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Il Settecento

Illuminismo = secolo del trionfo della ragione. -> epoca dei lumi.

Lionello Sozzi -> citazione a proposito dell'Illuminismo.

L'Illuminismo è un movimento europeo, in tutta Europa si diffonde la passione per i dibattiti e impregna tutti i generi letterari e tutte le forme di espressione artistica.

Problema di periodizzazione = quello che chiamiamo Settecento non corrisponde ai 100 anni precisi di inizio e fine secolo, ma si tratta di un arco temporale che coincide con la fine del 600 (660) e termina nel 1775-1789. Queste sono le date delle grandi rivoluzioni: americana, francese e industriale.

L'arco temporale in cui si concretizza l'assolutismo coincide con l'apogeo e la crisi dell'assolutismo, il sistema di governo prevalente in tutta l'Europa occidentale (monarchia). Eccezione per quanto riguarda l'Inghilterra con la monarchia parlamentare in cui si è cercato un equilibrio tra i poteri.

L'Illuminismo coinvolgeva politica, economia, organizzazione sociale e letteratura -> fu una rivoluzione culturale radicata sulle premesse di una rivoluzione scientifica che si era avviata nei secoli precedenti.

Prima la visione della storia e dell'uomo erano basate sui testi biblici e sulla Bibbia. La ricerca scientifica aveva messo in luce quanto fosse erronea una visione terrena della realtà, si tendeva a non interpretare in maniera trascendente la realtà terrena.

Importanza che ebbe la filosofia cartesiana, il pensiero di Spinoza.

La querelle des anciens et des modernes

La querelle des anciens et des modernes -> apre la strada all'affermarsi della cultura e letteratura illuminista. È una controversia che si sviluppa in Francia nella seconda metà del Seicento, tra i sostenitori della superiorità della lingua e della letteratura classica (Racine, La Fontaine, La Bruyère, Boileau) che si oppongono ai sostenitori della superiorità della lingua moderna (Perrault, Fontenelle).

Questa disputa nasce in campo letterario ma assume un significato più vasto, e si arriva ad affermare la superiorità dei moderni nelle scienze, e rompere i confini di ciò che era allora conosciuto. Si affianca una fiducia nel progresso e nel cammino nell'uomo, quindi nella scienza. Perfezionamento dell'uomo. Avviene il rifiuto delle teorie basate sui principi di autorità, e venne fatta revisione sistematica di tutti i principi fondamentali posti alla base dell'idea di uomo e di organizzazione sociale.

C'è una sensibilità che influenza tutti gli ambiti del sapere. In tutte le corti europee si parlava francese. Ciò incita gli scrittori francesi a identificarsi come scrittori del mondo, animati da una fede universale, che si deve esportare in Europa. Questo assume il carattere di un nuovo Umanesimo. Tutto ciò troverà espressione nell'Enciclopedie, grande opera a cui partecipano molti collaboratori, e che ha un filo conduttore fortissimo, ovvero quello di diffondere la lotta contro l'intolleranza e il dispotismo.

Il faut cultiver notre jardin

"il faut cultiver notre jardin"

Metafora del 700 Illuminista dal Candide di Voltaire. La frase non è in senso egoistico. Di fronte alle avventure del personaggio, questa formula significa: "se Dio si disinteressa, allora l'uomo deve agire e coltivare il proprio mondo, applicando i principi di tolleranza contro la tirannia". Nel 1772 ci fu l'edizione Dictionnaire Filosofique definitiva del in cui Voltaire espone la lotta per la fede nel progresso.

Tutti gli illuministi dovevano spingere per il miglioramento dell'umanità.

Caratteri essenziali dell'Illuminismo

  • Forte intento critico, posizione critica e volontà critica che muove gli illuministi a trattare i problemi che trattano. Mossa da un moto di reazione contro le posizioni considerate troppo sacre e le dottrine stimate troppo inconfutabilmente.
  • Critica del patrimonio religioso, politico, filosofico.
  • Sbarazzarsi delle costruzioni aprioristiche.
  • Disprezzo per l'attività speculativa astratta, perché promuove il pensiero empirico. Si respinge l'astrattismo metafisico.
  • Attenzione scientifica al reale, già presente in Cartesio.

Il filosofo Bacone (1561) dà una definizione del sapere, visto non più come fine a sé stesso, ma visto come un mezzo per dominare la natura con la ragione, con la comprensione e la scienza.

