1. Mattia Mancuso
25 settembre 2023 alle ore 09:45:49
Spesso chiesto all’esame
2. Mattia Mancuso
26 settembre 2023 alle ore 21:43:14
contabilità dei costi moltissime,
contabilità per il management un
po’ meno ecc Natura della Contabilità per il Management
interni
Contabilità per ni (≠bilancio che deve essere presentato all’esterno).
INFORMAZIONI
- NON QUANTITATIVE: es. analisi del contesto
- QUANTITATIVE:
Informazioni quantitative monetarie:
• espresse in moneta di conto:
Informazioni quantitative monetarie
• operative
Informazioni quantitative monetarie
• di bilancio
Informazioni quantitative monetarie
• scali
Informazioni quantitative
• monetarie per il management: volte
a supportare le decisioni del
management.
Informazioni quantitative NON
• monetarie: quantità sico-tecniche…
qual è il fabbisogno informativo del management?
Domanda chiave:
Contabilità per il management: è il processo che fornisce le informazioni economiche e
1 quantitative utilizzate dal management per decidere, programmare, porre in atto e
controllare le attività di un’organizzazione.
- selezionare le informazioni rilevanti
Bisogna quindi tra l’in nità di dati disponibili.
CLASSIFICAZIONE SISTEMI DELLE INFORMAZIONI E DI CONTROLLO
- Sistemi di contabilità dei costi: contabilità
generale.
- Contabilità per il management: seleziona
informazioni utili
dalla contabilità dei costi le
per il management e le rielabora.
- Controllo manageriale: modalità con cui si
valutano le performance del management
rispetto
per allineare i suoi comportamenti
agli obiettivi dell’azienda.
- ATTENZIONE: non è una gerarchia, ma la
2 forma della piramide dipende dalla quantità di
informazioni prodotte da quel tipo di sistema.
- info esterne:
Utili anche es per fare confronti
si guardano i dati prodotti da altre aziende.
CONTABILITÀ GENERALE (COGE) VS CONTABILITÀ PER IL MANAGEMENT (CpiM)
- Necessità d’uso:
obbligatoria!
COGE:
• facoltativa,
CpiM: MA l’art. 2086 c.c. obbliga l’azienda a fornire gli adeguati assetti
• organizzativi, tra i quali può rientrare anche la CpiM. In particolare deve dimostrare che
azienda ha un sistema operativo che permette al management di prevedere futuri
andamenti=serve contabilità per il management! Quindi formalmente non è obbligatoria, ma
per aziende medio-grandi diventa obbligatoria in nome dell’art. 2086 c.c.
- Scopo: fabbisogni esterni,
COGE: soddisfare come stakeholder, creditori ecc…
• fabbisogni interni,
CpiM: soddisfare ovvero del management.
•
fi fi fi fi
- Utilizzatori: identità è sconosciuta.
COGE: gruppi di persone, spesso esterni, la cui
• L’identità è nota!
CpiM: amministratore delegato, responsabile commerciale ecc…
•
- Struttura sottostante: attività=passività + capitale netto
COGE: gira attorno all’equazione
• 3 nalità
CpiM: ha principali:
• Misurare
• Controllare
• Scegliere fra alternative
•
- Fonte dei principi: codice civile e prassi contabile
COGE: deve essere redatto in conformità del
• non ci sono standard vincolanti
CpiM: ci sono linee generali, ma
•
- Prospettiva temporale:
COGE: “storica”, ovvero il bilancio generale è relativo a ciò che è accaduto.
• multidirezionale,
CpiM: in quanto in base ai bisogni si guardano info passate o future.
•
- Contenuto informazioni:
informazioni monetarie
COGE:
• informazioni non solo monetarie
CpiM: produce e devono essere volte all’analisi,
• controllo, decisioni. Quindi vengono presi più tipi di informazioni.
- Precisione delle informazioni:
molto preciso
COGE:
• meno preciso
CpiM: perché si ha meno tempo per produrlo e spesso si guardano stime,
• non solo informazioni passate e certe, e si fanno approssimazioni.
- Frequenza report:
obbligatoriamente prodotto con frequenza annuale.
COGE:
• nessuna scadenza obbligatoria,
CpiM: ma sono spesso molto frequenti.
•
- Tempestività report:
lenta
COGE: perché si hanno 120gg entro la chiusura del bilancio per raccogliere le
• informazioni migliori possibili.
distribuiti tempestivamente
CpiM:
•
- Oggetto report: bilancio unico per tutta l’azienda.
