Filologia germanica
Lingue germaniche
Lingue germaniche: inglese, tedesco, gotico (lingua morta), danese, svedese, olandese -> nederlandese (olandese e fiammingo), norvegese, feroese (isole vicino all'Islanda), yiddish (tedesco medio ampliato da elementi ebraici), frisone (isolette Frisia a nord dell'Olanda).
Germanico e tedesco non sono la stessa cosa: si riferisce al progenitore di tutte queste lingue, ossia il germanico comune o protogermanico; a differenza del latino non è attestato, può essere ricostruito tramite la comparazione delle lingue germaniche storiche nella loro fase più antica.
Si suddivide in tre rami: orientale (gotico), germanico settentrionale (protonordico -> si differenzia poi in germanico settentrionale orientale -> danese/svedese antichi, occidentale norreno -> islandese e norvegese antichi). Esistono due varietà linguistiche per il norvegese.
Germanico occidentale: alto tedesco antico, anglosassone, sassone antico da cui deriva il Plattdeutsch, frisone antico, longobardo.
Si ipotizzava che un gruppo di genti, con caratteristiche comuni, parlasse il germanico, doveva avere una propria grammatica e lessico. Esistevano molti dialetti con caratteristiche comuni.
Il germanico è una lingua indoeuropea, è imparentata con altre lingue (alcune estinte) derivanti da una lingua madre denominata indoeuropeo -> sanscrito, avestico, tocario, slavo, baltiche (lituano, lettone), germanico, celtico, latino + lingue italiche (umbro), greco, miceneo, albanese (attestata in forma scritta molto tardi), lingue anatoliche, armeno (caratteristiche particolari come il germanico). Una delle traduzioni più antiche della Bibbia del V secolo è in armeno.
Lingue non indoeuropee: finlandese, ungherese, basco, etrusco.
Studi sull'indoeuropeo
Studi sull'indoeuropeo: molto in voga nell'800. Non è possibile ricostruire delle parole in indoeuropeo, ma delle radici: unità minima dotata di significato e con caratteristiche ben precise: consonante/vocale + consonante, ad esempio la radice -DEM (costruire) / -KEM coprire.
Gli studiosi ottocenteschi hanno cercato di individuare la patria degli indoeuropei; negli anni tra il 1920-45 la culla della civiltà indoeuropea è stata posizionata in Germania settentrionale. Altri studiosi hanno ipotizzato che fosse nell'area dell'India, Giacomo Devoto individuava la culla nell'area balcanica. Ancora oggi non c'è unità, le ipotesi più recenti sono:
- La patria originaria è la Urheimat, è stata collocata recentemente in due aree: steppe della Russia meridionale (dalla Gimbutas), un altro archeologo inglese afferma che la patria sia da collocarsi in Anatolia.
Gimbutas: gli studiosi avevano accettato fino agli anni '80 le sue ipotesi, aveva scavato a lungo nell'area della Russia meridionale, aveva evidenziato l'esistenza di una cultura molto raffinata a giudicare dagli oggetti presenti nelle tombe e che aveva una struttura gerarchica ben delineata con un capo clan e dei gruppi subalterni (l'aveva scoperto grazie alla struttura delle camere mortuarie).
Lei mette in evidenza la civiltà dei Kurgan. La studiosa era partita da dei dati linguistici, non esistono termini indoeuropei comuni per il mare, la navigazione, per tutto ciò che riguarda il mondo marittimo -> la civiltà era lontano dal mare. Nel V millennio a.C. la popolazione si dirama, il gruppo germanico si va a stanziare nella Germania settentrionale, Scandinavia meridionale -> cerchia nordica (III millennio a.C. circa).
Le migrazioni non sono state pacifiche, ma di conquista, facilitate dal fatto che gli indoeuropei avrebbero posseduto tecniche metallurgiche particolari e un grande dominio del cavallo. La Gimbutas parla della sostituzione di una cultura agricola, di tipo matriarcale (cultura dell'antica Europa), con queste nuove culture indoeuropee militarizzate. Troviamo culti di tipo matriarcale -> statuette femminili nei musei.
II ipotesi: espansione molto più lenta legata a una progressiva espansione dell'agricoltura, dall'area anatolica ci si sposta per cercare nuove terre da colonizzare e coltivare, si utilizzano nuove tecniche agricole.
