Introduzione al modernismo
Il modernismo
Definizione di modernismo: "La letteratura che ha riconosciuto e tentato di rispondere a una crisi di rappresentanza a partire dalla metà del XIX secolo".
Il modernismo copre un periodo della storia culturale che va dalla fine del XIX secolo alla metà del XX. Il modernismo sfida la rappresentazione realistica della realtà nell'arte e nella letteratura. La crisi della rappresentanza ha coinvolto sia la forma che il contenuto: riguardava gli argomenti trattati, che erano diversi dal passato, e le tecniche con cui la letteratura e l'arte potevano esprimerlo.
La prima volta che il termine modernismo compare: Graves and Riding, A Survey of Modernist Poetry, 1927 (obscurity). Una delle caratteristiche del modernismo è che è oscuro, non è di facile comprensione. Il termine non prende piede ma solo successivamente.
La pratica di riferirsi al "Modernismo" come tendenza della letteratura e dell'arte dell'inizio del XX secolo si afferma via via nella critica letteraria degli anni '60. Il modernismo si definiva come futurismo, scuola d'arte ultramoderna e avanguardia.
Date
- 1880/90 - 1930/40 (abbiamo due date differenti perché come molti periodi storici non si è certi su una precisa data)
- Due fasi del modernismo:
- Prima della Grande Guerra: make it new! (Promuove le sperimentazioni, tutto è volto al rinnovamento, è innovativa, sperimentale e a volte anche confusa)
- Dopo la Grande Guerra: return to order. (Si vengono a creare nuove convenzioni, che sono volte a mettere in contatto lo scritto con il pubblico)
Annus mirabilis (anno in cui furono pubblicate le migliori opere moderniste) in: 1922 - Eliot's The Waste Land, Joyce's Ulysses, Woolf's Jacob's Room (il suo primo romanzo sperimentale), Mansfield's The Garden Party (la short story è un genere tipicamente modernista).
Crisi
La nascita del modernismo è segnata da tre crisi principali, in tre campi diversi:
- La crisi letteraria e artistica della rappresentanza (gli artisti non rappresentavano più la realtà, infatti, il modernismo rifiutava il realismo).
- La crisi socio-politica del liberalismo.
- La crisi filosofica e scientifica della ragione.
Nel tardo diciannovesimo secolo, scrittori e artisti percepirono una crisi. Questa crisi si concentra maggiormente negli ambiti della letteratura e dell'arte e anche della loro abilità di rappresentare la realtà. Nel primo ventesimo secolo, comunque, alcuni artisti iniziano a fare un tipo di arte che non ha come obiettivo più quello di rappresentare la realtà. Il pittore simbolista Maurice Denis osservò nel 1890, che è bene ricordare che un quadro, prima di essere una battaglia di cavalli, una donna nuda o altro, è essenzialmente una superficie piatta coperta da colori assemblati in un certo ordine.
Vent'anni dopo, i pittori iniziano a distribuire colori su superfici piane, a volte anche incollando oggetti su queste superfici, così da creare disegni astratti, senza battaglie di cavalli o donne nude. Allo stesso modo troviamo nella letteratura, il verso libero, lo stream of consciousness, la rottura del quarto muro in teatro. Queste innovazioni posso apparire nella storia delle forme artistiche come scoperte, come la legge della gravità di Newton, o la teoria dell'evoluzione di Darwin e il teorema della relatività di Einstein.
Crisi della rappresentanza
La moderna crisi della rappresentanza ha due lati: una crisi in cosa si può rappresentare e una crisi in come bisogna rappresentare, quindi una crisi sia nel contenuto che nella forma artistica della rappresentazione. Il modernismo, comunque, è il risultato della sfida di rappresentare un nuovo contenuto, nel contesto di cambiare norme sociali sugli status dell'arte e della letteratura stessa. Infatti, gli storici del modernismo si sono spesso preoccupati della relazione tra contenuto e forma nella crisi della rappresentanza.
L'arte e la letteratura moderna sono note per il loro rifiuto delle convenzioni tradizionali nel rappresentare il mondo o la costruzione di opere d'arte. I modernisti cercavano di rappresentare un tipo di arte totalmente diverso da quello precedente. Per fare questo, sperimentano nuovi stili e tecniche.
