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Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

Cos’è l’estetica?

Nel dopoguerra italiano si era sviluppato un periodo molto critico nei confronti della

filosofia di Benedetto Croce e Hegel molti filosofi, intellettuali e artisti infatti cercano di

Prendere delle distanze nei confronti di questa filosofia dell’arte.

Estetica: Aesthetica, Aesthesis, dal greco sensazione)

Il filosofo tedesco Baumgarten a metà del ‘700 fu il primo ad utilizzare questo termine,

sancendo la sua nascita.

“L’estetica è per me lo studio dell’esperienza sensibile-percettiva.” →Baumgarten

Filosofia: Disciplina più studiata dall’orientamento oliano.

Anni ’80 e ’90 del ‘900 si prendono le distanze dalla filosofia che aveva caratterizzato

l’800 ed iniziano i primi studi sull’esperienza estetica, che prima era uno studio teorico

dell’arte e delle sue filosofie.

Di che cosa si deve occupare l’estetica?

Esperienza estetica:

Studio dell’esperienza sensibile-percettiva e affettiva che si attua attraverso il nostro

corpo, si tratta di tenere insieme corpo e mente, tenere in relazione la dimensione

corporea e quella mentale e spirituale.

1. Legata ai 5 sensi= Corpo,

2. Vi riconduciamo la sensibilità, le percezioni e le emozioni intese come passioni e

sentimenti= Mente

ES. Vado in un bar

-Descrizione di odori, colori, percezioni tattili ecc.= Dimensione corporea Corpo

-Descrizione di come mi sento all’interno= Dimensione mentale Mente

Non è possibile evitare esperienze sensibili-percettive e affettive.

Diventa dunque fonte di studio la capacità dell'uomo di rapportarsi all’esterno

attraverso l'esperienza che fa di essa.

Quando parliamo di esperienza abbiamo a che fare con l’arte, le relazioni, l’incontro con

il mondo che fanno parte di essa, ma anche con la sfera affettiva nel quale intercede la

memoria a breve termine che ci permette di ricordare le esperienze passate, questo

implica il non ricominciare mai daccapo quando si fanno nuove esperienze.

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Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

Il concetto di bellezza, il bello

La belezza è sempre stata oggetto di ricerca sia in antichità che in età moderna, ma in

particolare il ‘900 è un periodo che mette in crisi il concetto di bello

ES. Marina Abramovic in Rhythm 0, mette in crisi il concetto di bello e mette in scena un

modello femminile che non è più legato alla bellezza tradizionale.

La letteratura con lo scardinamento dei canoni di bellezza.

L’idea che il fruitore debba essere colpito e destabilizzato è tipica del ‘900 fino ad

arrivare ai giorni d’oggi.

Nell’arte del ‘900 si deve colpire il fruitore, lo si cerca di disorientare.

Le avanguardie del ‘900 hanno messo in crisi

Il concetto di bellezza classica,

● Il metodo di fruizione

● Il rapporto tra arte e bello che aveva caratterizzato per molto tempo la nostra

● cultura.

Nel corso della storia della cultura occidentale, troviamo un canone con il quale la

cultura occidentale ha sempre fatto i conti, partendo dalla cultura classica greca e

filosofica pre-socratica.

Pitagora

Pitagora credeva che tutto il cosmo fosse scritto secondo misure matematiche

geometriche (che non erano divise), e che la realtà fosse scritta secondo leggi

matematiche e geometriche e proprio per questo suo esprimere ordine e misura fosse

bella.

Cosmo= ordine, realtà ordinata, il suo contrario è il Caos= disordine, realtà disordinata.

L’idea di bellezza pitagorica che ha segnato tutta la nostra cultura, è l’idea classica

della bellezza segnata dalla misura, armonia, simmetria e proporzione.

Queste 4 esprimono rapporti tra le parti di tipo matematico geometrico.

Ma ci sono dei momenti, nella storia dell’arte, che mettono in crisi questo modello

classico fatto di ordine e simmetria.

- Il gruppo marmoreo Laocoonte, che deformavano i volti dei protagonisti a

seconda delle emozioni che rappresentavano. (Esprimevano dolori)

- Il barocco, dove scompare l’idea del tempio geco lasciando spazio a delle colonne

massicce ecc.

Il tutto poi ritorna agli standard classici pitagorici e greci, perché non riusciamo a

staccarci da questi ideali.