COGE: viene fatto
• porzioni di informazioni,
CpiM: vengono osservate ovvero risultati parziali.
•
- Responsabilità potenziali:
sempre esistenti
COGE: in quanto ci sono norme da rispettare e conseguenti pene.
• nessuna
CpiM: (a meno che non vi sia dolo).
•
Scopi e Utilizzo delle Informazioni della Contabilità per il
Management
MISURAZIONE
- Misurare il livello di consumo dei fattori produttivi che genera costi. Fondamentale per:
rimanenze:
Valorizza le “quanto costa il prodotto x?".
• prezzi regolamentati
Determinare i da contratto:
• determinazione dei prezzi
Riferimento per la “normali”.
• pro ttabilità redditività
Misurare la di prodotti/clienti e la dei cdr.
•
fi fi
3. Mattia Mancuso
27 settembre 2023 alle ore 07:43:00
=unità aziendali
4. Mattia Mancuso
27 settembre 2023 alle ore 07:54:39
max 12 mesi
5. Mattia Mancuso
26 settembre 2023 alle ore 16:01:15
Quindi non esiste la “categoria” di
costi rilevanti! CONTROLLO
- Controllare le performance dei centri di responsabilità aziendali (cdr), unità organizzative
3 alle quali sono assegnate risorse e obiettivi: per questo è necessario controllare come e quanto
sono state utilizzate le risorse e se sono stati raggiunti gli obiettivi.
- Per controllare è necessaria la programmazione: cosa controllo? Ciò che ho programmato in
anticipo! (Es. obiettivi, budget…)
- performance responsabili
Controllo delle dei di ogni cdr.
- performance economica
Valutazione della di ogni cdr.
- Calcolare premi di bonus collegati alla performance.
SUPPORTO ALLE DECISIONI
- I manager hanno il compito di prendere decisioni: per fare ciò devono avere informazioni (non
solo economico nanziarie) che li aiutino.
E etti della decisione possono essere misurati a breve termine o solo a lungo termine?
4 •
- Meno programmabile, perché le decisioni possono essere relative ad opportunità che non si
conoscono in anticipo—>dobbiamo essere pronti a sviluppare analisi adottando con gurazioni
costi rilevanti/di erenziali, ovvero rilevanti per le nostre decisioni: cambiano in base
di
alla decisione! I costi di erenziali/rilevanti:
Cambiano da un’alternativa all’altra
• tipo di decisione:
Dipendono dal un costo non è sempre rilevante!
5 • Non presenti sistema contabile
sono nel classico: spesso sono dati stimati, quindi futuri.
•
ff fi ff ff fi
6. Mattia Mancuso
26 settembre 2023 alle ore 22:14:29
centri di responsabilità aziendali
7. Mattia Mancuso
3 ottobre 2023 alle ore 15:45:13
Esame
8. Mattia Mancuso
26 settembre 2023 alle ore 22:22:25
Es. unità vendute, unità spedite,
ricavi, ore lavorate, miglia
percorse, durata trasferta… Classi cazione dei Costi
MISURAZIONE
- Misurare il livello di consumo dei fattori produttivi.
- La con gurazione dei costi è importante per:
rimanenze:
Valorizza le “quanto costa il prodotto x?".
• prezzi regolamentati
Determinare i da contratto:
• determinazione dei prezzi
Riferimento per la “normali”.
• pro ttabilità redditività
Misurare la di prodotti/clienti e la dei cdr.
6 •
- classi care i costi in funzione dei loro contenuti.
È importante
- Come variano al variare del volume di un’attività? Più o meno proporzionalmente?
- Costo: valore del consumo dei fattori produttivi.
7 COSTI VARIABILI
- Variano in funzione di un volume di attività (≠non sempre produzione). NON esiste un unico
volume di attività che vale per tutte le voci di costo: produzione non è l’unica attività
determinante della variazione dei costi.
- Deve essere chiaro rispetto a cosa il costo è variabile!
8 - Pendenza della curva dipende dal costo variabile unitario: più è piccolo, più la curva è piatta.
COSTI FISSI
- NON variano in funzione di un volume di attività.
Costi ssi impegnati/di struttura: legati direttamente alla capacità produttiva (es. a tto).
• Dipendono da scelte passate e quindi non possono essere modi cati nel breve termine.
• NON possono essere ridimensionati senza compromettere signi cativamente la
• performance economica.
Servitization: processo di trasformazione industriale dove aziende produttrici di beni
• o rono il bene ai clienti non come proprietà (vendita classica), ma come servizi.
