Lo stato paleo-assiro
Antico Oriente, Liverani. Prima lezione di archeologia orientale, Matthiae.
Secondo gli scribi neo-assiri l'origine dello Stato assiro fu di carattere tribale, avendo i primi 17 re abitato in delle tende, ma la regione assira fu un'area di antica urbanizzazione e di intensa economia agricola grazie alle copiose piogge e alla prossimità fluviale; lo Stato assiro si creò con la fusione politica di due nuclei, il “triangolo dell'Assiria” (tra Zab e Tigri e abitata dagli hurriti, il suo centro era Ninive) e Assur (futuro centro politico della regione, si trovava in una zona decentrata a sud vicino al Tigri), dovuta al crollo dell'impero mesopotamico di Ur III e la presa dell'autonomia degli ensi (cioè governatori) di Assur, che formarono delle città-stato e avviarono una sequenza dinastica.
Il sistema politico
Il sistema politico era tripartito in:
- Il re, detto sarrum, dal potere fortemente limitato sia sul piano ideologico (perché subordinato al dio cittadino – es. dio Assur – il quale era nominalmente il re, mentre il re era il governatore per conto del dio) che su quello operativo (perché affiancato dalle famiglie potenti impegnate nei traffici commerciali e dal funzionario eponimo); dei primi re non si hanno informazioni (ad esclusione di Ilushuma, che stabilì la libertà degli Accadi con un provvedimento di remissione dei debiti), ma si sa che la regalità era ereditaria e perciò apparteneva a una sola famiglia; la sua autorità si rafforza nel momento in cui la politica assira passa dall'impostazione commerciale a quella militare e territoriale.
- L'assemblea, a cui partecipavano i cittadini liberi (cioè i capifamiglia) e che non aveva competenze politiche ma giudiziarie.
- Il funzionario eponimo, detto limum, che era un magistrato estratto a sorte e limitava il potere regio; era una carica temporanea, e per questo a ricambio continuo, e si occupava (si pensa) di dirigere l'assemblea e di riscuotere le tasse sul commercio.
Popoli maggiori del Vicino Oriente
Popoli maggiori del Vicino Oriente:
- Hurriti (dal toponimo Hurri, zona dell'alta Siria) = popolazione di origine etnica sconosciuta stanziata nell'alta Mesopotamia e nella Turchia sudorientale.
- Ittiti = popolazione di origine indoeuropea stanziata in Anatolia centrale (l'odierna Turchia) e poi in Siria e Palestina.
- Cassiti = una delle popolazioni dei monti Zagros che premono sull'area mesopotamica durante l'età oscura.
Il commercio paleo-assiro
Il commercio paleo-assiro, la cui intensità è ampiamente documentata da migliaia di tavolette rinvenute a Kanesh, importante snodo commerciale in Cappadocia, si sviluppò nell'alta Mesopotamia e in Anatolia, ove si costruì gradualmente una rete di commerci minori; dal punto di vista merceologico venivano esportati tessuti (provenienti da Babilonia) e stagno (proveniente dall'altopiano iranico) ed importati argento e oro (usati per la tesaurizzazione e come metodo di pagamento) mediante dei viaggi annuali di carovane di asini.
Il karum (lett. porto, ma di fatto una stazione commerciale) era un insediamento esterno ai centri urbani, una città indigena con una cinta di mura, un palazzo, un'organizzazione (assemblea generale e consiglio ristretto inviato da Assur) e uno statuto propri creata con un avvallo ufficiale da parte di Assur; era inoltre il principale punto di riferimento dei mercanti assiri, che si avvalevano di appaltatori e trasportatori, e vi si trovava una vasta complessità di rapporti testimoniati da diversi documenti (es. contratto stipulato tra un mercante residente a Kanesh e un trasportatore, anche se spesso era mediato da uno spedizioniere, o lettere di accompagnamento, o rendiconti).
Il sistema coloniale assiro in Anatolia, caratterizzato da un estremo particolarismo e disposto in tre aree (intorno al medio e alto Eufrate, nella piana di Konya e nell'ansa del fiume Halys), comprendeva una decina di karum, cioè installazioni principali, e un'altra decina di minori, dette wabartum; oltre che dai re, gli stati anatolici erano amministrati da dei funzionari di cui il principale era il “capo della cittadella” (rabi simmiltim); la prima presenza commerciale assira cessò dopo ottant'anni a causa di disordini interni per poi non riuscire a riprendersi più completamente, in un instabile stato di guerra endemica.
