Venerdì 26/02/2021 (Il fascino del male – Gian Luigi Ponti)
I reati relazionali sono per esempio i reati che avvengono all’interno della famiglia, come maltrattamenti familiari oppure la violenza sessuale, oppure possono avvenire anche nel lavoro, attraverso il mobbing, o con gli atti persecutori (introdotta nella Legge del 2009). Gli altri tipi di reati non sono caratterizzati da strutture personologiche fisse, ma da delle idee distorte, come la possibilità di arricchimento facile oppure la modalità di aumentare la qualità della propria vita. Quello che interessa a questo corso è stare sul piano criminogenetico (nel piano in cui nasce) e sul piano criminodinamico (nel piano in cui si evolve).
Alla base di questi fattori troviamo proprio delle storie di vita che vanno nella direzione di negligenza e trascuratezza, ovvero da sviluppi evolutivi che portano con sé delle difficoltà. La trasformazione di un soggetto nell’atto più estremo è determinato dalla storia evolutiva del soggetto, come se ci dicesse che è una profezia che si autoavvera (per esempio, Caso 1 di violenza sessuale con la propria madre).
È importante la fiducia (che spesso ci imponiamo) di pensare che il sistema che dà delle risposte efficaci a queste persone deve essere caratterizzato anche dalla possibilità di reinserirli persino nei loro stessi ambienti in cui hanno realizzato i loro reati. Solo in un intervento integrato si può costruire maggiore sicurezza e si dà alle vittime vulnerabili di sentirsi protetti, disciplinati da legislazioni quali Direttiva n.29/2012 punto 18, che viene richiamata da Lgs. Nazionali n. 69/2019. La criminologia è una branca del sapere che si è sviluppata nel tempo centrando la sua attenzione sui fenomeni criminosi, i quali non sono associabili agli aspetti naturali (una cosa è l’aggressività e l’altra è il comportamento criminale, che viene identificato come tale da delle norme). Il fenomeno criminale è definito da un sistema di codici ed è in evoluzione rispetto al sistema sociale, la criminologia prende in considerazione quegli aspetti di modifica e i passaggi legati non solo agli aspetti sociologici ma anche culturali che noi compiamo nella quotidianità in un contesto normativo di riferimento.
Il criminologo deve avere per forza delle competenze, ovvero l’aspetto antropologico, le conoscenze psicologiche, la dimensione normativa e il quadro giuridico.
(Lo psichiatra forense analizza situazioni e atti criminosi particolarmente rilevanti che pongono il dubbio dei giudici sulla capacità di intendere e di volere sulla commissione del reato. Il soggetto va conosciuto e approfondita la sua personalità sulla sua capacità di intendere e di volere e sull’aspetto della pericolosità).
Il fenomeno criminoso è un fenomeno complesso che non è solamente inquadrabile con delle definizioni psicologiche. Il criminologo, non ciarlatano, sa che non possiede delle risposte precise perché esse ce le dà solo il sistema penale, perché qualifica un certo tipo di condotta e non colui che lo attua. Chi definisce chiaramente le cose è il sistema penale, il criminologo ha un altro approccio, ovvero cercare di capire la persona e trattarla per evitare che commetta altre condotte, tant’è che nella storia dello studio della criminalità vi sono state diverse teorie:
1. Teorie biologiche
Cercano di trovare una risposta nella biologia della persona, ovvero nella struttura fisica e nel patrimonio genetico.
Per quanto riguarda le teorie sul patrimonio genetico, la più rilevante è stata lo studio che hanno fatto sullo sviluppo dei gemelli, dell’ereditarietà legata alle funzioni familiari e anche la trisomia 21, ovvero il cromosoma soprannumerario X che potrebbe spiegare un’accentuata propensione alla criminalità.
Questi aspetti biologici informano sulle potenzialità aggressive, ma non è sempre collegato nel sistema complessivo del codice penale ad aspetti genetici. Alcuni sostengono che ogni individuo racchiude a priori tutti i fatti che gli accadranno, mentre Cesare Lombroso, teoria del delinquente nato, un medico italiano, con la che è stato il primo studioso con l’idea che il fenomeno criminoso può essere conoscibile sulla dimensione antropomorfa, ovvero come è strutturata la materia grigia e analizzando il cervello si può intercettare il delinquente nato. Egli sostiene che l’uomo è criminale dalla nascita, ovvero ci sono degli individui che sono predestinati al delitto, senza la possibilità di sottrarsi per loro volontà a tale destino.