ES. Gli studi di Leonardo Da Vinci sulle proporzioni del corpo.

Metodo di fruizione: (L’idea a cui siamo legati)

- Qualcosa di reputato bello, si fa di tutto per vederlo

- Qualcosa di reputato brutto, si tende a voltarsi dall’altra parte.

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Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

Ad oggi l’idea di bellezza lo ritroviamo nella vita quotidiana.

Es. Viso più bello del mondo legato ad un’idea di bellezza classica, pitagorica,

proporzionata.

I difetti percepiti sono correlati agli ideali di bellezza classica.

Fatto di tradizione culturale che parte da Pitagora.

La ricerca del bello, nel corso degli anni è stata messa in crisi ma tutt’oggi, mai stata

abbandonata.

Amiamo circondarci di bello.

ES. Design a basso costo.

Fenomeno culturale dell estetizzazione:

Cercare il bello che non trovo più in altri ambiti.

La nostra cultura ci porta a comprare abiti, accessori ed oggetti di arredamento non

duraturi ma esteticamente belli.

Ricerca del bello e della sua esperienza legata al quotidiano, non solo i ricchi se lo

possono permettere.

Ad oggi il bello pitagorico è diventato un’esperienza che ricerchiamo nella vita

quotidiana.

ES. Lo shopping con l’acquistare, consumare e godere esteticamente dell’esperienza fa

parte dell’estetizzazione diffusa.

Il sistema capitalistico ha incoraggiato e rafforzato questa ricerca.→ Maggior

produzione e arricchimento.

È però difficile capire e sancire se uno è la causa dell’altro.

Quando diciamo che l’estetica si interessa al bello, questo bello implica anche parole

come brutto e sublime, che sono diventati anch'essi oggetto di studio dell’estetica.

Bello: Ideale pitagorico, sentimento di piacere dell’esperienza.

➢ Aggettivi che colleghiamo→ Proporzione, simmetria, equilibrio, conformità.

Brutto: Sentimento di dispiacere dell’esperienza.

➢ Aggettivi che colleghiamo→ Sproporzione, dissimmetria, squilibrio, deformità.

ES. Il Laocoonte di Lessing, opera di teoria e critica dell’arte che identifica nel

gruppo dell’arte marmorea dei Laocoonte qualcosa di non bello e dunque brutto.

Sublime: Sentimento che racchiude l’alternarsi del piacere e dispiacere

➢ dell’esperienza.

Ha diverse forme che vengono approfondite nel corso del ‘900.

ES. Salire su una montagna e una volta in cima vedendo il panorama ci si accorge

che al di sotto c'è un burrone che sottende il vuoto.

Piacere: panorama

Dispiacere: il vuoto del burrone. 3

Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

Arte

L’arte in quanto oggetto è il frutto del saper fare dell’uomo.

Gli antichi greci e romani, intendevano un uomo che produceva degli oggetti seguendo

delle regole.

Per molto tempo abbiamo distinto arte da artigianato.

Dal ‘700 si inizia a pensare che non tutto ciò che l’uomo fa può essere considerato arte,

a proposito di questo concetto troviamo un autore che scrive un libro destinato a

rivoluzionare la cultura dell’età moderna.

Charles Batteux “Le belle arti ricondotte a un unico principio” del 1746.

É il primo che utilizza l’espressione belle arti, esse per Batteux sono pochissime.

Le belle arti:

Pittura,

❖ Musica,

❖ Scultura,

❖ Poesia e

❖ Danza.

❖ L’architettura è ibrida, tra belle arti e artigianato.

Ricondotte ad un unico principio poiché le arti devono rappresentare la realtà.

L’arte bella rappresenta la realtà, la natura umana, la realtà in generale.

L’artista deve imparare, però, a rappresentare la natura bella.

Si chiamano belle arti perché l’artista deve scegliere l’oggetto da rappresentare che deve

essere bello, suscitare dunque piacere.

“Se vogliamo capire la differenza tra arte e artigianato dobbiamo individuare il principio

che sta alla base dell’arte e il principio che sta alla base dell’arte è l’imitazione della

realtà”- Charles Batteux

Imitazione della realtà: mimesis, principio individuato per la prima volta da Aristotele

nel ‘300. 4

Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

Francia, ‘700 Charles Batteux e le belle arti

Lavora su una nuova classificazione delle arti basata sull’imitazione. (mimesis)

Siamo molto legati al concetto di belle arti di Batteux

Nel 1746 fa uscire Le belle arti ricondotte a un unico principio.