Il regno Hatti, il primo nucleo del futuro regno ittita, aveva molta varietà di risorse tra boschi, giacimenti minerari di rame e argento, zone agricole diversificate e allevamenti ovini molto diffusi, ma mancava di manodopera umana a causa dello spopolamento, esito di secolari guerre intestine; la popolazione era bipartita in quella libera, distribuita in comunità di villaggio o piccoli centri urbani ove vigeva un autogoverno riconosciuto dal re, e quella dei dipendenti regi, che fornivano un servizio continuativo nel palazzo reale in cambio di un lotto di terra per il sostentamento.
La geografia dell'Anatolia antica
Le foci del Tigri e dell'Eufrate si trovano sulle montagne del Tauro, mentre la catena montuosa di Zagros separa il Vicino Oriente dal Medio Oriente; la Mezzaluna Fertile (il deserto siro-arabico) è delimitato a nord dai monti del Tauro e dell'Amano, a est da quelli di Zagros e a ovest dai rilievi del Libano; mentre l'area mediterranea ha un'idratazione pluviale, quella fluviale necessita dell'irrigazione dei fiumi in quanto la pioggia è carente.
Il territorio anatolico centrosettentrionale è montuoso, essendo quasi accerchiato dalle catene del Ponto e del Tauro e Antitauro, e privo di grandi fiumi come il Nilo, il Tigri o l'Eufrate, mentre la Cappadocia è perlopiù pianeggiante: questi due erano chiamati dagli ittiti rispettivamente Paese Alto e Paese Basso (*kattapadda in luvio, da cui probabilmente il nome della regione).
I nomi di luogo citati nei documenti ittiti sono 2.403 e sono introdotti dal determinativo URU.
Alcune città sono facilmente identificabili, come Hattusa con Bogazköy, mentre in altri casi bisogna confrontare le evidenze archeologiche con le fonti scritte.
L'Anatolia settentrionale era delimitata a sud dal fiume Halys; l'Anatolia occidentale coincideva con Arzawa, era percorsa dai fiumi Meandro ed Ermo e contiene il sito di Hisarlik Höyük, scoperto da Heinrich Schliemann e considerato l'antica Troia, detta in ittita Wilushiya; l'Anatolia meridionale comprendeva Kizzuwatna (dal luvio *ketz-watni, “il paese da questa parte delle montagne”, cioè a sud del Tauro) e Tarhuntashsha, sulla cui localizzazione non si è ancora certi; nell'area siriana infine si trovano Karkemis, retto da una dinastia cadetta della famiglia reale ittita e corrispondente all'attuale sito di Jerablus, Alalah, Aleppo, Qadesh e Ugarit.
Il regno ittita
Antico Oriente, Liverani. La civiltà degli ittiti, De Martino.
L'Antico regno (1650 – 1500 a.C. ca.)
Un vuoto documentario impedisce di ricostruire gli eventi storici tra il regno di Anitta e i primi sovrani ittiti, di cui il più antico noto è Huzziya I, considerato il fondatore della casa reale di Hatti e citato in una lista di offerte per i sovrani defunti; il suo successore fu Labarna.
Il mondo politico centro-anatolico si trasformò da una frammentazione spinta a uno Stato unitario con il trasferimento della capitale da Assur a Hattusa e l'organizzazione di un archivio (è allora che si avvia la documentazione, mentre gli eventi precedenti sono riportati mediante notizie retrospettive); secondo la tradizione il regno unitario inizia con la coppia regale formata da Labarna e Tawananna (che sono etimologicamente titoli e vanno quindi interpretati come modelli ideali).
- Hattušili I (1650 – 1620 a.C. ca.), figlio del fratello della moglie di Labarna, ebbe diversi predecessori ignoti alla storiografia e il suo dominio di dimensioni regionali si accentrò nell'ansa dell'Halys fino a Zalpa, sulle coste del mar Nero; il processo di unificazione, avviato dai suoi antenati, fu un seguito di guerre e vittorie militari, mentre nella sua corte si concentrarono elementi di rivalità dinastica e pluralismo; inizialmente rafforzò le proprie posizioni in Anatolia centrale, per poi attaccare la Siria e prendere Alalah, centro del regno di Yamhad, che aveva la sua capitale ad Aleppo; l'ultima sua grande impresa è la conquista di Hahhum, sempre in Siria; ha lasciato una ricca documentazione testuale, la cosiddetta pesnatar (“imprese”), che narra le sue vicende politiche secondo un'impostazione annalistica.
- Muršili I (1620 – 1590 a.C. ca.) sconfisse il regno di Yamhad grazie all'aiuto del regno di Hada e completò l'opera del predecessore giungendo in Siria settentrionale e saccheggiando Babilonia (1595 a.C.) (la penetrazione delle truppe ittite nel territorio paleo-babilonese era stata possibile grazie alla disgregazione del controllo delle aree periferiche di Babilonia, che erano state cedute a dei mercenari cassiti, poco fedeli ai babilonesi), che abbandonò subito dopo in quanto carente di forze sufficienti per tenerla (fu un atto simbolico), mettendo fine alla dinastia di Hammurabi; non è documentato da molte fonti ma si sa che conquistò gli hurriti, particolarmente aggressivi e tendenti all'insurrezione.