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La teoria dell’atavismo sostiene che la condotta criminosa del delinquente nato è interpretata come una forma di regressione o fissazione ai livelli primordiali dello sviluppo dell’uomo, il delinquente è interpretato come selvaggio e ipovoluto.
Ne consegue che viene vista una concezione patologia e deterministica del delinquente, quindi il delitto viene visto come un evento legato a qualcosa di patologico e ancestrale da cui difendersi. Queste teorie che partono da aspetti deterministici di queste condotte sviluppano una sorta di fiducia nella cura del criminale, ma ci sarà anche una deresponsabilizzazione nel compierlo.
Quindi vi sono dei tentativi di trovare una causa biologica della delinquenza, con studi sulle famiglie criminali, studi su anomalie cromosomiche e anche il nuovo determinismo biologico e le neuroscienze. Quindi la criminalità viene vista come una malattia da curare che viene diffuso negli anni ’50 con l’ideologia del “mito medico”.
Il Caso di Sir Cyril Burt decide di separare dalla nascita dei gemelli omozigoti e di affidarli a sistemi educativi e affettivi differenti e dopo un po’ di anni ritrovarli per vedere se questi gemelli hanno avuto delle stesse modalità comportamentali e stessi sviluppi della loro psiche, e se questo veniva confermato veniva confermata la teoria dell’innatismo. Questo studio confermava l’innatismo, questo pensiero torna fuori e bisogna tenerne conto, ma quello che è certo è che non ci sono delle risposte unicausali e la complessità del fenomeno va analizzato in maniera condivisa.
Martedì 05/03/2021
La cosa importante è che non si può fare un salto epistemologico nello spiegare il crimine come legato alla natura, il crimine è legato alla struttura sociale e allo sviluppo della civiltà. Per esempio, il reato dei reati persecutori, il matrimonio riparatore (che permetteva a chi aveva abusato di una persona di essere prosciolto se si sposava con la vittima) in vigore fino al 1981, oppure anche il delitto d’onore (chi ammazza per gelosia viene scusato da una risposta della legge che dava una risposta diminutiva dei reati, dai 3 ai 6 anni). Non si hanno delle cause uniche della criminalità ed è molto illuminante il discorso sul male, perché la criminologia ha centrato il discorso del male ovvero vi è la necessità di guardare le cose con uno sguardo di complessività. Nel considerare il funzionamento della giustizia, vedremo che la questione fondamentale è quella di non sbilanciarsi tra due prospettive estremi: vedere i criminali come dei mostri per lavorarci nell’interesse sia della persona ma anche della società e dall’altro considerarle come gente ordinaria.
La delinquenza ha una valenza sociale e bisogna considerarla perché se no si pensa che questa sia una patologia in sé e cioè che i comportamenti delinquenti in un certo senso è vero che devono essere oggetto di un’analisi metapsicologici, ma non abbiamo una specifica sovrapposizione a quello che è un comportamento psicologico e una persona che agisce contro delle norme, ma quando queste norme non c’erano queste persone non venivano considerati criminali. Non abbiamo a che fare con una patologia, ma con delle persone che hanno anche necessità di essere oggetto di un’analisi metapsicologica.
Moderne tecniche poliziesche
Le moderne tecniche poliziesche sono quelle di:
- Medicina-legale, ovvero vedere le tracce di DNA.
- Criminal profiling.
- Biometria, ovvero tecniche con cui si identifica un volto tra la folla (comparazione impronte facciali/camere videosorveglianza/banca dati fotografiche) con una riduzione del crimine del 38%.
- Programma FBI, dal 2014 con l’NGI (Next Generation Identification), da telecamere che risalgono all’identità grazie alla voce.
- Elettroencefalografia, ovvero la misurazione dell’attività elettrica del cervello (negli aeroporti per identificare i terroristi/macchina della verità).
- In USA e in Gran Bretagna dal 2013 vi è il programma PredPol (Predictive Policing) che funziona con algoritmi computerizzati e si limita a indicare l’area dove si prevede che qualcuno violerà la legge.
- Tecnologie che si basano su ipotesi della prevedibilità dell’atto criminale, perché i criminali condividerebbero tare fisiologiche possibili da visualizzare e identificare.
