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Appunti tratti dalle lezioni del corso di semiotica a cura di Marta Calzolari

Indice

  • Che cosa è la semiotica?
  • Origini della semiotica, chi ha inventato la semiotica?
  • Ferdinand de Saussure
  • Hjelmslev e i fondamenti della teoria del linguaggio
  • Lo strutturalismo e la crisi dello strutturalismo
  • A.J. Greimas
  • Semiotica della moda
  • Roland Barthes
  • Greimas — livello semio-narrativo di superficie
  • Greimas — Il livello semio-narrativo profondo e il quadrato semiotico
  • Umberto Eco e la pragmatica testuale
  • Il dibattito sull’enunciazione cinematografica
  • Del Sensor. Sinestesie, marketing e oggetti d’uso quotidiano
  • La semiotica e le teorie di genere - le donne, il femminile e il gender
  • Lotman — Retoriche di marca — come analizzare un commercial
  • Lotman

Che cosa è la semiotica?

La semiotica è una disciplina che sfugge alle classificazioni. È un campo di studi molto vasto, non c’è solo un modo di concepirla. Dalla ricostruzione di trent’anni di ricerche non emerge un unico modo di concepire la semiotica, né una definizione univoca di questa disciplina. A partire dai fondamenti della linguistica strutturale, i maestri della semiotica prendono ciascuno un proprio percorso, sviluppando teorie e metodologie particolari.

Greimas - Metodologia con cui analizzare i testi, con una “vocazione scientifica” che garantisce il controllo intersoggettivo dei risultati.

Barthes - Smascherare i discorsi ideologici dei gruppi dominanti, assumendo la forma di una critica sociale.

Eco - Campo di studi intorno ai fenomeni della significazione e della comunicazione, con un forte taglio filosofico e una notevole vocazione interdisciplinare.

Lotman - Per studiare le culture: come si strutturano al loro interno in diversi sistemi segnici, come conservano l’informazione, come ne producono di nuova dialogando con altre culture.

La semiotica si occupa di sistemi di segni, di significazione e comunicazione, si tende ad applicare questi metodi all’analisi dei testi e infine può avere anche carattere critico.

Greimas e Courtes

Pensano che il linguaggio tecnico della semiotica sia importantissimo e propongono un dizionario di semiotica in cui tentano di definire il significato della semiotica. La teoria semiotica deve presentarsi per quello che è, cioè come una teoria della significazione. La preoccupazione principale deve essere quella di esplicitare, sotto forma di una costruzione concettuale, le condizioni della comprensione e della produzione del senso.

Come una catena di montaggio si produce il senso — ma cosa è il senso?

Senso

Il senso è una proprietà comune a tutte le semiotiche, il concetto di senso è indefinibile. Sono possibili due approcci al senso:

  • Considerato come ciò che permette le operazioni di parafrasi o di transcodifica.
  • Come ciò che fonda l'attività umana in quanto intenzionalità. Anteriormente alle sue manifestazioni sotto forma di significazione articolata, nulla si potrebbe dire del senso, se non facendo intervenire presupposti metafisici finanziari troppo carichi di conseguenze.

Che cosa è l’intenzionalità?

Il concetto di intenzionalità, di origine schiettamente fenomenologica, pur senza identificarsi con quello di motivazione né con quello di finalità, li assume entrambi: esso permette in tal modo di concepire l’atto come una tensione che si iscrive tra due modi di esistenza — la virtualità e la realizzazione. Le nostre azioni sono spesso intenzionali e hanno l’obiettivo di ottenere qualcosa, in vista della realizzazione di ciò che si vuole.

Quante cose hanno senso?