Quattro innovazioni tecniche possono illustrare l'aspetto formale della crisi della rappresentanza:
- La non-oggettività in pittura che presenta linee e colori su una tela senza un vero e proprio soggetto.
- Il verso libero che sostituisce il versi e la metrica tradizionali.
- In narrativa, lo stream of consciousness vuole rappresentare i pensieri di un individuo senza interventi del narratore.
- Nel teatro i commediografi rompono il quarto muro che separa il palco dagli spettatori e che permette ai personaggi di discutere del proprio status come personaggi in un'opera.
Queste innovazioni mostrano gli effetti che possono esserci in diversi contesti.
Arte
La pittura moderna è ciò che dimostra di più la rottura con le mode precedenti. Da Cézanne a Manet, i pittori sfidano il sistema del Rinascimento della prospettiva che crea un'illusione della tridimensionalità su una superficie. Il cubismo di Braque e Picasso, e successivamente l'arte astratta di Kandinsky, Malevich, Mondrian e altri, abbandona tutti gli sforzi dell'illusionismo e celebra il piano sulla tela, che non rappresenta altro che se stesso.
Letteratura
Anche in letteratura gli scrittori provano a scappare dalla mimesis: i Russi futuristi inventarono lo "zaum", un linguaggio poetico fatto interamente di parole senza senso; nei loro Stationendramen gli espressionisti tedeschi hanno sostituito personaggi realistici con astrazioni che rappresentano stati d'animo o parti differenti dell'anima del protagonista; il romanziere James Joyce scrisse il suo ultimo romanzo, Finnegans Wake, in un gergo multilingue volto a rappresentare la logica dei sogni. In tutti questi casi i modernisti si sono allontanati dall'ideale di un linguaggio che offrisse una finestra trasparente sulla realtà; preferiscono un linguaggio più complesso che porta attenzione alla trama.
La letteratura continua a rappresentare la realtà, a volte, in forme distorte, o in maniera comica o con strati multipli di intenzioni simboliche, ma spesso con qualche ideale implicito di mimesis che sottolinea tutti gli esperimenti letterari. Anche la letteratura modernista così come l'arte prende la strada della pura astrazione.
La vittoria del verso libero sulla metrica tradizionale ha decisamente vinto con Ezra Pound e i suoi amici. Pound enfatizza che la poesia dovrebbe imitare il linguaggio parlato e non la metrica convenzionale.
Stream of consciousness
Lo stream of consciousness, rompendo con le convenzioni realiste del narratore onnisciente, corrisponde a ciò che Ian Watt chiama "realismo di presentazione", che presenta la realtà così come viene provata dal personaggio e non dal punto di vista del narratore. Dedalus era un giovane artista, filosofo. Si trovava vicino alla spiaggia e cercava di capire come percepire la realtà con i sensi, con gli occhi chiusi ad esempio. La sua mente passava da una cosa all'altra proprio come quando noi pensiamo.
"Ineluctable modality of the visible: at least that if no more, thought through eyes. Snotgreen, Signatures of all things I am here to read [...] bluesilver, rust: coloured signs. Limits of the diaphane. But he adds: in bodies. Then he was aware of them By knocking his sconce against them, sure. bodies before of them coloured. How? di color che sanno Go easy. Bald he was and a millionaire, maestro Limit of the diaphane in. Why in? Diaphane, adiaphane. If you can put your five fingers through it is Crush, crack, crick, crick. a gate, if not a door. Shut your eyes and see. [...] [...] Won't you come to Sandymount, Madeline the mare? Rhythm begins, you see. Ithe 19 mare hear. A catalectic tetrameter of iambs marching. No, agallop: deline (Ulysses)"
Nuove convenzioni
In tutti questi casi quindi le rappresentazioni convenzionali non sono rimpiazzate da non rappresentazioni, ma vengono sostituite con nuovi sistemi di rappresentazione che conoscono i limiti con le vecchie convenzioni.