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Lavater e Gall in precedenza sostenevano che il volto è lo specchio dell’anima e Du Cane e Galton sostenevano che i criminali violenti e aggressori sessuali hanno un volto tipico e quindi propongono una reclusione preventiva fino ai 40 anni.
2. Teorie psicologiche
Di cui fa parte la psicoanalisi, perché per la psicoanalisi la socializzazione è un processo secondario, in questo senso l’uomo per sua natura sarebbe antisociale e diventa sociale solo per timore. Nasce un’importante teoria del “delinquente per senso di colpa”, ovvero il bisogno inconscio di essere puniti, di espiazione di stampo nevrotico. Bowlby sostiene che il comportamento antisociale è riconducibili a disturbi del carattere dovuti a carenze affettive sofferte nella prima infanzia (struttura super-egoica compromessa da disturbi del rapporto con le figure parentali favorisce la condotta criminosa). Winnicott parla di deprivazione affettiva e tendenze antisociali (rottura di una situazione di stabilità, perdita di un’esperienza positiva esistente esperienza traumatica regressa che si trasforma in disposizione patologica), in cui sostiene che i psicopatici sono soggetti con profonda e insanabile ferita narcisistica (incapacità di elaborare il trauma della deprivazione) che determina profonda vulnerabilità e la delinquenza è il bisogno pressante di risarcimento.
Alexander e Staub parlano di delinquenza che deriva dalla qualità del controllo del Super-Io. Vi è un continuum tra normalità e delinquenza cronica (dal pieno controllo dell’istanza superiore fino alla sua completa abolizione), che va dal Super-Io presente al Super-Io assente, ovvero:
- Normalità.
- Delinquenza fantasmatica.
- Delinquenza colposa.
- Delinquenza nevrotica.
- Delinquenza occasionale.
- Delinquenza cronica.
Sempre per quanto riguarda Freud parla dell’istinto di morte, delle carenze del Super-Io e del pessimismo del carteggio con Einstein, mentre Kleine parla di pulsione aggressiva innata e di eccessiva intransigenza del Super-Io. Invece Fairbairn parla di concetto di “difesa morale” (non sono i genitori maltrattanti ‘cattivi’ ma, per mantenere il controllo della situazione, è il bambino a pensarsi ‘cattivo’ e poco amabile).
3. Teorie sociologiche
Caso “Ludwig”
Dopo 28 anni in carcere, il signor Furlan vuole trasformare la pena detentiva in una pena alternativa, che dipende da una valutazione da parte della rieducativa di un carcere e gli esperti (psicologi e criminologi) per effettuare interventi di trattamento in persone condannate. Questo signore ha avuto i termini per usufruire queste misure, per passare in un regime di pena meno rigido, e questa persona fa un percorso di semilibertà, dopo che finisce la pena gli viene applicata la libertà vigilata (in cui doveva andare a frequentare dei percorsi individuali psicologici). Il presidio criminologico territoriale fa una relazione sulla possibilità che la misura di sicurezza possa essere tolta.
Il soggetto è stato sottoposto ad una valutazione psicodiagnostica ancora prima di essere stato sottoposto ad una misura alternativa all’esecuzione di pena meramente in carcere, poi una stessa psicodiagnosi è stata ripetuta nel servizio psicodiagnostico esterno.
Venerdì 12/03/2021
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La mission è il trattamento e il sostegno al reinserimento sociale, ovvero l’eventuale effetto del trattamento, invece la metodologia usata è la combinazione del colloquio clinico tradizionale, l’approccio criminologico di riflessione sul reato e quello standardizzato della testistica psicometrica. I test utilizzati sono il Blacky e il Rorschach, quest’ultimo somministrato quando la persona non aveva ancora sostenuto la misura alternativa. Nel 2006 ha avuto la possibilità di essere valutato per fare un Rorschach da unire alla valutazione dell’esperto e già nell’equipe del carcere è stata prodotta una relazione, insieme anche all’assistente sociale (che si occupa dei suoi rapporti con la famiglia), che all’interno della relazione diventa una relazione di sintesi, che sono i contributi dell’esperto, dell’educatrice e dell’assistente sociale (e eventualmente le note della direzione). I colloqui si sono svolti in cadenza settimanale.
