Filologia italiana
British Library di Londra, una delle biblioteche più importanti d’Europa, che ha subito un attacco hacker violentissimo l’anno scorso.
Questa biblioteca è una delle prime che si è dotata di una sistema di risorse digitali online, un sistema avanzato della diffusione dei libri. Ha al suo interno un cubo nero appeso al centro della biblioteca e che contiene un fondo antico importantissimo, con testi risalenti al 600 e 700 —> cuore pulsante (passato ancorato al futuro).
Filologia e verità
Filologia —> disciplina di cui oggi abbiamo più bisogno, perché gli attacchi hacker, la diffusione delle fake news che sono false sono un problema gravissimo (intelligenza artificiale).
È la scienza che si prende cura dei testi letterari e che ne verifica la loro attendibilità. E che quindi ha a che fare con la verità, e per smascherare tutto ciò che è falso.
Disciplina che si prende cura dei testi letterari, che ne verifica l’attendibilità e quindi con la verità e con il progresso della conoscenza, che diminuisce l’errore o il falso delle nostre conoscenze.
Karl Pope (filologo austriaco), la sua teoria è quella che la scienza è quella pratica che ha a che fare con lo smascheramento del falso.
Tutto quello che io so lo posso verificare che sia vero e quindi è affidabile (concetto che sta alla base di qualsiasi scienza —> è vero se è verificabile, se lo posso riprodurre, se lo posso dimostrare).
La filologia della letteratura italiana ha a che fare con la ricerca dei documenti inerenti ad un’opera letteraria. Intendiamo quei documenti di un’opera letteraria che sono sopravvissute fino ad oggi. Oppure se abbiamo dei documenti che ci raccontano come un autore ha cominciato ad ideare un’opera e come ha passo passo scritto e composta (lettere, abbozzi, prime stesure).
Lo studio dei documenti implica la loro comprensione e la loro interpretazione.
Il filologo sempre tutto verifica e tutto rimette in discussione. Ogni volta che trovo qualcosa scritto online, dubitare e verificare, è sempre dovere del filologo.
Quello che si trova nei siti è totalmente o parzialmente sbagliato, quindi come struttura mentale dovremmo provare a fare quello che fanno i filologi, non dare niente per scontato.
Cura di un testo letterario
1. Cura di un testo letterario —> linguaggio medico (curare qualcuno da una malattia). Questo tipo di cura che fa il filologo è simile a quello che fa un restauratore di opere d’arte. Il restauratore ricostruisce, restituisce, riporta l’opera alla forma originale.
Es: Leonardo Da Vinci con l’adorazione dei Magi, che si trova agli Uffizi, che è stata per molto tempo in restauro (ripulitura e cura) e una volta finito è venuto fuori che si tratta di un’opera a colori. Prima gli storici dell’arte sapevano che questa opera è un non finito, era stata realizzata in una tecnica chiaro-scuro (non colori, monocromo).
Sono emerse una serie di strutture architettoniche con una zuffa tra cavalli che prima sfuggiva. Quindi i restauratori si sono presi cura di questa opera e lo hanno riportato nella forma in cui era uscito dal cavalletto di Leonardo. Il filologo fa lo stesso con le opere letterarie, con strumenti diversi, con una base diversa.
Riportare l’opera letteraria nella forma in cui l’autore la concepite e la fatta circolare.
Attendibilità del testo letterario
2. Attendibilità del testo letterario —> verifica della correttezza. Un’opera letteraria non è giusta o sbagliata. Verifica della correttezza in filologia vuol dire di fatto capire se le copie o il testo che noi leggiamo oggi è effettivamente quello scritto dall’autore oppure no.
Es: donazione di Costantino: Lorenzo Valla (umanista del 400) nei suoi studi filologici ha studiato questo documento in cui per tutto il medioevo fino alla breccia di Porta Pia (1871) il papa aveva un potere temporale e era il re di un regno (capo di stato).
Questo potere gli derivava da quel documento che si pensava che fosse stato composto dall’imperatore Costantino per conferire al pontefice la sua autorità temporale, il potere laico-terreno su un’opera stato ben preciso. Lorenzo Valla ha detto questo documento non è dell’epoca di Costantino, ma prodotto nella cancelleria papale vaticana, nel IX secolo d.c quando il papa era già diventato sovrano di uno stato che stava crescendo e quindi è un falso.