Le affermazioni di Batteux si sono radicate nella nostra cultura, introducendo una

classificazione delle arti innovativa, che si fonda sul principio

dell’imitazione/rappresentazione (mimesis, ne parla per la prima volta Aristotele), quindi

parte da un concetto antico.

Come si distingue un oggetto d’arte da uno di artigianato? Batteux risponde con il

principio dell’imitazione che mi consente di distinguere un dipinto dagli oggetti

rappresentati.

Per molti secoli ciò che distingue l’arte dall’artigianato è la mimesis, e le arti imitative

per eccellenza sono: la pittura, la scultura, la musica, la poesia e successivamente la

danza. (ma tutte le altre arti sono figlie della danza in quanto solo con la danza si impara a

gestire il proprio corpo).

Le belle arti vengono considerate tali perché, secondo Batteux, le arti non devono

rappresentare tutta la realtà ma soprattutto la realtà bella, quello di bello che si può

vedere nel mondo. Ma come si rappresenta il bello? Batteux ricorda il mito di Zeusi

(Pittore che doveva dipingere la donna più bella di tutta la magna grecia, lui prese da

ogni donna un dettaglio un particolare che per lui doveva avere la donna più bella e creò

il dipinto) bellezza, la si può immaginare solo attraverso degli aspetti belli messi

→La

insieme.

Dalle belle arti nascono poi le Accademie delle Belle Arti.

Dal punto di vista produttivo: l’artista prima coglie il bello, attraverso l’esercizio

● del buon gusto e nell’esperienza che fa della realtà/natura.

Poi la rappresenta applicando le regole.

Possiamo dire che questo modello viene messo insieme a partire dall’esperienza ma

così com’è non lo possiamo riscontrare nella realtà perché la bellezza in assoluto è

irraggiungibile nella realtà, la possiamo immaginare solo come sintesi di aspetti

belli che possiamo ritrovare lungo la via.

Operazione che i pittori hanno fatto per secoli (pre au plein air).

Non significa copiare la realtà ma cercare gli aspetti più belli di essa.

Dal punto di vista del fruitore: l’oggetto bello viene fruito indipendentemente

● dall’uso. L’atteggiamento è completamente di distacco.

Mi trovo davanti a un dipinto che corrisponde alle teorie di Batteux, da

spettatore posso esprimere un giudizio “mi piace” collegato all’esperienza di

qualcosa di bello, esperienza di piacere.

L’oggetto bello è qualcosa che guardo facendo una sorta di “passo indietro”.

La struttura classica del museo nasce proprio a partire dal ‘700.

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Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

Baumgarten: nascita di una nuova disciplina

Il termine Estetica, aesthetica, compare per la prima volta in un breve scritto di

Alexander Gottlieb Baumgarten, Le mediazioni poetiche, nel 1735.

Si tratta di un neologismo di origine greca, aisthesis.

Baumgarten si basa completamente sulla filosofia.

Nasce dall’intenzione di dare molta importanza all’esperienza sensibile arrivando a

pensare che in filosofia sia necessario dedicare una disciplina allo studio dell’esperienza

sensibile.

Baumgarten vuole dimostrare che l’esperienza sensibile è fondamentale, senza

l’esperienza sensibile non si conosce la realtà e poiché rientra nella realtà, la parte di

realtà che chiamiamo arte si fonda sull’esperienza sensibile.

L’estetica diventa una nuova disciplina filosofica basata sullo studio dell’esperienza

sensibile.

Definizione di estetica di Baumgarten:

Nel 1750 nella sua aesthetica Baumgarten afferma che “l’estetica (teoria delle arti liberali,

gnoseologia inferiore, arte del pensare in modo bello, arte dell’analogo della regione) è la

scienza della conoscenza sensibile”

L’estetica come nuova disciplina come scienza, non filosofia, perché il termine veniva

utilizzato per indicare un ambito del sapere umano che si basava su un metodo

meticoloso, se ho un’idea scientifica di arte, vuol dire che la mia visione di arte si

avvicina alle scienza e alla matematica.