Chi è le Philosophe illuministe? Non è colui che filosofeggia, non è l'abbandono alle speculazioni filosofiche, ma è colui che vuole raggiungere un sapere totale che si attui concretamente a tutti i momenti del vivere e che si applichi ai campi che prima erano stati esclusi dalla conoscenza.

Questo crea una novità di metodo e un ampliamento del campo della conoscenza, che porta ad un enorme diffusione di scienza (mediche, fisiche, matematiche), letteratura, grazie anche al pensiero inglese e alle opere di Locke e Newton. La cultura inglese è quella che maggiormente influenza la cultura francese.

Punti importanti della cultura illuministica francese

Punti importanti della cultura illuministica francese: anglomania

  • Importanza dell'influsso della filosofia empirica inglese = dilagante in tutti i campi del sapere;
  • Legata al primo, l'importanza della cultura e dello spirito empirico inglese ha potuto svilupparsi in Francia grazie al diffuso razionalismo cartesiano, la grande rivoluzione di Cartesio;
  • Passione per l'indagine e per la speculazione;
  • Studio della natura che diventa oggetto di ricerca scientifica ma anche soggetto di opere d'arte e opere letterarie, la natura è al centro della cultura illuministica. La riscoperta della natura è legata alla riscoperta dell'uomo, cioè all'attribuire all'uomo una nuova posizione ovvero quella di essere autonomo;

"L'Illuminismo scuote giù dagli alberi i frutti maturi fioriti nell'Età del Rinascimento e prosperati in seguito" ----- citazione tratta da Storia della filosofia moderna di Windelband, intende che le idee intuite nel Grand Siècle sono ampliate nel Settecento.

Infatti già nel 600 si poteva constatare che si andava sviluppando un'idea vaga delle nuove possibilità dell'uomo, nel 700 vengono introdotti nuovi elementi che mettevano in rilievo le nuove potenzialità dell'uomo e l'elemento che crea la svolta e che dà una nuova idea dell'uomo è lo sviluppo delle scienze. Nel 700 si chiarisce con i nuovi strumenti quali sono le leggi che regolano la vita dell'uomo. La nuova conoscenza dell'uomo incrementa il senso di autonomia e di potenzialità umana. Le scienze già esistevano nei secoli precedenti ma con l'Illuminismo tutte le scienze sono messe a sistema e iniziano a interagire tra loro e aumentano il senso ritrovato di bonheur ovvero di felicità.

Per l'uomo del diciottesimo secolo la felicità è un diritto. Nasce quindi il diritto dell'uomo a essere felice, tema fondamentale che percorre tutto il secolo, legato allo sviluppo delle scienze ormai svincolato dal pensiero religioso. La felicità quindi deve essere ricercata sia a livello sociale (come dice anche la citazione del Candide) ma anche a livello individuale, avendo fede nello sviluppo delle proprie capacità.

La liberazione dalle autorità esterne (dogmatismi) ha permesso all'uomo di conquistare uno spazio individuale. Aspetto importante è la rivalutazione del corpo, della sensualità basti pensare ai romanzi libertini (Diderot…). La letteratura scopre il romanzo realista perché tutta la quotidianità viene messa in luce, nasce infatti un'attenzione diversa per l'elemento empirico. La pittura mostra esseri normali e gli artisti iniziano ad incarnare una forma di perfezione umana. L'uomo viene considerato infatti un essere perfettibile, che tende verso il progresso. Il ritrovo dell'importanza dell'uomo in quanto corpo e sentimenti avviene grazie allo sviluppo delle scienze mediche, che pongono l'accento sull'importanza del corpo e sulla suddivisione tra corpo e anima. Ai tempi di Cartesio si avevano dei materiali ma le scienze non erano messe a sistema e di Geometria Cartesio (Discorso sul metodo, Meditazioni metafisiche Geometria). Newton inizia i suoi studi partendo dalla di Cartesio. Newton con la sua opera per la prima volta ha permesso di capire all'uomo i meccanismi che muovevano il mondo. Le invenzioni di Newton contribuiscono quindi allo sviluppo di nuove scienze, grazie all'invenzione di un nuovo metodo (biologia, botanica, zoologia).

Si vuole capire l'uomo nel suo mutare, l'uomo non è più considerato immutabile. Alla vecchia fisica cartesiana, teorica e basata su principi statici, finisce per sostituirsi la nuova fisica di Newton (osservazione ricavata dall'esperienza).