Documento si credeva storico, documentario. Per i testi letterari vale la stessa cosa perché la filologia verifica che il testo della commedia di Dante che abbiamo letto fino ad oggi, sia il testo che davvero ha scritto Dante.
Es: nel canto IV dell’inferno, dove troviamo il limbo in cui vi sono le anime delle persone che non sono state battezzate e Dante è stupito di trovarle lì e ha questo sguardo interrogativo e Virgilio gli dice “sappi che quelli che sono qui non hanno peccati, di fatto, ma il fatto di essere nati prima della venuta di Cristo ha fatto sì che non possano essere salvati parte e quindi devono stare nell’inferno. E gli dice perché ci sono anche quelli che non hanno ricevuto il battesimo che è della porta fede che tu credi”.
C’è un manoscritto della commedia di Dante che dice “ch’è della fede che tu credi”. Il battesimo è la porta della fede, perché è il primo sacramento da cui si entra nella comunità dei cristiani. Allora cosa ha scritto Dante parte o porta?. Capire per quanto è possibile quale è il testo che Dante ha scritto rispetto alle copie che sono arrivate a noi, al testo più di uso, che ha circolato maggiormente che non è detto che sia quello più corretto o quello uscito dalla penna dell’autore.
Comprensione del testo
Verifica della correttezza + (prima della verifica della correttezza, se non capisco il testo come si fa a dire se sia corretto o fedele rispetto alla volontà dell’autore. Devo partire da un grado zero, da un grado elementare di analisi e comprensione del testo letterario e da lì partire).
Esempi tratti dalle antologie scolastiche:
1. Il novellino è una raccolta di novelle del tredicesimo secolo, opera toscana anonima che a un certo punto è stata riportata in questa antologia per farla leggere agli studenti. In questa novella vi era una brigata di cavalieri a cena in una casa fiorentina e c’era un uomo di corte, importante che aveva questa grande capacità di saper raccontare bene le storie e dopo cena inizia a raccontare una novella, ma era talmente lunga che alla fine non ne potevano più i commensali.
Un donzello della casa fa questa battuta: quelli che t’insegno codesta novella non la t’insegno tutta “e il signore rispose “perché no?” e il donzello disse “perché non risata t’insegnò la”. Il novellatore immediatamente si vergognò e smise di raccontare. Risata —> ridere. Noi non sappiamo se questa novella facesse ridere o meno. Non ha nessun senso.
Il testo è sbagliato perché il testo del novellino dice “non t’insegnò la ristata” (fermarti), non ti ha insegnato che a un certo punto ti devi fermarsi, le storie sono belle se hanno una loro misura. Critica grave alla capacità di novellare di questo signore. Ora ha un senso.
2. Es: Manzoni, conte di Carmagnola. Il protagonista è il conte di Carmagnola, la cui moglie era figlia di una famiglia nemica del conte, una volta che lei si sposa taglia i ponti con la sua famiglia di origine perché la ripudiano. Il conte sta morendo e parla con la moglie “No, mia dolce Matilde, non ti addolorare perché io sto morendo, non sorga il rancore e la vendetta (ucciso dal clan della famiglia della moglie), non avere sentimenti di rancore, non rattristarti perché io sto morendo.
Ma tu ritorna dalla tua famiglia, piacere perché io sto morendo, e io oggetto d’odio vengo tolto di mezzo. È un gran la morte”. Non corretto. Il testo scritto da Manzoni dice “è un gran pacier la morte”. La morte fa fare pace a Matilde e alla sua famiglia. La morte fa finire dei motivi d’odio, dei rancori, delle ragioni di vendetta e fa nascere relazioni interpersonali.
*Attraverso la corretta interpretazione del testo accetta la verità di quello che si legge. Quindi la verifica dei documenti e il restauro dell’originale insieme producono delle conseguenze.
Refusi e conseguenze nei testi letterari
Cosa capita nei testi letterari?
Refuso: errore di stampa o di battitura. Errore meccanico.
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Nei testi letterari quando la verifica del documento + il restauro dell’originale produce delle conseguenze:
1. Lettera che Machiavelli scrive a Luigi Alamanni in cui fa una recensione al furioso dell’Ariosto (1517 - il 16 viene pubblicata la prima edizione del furioso). Valutazione entusiasta.