I difensori e interpreti del modernismo oscillano tra due visioni del modernismo: da una parte quella che il modernismo mette fine a tutte le forme convenzionali di rappresentazione, e dall'altra che il modernismo crea nuove convenzioni di rappresentazione, più appropriate delle vecchie. La successiva analisi, infatti, suggerisce che il modernismo non rappresenta il rifiuto di tutte le convenzioni ma semplicemente delle nuove e più autentiche convenzioni. Il modernismo ha insistito sul fatto che ogni artista o scrittore deve creare di nuovo le convenzioni appropriate per rappresentare la realtà come l'ha vissuta. Infatti, per i più grandi modernisti, come Picasso o Joyce, il compito era quello di creare di nuovo queste convenzioni per ogni fase successiva della carriera dell'artista. Siccome i modernisti devono inventare da zero della rappresentazioni per il mondo moderno, non possono aspettarsi che le persone capiranno queste loro innovazioni.
La filosofia di Nietzsche, Husserl e Heidegger mostra gli errori attraverso i quali l'opposizione della realtà della rappresentazione ha portato i pensieri occidentali.
Husserl
Husserl, un contemporaneo dei modernisti, creò un sistema di fenomenologia, volto ad evitare il dualismo tra realtà e rappresentazione. Questa "riduzione fenomenologica" condivide molto con la letteratura e l'arte modernista, che tentano un'analisi rigorosa dei fenomeni di percezione, spesso senza rivendicare la capacità di rappresentare qualsiasi realtà esterna al soggetto percettore. Il romanzo dello stream of consciousness offre una fenomenologia della mente, così come vediamo nella frasi di Virginia Woolf "una mente ordinaria in un giorno ordinario".
Romanticismo / Modernismo
Quando gli artisti e gli scrittori moderni si allontanavano dalla funzione mimetica o rappresentativa dell'arte, avevano due ovvie alternative: la funzione retorica e quella espressiva. La funzione retorica, la capacità dell'arte di muovere o convincere un pubblico, era una giustificazione tradizionale dell'arte, più notoriamente riassunta dal poeta latino Orazio, che scrisse che lo scopo dell'arte era "di istruire e di deliziare." La retorica deteneva un certo primato nel classicismo, una visione dell'arte dominante nel XVIII secolo. La funzione espressiva, la capacità dell'arte o della letteratura di esprimere i pensieri o i sentimenti dell'artista, era diventata centrale per le giustificazioni dell'arte nel periodo romantico, a partire dalla fine del XVIII secolo. I romantici prefiguravano molti aspetti del modernismo: l'enfasi sul genio solitario che segue la propria (o occasionalmente la propria) ispirazione e ignora i principi e le regole dell'arte; il modernismo seguiva una serie di principi romantici: l'artista che ignora le regole e segue la sua ispirazione; l'ostilità tra lui e la società; la qualità spirituale dell'arte.
I modernisti tuttavia hanno accettato la frammentazione della vita umana e della società come inevitabile e ci si aspettava che l'arte rispecchiasse tale frammentazione. Il mondo era per loro privo di significato e il compito dell'artista non era quello di scoprire un significato preesistente, ma di creare un nuovo significato dalla confusione dell'era presente.
Il filosofo Charles Taylor ha riassunto un atteggiamento fondamentalmente moderno di "espressionismo romantico", e ha sostenuto che questo espressionismo ha avuto una profonda influenza sul modernismo. I romantici cercavano nell'arte un modo per combattere la tendenza della modernità a "frammentare la vita umana: dividerla in settori separati, come la ragione e il sentimento; dividerci dalla natura; dividerci gli uni dagli altri." Hanno cercato di reintegrare la personalità umana attraverso l'arte. Questo impulso rimane forte anche nel modernismo, per esempio nel lavoro di D. H. Lawrence. Tuttavia, la maggior parte dei modernisti era più probabile che a differenza dei romantici accettassero la frammentazione della vita umana, della natura e della società come inevitabili.