- Hantili I (1590 – 1560 a.C. ca.), responsabile della morte di Muršili I, regnò a lungo ma non senza difficoltà, tra cui diversi scontri con il regno di Mitanni e gli attacchi dei Kashka, che devastarono molte città e santuari ittiti nella zona del Ponto.
- Zidanta I (1560 – 1550 a.C. ca.), genero di Hantili I, ne usurpò il potere uccidendo sia lui che tutti gli altri eredi diretti al trono.
- Ammuna (1550 – 1530 a.C. ca.), figlio e assassino di Zidanta I, riscontrò sempre più difficoltà interne e perse ingenti territori, tra cui il regno anatolico di Arzawa e quello di Kizzuwatna, in Cilicia, che divenne uno stato cuscinetto.
- Huzziya I (1530 – 1525 a.C. ca.), figlio maggiore di Ammuna, fece assassinare i fratelli maggiori per giungere al trono; egli è il primo sovrano direttamente attestato.
- Telipinu (1525 – 1500 a.C. ca.), marito della sorella di Huzziya I, Ištapariya, ne usurpò il potere esiliandolo insieme alla sua famiglia con la scusa di difendersi da una congiura ordita a suo discapito; rappresenta una fonte primaria per molte vicissitudini di corte di quegli anni; secondo lui le discordie ittite dipendevano dal difettoso meccanismo della successione al trono, motivo per cui propose una legge che la regolamentasse (e che difendesse la sua stessa posizione di usurpatore) formalizzando ciò che già era in uso, e cioè che venisse data la precedenza al principe di primo rango, poi a quello di secondo rango (i figli non legittimi) e infine ai generi (mariti delle figlie); riorganizzò le proprietà terriere detenute dalla classe dirigente come assegnazioni regie introducendo l'usanza della garanzia mediante il sigillo regio; secondo alcuni era un figlio di Ammuna sopravvissuto agli assassini di Huzziya III.
Il Medio regno (1500 – 1350 a.C. ca.)
L'egemonia mitannica (XVI – XIII secolo a.C.)
Alla fine del XVII secolo a.C. l'alta Mesopotamia, composta da una moltitudine di regni hurriti, venne unificata sotto il regno di Mitanni (che era il titolo politico, mentre la sua popolazione era chiamata Hurri e il territorio Hanigalbat) grazie all'introduzione del carro leggero, alla sconfitta di Yamhad e alla crisi della Siria dopo il regno dell'assiro Ishme-Dagan I (1776 – 1736 a.C. ca.); il fondatore del regno e della capitale, Waššukanni, fu Shuttarna, anche se del periodo formativo non sono pervenute notizie se non da fonti esterne al regno (es. iscrizione di Idrimi, re di Mukish – la cui capitale era Alalakh – e figlio di un re di Aleppo detronizzato da una rivolta interna; per ottenere il trono di Mukish Idrimi si rivolse al re di Mitanni, Barattarna, che gli concesse un avvallo), mentre sotto Shaushtatar (1440 – 1415 a.C. ca.) il regno di Mitanni raggiunse il massimo splendore, con il saccheggio di Assur, la conquista dell'Assiria e di Kizzuwatna, che furono ridotte a regni vassalli, e l'estensione dei confini fino all'Egitto; dopo la metà del XVI secolo la dinastia mitannica e quella egiziana dei Tuthmosidi si imparentarono mediante matrimoni unidirezionali; la prima incursione ittita fu respinta dal mitannico Tushratta ma la seconda, giunta inaspettatamente da una direzione inaspettata (non da Kizzuwatna ma da Ishuwa), non fu gestita altrettanto prontamente dal medesimo sovrano causando l'avanzata degli ittiti fino alla Siria; nel frattempo l'Assiria si conquistò l'indipendenza da Mitanni; alla morte di Tushratta successe Artatama II, filoassiro, ma il re ittita Suppiluliuma I prese l'iniziativa per sostituirlo col genero filoittita Shattiwaza, il quale marciò su Waššukanni insieme al figlio di Suppiluliuma, Piyashshili, che era già re di Karkemiš, e spodestò Artatama II; il regno di Mitanni cedette la riva occidentale dell'Eufrate al regno di Karkemiš e conobbe un periodo di subordinazione al regno di Hatti, che durò relativamente poco in quanto nel XIII secolo fu assoggettato dall'Assiria, le cui mire espansionistiche si erano risvegliate.