Kurgan: tombe a cumulo.
Le radici delle lingue indoeuropee sono caratterizzate dalla sequenza “consonante-vocale-consonante”.
Apofonia
Apofonia: variazione della vocale radicale, indipendente dal contesto.
Ripercussioni dal punto di vista morfosemantico.
Non sono nelle lingue indoeuropee antiche, ma anche nelle moderne; esempio DEM-DOM-DM => grado normale (O), forte (E), zero (la M diventa vocale, chiamata sonante).
Cerchia nordica: Germania settentrionale, Polonia orientale, Danimarca e regione scandinava meridionale.
Le caratteristiche comuni alle genti della cerchia nordica, che le hanno accomunate, sono date dal ritrovamento di reperti simili nel suddetto territorio.
Etnogenesi: formazione etnos. Genti che mantenevano certe caratteristiche (esempio: nazisti, caratteristiche di sangue). Il legame di sangue ritenuto principale dai nazisti, che caratterizzava le genti germaniche.
Negli anni '60, Wenksus ha parlato di una nuova forma di etnogenesi. La formazione di un gruppo politico non si basava più sui legami di sangue ma sulla condivisione di un patrimonio linguistico e culturale comune e sul riconoscimento dell'appartenenza a un gruppo guidato da una certa élite.
I germani, come gruppo unitario, non sono mai esistiti, ma esisteva una lingua germanica. Si passa dal patrimonio genetico a quello culturale.
I romani hanno individuato i gruppi germanici come gruppo unito, ma non lo erano.
Possiamo ricostruire la lingua germanica.
Lessico
Presenza di elementi eterogenei all'interno del lessico ricostruito. Possiamo mettere in evidenza: termini ereditari (radici dall'indoeuropeo, esempio: parentele, numerali) e termini innovativi.
Questi ultimi possono essere di due tipi: basati sulla radici degli ereditari e dettati dal contatto con altre culture (lingue di sostrato, penetrati nel germanico con l'interazione con le popolazioni già presenti); sono termini con la stessa radice.
Altre innovazioni sono legate alle neoformazioni/termini di carattere elementare. Ad esempio onomatopee, termini infantili (ripetizione di una stessa sillaba: papà, mamma...); in gotico, mammo (carne), atta (papà; anche in turco). Coincidenze linguistiche, anche se non hanno nessuna relazione, parentela tra loro. È una relazione poligenetica, che è possibile trovare in più lingue non imparentate.
Vi erano sostituzioni di tipo tabuistico: il tabù linguistico costituiva un impulso importante per la formazione di nuovi termini ed espressioni sostitutive. Le sfere semantiche tabuizzate erano maggiormente malattie/morte, animali e divinità. La parola indoeuropea “orso” veniva tabuizzata: in latino era presente ma non in germanico/slavo (detto “il bruno”, in russo medved “mangiatore di miele”).
Termini simili (significato e scrittura): Mimz/mammo e fadar/atta.
Atta, nella Bibbia gotica, significa padre (di famiglia, inteso anche come Dio). Si trova, in gotico, una sola occasione in cui fadar sostituisce atta: “abba fadar”. Questo per motivi eufonici.
Gli studiosi hanno trovato motivi religiosi alla base della sostituzione: fadar inteso come padre religioso, forse di tipo sciamanico (quindi non cristiano), e non un padre di famiglia.
Stessa sostituzione nel caso di mammo e mimz. In indoeuropeo antico mimz vuol dire carne; questo termine si è andato a perdere, sostituito da altri termini di origine diversa (in Albania rimane come misa). È stata sostituita perché rimandava ai sacrifici, in quanto indicava l'usanza di mangiare la carne sacrificale; si è persa perché troppo legata al mondo pagano, quindi sostituita.
Fenomeni fonetici
Nel passaggio da indoeuropeo e germanico ci sono fenomeni di conservazione e innovazione (apofonia). Tra i tratti innovativi più importanti vi è la fissazione dell'accento sulla sillaba radicale, fenomeno noto come “rizotonia”.
È importante perché la fissazione provoca la progressiva perdita delle desinenze; è un accento, quello germanico, intensivo ed espiratorio mentre quello indoeuropeo era mobile e musicale.