Tutti i grandi dell'Illuminismo sono anche scienziati, hanno infatti contribuito con le loro ricerche all'avanzamento della scienza. Locke era infatti un medico ad esempio, anche se si consacrò poi alla filosofia, Voltaire studiò fisica si interessò alle opere di Newton, come si vede nella sua opera "Elementi della filosofia di Newton", secondo Voltaire infatti solo attraverso le scienze si arrivava a conoscere l'universo. Diderot e D'Alambert avevano profondissime conoscenze meccaniche, della matematica e Diderot era molto interessato alla materia, alla costituzione delle cose. Buffon si rese celebre per i suoi studi botanici e zoologici e studiò l'organismo umano e animale mettendolo modernamente in relazione con l'ambiente naturale. Gli illuministi apportarono contributi alla scienza che a sua volta apportò contributi alle loro opere.

La natura è uno dei temi principale del 700, una natura che va studiata soprattutto grazie allo sviluppo delle scienze naturali che hanno una caratteristica in comune ovvero quella di seguire l'evolversi delle cose. Si studiano le idee e gli esseri nel loro cambiamento e si osserva l'evoluzione delle forme di vita. Tutto ciò riporta sempre al tema della felicità, infatti se tutto cambia, se tutto si evolve tutto si può migliorare, perfezionare.

Rousseau eccezione

Jean-Jacques Rousseau non ebbe interesse nell'analizzare la natura in senso scientifico, ma la natura per lui ebbe un'importanza enorme. Rousseau amava la natura fino a sentirsi parte di essa e fu un interprete mistico della natura perché voleva cogliere la vitalità che percepiva nei fenomeni naturali. Rousseau tratta la natura in modo particolare, si avvicinò alla scienza ma esaltava la natura come uno scenario significativo del mondo, un luogo in cui tutto si fonde. Rousseau vuole cercare di ritrovare lo stato di natura, ovvero quello stato originario a cui si deve tornare scrollandosi di dosso tutto ciò che è stato imposto dalla società. Questo nuovo senso della natura è simbolico e si va affermando nelle ultime opere di Rousseau in particolare (fine secolo in particolare con l'opera Les Reveries du promeneur solitaire).

Questo per far capire che già nel Settecento ci sono diverse concezioni di natura. In Les reveries du promeneur solitaire, Rousseau cerca il contatto con la natura e scrive queste parti di prosa mentre appunto compie queste passeggiate. Rispetto alla tradizione classico cartesiana il soggetto che Rousseau propone investe tutto sé stesso nel pensare, senso e intelletto, vive quindi una totalità dell'essere. Rousseau quando pensa alla natura esprime anche la sua emotività come viene detto nel titolo appunto "reveries" ovvero fantasticherie.

Nei due passi letti l'autore evoca avvenimenti passati della sua vita (l'opera è databile tra la primavera e l'estate del 1777), quando nel 1765 per sottrarsi alle persecuzioni innescate dalla pubblicazione de L'Émile (1762) si era rifugiato nel cantone svizzero di Berna sul lago di Bienne. Durante questo esilio Rousseau scrive la sua opera. Gli scrittori infatti erano sottoposti a una forte censura quando le loro opere andavano a ledere i principi delle autorità. Les reveries du promeneur solitaire sono state scritte nel 77 ma evocano un periodo precedente quindi Rousseau ricostruisce il mito della natura, infatti in questi brani si riconosce una sensibilità romantica che si affermerà con "Méditations poétique" (1820) di Lamartine. In Rousseau ritroviamo elementi propri del romanticismo ovvero l'ozio, l'abbandonarsi alla natura, che Rousseau chiamava "le précieux far-niente". In questo brano c'è il richiamo all'ozio, all'osservazione delle piante e della natura come attività prediletta, come modo per esercitare la solitudine.

Cinquième promenade = l'abbandono era ancora più dolce di ogni piacere della vita secondo Rousseau. L'acqua aveva un valore simbolico, favorisce infatti il ritorno allo stato originario. Questi sogni, queste fantasie, lo portavano a non pensare, solo raramente apparivano a lui delle immagini che lo facevano pensare ma presto le impressioni si cancellavano nel movimento dell'acqua che lo cullava (nell'Illuminismo centrale era la ragione quindi si capisce un distacco importante).