  • Parole: Le parole hanno un senso. Esempio poesia di Cocteau che viene riproposta sotto forma di giacca da YSL — cambio del piano di significante. Aspetto metatestuale in gioco in ogni traduzione.
  • Volti e espressioni: I volti e le espressioni hanno un senso. Il volto si può trasformare e si può perdere la riconoscenza.
  • Corpi: I corpi hanno un senso. Tentativi di ricostruzione dei corpi perfetti, attraverso la posa il corpo è un territorio dove indagare il senso.
  • Oggetti: Gli oggetti hanno un senso. L’oggetto può porre un problema ad un senso e lo si può analizzare.
  • Fiori: I fiori hanno un senso. YSL abito da sposa con rose che stanno a significare qualcosa.
  • Musica: La musica ha un senso. Es: il auto magico, aria regina della notte, cerca di rappresentare la passione secondo la tradizione del '700 / Carmen, pieno '800, un altro tipo di rappresentazione, una donna diversa che seduce un soldatino per manipolarlo e ottenere i suoi scopi, il senso in gioco è tutt’altro — mettere in scena un tipo di seduzione attraverso la musica, le parole non sono tanto importanti quanto il sentimento che viene rappresentato.
  • Profumi: I profumi possono essere considerati un linguaggio e hanno un senso. Si dividono in vari gruppi (floreali, speziati, a giorno o da sera…). Possono comunicare delle idee. Es: Chanel n.5 primo profumo completamente chimico, utilizzo di aldeidi come nota principale del profumo — l’abolizione di tutto ciò che riguarda la natura all’interno di un profumo, anni del dopoguerra, di emancipazione della donna associata alla cultura.
  • Edifici: Gli edifici possono esprimere significati, significano il potere, la trascendenza, l’allarme… la semiotica nasce su una discussione su come funziona il significato di elementi di questo tipo.
  • Danza e riti: La danza e i riti hanno senso. Rappresentazione di un rito di passaggio. Per l’etnosemiotica anche il rito ha significato. Sotto la patina di secolarizzazione si possono trovare strutture profonde che sono ancora di carattere mitico e religioso e si ritrovano negli spettacoli.
  • Simboli: I simboli hanno senso. Simboli di ogni tipo che assumono significato matematico, politico, religioso, di genere… Simboli convenzionali e facili perché facilmente comprensibili.

Definizione di Peirce di segno

Peirce era un filosofo pragmatista, uno scienziato, cartografo e studioso in vari ambiti. Verso la fine della sua vita si occupò dei segni e del perché essi hanno significato. La semiotica per molto tempo si è autodefinita la disciplina che studia i segni, in realtà oggi si interessa degli oggetti più piccoli o ad entità più ampie di segno (frasi, strutture…).

Semiotica illimitata

Un segno o representamen è qualcosa che sta per qualcuno al posto di qualcosa d'altro, sotto qualche aspetto o capacità. Il senso è sempre “per qualcuno”. L’interprete può divenire a propria volta un nuovo segno. Il segno ha una relazione con interpretante e oggetto ma, l’interpretante può trasformarsi in un nuovo segno — a sua volta starà per un nuovo oggetto ma soltanto secondo un altro interpretante. Questo processo non ha necessariamente una fine — viene posta fine a questa possibile catena infinita attraverso l’utilizzo di convenzioni.

Peirce e Greimas, nonostante la distanza che li divide, concorderebbero sul fatto che ci sia sempre una relazione tra il segno e un’istanza per la quale esso è segno e ha un valore. Tale relazione ha un carattere fenomenologico ed è intenzionale.

Definizione di segno per Eco

La semiotica ha a che fare con qualsiasi cosa possa essere assunta come segno. Un segno è ogni cosa che possa essere assunta come un sostituto significante di qualcosa d’altro. Questo qualcosa d’altro non deve necessariamente esistere, né deve sussistere di fatto nel momento in cui il segno sta in luogo di esso. In tal senso la semiotica, in principio, è “la disciplina che studia tutto ciò che può essere usato per mentire. Se qualcosa non può essere usato per mentire, allora non può neppure essere usato per dire la verità: di fatto non può essere usato per dire nulla”.

La definizione di ‘teoria della menzogna’ potrebbe rappresentare un programma soddisfacente per una semiotica generale — il legame tra oggetto, inteso come segno, e un significato. Il segno può anche essere il segno di qualcosa che non esiste, il segno può essere anche qualcosa per dare vita a ciò che produce la nostra fantasia. Ma c’è anche una dimensione progettuale, il segno può essere un segno di qualcosa che ancora non esiste.

Origini della semiotica, chi ha inventato la semiotica?

