Analisi e controllo dei costi
L’attività di direzione vuol dire prendere decisioni, per garantire efficienza ed efficacia. Si divide in tre livelli: controllo operativo (controllo di routine su tutti i livelli dell’azienda, anche di singole mansioni, avviene nel breve termine e avviene su tutti gli addetti); controllo direzionale (attuato dai responsabili di vario livello guardando obiettivi di breve e medio termine e può essere preventivo, concomitante e consuntivo, ogni azienda ha le sue esigenze su cui impostare il controllo di gestione) e pianificazione strategica (pianificazione di medio-lungo termine della strategia aziendale attuata dal board e dal CEO, uno strumento di questa è il business plan).
Si comincia dalla pianificazione e programmazione degli obiettivi aziendali e dall’organizzazione delle risorse necessarie e delle responsabilità organizzative, quindi è necessario guidare verso la realizzazione dei piani, programmi e obiettivi motivando anche il personale e, infine, è necessario il controllo del grado di conseguimento di quanto programmato.
Queste fasi si alimentano una con l’altra, in fase di controllo bisogna infatti operare un’analisi degli scostamenti e partire da esse per ridefinire gli obiettivi sia di breve che di lungo termine. Input del sistema di controllo aziendale sono dati elementari non immediatamente utilizzabili che possono riguardare condizioni interne o esterne, che vengono elaborati tramite strumenti, procedure e sistemi informatici a seconda delle finalità, che siano di conoscenza o di responsabilizzazione (ovvero che permetta di capire le origini delle variazioni di costo), producendo un insieme di dati ordinato.
La contabilità generale serve agli utenti esterni ed ha una prospettiva storica, i dati devono essere verificabili e precisi e l’attenzione è posta sull’intera organizzazione, mentre la contabilità direzionale serve ai manager che controllano l’organizzazione, si concentra sul futuro e ciò che importa sono la tempestività e la rilevanza per la pianificazione, andando a guardare tutti i diversi segmenti dell’impresa, senza rispettare i GAAP né alcun formato prescritto.
I costi
In questo ambito quello che interessa non è il costo d’acquisto ma il costo di produzione; ovvero, il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi di produzione economica.
Quando si acquista una materia prima per la produzione si ha un costo elementare (la singola uscita monetaria), l’aggregazione di tutti questi determina il costo di acquisizione dei fattori produttivi, il costo di tutto quello che è effettivamente immesso nel processo produttivo per la produzione è detto costo di impiego dei fattori produttivi (è la differenza tra acquisti e variazione delle rimanenze).
Il costo di produzione è il valore delle risorse consumate per ottenere un certo prodotto (riclassificazione dei costi in base alla destinazione), i costi commerciali, amministrativi e generali riguardano le risorse impiegate nei processi aziendali diversi rispetto alla produzione.
L’oggetto di costo è un’entità di cui voglio quantificare i costi (tipicamente prodotti e servizi, oggetti finali e gli oggetti intermedi che possono riguardare unità produttive, funzioni aziendali, classi di clienti…). Gli elementi del costo sono i singoli componenti che possono essere attribuiti all’oggetto e la configurazione di costo si riferisce proprio alla scelta degli elementi di costo da attribuire all’oggetto in base alle diverse classificazioni.
I costi diretti sono i costi che è possibile riferire direttamente e oggettivamente ad uno specifico oggetto (dev’essere possibile, opportuno e conveniente effettuare l’assegnazione all’oggetto di costo); altrimenti si ha un costo indiretto, che sono attribuiti sulla base di un criterio di ripartizione. I costi variabili si riferiscono alle risorse il cui consumo varia in base al volume di produzione, i costi fissi sono delle risorse il cui consumo non varia in base alla produzione.
I costi per materie prime e componenti sono un costo primo, aggiungendogli i costi diretti di trasformazione si determina il costo diretto di produzione, più i costi indiretti di produzione si arriva al costo pieno di produzione, infine aggiungendo le quote costi indiretti non di produzione si determina il costo pieno aziendale.
Altrimenti dal costo diretto di produzione si possono aggiungere i costi indiretti variabili di produzione determinando il costo variabile di produzione, aggiungendo il resto dei costi variabili si determina il costo variabile aziendale, infine aggiungendo la quota di costi fissi di produzione e non si arriva nuovamente al costo pieno aziendale.
Altra scelta importante è determinare la natura dei valori prescelta per valutare il costo: se passati (consuntivo), attuali o futuri. Poi bisogna scegliere il metodo di valorizzazione dei fattori, se con un procedimento diretto o indiretto. Gli scopi di calcolo del costo di produzione sono la valutazione delle rimanenze, supporto decisione e controllo dell’efficienza operativa.
I costi di prodotto sono quegli elementi che sono attribuiti ai prodotti/servizi che sono l’output dell’azienda e concorrono a formare il costo del venduto, i costi del periodo sono i costi che restano a livello aziendale e restano spesati nel periodo in cui si manifestano, non concorrono a formare il costo del venduto né alla valorizzazione del magazzino.
I costi specifici sono riferiti a fattori produttivi il cui impiego può essere attribuito esclusivamente all’oggetto di calcolo preso in considerazione, mentre i costi comuni sono riferiti a fattori produttivi che non possono essere attribuiti esclusivamente all’oggetto di calcolo preso in considerazione. Quelli specifici sono eliminabili nel caso si elimini il prodotto oggetto di quel costo, quelli non specifici sono invece ineliminabili.
Costi e ricavi differenziali sono quelli che differiscono in merito a una decisione. I costi sommersi non sono rilevanti nelle scelte in quanto sono costi già sostenuti. I costi figurativi non sono costi che vengono sostenuti ma sono rilevanti in alcune alternative. Il costo opportunità è il beneficio potenziale a cui si rinuncia quando scegli un’alternativa rispetto ad un’altra. Infine, i costi possono essere di breve o lungo periodo; out of pocket e contabili/di competenza; controllabili e non controllabili.
Definiti questi concetti, è necessario individuare le scelte da fare per definire una struttura e il funzionamento del sistema di misurazione dei costi. L’articolazione indica di quanti oggetti interessa calcolare il costo; l’orientamento in relazione agli scopi di calcolo; le modalità di funzionamento in relazione alla natura dei valori (preventivi o consuntivi); l’assetto tecnico contabile in relazione al sistema di rilevazione.
La misurazione del costo pieno unitario di prodotto
Il procedimento diretto prevede di moltiplicare il prezzo di acquisto del fattore produttivo per la quantità del fattore consumata dall’unità di prodotto. Il procedimento indiretto prevede di dividere il costo indiretto per la base di ripartizione. La base di ripartizione può essere unica per tutti i costi indiretti; altrimenti, i costi indiretti
-
Appunti analisi dei costi
-
MB111: Appunti di Programmazione e controllo
-
Appunti Controllo di gestione
-
Appunti completi Programmazione e controllo (PEC)