Il vuoto documentario nella zona centrale di Mitanni è parzialmente colmato dai centri periferici di Alalah (Siria) e Nuzi (est del Tigri); la popolazione era distinta in:
- Maryannu, la élite militare munita di carro.
- Ehele, i dipendenti palatini di rango minore.
- Hupsu, i liberi contadini possessori di terre familiari.
- Haniahhu, i pastori o contadini senza terre.
La documentazione giuridica di Nuzi, centro rurale subordinato al regno di Arrapkha, fornisce un quadro generale della società mitannica, contraddistinta dall'immagazzinamento e smistamento del materiale bellico, dalla tessitura, dalla gestione delle terre palatine (che potevano essere date in usufrutto in cambio di servizi) (anche se la maggior parte delle terre era in regime privato, cioè di proprietà familiare) e dai rischi di indebitamento (il prestito a interesse era del 50% e a scadenza annuale, e spesso la vendita degli schiavi avveniva mediante la finzione giuridica dell'adozione), motivo per cui la classe dei piccoli proprietari autonomi si tramutò in una classe di servi, non essendoci più degli editti periodici contro l'asservimento; i proprietari delle terre familiari erano tenuti al servizio di corvée al palazzo.
- Alluwamna.
- Hantili II.
- Tahurwaili.
- Zidanta II.
- Huzziya III.
- Muwatalli I, che fu ucciso da Himuili e Kantuzili e succeduto dal figlio di quest'ultimo per non destare disordini mettendo sul trono un regicida.
Trevor Bryce fa concludere l'Antico regno e iniziare il Nuovo regno nel 1400 a.C., con l'avvento di Tudhaliya I/II, eliminando di fatto un Medio regno.
- Tudhaliya I, Hattusili II, Tudhaliya II (alcuni ritengono che ne sia esistito solo uno, Tudhaliya I/II, e che Hattusili II non sia mai esistito) → Tudahliya I/II (1410 – 1380 a.C. ca.) sarebbe quindi salito al trono molto giovane e avrebbe governato a lungo, per poi sposare una principessa di Kizzuwatna, Nikkal-madi (la cui presenza a corte contribuì alla diffusione della cultura e della tradizione hurrita), per sancire un'alleanza; a partire dal suo regno si cominciò a sentire la pressione delle incursioni dei Kashka, gruppi tribali nomadi stabiliti sulle coste del mar Nero; giunse inoltre a controllare parte della Siria occidentale, precedentemente presa da Hattusili I e Mursili I e andata perduta, grazie all'indebolimento di Mitanni dovuto alle incursioni del faraone Thutmosi III.
- Arnuwanda I (1380 – 1370 a.C. ca.), marito di una figlia di Tudhaliya I/II (non sono chiare le modalità con cui salì al trono, in quanto quest'ultimo aveva dei figli maschi e quindi la precedenza era loro), regnò per un periodo associato a questi (è l'unico caso accertato di reggenza associata ittita), condusse una spedizione contro Arzawa e combatté contro i popoli kashkei che avevano saccheggiato la città di Nerik, sede del santuario del dio della Tempesta.
- Tudhaliya III (1370 – 1350 a.C.), figlio di Arnuwanda I, portava un secondo nome hurrita, Tasmi-Sarri ed edificò una residenza reale alternativa a Hattusa, Sapinuwa; durante il suo regno Hattusa fu data alle fiamme e avvennero dei disordini politici, ma seppe reagire riconquistando i terreni perduti.
Il Nuovo regno (1350 – 1180 a.C. ca.)
L'impero ittita fu tenuto insieme dai rapporti di subordinazione (quelli interni erano concretizzati dai testi di “istruzione”, che riguardavano sia le strutture dell'amministrazione imperiale e dell'esercito che il vertice governativo composto dalle famiglie aristocratiche dette “i grandi” e dai figli del re, e di “giuramento”, che impegnavano il contraente con una serie di clausole e creava delle fedeltà reciproche che si integravano alla rete di parentele, mentre quelli esterni erano espressi mediante i “trattati”); gli Stati siro-anatolici avevano adottato la prassi dell'estradizione reciproca, cioè la cooperazione giudiziaria per cui i rifugiati venivano mandati indietro per l'applicazione di giudizi penali e sanzioni.
- Suppiluliuma (1350 – 1322 a.C.), genero di Tudhaliya III in quanto marito di sua figlia Henti, salì al trono dopo aver ucciso il legittimo erede, Tudhaliya il Giovane, attuò una politica estera attiva combattendo contro le tribù montane, tra le quali anche i Kashka, entrò in contatto coi sovrani di Amurru e Qadesh, entrambi interessati a rendersi autonomi dal controllo faraonico, usando le alleanze con loro come pretesto.
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