Però è arrabbiato con Ariosto perché dice che se si trova a Roma, luogo in cui si trova anche Alamanni, raccomandatemi a lui siccome c’è un canto in cui c’è Ariosto fa un elenco di autori importanti, Machiavelli non c’è, cosa che non farà lui nel suo asino (opera non compiuta). “Lasciato dietro come un cane”.
Storia di questa letteraria: pubblicata per la prima volta nel 1873, nella edizione Cambiagi (lasciato indietro come un …). 1883 edizione di Avvisi (lasciato indietro come un cane). 1929 Mazzini-Casella: nuova edizione critica di quelle lettere da filologi e “mi ha lasciato indietro come un cazzo”, eccezione meno scurrile di oggi, voleva dire come una sorta di manico da scopa che viene lasciato dietro e abbandonato.
Quindi non è cane ma è un’altra cosa. Cane è una parola comune, non ha una particolare connotazione, è parte di un linguaggio neutro. L’altra è più incisiva (tanta differenza, tutta la rabbia di un uomo che in quanto letterato si sente dimenticato da un suo pari. In quel elenco lui non c’è).
Riepilogo
Riepilogo: la cura e l’attendibilità che ricerchiamo nel testo letterario significa restaurare la verità del testo letterario. Verità —> volontà di un autore. Non esiste giusto o sbagliato.
Nella filologia della letteratura non si tratta di stabilire giusto o sbagliato, ma si tratta di stabilire ciò che è originale da ciò che non lo è.
Il fatto che un testo letterario ha un pubblico, un testo è scritto perché qualcuno lo legga, destinato ad avere una diffusione. Tutto questo in filologia si chiama tradizione.
Tradizione: qualcosa che si percuote nel tempo, in filologia la tradizione non è sinonimo di abitudine, ma ha un significato preciso, tecnico, cioè la vita di un testo letterario, dal suo primo nascere, sulla scrivania dell’autore, fino all’ultima copia che è arrivata fino a noi.
Più un’opera letteraria è antica più la sua tradizione è complessa e articolata. Ma questa tradizione con il passare dei secoli sarà stata sottoposta anche a tutta una serie di accidenti di trasmissione che hanno inciso sul numero di copie che sono sopravvissute.
Es: la commedia ha attraverso sette secoli, ha avuto i suoi primi anni di diffusione, con il numero di copie che si sono moltiplicate, ma aumenta anche il fattore tempo (incendi, distruzioni, guerre, razzie) che hanno portato a una decimazione del numero delle copie della commedia.
Opere medievali e rinascimentali il numero di copie che si è salvato è inversamente proporzionale alla distanza che ci separa da loro. —> più copie meno tempo, meno copie tanto tempo. È come la punta di un icerbag (quando un’opera è stata creata tanti secoli fa è probabile che il numero di copie che si sono conservati sono come la punta e tutto ciò che vi è sotto sono le copie che non sono arrivate fino a noi).
Se avessimo l’autografo della commedia sapremmo cosa aveva scritto Dante.
Uso delle parole e dei termini
- Il testo: metafora del tessuto. È un insieme di parole, di frasi che hanno un valore letterario. È un concetto astratto —> il testo letterario non esiste in sé. Lo posso vedere toccare solo nel momento in cui si deposita in una struttura di supporto. Letteratura <—> opera d’arte. Il testo sono le parole create e messe insieme dall’autore.
- Il libro: supporto che rende storico ed esistente il testo letterario.
- Il testimone o copia: una delle varie copie che possono essere sopravvissute di quel testo letterario, in una diversa forma di supporto. La commedia di Dante che può viaggiare in un manoscritto, ma la commedia opera è viaggiata in tanti manoscritti, in tante copie che sono arrivate fino a noi (testimoni). Manoscritto / incunabolo (una delle prime esemplari a stampa che sono stati prodotti dal momento in cui è stata inventata la stampa fino al 1500. Parola che ha al suo interno la parola cuna, ovvero culla, l’età infantile della stampa, le prime prove di questa scoperta tecnologica).
Tre diversi concetti molto importanti.
La filologia ricorre spesso al linguaggio giuridico: testimone (colui che sale nel banco degli imputati e risponde in modo veritiero alle domande che gli vengono poste) <—> i filologi interrogano le copie di un’opera, le studiano, le analizzano per trarre delle utili informazione per arrivare al fine ultimo della filologia (arrivare a trovare la volontà dell’autore).