Kant
Nella storia della filosofia, la crisi della rappresentazione può essere tracciata dagli scritti del filosofo Kant. Lui formulò dei problemi filosofici cruciali della modernità. Una difficoltà enorme nella concezione dell'arte tradizionale come rappresentazione è il dualismo che distingue l'immagine o la rappresentazione di una cosa da ciò che rappresenta. La transizione tra romanticismo e modernismo è in parte il risultato di una nuova giustificazione dell'opera d'arte. Storicamente, l'arte è stata concepita nella sua funzione mimetica, retorica o espressiva. Nel modernismo l'arte non ha più nessuna funzione, se non quella artistica, viene concepita se non altro come un'opera d'arte senza nessun altro tipo di funzione. Questa giustificazione dell'arte, come la crisi della rappresentazione stessa, risale a Kant, e Kant gli ha offerto un termine: autonomia, o autoregolamentazione, dell'arte. Coloro che difendono l'autonomia dell'arte ne sottolineano generalmente le caratteristiche formali, il modo in cui l'opera d'arte stessa crea le regole con cui può essere interpretata e compresa. In questo senso, ciò che l'opera d'arte modernista esprime non è "noi stessi", ma se stessa. Per Kant l'arte non serve a nient'altro al di fuori di se stessa. Secondo Kant, andiamo all'opera d'arte non per imparare qualcosa sul mondo esterno, non per soddisfare i nostri desideri, non per avere le nostre menti cambiate su una questione di politica, ma per il bene dell'opera d'arte stessa.
Nel tardo diciannovesimo secolo, un movimento letterario noto con il nome di estetismo eleva l'arte al di sopra dei fini morali. Walter Pater dice "all art is quite useless", mentre in maniera più forte Oscar Wilde scrive "love of art for its own sake". Questi elementi dell'estetismo hanno avuto una profonda influenza nel modernismo.
Linguaggio
Nei primi anni del ventesimo secolo, molti linguisti e filosofi, tra cui spicca il nome di Ferdinand de Saussure, analizzarono il modo in cui il linguaggio funzioni come sistema di rappresentazione. Saussure parlò a proposito dell'arbitrarietà tra il significato e il significante, ovvero tra le parole dog, chien, Hund, perro o cane e tra il concetto stesso di un cane. I modernisti abbracciarono l'idea di un'opera letteraria come un sofisticato e particolare gioco di lingua. Rompono con la sintassi precedente, creano puzzle linguistici, fanno uso di citazioni, allusioni, parodie, ecc.
Tempi moderni
Gli scrittori e gli artisti modernisti erano spesso profondamente consapevoli di vivere in un mondo che era completamente diverso da quello dei loro genitori, sia a causa delle nuove credenze religiose e scientifiche, dell'industrializzazione, del cambiamento di atteggiamento nei confronti del sesso e del genere, o di eventi politici di trasformazione. A causa della difficoltà e dell'autoreferenzialità delle loro opere, i modernisti sono stati talvolta visti come isolati dalle correnti storiche del loro tempo.
Crisi del liberalismo
Cruciale per il contesto sociale e politico del modernismo fu la crisi del liberalismo politico che aveva le sue radici nella natura radicalmente trasformata delle relazioni sociali nel XIX secolo. La rivoluzione industriale, che ha avuto inizio in Gran Bretagna nel XVIII secolo e si diffuse in tutta l'Europa occidentale e in Nord America nel XIX, ha portato a una profonda trasformazione nella quotidianità della vita umana. Per la prima volta nella storia, un gran numero di persone sono state separate dai cicli diurni e stagionali nel lavoro sulla terra e sono andati a lavorare nelle fabbriche e a vivere in città, dove sono diventati parte del proletariato urbano.
La natura impersonale dell'esistenza urbana, che poteva essere sia emozionante che minacciosa, divenne un tema importante della letteratura modernista. Le prime innovazioni tecnologiche, in particolare il motore a vapore, la sgranatrice di cotone e la ferrovia, permisero questa rivoluzione. Più tardi nel ventesimo secolo, un nuovo insieme di tecnologie trasformò l'esperienza del tempo e dello spazio delle persona e delle possibilità dell'art: luce elettrica, telegrafo, telefono, fotocamera, cinema, bicicletta, automobile, aereo e la mitragliatrice.
Il capitalismo industriale ha promosso il cambiamento costante nelle vite lavorative della gente e nei modelli di consumo, mentre le nuove tecnologie ed i prodotti stavano introducendosi continuamente. Alcuni modernisti, come i futuristi di F. T. Marinetti, abbracciarono l'inventiva del capitalismo industriale e cercarono di creare un tipo d'arte più veloce e più industriale. Altri, come i membri del Bloomsbury Group affiliati agli Omega Workshop di Roger Fry, concepirono l'opera d'arte come alternativa ai prodotti dell'industria di massa.
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