In filosofia si è avvertita la necessità di un dare un medino meticoloso come quelle della

matematica o della fisica.

Se Baumgarten utilizza il termine scienza e non filosofia è perché ritiene che questo

termine indichi una forma del sapere particolarmente rigorosa, per lui la sensibilità è

conoscenza, per cui l’estetica studia una forma della conoscenza importantissima, ossia

la sensibilità.

E tutto quello che appartiene alla parentesi?

L’estetica riesce ad avere un rapporto, è in grado di mettere insieme queste diverse

tradizioni.

L’estetica è una disciplina moderna che, secondo Baumgarten, si collega in modo stretto

a forme di sapere che hanno una storia secolare, forme di sapere “antiche”.

È come se l’estetica riuscisse a mettere insieme delle tradizioni e dei saperi diversi.

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Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

“L’estetica (teoria delle arti liberali, gnoseologia inferiore, arte del pensare in modo bello,

arte dell’analogo della ragione) è la scienza della conoscenza sensibile”

Necessario collegare l’espressione secca alle espressioni nella parentesi.

Perché venivano chiamate arti?

Durante il medioevo per arti si intende il saper fare qualcosa secondo delle regole, chi

studiava doveva essere in grado di utilizzare il sapere.

Non si studiava per il gusto di studiare, ma per l’obiettivo concreto di imparare a fare

delle cose, ricondotte ad un uso pratico.

Più avanti nella storia diverranno arti studiate ampiamente anche dalla borghesia.

ARTI LIBERALI Arti nobili

Nel medioevo, nell’organizzazione delle materie scolastiche, non tutti avevano la

possibilità di studiare.

Le arti liberali erano forma di sapere che venivano studiate dai ceti più alti, e secondo la

conoscenza di esse l’uomo poteva acquisire la propria libertà.

Chiamate anche arti nobili, in quanto potevano consentire all’uomo di fare un cammino

di tipo spirituale ed essere padrone della propria vita.

Sono 7 suddivise in 2:

1. Le arti del trivio Arti della parola,

La grammatica

➢ (Regole fondamentali del linguaggio, fondamentale per farsi capire e per

convincere un pubblico),

La retorica

➢ (Arte del bel parlare, si concentra sullo studio delle figure retoriche che

permettono di rendere il discorso piacevole),

La dialettica

➢ (Si intende lo studio dei principi logici che deve seguire un discorso; per

Aristotele è parte della logica).

2. Le arti del quadrivio, Arti del numero

Matematica

➢ Geometria

➢ (Nasce come studio della terra, della superficie)

Musica

➢ (Importanti i rapporti quantitativi tra le note)

Astronomia

ARTI MECCANICHE→ Arti volgari

Sono le arti che vengono studiate in bottega e lo sono tutte quelle che non fanno parte

delle liberali ma che coinvolgono la sfera corporea, praticate dal borgo.

Dava anche luogo a una classificazione in termine di professioni.

Differenza tra le arti dello spirito (e pensiero) e quelle del corpo.

Falegnameria,

➢ Arti belliche,

➢ Pittura

➢ Scultura

➢ 7

Appunti esame di Estetica delle Arti del ‘900

Quando si sente la necessità di far diventare pittura e scultura come arte alta?

Durante l’umanesimo e il rinascimento, pittori e scultori scrivevano tanti trattati,

come ad esempio Leonardo e come lui sono tanti gli artisti che hanno scritto per

dimostrare la nobiltà di ciò che stavano facendo.

Si tratta di passaggi lentissimi all’interno della nostra cultura.

La danza e la poesia non hanno posto in queste arti ( Liberali e Meccaniche)

Poesia:

Per tutto il medioevo non viene considerata un’arte,ma un’attività umana non

riconducibile ad una concezione di arte del saper fare qualcosa attraverso le regole.

Lo scopo pratico/concreto non è immediato.

Scrivere una poesia non ci permette di acquisire strumenti per intervenire in

determinate situazioni ecc. non c’è un obiettivo da raggiungere. Durante il medioevo è la

lezione di Platone ad avere la meglio, e Platone non la riteneva una forma d’arte poiché il

poeta deve fare un’esperienza di entusiasmo, ossia avere e sentire, Dio all’interno di sé.

Il poeta scrive dietro ispirazione, non è un caso che quando Da

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.gatta2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica delle arti del '900 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Messori Rita.
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