Costi ssi discrezionali: (es. pulizia, pubblicità) costi la cui entità è decisa dal management
• sulla base di obiettivi o scelte discrezionali.
COSTI SEMIVARIABILI
- Hanno una quota ssa e una quota legata al volume di attività (es. energia elettrica).
RELAZIONE TRA COSTI UNITARI E VOLUME
- Costo medio/unitario≠costo marginale!
- Costo unitario medio è decrescente—>principio di economie di scala: all’aumentare del
volume, il costo medio cala per e etto della capacità di assorbimento.
- in relazione ad uno speci co volume.
Costi unitari hanno signi cato solo
INTERVALLO DI RILEVANZA
- Intervallo di volume di attività all’interno del
quale sono vere le ipotesi di variabilità e
costanza dei costi.
- La di erenza tra costi ssi e variabili è solo nel
breve termine: nel lungo termine tutti diventano
variabili (cambiare le tecnologie, gli impianti…).
- Gra camente è un intervallo minimo-massimo.
- Possono esistere anche più intervalli di rilevanza.
COSTI VISCOSI
- Si riducono meno che proporzionalmente al
ridursi dei volumi di attività.
- Quando volume di attività cresce, si chiedono più risorse. Se però volumi calano, management
tende a contenere il calo dei costi. Quando cala volume di attività, costi si riducono meno
ff fi ff fi
fi fi fi fi fi fi fi fi ff fi fi fi ffi
9. Mattia Mancuso
30 settembre 2023 alle ore 12:31:42
Es. costo per materie prime è fisso
o variabile? Variabile. Quanto
costa? Per produrre un bene uso x
materie prime.
Affitto è fisso o variabile? Fisso… velocemente rispetto a quando sono aumentati nel momento in cui aumentava il volume di
attività.
COSTI A GRADINO
- Costi che all’interno dell’intervallo di rilevanza tendono a rimanere ssi per una certa
quantità, poi aumentano e diventano nuovamente ssi. Non sono né ssi né variabili.
STIMA DELLA RELAZIONE COSTO-VOLUME
- Scopo: calcolare i costi ssi totali e il costo variabile unitario
utilizzando l’equazione: CT = CFT + cvu × X:
- Valutazione soggettiva: si analizza struttura dei costi dell’azienda
si analizza conto per conto
e qual è il loro comportamento in
9 funzione del volume di attività scelto.
- Valutazione statistica: dati storici
hanno bisogno di per poter
fare delle correlazioni. Tuttavia non mi dice ogni singolo costo se è
sso o variabile.
Margine di Contribuzione (mdc)
- Margine economico che quanti ca la di erenza tra ricavi di
vendita e i costi variabili.
- Margine di contribuzione = prezzo unitario di vendita - costo
variabile unitario.
- Quindi dai ricavi tolgo i costi variabili: a questo punto ho il mdc
che deve soddisfare i costi ssi: solo a quel punto ho un risultato
operativo.
- rimane
Il margine di contribuzione unitario è una grandezza che
costante con il volume di vendita.
- Volume di pareggio = costi ssi tot / (prezzo unitario di
vendita - costo variabile unitario) —> al denominatore abbiamo
volume di pareggio = costi ssi tot / mdc
il mdc quindi
- Fatturato di pareggio = costi ssi tot / (mdc/prezzo di vendita) = costi ssi tot / mdc%
ATTENZIONE: mdc% lo posso calcolare sia usando valori unitari sia totali.
•
- Pro ttogramma: mostra la relazione attesa tra ricavi e costi totali al variare del volume di
output.
Asse Y riporta il pro tto e non i costi totali;
• Linea retta del reddito ha un valore pari a zero in corrispondenza del volume di pareggio;
• Ha un coe ciente angolare pari al mdc unitario
•
fi fi ffi fi fi fi fi fi fi ff fi fi fi fi fi
10. Mattia Mancuso
27 settembre 2023 alle ore 16:26:17
Sia che sto già realizzando, sia
un volume di vendita obiettivo
11. Mattia Mancuso
30 settembre 2023 alle ore 16:59:13
Media ponderata mdc dei
prodotti ponderati per il mix di Equazione pro tto: PR=(p-cvu) * X - CFT = mdc * X - CFT
•
- Un’azienda (monoprodotto) come può aumentare i pro tti?
Aumenta il prezzo unitario
• Riduce i costi variabili unitari
• Riduce i costi ssi totali
• Aumenta il volume
•
- Reddito operativo (RO) = ricavi - costi
- Fatturato per ottenere un reddito operativo obiettivo = (costi ssi tot + reddito operativo
obiettivo) / mdc.
