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Capitolo uno – Che cos’è la geografia umana?

Introduzione alla geografia umana

Il termine geografia proviene da due parole greche (geo + graphia), che affiancate significano struttura della terra. Si suole distinguere tra una geografia fisica che studia gli ambienti e le componenti naturali e una geografia umana che si occupa degli esseri umani sulla terra.

In particolare la geografia umana studia come le popolazioni, le culture, le società e le economie, con le loro manifestazioni materiali (città, strade, campi, fabbriche ecc.) si diversificano nello spazio terrestre, in relazione al variare delle condizioni ambientali e storiche. Essa si giustifica solo in quanto la prima utilizza i metodi delle scienze naturali, mentre la seconda si rifà alle scienze umane e sociali. In realtà la geografia umana non può ignorare la geografia fisica, in quanto tutte le attività umane hanno qualche rapporto con gli ambienti naturali e non possono essere comprese, interpretate e valutate senza tener conto di ciò che direttamente o indirettamente ci lega al clima, al suolo, le acque, le forme del rilievo e gli altri organismi viventi.

Natura e cultura

Natura: tutto ciò che è estraneo alla creatività umana.

Cultura: è una costruzione sociale che riflette diversi fattori economici, storici, politici, sociali ed ambientali. Non è qualcosa di fisso, si modifica nel tempo e può generare sia scambi pacifici, sia conflitti; è un sistema dinamico complesso, plasmato dalle persone e dalle collettività, che ne vengono a loro volta plasmate. Storicamente, le culture si presentano differenziate su base geografica e quindi si parla di culture locali, regionali e nazionali; in tutti questi casi c'è un forte legame tra cultura ed i luoghi in cui essa si è formata, si trasforma e si trasmette.

Nel pensiero occidentale, natura e cultura sono sempre state considerate separate e contrapposte, stabilendo un dualismo tra natura e cultura, arrivando a considerare la cultura come un qualcosa che permettesse all'uomo di porsi al di sopra della natura e di dominarla, trasformandola secondo i propri fini. Oggi, la linea di pensiero più accreditata considera l'uomo parte della natura, nonostante la sua predisposizione per la cultura, le cui azioni devono fare i conti con le leggi fondamentali della natura stessa.

Determinismo e possibilismo

Determinismo (Ratzel): chi ritiene che i fattori naturali terrestri incidano direttamente sullo sviluppo delle caratteristiche fisiche degli esseri umani, abbraccia la tesi del determinismo ambientale che consiste nel far, appunto, derivare dall'ambiente le caratteristiche fisiche e culturali degli esseri umani.

Già gli antichi greci, e dopo loro vari autori antichi e moderni, ipotizzarono che le diversità tra i popoli dipendessero da fattori climatici e fisico-geografici. Per esempio, si pensava che i climi più estremi avessero un’influenza negativa sulle capacità intellettuali delle persone, che i popoli con le menti più acute fossero quelli di territori con climi temperati e non quelli che vivono in aree molto umide, molto calde o molto fredde. Il determinismo ambientale consiste, quindi, nel far derivare direttamente dall’ambiente le differenze sia fisiche, sia culturali degli esseri umani.

Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, le teorie del determinismo ambientale, sotto l’influenza del geografo tedesco Ratzel, ebbero una grande diffusione tra i geografi per poi essere rapidamente abbandonate, alla luce soprattutto di tre elementi di critica:

  • Non era dimostrabile scientificamente la relazione di causa – effetto in cui l’uomo viene condizionato direttamente dagli stimoli ambientali senza le mediazioni culturali della tecnologia, dei sistemi di governo o dalle leggi.
  • Non necessariamente fattori ambientali identici danno luogo a pratiche culturali simili, ad esempio non tutti i popoli costieri sono navigatori.
  • Era sospettata di essere un’ideologia travestita da teoria scientifica per giustificare il colonialismo, cioè il dominio dei principali paesi occidentali su gran parte dell’Africa e dell’Asia.

Ambiente: insieme degli elementi biotici (popolazione umana o altri organismi) e abiotici (idrosfera, atmosfera e litosfera).

Possibilismo: la reazione al determinismo ha portato, all'inizio del X secolo, alla nascita del possibilismo, il quale ritiene che ogni ambiente naturale offra una gamma di alternative più o meno vasta e che in uno stesso ambiente naturale società e culture possano modellarsi in modi diversi a seconda delle loro scelte, basate sulle conoscenze e sulla capacità tecniche di cui dispongono.