Elementi che caratterizzano il secondo brano

Elementi che caratterizzano il secondo brano:

  • Idea della perdita del tempo, aspetto lontano dal razionalismo. Il movimento incessante e regolare dell'acqua colpisce e affascina i sensi (la natura influenza lo scrittore e lo porta lontano dal pensiero razionale al contrario degli illuministi), lo scrittore scrive che non gli interessava di pensare;
  • Idea di passività totale dell'uomo, è la natura che attiva l'uomo, è l'unico elemento di attività;
  • Frustrazione prodotta dalle immagini della società che rischiano di mettere in crisi il momento di estasi, è una celebrazione felice di una regressione dell'io, regressione che è abbandono.
  • Ritrovamento del corpo, lo scrittore descrive le sensazioni del corpo quindi da questo punto di vista rientra nell'Illuminismo.

Lettre sur les aveugles --- Citazione di Diderot tratta da "non ho mai dubitato che lo stato dei nostri organi e dei nostri sensi non abbiano influenza sulla nostra metafisica e sulla nostra morale e che le nostre idee le più pure intellettualmente, se così posso dire, attengano fortemente alla confrontazione con il nostro corpo."

Rivalutazione del corpo, il corpo è talmente importante che condiziona le nostre idee e il nostro modo di sentire.

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Lettre sur les aveugles à l'usage de ceux qui voient

Diderot, Lettre sur les aveugles (1749), testo così dirompente che costò a Diderot la prigione per via dell'interesse che egli prestò all'aspetto organico, alla scissione del corpo e dell'anima.

Nel 1751 scrisse Lettre sur les sourds et muets à l'usage de ceux qui entendent et qui parlent.

Diderot si interessava ai non vedenti e ai sordi perché secondo lui il pensiero nasce dall'evolversi delle sensazioni, il pensiero nasce a seconda dello sviluppo dell'apparato sensoriale. I sordi e i ciechi sono infatti dotati di un corredo sensoriale differente dai normodotati. Hanno una concezione diversa delle cose e del mondo.

Questo pensiero apre le porte al relativismo, secondo cui non esisteva più un pensiero univoco ma tanti modi di pensare e ciò faceva vacillare le fondamenta del sapere tradizionale secondo il quale la conoscenza delle cose procede da Dio e da una visione unica. Quello che viene messo in luce nella sua opera è appunto il punto di vista personale e particolare, il modo di giudicare le cose e di vederle legate ad un solo essere, aspetto nuovo.

Passo Lettre sur les aveugles = Diderot dice che la realtà è completamente falsata, ironia contro la morale. Il cieco non è tanto preoccupato di compiere un furto, quindi un atto illecito, ma perché in questo è goffo e quindi viene scoperto. Gli altri scoprono quando ruba ma lui non si accorge di quando viene derubato. Diderot vuole intendere che anche la realtà morale cambia se il bagaglio sensoriale è diverso e gli uomini percepisco le cose in modo diverso.

"Je me mis à questionner notre aveugle sur les vices et sur les vertus. Je m'aperçus d'abord qu'il avait une aversion prodigieuse pour le vol; elle naissait en lui de deux causes: de la facilité qu'on avait de le voler sans qu'il s'en aperçût; et plus encore, peut-être, de celle qu'on avalt de l'apercevoir quand Il volait. Ce n'est pas qu'il ne sache très bien se mettre en garde contre le sens, c'est qu'il ignore la manière de bien cacher un vol."

Secondo passaggio = il cieco ha disconosciuto le prerogative del pudore, brano ancora più dissacrante del precedente. Il cieco non capisce perché non si devono mettere in mostra le parti intime. Il pudore come elemento della morale viene dissacrato, relativizzato e Diderot con questo stratagemma rifiuta di aderire alla morale tradizionale.

Diderot aveva una sua morale e elabora quella che è stata definita la morale naturale che si contrappone alla morale tradizionale, secondo la quale l'uomo troverebbe nei suoi stessi sensi, nelle sue stesse sensazioni la guida più sicura. Secondo Diderot l'uomo di natura è buono e agendo secondo la natura, secondo il suo istinto agisce in modo buono, praticando la virtù. Le idee filosofiche e morali di Diderot evolvono da un'opera all'altra e sono caratterizzate da una mancanza di sistematicità che però è la caratterizzazione del pensiero di Diderot. Il suo pensiero evolv

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andricel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese i e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Alessandrelli Susanna.
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