La tradizione di un testo
La tradizione: vita di un testo letterario: dall’abbozzo alle copie che ci sono arrivati fino a noi).
3 momenti della tradizione di un testo
Primo: l’autore al lavoro —> abbozzo, più redazioni (c’è una prima stesura ma poi l’autore non è contento del risultato allora modifica, riscrive e fa una seconda redazione dell’opera). In questa prima fase si parla di varianti d’autore (nel momento in modifica il testo l’autore opera delle varianti).
Fase due: redazione definitiva —> l’opera può essere letta e quindi messa in circolazione —> originale (concetto molto importante, perché è il fine a cui i filologi intendono. È quella forma testuale che l’autore ha concepito e che voleva che circolasse in quella forma lì, che può essere la redazione definitiva).
Terza fase: copie manoscritte o a stampa (l’opera non è più sotto il controllo dell’autore, perché quando comincia a circolare possono insinuarsi nel testo degli errori. Es di Manzoni con il conte di Carmagnola, l’errore si è insinuato per un eccedente avvenuto non per volontà dell’autore, ma dalla diffusione dell’opera. —> errori o delle varianti di tradizione).
Nella lettera di Machiavelli la parola cane non era un errore, perché quella parola funzionava (variante —> varia il significato, non è un errore ma non è una cosa voluta dall’autore).
Esempio di fase 1: Francesco Petrarca (1304-1374), codice degli abbozzi, manoscritto vaticano latino (documento che ci testimonia di una fase 1 del rvf in cui abbiamo un abbozzo, una prima stesura, una prima ipotesi).
Esempio fase 2: Ludovico Ariosto (1474-1533) terza e ultima edizione a stampa 1532 dell’orlando furioso.
Esempio fase 3: copie in cui l’opera circola.
La parabola del testo
La tradizione del testo —> parabola del testo
- Abbozzo, fasi redazionali
- Momento in cui è stata scritta l’ultima variante d’autore (redazione definitiva)
- Copie con errori e sempre più errori.
La parabola discendente significa un degrado della qualità del testo rispetto alla volontà dell’autore che è il vertice della parabola. Forma migliore è quando l’autore diffonde l’opera poi c’è un processo di progressivo degrado della forma perfetta che era in origine che data dalla moltiplicazione degli errori.
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Critica del testo
Filologia: disciplina che si prende cura dei testi letterari e ne verifica l’attendibilità.
Critica del testo: la filologia applicata. È la disciplina che si occupa di introdurre edizioni critiche di testi letterari. Che cos’è un edizione critica —> edizione d’un un testo letterario in cui il filologo spiega come ha lavorato per produrre il testo letterario, come ha lavorato per far sì che il testo arrivi a noi.
La critica testuale si prende la responsabilità di decidere cosa, quanto e come restaurare.
Lo scopo del filologo è avvicinarsi più possibile all’originale —> come? Con un metodo oggettivo e il più possibile scientifico applicabile ai testi letterari —> la filologia è una disciplina che ha un fondamento scientifico.
Quindi abbiamo due situazioni:
- Abbiamo l’originale conservato (Decameron), con un autografo e si parla di filologia d’autore o filologia degli originali, (autori contemporanei).
- In molti casi siamo di fronte in una situazione in cui l’origine non ce l’ho abbiamo (commedia, il principe) e la filologia si chiama filologia della copia o ricostruttiva —> lavoro di provare ad avvicinarsi il più possibile all’originale che non abbiamo. Servendoci delle copie che si sono conservate. È più probabile che se una copia è sopravvissuta ed è vicina al momento in cui quell’opera è stata scritta, probabile che sia meno rovinata. Uno dei testimoni più importanti che viene usato per ricostruire la commedia di Dante è il tributiamo 1080, un manoscritto che si trova a Milano e che è datato nel 1337. Dante è morto nel 1321, si tratta di un arco di tempo non molto lontano. I sono tante variabili che intervengono.
Come si può presentare la tradizione?
Come viaggia un testo letterario?
- La tradizione può essere diretta: posso avere delle vere e proprie copie di una opera letteraria.
- Tradizione indiretta: quell’opera
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