La data di nascita di una disciplina è sempre qualcosa di convenzionale.

  • 1916 Ferdinand de Saussure
  • 1926 Roman Jakobson
  • 1943 Louis Hjelmslev
  • 1964 Roland Barthes
  • 1966 Algirdas J. Greimas

Ferdinand de Saussure

Corso di linguistica generale: non è stato lui a scriverlo ma è nato dagli appunti dei suoi studenti. Scopre il principio per cui nella lingua non ci sono differenze senza termini positivi. La differenza è il fondamento del valore linguistico. Anche l’assenza di qualcosa è significazione, anche l’assenza di suono è significativa. Auspica l’avvento di una nuova disciplina, la semiologia, che studi tutti i sistemi di segni e fondi la linguistica.

Roland Barthes — elementi di semiologia

1964 è l’anno di esplosione della prima semiotica. Elementi di semiologia di Roland Barthes — dispense per i propri studenti in cui cerca di esporre i metodi della semiotica. È un bignami, prende un libro esistente in precedenza e lo adatta ai suoi studenti. Libro molto desiderato e acquistato — libro semplice e breve capibile da tutti e a disposizione di tutti. Utilizza opere letterarie, miti d’oggi e la “lingua” della moda attraverso l’uso della linguistica strutturale. La semiotica dell’epoca cercava codici nascosti, codici che c’erano ma che non erano stati esplicitati (esempio: il codice della medicina). Non siamo noi che usiamo i codici culturali ma sono loro che usano noi essendo dei codici inconsapevoli. Ciò che ci produce come esseri umani, a livello di codici, è spesso inconsapevole, dunque l’impresa di andare a cercarli diviene di una certa difficoltà.

Christian Metz — il cinema: lingua o linguaggio?

1964, Il cinema: lingua o linguaggio? Negli stessi anni, Christian Metz scrive e fonda la semiologia del cinema. Secondo Metz il cinema non è esattamente come la lingua — nella lingua ci sono due articolazioni, segni (elementi che portano un significato) e l’alfabeto (elementi che non portano un significato), nel cinema invece l’unità minima è l’inquadratura che non è scomponibile in un alfabeto. Aprì un dibattito al festival di Pesaro riguardante la scomponibilità o meno dell’inquadratura. Secondo Metz ci sono dei linguaggi che hanno solo un’articolazione, che non possono essere scomposti in unità più semplici, e linguaggi, come la lingua, che ne hanno due — secondo Metz il cinema è più simile a quei linguaggi che hanno solo un’articolazione.

Algirdas J. Greimas — semiotica strutturale

La semantica strutturale: ricerca di metodo. Pubblica nel 1966. Greimas era lituano ma passò tutta la sua vita a Parigi. Propone un metodo per studiare scientificamente la semantica della lingua ispirato ai saggi linguistici di Hjelmslev — la semiotica muove i primi passi ispirandosi alla linguistica strutturale, che gli dà un metodo, che può essere applicato altrove. Ogni testo costruisce un microuniverso autonomo: secondo Greimas “Fuori dal testo non v’è salvezza”. Convinzione che il testo spieghi e dispieghi il proprio senso. Per Greimas la lingua è una specie di deposito nel quale l’uomo si relaziona col mondo attraverso l’esperienza. Secondo lui i bambini fanno esperienza del mondo mentre imparano ad utilizzare la lingua e proiettano le strutture linguistiche sul mondo. Per Greimas, il linguaggio permette di proiettare una griglia di lettura sul mondo — ne risultano un insieme di figure e di relazioni di carattere concettuale. Arriva alla conclusione che il nostro mondo sia una semiotica.

Radici linguistiche della semiotica

Dal 1916 al 1943 — fondazione ed epoca d’oro della linguistica strutturale. Ci sono autori precedenti che hanno scritto trattati sulla semiotica che hanno proposto due metodi innovativi per le scienze umane di allora e che le persone hanno pensato di esportare.

