanese Rosa & Ballone nel luglio del 1945; la traduzione è di Giuliana Baracco. Architettura organica è appunto la traduzione di An Organic Architecture, ed è pubblicata da Muggiani nell’agosto del 1945; il volume era curato, nuovamente, da Gatto e Veronesi.
Trattati e architettura classica
Marco Vitruvio Pollione, De Architectura, .29-23 a.c. 1486,1521 (it), 1567. Uno dei più antichi trattati pubblicato per la prima volta solo nel 1486 (nel Rinascimento) in Italia nel 1521. Vi è un grande interesse da parte degli architetti per l’architettura classica, greca e romana, che quindi si discostasse da quella precedente ovvero quella gotica. Si cercano quindi dei modelli, per avere una legittimazione per il nuovo stile, in realtà ne reinventano sostanzialmente i termini, ovvero lavorando sui resti e sulle macerie loro reinterpretano quello che era l’architettura classica. Questo arbitrio si mostra più o meno evidente e più o meno consapevole.
Giorgio Vasari, Le vite de più eccellenti Pittori, cultori e Architettori, 1550,1568. Nella sua volontà il rapporto tra progetto e storia è più l’interesse storico, così tratta di biografie.
Un architetto e pittore che ha raccolto con dei metodi filologici le vite dei più importanti artisti “achitettori”, compie questa indagine/studio come una serie di bibliografie (raccolte di bibliografie).
Jacopo Barozzi da Vignola, Regola delli cinque ordini d’Architettura, 1562. Andrea Palladio, Quattro libri dell’Architettura, 1570. Palladio scrive questo trattato in cui documenta gli organismi antichi e li divide in tipologie che a loro volta divide in parti. Cosicché un architetto potesse comporre insieme varie parti per progettare l’architettura nuova. Questi trattati ci permettono di distaccarci da ciò che ci precede direttamente per, paradossalmente, rinnovarci.
Altri contributi sull'architettura
Marc-Antonine Laugier, Allegoria dell’architettura, incisione di Charles Eisen, da Essai sul’Architecure, 1755. Nella copertina vediamo come si riprenda la facciata di un tempio classico o di una capanna primitiva costruito tramite elementi naturali in cui le colonne sono gli alberi. Da dove nasce l’idea di un edificio? Dalla necessità di un rifugio, e qui lo vediamo nell’albero che con i suoi rami e la sua chioma crea un riparo. Configurazione che cita sempre gli ordini architettonici perché secondo quelli sono l’allegoria dell’origine reale dell’architettura.
Gottfried Semper, Der Stil (1860-1863) dice che l’architettura nasce dal momento in cui l’uomo ha la necessità di delimitare lo spazio quindi con dei recinti costruiti intrecciando degli elementi arborei e sostenendoli con degli elementi verticali per terra e intrecciando dei rami in orizzontale. Questa barriera ad un certo punto necessita di un riparo quindi una copertura. Ma sia la capanna che il recinto sono costruiti intrecciando tra di loro gli elementi verticali e orizzontali come l’arte tessile. Parla poi del rivestimento che in tedesco questo termine si riferisce sia al rivestimento sia la pelle. L’architettura nasce intrecciando degli elementi e quindi è un’arte tessile e proprio per questo motivo a partire dalle abitazioni primitive e arrivando ad oggi con elementi lapidei di solito la superficie viene o decorata o in evidenza che ci rimanda alla natura tessile del materiale. Quella di Semper è una visione che permette di essere più indipendenti rispetto ad un modello compositivo che non ci dà delle forme precostruite ma che attinge ad una sorta di spiegazione più tecnica che ideale del come è nata l’architettura. (Laugier rimanda all’archetipo del tempio – Semper no, ma a qualcosa di indefinito).
Karl Friedrich Schinkel, Schauspielhaus, Berlin 1818-21
Architetto tedesco e questa è una delle sue opere più famose. Questo edificio è una sala teatrale per concerti. Guardando questo edificio...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti Storia dell'architettura 2
-
Appunti esame - Storia dell'Architettura 2
-
Appunti di Storia dell'architettura 2
-
Appunti Storia dell'architettura