In comune con l'armeno è la prima mutazione consonantica. È possibile ricostruire il consonantismo indoeuropeo, si costruisce il sistema fonetico.
Sistema occlusive sorde (passano a fricative): PTK (indoeuropeo). Lo ricostruisco sulla base delle lingue indoeuropee storiche; nel 1815-17 abbiamo degli studi da parte dei neogrammatici che avevano notato delle somiglianze, si sviluppa l'interesse più scientifico verso la linguistica storica e verso la ricostruzione delle fasi più antiche della lingua.
Sistema occlusive sonore: (occlusiva sorda) BDG/BHDHGH (aspirate).
Sistema labio-velari: molto instabili.
Questo tipo di fonemi è mutato nelle lingue germaniche:
- P La troviamo mutata in F (P>F): *pisk > *fisk.
- T > θ [th]: tres θria.
- K > H: collo Hals.
Ci sono delle eccezioni, vedi libro.
Occlusive sonore, diventano occlusive sorde:
- B > P.
- D > T: dieci -> ten.
- G > K: ager -> akraz.
Occlusive sonore aspirate indoeuropee: sono estremamente instabili, le ritroviamo solo in sanscrito, sono diventate occlusive sonore semplici.
BH lo ritroviamo in latino come F e in germanico come B -> BHRATER -> BROTER -> FRATER.
I primi scrittori latini a parlare dei germani sono stati:
- Cesare: attua una distinzione tra celti e germani.
- Tacito: nella Germania del 98 d.C. ci fa un'attenta descrizione delle popolazioni germaniche, di usi e costumi e di tradizioni.
Nel 9 d.C. abbiamo una battaglia tra germani e romani, che si conclude con la sconfitta dell'esercito romano. I germani (ad oriente del fiume Reno) non furono mai sottoposti alla dominazione romana.
Vocalismo
È piuttosto conservativo, tranne che per alcune particolarità: la a/o breve indoeuropea rimangono o passano alla a breve in germanico -> cOllo = hAls.
La A e la O lunga in indoeuropeo si trasformano in O in germanico -> bhrAter = brOter.
Altre innovazioni del germanico rispetto all'indoeuropeo sono la nascita di una classe verbale debole; in germanico abbiamo lo sviluppo di una classe che non è caratterizzata da apofonia, ma forma il passato tramite un suffisso dentale.
Questa classe verbale debole o secondaria ha forme che derivano da aggettivi, sostantivi o verbi: ARBEITEN --> GEarbeitET.
Le sonanti indoeuropee M N R L sviluppano una vocale precedente in U, UM - UN - UR - UL, lo ritroviamo nei verbi forti e come prefisso: inglese: -un / latino: in. Sing sang sung.
BHER diventa in germanico BER.
Gradi apofonici: BHER-BHOR (grado forte)-BHR (grado zero).
IE: BHOR - BAR; BHR - BUR.
IE -E (grado normale), germanico -E/I; -O (grado forte), germanico A; assenza di grado (sonante), germanico assenza di grado (U-sonante).
Dittonghi: IE -> grado forte OI, grado zero I; OI -> AI; EI -> EI; I -> IE; U -> EU; OU -> AU; U -> U.
Legge di Verner o alternanza grammaticale
La prima mutazione consonantica distingue il germanico dall'indoeuropeo, avrebbe avuto luogo tra il 500-250 a.C. Venne studiata da Jakob Grimm, aveva elaborato una regola, o legge fonetica -> Prima legge di Grimm.
IE PETER (prima E scritta al contrario) > **Father (forma non corretta), la forma corretta è FADĒR (d tagliata sopra).
- Gotico: fadar.
- Anglosassone: faeder.
- Norreno: fader.
Ci troviamo una fricativa sonora, al posto di sorda. Nelle lingue storiche ci troviamo appunto una sonora. Questo mutamento è stato analizzato da Verner, ha teorizzato il motivo di questo passaggio. Il suono oggetto di mutamento si trovava in ambiente sonoro, precedeva l'accento.
Questa regola vale anche per le restanti occlusive sorde:
- P > Non passa a F ma a una B (tagliata) che si pronuncia V/B.
- T > D.
- K > G (tagliata) che può pronunciarsi G.
- S: Se l'accento cade prima rimane S, se cade dopo, diventa sonora Z, in un secondo momento diventa R perché è instabile.
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