L’idea che l’ambiente condiziona l’uomo non viene totalmente rifiutata ma nello stesso tempo non si crede che esso sia l’unica forza che plasma le società e le culture. Ad esempio il deserto, che appare come uno degli ambienti naturali più costrittivi, ha offerto storicamente una certa gamma di possibilità, da cui sono derivate società dedite all’allevamento delle pecore, altri dei cammelli o trasporti di mercanzie, mentre ora in pieno deserto attorno i pozzi petroliferi sorgono città come Hassi-Messaoud.

Le teorie del possibilismo ambientale hanno contribuito a diffondere la consapevolezza del ruolo dell'azione umana nei cambiamenti dell'ambiente, osservando come tale azione abbia modificato i paesaggi naturali, trasformandoli in paesaggi culturali. Un buon esempio è dato dall’evoluzione, negli Stati Uniti, del concetto di wilderness che, applicato in origine in senso negativo agli spazi improduttivi e quindi privi di valore, venne poi identificandosi con i valori estetici della natura selvaggia, idea da cui derivano i parchi nazionali.

Paesaggio e analisi regionale

Paesaggio: il concetto di paesaggio geografico è mutato nel corso del tempo. È stato introdotto dal grande geografo e naturalista tedesco Humboldt all’inizio del XIX secolo, quasi come un espediente per indurre i suoi contemporanei a osservare e studiare i fenomeni geografi, immaginandoli come se si presentassero in una galleria di quadri dipinti dalla natura e dalla storia. Questo approccio al paesaggio riconosceva ad esso il duplice significato che è stato fatto proprio dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Infatti, questo documento afferma che: con il termine "paesaggio" designiamo una parte di territorio così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori umani o naturali e dalle loro interazioni.

Tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, sotto l'influenza del positivismo, il paesaggio veniva considerato come un'entità puramente oggettiva. Dalla metà del secolo scorso, però, l'osservazione del paesaggio divenne il metodo principale per studiare in chiave deterministica e possibilistica i rapporti tra gli ambienti naturali e le popolazioni insediate. Inoltre, per il geografo, il paesaggio è come un palinsesto che conserva le tracce di quel che è stato impresso nelle varie epoche, lasciando indizi per quanto riguarda i valori delle popolazioni, le loro identità e le loro culture.

L'analisi regionale: essa va oltre la semplice lettura del paesaggio in superficie ed indaga i fattori, spesso non visibili, che determinano la diversità dei territori e suggeriscono la loro suddivisione in regioni. In geografia si hanno più tipi di regioni, in quanto la superficie terrestre può essere suddivisa secondo criteri diversi, a seconda delle caratteristiche considerate.

Le regioni vanno considerate come delle costruzioni mentali e posso dividersi in regioni formali e regioni funzionali.

La regione formale: è un'area definita in base ad una o più caratteristiche fisiche o naturali omogenee, come ad esempio le Alpi, una regione formale caratterizzata dal rilievo. Inoltre, fanno parte di questa categoria le regioni storiche, le quali presentano al loro interno una certa omogeneità socioculturale dovuta al fatto che in passato sono state unite politicamente per un lungo tempo.

La regione funzionale: è un'area in cui i luoghi sono connessi tra loro da relazioni più intense di quelle che essi intrattengono con l'esterno. Un esempio lampante sono le ecoregioni, ovvero regioni che corrispondono ad un ecosistema, come le regioni funzionali urbane formate da una grande città e dai centri minori che gravitano su di essa per lavoro e per servizi. Lo sono i vari tipi di distretti economici (industriali, tecnologici, turistici), caratterizzati dalle forti relazioni che legano le imprese presenti al loro interno. Lo sono, infine, le regioni istituzionali (dette anche politiche), cioè gli Stati, le unioni di Stati e le unità politico – amministrative in cui si divide il loro territorio (in Italia: regioni, città metropolitane, comuni).

Luogo e spazio

Luogo: è una località contraddistinta da specifiche caratteristiche fisiche, culturali e sociali. Ciascun luogo può essere identificato tramite:

  • La sua ubicazione assoluta, misurata per mezzo della latitudine, della longitudine e dell'altitudine sul globo terrestre;
  • La sua posizione con riferimento agli elementi dell'ambiente circostante, parlando in questo caso del sito, con riferimento alle caratteristiche fisiche di un luogo e di posizione geografica, ovvero la posizione che un luogo occupa in un contesto regionale più ampio in relazione alla rete delle comunicazioni.