- Volume per ottenere un reddito operativo obiettivo = (? Minuto 8 audio 2)
MARGINE DI SICUREZZA
- Margine di sicurezza = volume e ettivo di vendita - volume di pareggio
10 - Margine di sicurezza % = ((volume e ettivo di vendita - volume di pareggio) / volume
e ettivo di vendita) *100.
Es. slide 13: Fatturato pareggio = costi ssi tot / (mdc%) = 3420000 / 55,3% = ~6.184.448
Es. Slide 13 Fatturato per ottenere 2mln risultato operativo= (costi ssi tot + reddito obiettivo) /
mdc% = (3420000 + 2mln) / 55,3% = 9801084
Leva Operativa
- La leva misura la sensibilità del reddito a variazioni % dei ricavi.
- Di quanto varierebbe il reddito operativo in % in corrispondenza di una variazione % delle
vendite? DIPENDE dalla leva operativa:
Alto grado di leva operativa misura un’elevata sensibilità della variazione del reddito
• operativo al variare % delle vendite.
Bassa rischiosità operativa = reddito operativo tende ad essere meno sensibile in
• corrispondenza di variazioni % delle vendite
- E etto leva operativa non è stabile nel tempo, ma cambia in funzione dell’entità del mdc e
quindi dell’entità dei costi variabili: più i costi ssi incidono sui costi tot, più la leva operativa è
alta —> e etto economie di scala più forte se ci sono più costi ssi che variabili.
- Leva operativa = variazione % reddito / variazione % ricavi
- Leva operativa = (mdc% * ricavi) / reddito: meglio perché lo posso calcolare sempre e non
devo per forza confrontare i risultati di 2 periodi diversi.
- Leva operativa = mdc / risultato operativo.
- alti costi ssi bassi costi variabili alto grado di leva operativa
Le imprese con e hanno un e
capital intensive
sono dette —> sono molto sensibili alle variazioni dei ricavi.
- aziende preferiscono avere una leva operativa bassa:
Tuttavia le perché?
Riducono rischiosità operativa;
• Saturano la capacità produttiva, quindi avranno una struttura dei costi più bassa possibile.
•
AZIENDE MULTIPRODOTTO
- Problema aziende multiprodotto: possono avere diversi mix di vendita tra prodotti che portano
al punto di pareggio. Ciò che inciderà molto sarà l’e ettivo rispetto di questo mix.
- Volume di pareggio = costi ssi tot / (% mdc prodotto a + % mdc prodotto b…) = costi
11 ssi tot / mdc equivalente
- Fatturato di pareggio = costi ssi tot / mdc% (stessa formula dell’impresa monoprodotto).
fi ff
ff ff fi fi fi fi fi ff ff fi fi ff fi fi fi fi
12. Mattia Mancuso
3 ottobre 2023 alle ore 15:45:06
Esame
13. Mattia Mancuso
3 ottobre 2023 alle ore 15:52:48
Esame
14. Mattia Mancuso
3 ottobre 2023 alle ore 15:54:25
Esame Costi Pieni e il loro Impiego
- Costo: valore del consumo dei fattori produttivi.
- Oggetto di costo: qualsiasi elemento per il quale si desidera conoscerne il consumo di
12 fattori produttivi. Risponde alla domanda per quale nalità ho consumato quei fattori
produttivi? Es. prodotto, servizio, linea di business, marchio…
- Ogni misurazione ha un certo costo: trade o bene cio
quindi ho un tra il che conseguo
dalla misurazione e il costo sostenuto.
Costo Pieno
- Con gurazione di costo che osserva il complesso dei fattori prodottivi consumati da un
13 oggetto di costo. Quindi somma dei costi diretti e di una quota “equa” di costi indiretti.
- Qual è il costo pieno di un oggetto di costo? Incontrerò sicuramente dei costi causati
congiuntamente da più oggetti di costo (=costi indiretti) —>come allocare i costi indiretti?
COSTI DIRETTI E INDIRETTI
- Cosa sono costi diretti e indiretti? E fai degli esempi.
14 - Costo diretto è assegnabile in modo oggettivo ad un determinato oggetto di costo.
Es. stipendio
•
- Costo indiretto: causato congiuntamente da più oggetti di costo, e non siamo in grado di
ricondurli in maniera oggettiva all’oggetto di costo.
Es. elettricità
•
- dipende
Un costo non è sempre diretto/indiretto, MA da:
Natura dell’oggetto di costo: se cambia potrebbe cambiare anche la “natura” del costo.
• Capacità di misurazione dell’azienda
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