Louis Trolle Hjelmslev — fondamenti della teoria del linguaggio

Pubblicato da Hjelmslev nel 1943, in cui porta alle estreme conseguenze il principio saussuriano per cui nella lingua vi sono solo differenze senza termini positivi. Ciò che fa il senso è la differenza, perché ci sia il senso, ci deve essere almeno una differenza. Le differenze costituiscono il senso. Studia la lingua come un sistema algebrico e dice che la glossematica (semiotica) deve essere un’algebra che descrive tutti i possibili sistemi formali. Il senso è la materia immanente alla lingua.

Roman Jakobson — saggi di linguistica generale

Fondazione del circolo di Praga nel 1926. Jakobson è il primo a completare la descrizione fonologica della lingua su base strutturale. La sua ricerca diventa un modello anche al di fuori della linguistica (Lévi-Strauss). Influenzato dalla cibernetica, riduce il linguaggio a sei funzioni: referenziale, poetica, fatica, metalinguistica, espressiva e conativa.

Ferdinand de Saussure — saggi di linguistica generale

I suoi studenti costruiscono il corso di linguistica generale, non è lui a scriverlo ma nasce dagli appunti dei suoi studenti. Scopre il principio per cui nella lingua non ci sono differenze senza termini positivi. La differenza è il fondamento del valore linguistico. Anche l’assenza di qualcosa è significazione, anche l’assenza di suono è significativa. Auspica l’avvento di una nuova disciplina, la semiologia, che studi tutti i sistemi di segni e fondi la linguistica.

Emile Benveniste — problemi di linguistica generale

Pubblica i problemi di linguistica generale nel 1964. Fu il primo segretario dell’associazione nazionale di studi semiotici. Fondò gli studi sull’enunciazione: la lingua rappresenta attraverso la morfosintassi la differenza tra discorso (io-tu, tempo presente) e storia (egli, tempo perfetto). Distingue due tipi di enunciazione: - personale - impersonale

Ferdinand de Saussure

Le basi della semiotica capitolo 1

Il testo riporta i concetti fondamentali del suo approccio semiotico. Cos’è la semiotica? (Saussure parlava di semiologia) Saussure intuisce che la lingua ha la facoltà di veicolare delle idee (qualcosa che è meno confrontabile con altri tipi di sistemi presente rispetto alle parole) e che è confrontabile con la scrittura, l’alfabeto dei sordomuti — gesti che simulano delle parole sono confrontabili con la lingua. Questo qualcosa di analogo che permette la confrontabilità va oltre — la lingua è anche confrontabile con i rituali, i riti simbolici, i segnali militari.

Saussure capisce che tutto ciò che genera significato ha in sé una modalità di funzionamento analoga a quella della lingua — la lingua è confrontabile con sistemi di segni apparentemente diversi ma nel profondo caratterizzati dalla stessa struttura comune.

Struttura — Saussure il primo strutturalista

Due grandi scuole di pensiero della semiotica:

  • Scuola interpretativa
  • Scuola strutturalista — scuola strutturale e generativa

Saussure afferma che una volta capito che la lingua non è l’unico sistema di segni e che c’è una possibilità di confronto fra diversi sistemi apparentemente diversi, si può concepire la semiotica come una scienza, che studia la vita dei segni, cioè come disciplina coerente, all’interno dei contesti che li ospitano. I segni funzionano effettivamente.

Il principio di pertinenza

Cose che sembrano diverse hanno però qualcosa di molto simile o identico.

Esempio linguistico principio di pertinenza

Stessa struttura da un certo punto di vista —:

  • L’amore è una cosa meravigliosa
  • L’Italia è una repubblica democratica
  • Paolo è uno studente modello

Queste tre frasi sono confrontabili dal punto di vista logico sintattico, pertinenza, sono strutturalmente identiche. Lo strutturalismo analizza le strutture ricorrenti e comuni di segni (e sistemi di segni) apparentemente diversi. Il punto di vista dell’analista si muove ed esiste almeno una caratteristica per cui diversi elementi di senso sono identici. L’impianto della semiotica è analogo anche se gli oggetti cambiano.

Il circuito linguistico

Preistoria dello studio della comunicazione. Quando comunichiamo sollecitiamo qualcosa che è sedimentato all’interno della nostra memoria, questo qualcosa...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marta.Calzolari di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Galofaro Fracesco.
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