Spazio: estensione della superficie terrestre di dimensioni non definite.

Spazio assoluto: entità geometrica le cui dimensioni, distanze e dimensioni possono essere misurati con precisione dalla metrica corrente ed è lo spazio delle normali carte geografiche in cui ogni oggetto ha la sua esatta collocazione.

Spazio relativo: se lo spazio assoluto assomiglia ad una scatola, lo spazio relativo è simile, piuttosto, ad una rete di nodi, di diversa importanza, collegati tra loro, paragonabile allo schema dei collegamenti tra gli aeroporti di un continente, definito hub – and – spoke, che permette di distinguere tra aeroporti principali e secondari.

Spazio-tempo: rientra nel concetto di spazio relativo, ovvero uno spazio in cui le proprietà variano a seconda dei fenomeni che vi si svolgono. Un esempio importante di spazio relativo è lo spazio relazionale, definito dalle relazioni umane o dalle relazioni tra gli eventi ed è mutevole poiché definito da contingenze, ovvero dal fatto che il risultato varia a seconda delle persone e degli oggetti coinvolti.

Quando due paesi avviano degli scambi commerciali, creano uno spazio relazionale di tipo commerciale che esiste fin quando vengono soddisfatte queste condizioni contingenti. Un altro esempio è offerto dai social – network come Facebook. Quando si effettua il login per entrare in uno di questi siti e chat con i propri amici, si sta creando e partecipando ad uno spazio relazionale.

Spazio geografico: è uno spazio relativo e relazionale, in quanto le sue proprietà dipendono dalle relazioni ed alle interazioni tra i soggetti e gli oggetti coinvolti.

Distribuzione spaziale e globalizzazione

Distribuzione spaziale: disposizione dei fenomeni sulla superficie terrestre.

Variazione spaziale: cambiamenti nella distribuzione di un fenomeno da un luogo all'altro. Ad esempio, la variazione spaziale delle foreste fitte in Vietnam indica una netta differenza tra il nord e il sud del paese.

Correlazione spaziale: il grado in cui due o più fenomeni condividono una stessa distribuzione o variazione spaziale.

Diffusione spaziale: è il movimento di persone, idee, mode, malattie, da un luogo all'altro con tempi e modalità differenti a seconda del fenomeno considerato. I geografi identificano 4 diversi tipi di diffusione:

  • Per ricollocazione, come ad esempio nel caso delle migrazioni (movimenti di individui).
  • Per contagio, che si verifica quando un fenomeno si diffonde tra persone che vengono a contatto tra loro (raffreddore o un’abilità manuale).
  • Diffusione gerarchica, che avviene dall'alto verso il basso, secondo una successione ordinata per rango (certi modi si diffondono a causa di personaggi molto in vista dello spettacolo).
  • Per stimolo, che si verifica quando la diffusione di un'idea, una pratica o un altro fenomeno contribuisce a generare una nuova idea. La diffusione per stimolo influenza la produzione e la commercializzazione dei beni (industria automobile o fast food).

Globalizzazione: la crescente interconnessione ed interdipendenza tra persone e luoghi in tutto il mondo ed è il risultato del dilatarsi progressivo a tutto il pianeta della interazione spaziale. In senso generale si ha quando certi fenomeni naturali o umani coprono l'intero globo terrestre, permettendo a tutti i luoghi della terra di interagire tra loro.

Interazione spaziale e innovazioni tecnologiche

Interazione spaziale: relazione tra due o più soggetti nel corso della quale essi si scambiano idee, merci, servizi e modificano le loro idee in relazione alle idee ed ai comportamenti reciproci. La sua intensità diminuisce con la distanza. Essa è influenzata da tre fattori:

  • La complementarità: si verifica quando un luogo o una regione trovano altrove una risposta alla propria esigenza di beni e servizi, creando un'interazione spaziale che si sviluppa su distanze più o meno lunghe. Essa è frutto della variazione spaziale, la quale a sua volta si lega alla disponibilità di risorse naturali o a condizioni economiche, sociali e culturali specifiche (molti americani visitano l’Europa perché si trovano di fronte ad un patrimonio culturale che non hanno).
  • La trasferibilità: essa è inversamente proporzionale all'energia necessaria per lo spostamento di un bene. Inoltre, essa è influenzata dall'attrito della distanza, ovvero il modo in cui la distanza può ostacolare gli spostamenti da un luogo all'altro o l'interazione tra luoghi diversi. Il bene più trasferibile è l’informazione, poi, beni di valore elevato non voluminosi come i gioielli. Beni come mattoni o fieno hanno una bassa trasferibilità.
  • L'opportunità alternativa: si tratta dell'esistenza in un luogo che, a parità di costi di trasferimento, possa offrire un bene richiesto a condizioni più vantaggiose. Come l'attrito della distanza, anche le opportunità alternative possono incidere sull'interazione spaziale tra luoghi e rendono evidente l'importanza dell'accessibilità (espressa in termini di tempo o costi di viaggio), ovvero della facilità di accesso ad un luogo (luoghi pubblici, come i parchi hanno elevata accessibilità).

Le innovazioni tecnologiche dei trasporti e nelle comunicazioni hanno reso possibile ridurre l'attrito della distanza, facendo sembrare i luoghi più vicini l'uno all'altro, in termini di tempo e di spazio. Si tratta di uno degli aspetti che David Harvey chiama compressione spazio-temporale, riferita alla radicale trasformazione del nostro senso di spazio e di tempo. La globalizzazione non modifica la distanza assoluta tra i luoghi ma può cambiare la loro accessibilità.

Territorio e scala

Territorio: spazio delle interazioni tra soggetti correlato con l'insieme delle interazioni tra i soggetti e l'ambiente esterno.

Scala: il concetto di scala è fondamentale per la geografia e nella sua concezione più ampia, è ciò che ci permette di rappresentare la Terra in dimensione ridotta (mappamondi).

La scala cartografica: esprime il rapporto tra le distanze sulla carta e le distanze reali sulla superficie terrestre; più grande è lo spazio rappresentato, più piccola è la scala e viceversa carta a grande scala: quartiere / carta a piccola scala: Europa.

La scala geografica o scala d’osservazione: indica il livello di analisi utilizzato per un determinato studio o progetto, come una casa o un quartiere. La scala d'osservazione variabile, invece, può estendersi da un livello circoscritto (spazio della vita quotidiana di una famiglia) ad uno più ampio (continente).

Carte geografiche

Le carte geografiche: sono rappresentazioni della terra o di sue parti in dimensioni ridotte. Sono anche dette simboliche, perché i diversi oggetti sono rappresentati da simboli (ad esempio le città con dei cerchietti); sono approssimate perché vengono riprodotti solo alcuni oggetti a seconda degli scopi a cui è destinata. La maggior difficoltà sta nel rappresentare in piano la superficie curva. A tal scopo si ricorre a delle trasformazioni geometriche dette proiezioni cartografiche. Sono equidistanti se mantengono le proporzioni tra le distanze (carte stradali). Sono equivalenti se mantengono proporzionali le aree (carte politiche). Sono isogone se si mantengono esatti gli angoli tra meridiani e paralleli (carte nautiche). Esse hanno una leggenda, cioè una spiegazione dei simboli usati ed una scala, che indica di quanto è stata ridotta la superficie è rappresentata.

Le carte geografiche sono quelle che rappresentano un continente o un paese con una scala che va da 1:50 milioni a 1:100.000. Appartengono a questo tipo le carte turistiche e quelle stradali.

Le carte topografiche: rappresentano molto dettagliatamente una porzione di territorio più limitata, con una scala compresa tra il 100.000 e il 10.000.

Mappa: è il tipo di carta più dettagliata, con scala inferiore al 10.000, e viene usata ad esempio per rappresentare i limiti delle singole proprietà. Se rappresentano una città, vengono chiamate piante.

Inoltre, le carte fisiche rappresentano i tratti naturali fondamentali (mari, monti, fiumi ecc), quelle politiche riportano i confini degli stati e quelle tematiche studiano i singoli fenomeni e le loro variazioni e possono essere usate per rappresentare cose che non si vedono nel paesaggio, come le caratteristiche sociali ed economiche della popolazione.

I cartogrammi, invece, tramite colori diversi e figure geometriche, possono rappresentare le attività umane e le caratteristiche sociali e culturali della popolazione. Un cartogramma molto usato in geografia è il cartogramma a mosaico.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _chiaragallo07__ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof De Felice Pierluigi.
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