La delinquenza non è una patologia in sé, non sono soggetti che hanno dei quadri precisi che sono definibili come matrici classificatorie ma attività di una persona che spesso è sul piano cognitivo in grado di capire le conseguenze dei propri atti e quindi ne può rispondere. È stata riconosciuta in sede un vizio parziale di mente, quindi questo signore non ha avuto l’ergastolo ma sono 20 anni, perché il giudice ha visto delle caratteristiche psicologiche che non sono viste come malattie psicologiche in senso lato ma che hanno creato queste difficoltà per la sua adesione ideologica del nazismo e la sua strutturazione dell’evoluzione del soggetto.
Il fatto di rimodulare la sua pena viene deciso dal tribunale di sorveglianza che è composto da due giudici togati e due giudici esperti (psicologi, psichiatri) che decidono sulle carriere della persona.
Intervento di Fabian Saleh
Violenza: come definire, riconoscere e capire
La violenza, descritta dall’OMS, viene divisa in tre tipi:
- Violenza diretta a sé stessa: forma, per esempio, di suicidio oppure un comportamento dannoso per sé stesso.
- Violenza interpersonale: la forma estrema è l’omicidio ed è un tipo di violenza che avviene tra due persone.
- Violenza collettiva: un esempio è l’atto terroristico in cui il target della violenza non è una persona ma un gruppo di persone.
La natura degli atti può essere fisica, sessuale oppure psicologica (per esempio, il bullismo).
Per quanto riguarda l’aggressione, vi sono due tipi di aggressione che sono diverse dalla violenza:
- Reactive Aggression: aggressione come comportamento in risposta ad un evento. È un tipo di aggressione impulsivo, in cui non vi è una premeditazione. Le parti del cervello che sono coinvolti è la corteccia prefrontale e l’amigdala.
- Deliberate Aggression: è l’opposto del primo, la parte del cervello coinvolta è l’amigdala ed è un pattern predatorio.
Il comportamento sessuale è considerato un atto compiuto di proposito che coinvolge qualcun altro e può essere usata violenza fisica, verbale o altre forme di coercizione.
Il concetto del Brain Development è stato introdotto solamente anni fa, in cui si è visto che il cervello dell’adolescente è in continua modificazione, in genere fino ai 24-25 anni e questo non è applicabile in Italia ma solamente in America. Negli Stati Uniti se una persona commette un omicidio si può optare nella pena di morte ma se non è in uno stato in cui c’è la pena di morte viene messo in carcere per il resto della sua vita.
Una cosa importante che si deve sapere per quanto riguarda il comportamento dell’adolescente è che non c’è una linea fissa in cui vi è una normalità e una anormalità ma c’è un continuum di comportamenti che poi bisogna determinare se quel comportamento è considerato normale oppure se è un comportamento anormale. Diverse ricerche sostengono che le probabilità che un adolescente commetta altri reati sessuali da adulto è molto poca, quindi non è detto che adolescenti che commettono atti sessuali diventino stupratori seriali.
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L’eziologia dei reati sessuali possono essere commessi da persone con psicosi, da persone che hanno un ritardo mentale, persone con disturbi di parafilia, persone senza diagnosi e sono semplicemente gente criminale.
Caso “Mr. Smith”
È nato nel 1966 ed è una caso di Jacksonville, in Florida. Ha sempre avuto problemi con la legge, a 13 anni è stato arrestato per la prima volta ed è stato condannato da un giudice perché aveva rubato un fucile entrando in casa di una persona ed è stato poi rilasciato dal tribunale per essere messo in sorveglianza da un gruppo di psicologi (tramite la probation). Un anno dopo è stato anche arrestato perché è entrato nell’appartamento di una donna e l’ha abusata sessualmente e aveva 14 anni. Questo uomo è un uomo caucasico e questo è importante perché soprattutto nei tempi passati perché se fosse stato un uomo di colore sarebbe stato più grave. Questa volta è stato sottoposto ad un esame psicologico e poi è stato rilasciato. Dopo un anno è rientrato in un appartamento e ha preso un’arma e la sua vittima era di 59 anni (lui aveva 59 anni) e l’ha abusata sessualmente,
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Appunti criminologia
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Appunti Semiotica
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Appunti lezioni di Interventi di sostegno alle vittime di violenza domestica
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Appunti Sociologia