ANALISI DI BILANCI
LEZIONE 13 NOVEMBRE 2024
Le analisi di bilancio non sono strumenti innovativi, infatti alcuni indici di bilancio (che
studieremo come indici di liquidità), negli US erano ad uso corrente nella seconda metà
dell’800.
Il triangolo di Dupont spiega la redditività operativa è stato messo in una nota di una norma
negli anni ’30.
Sono strumenti che però hanno mantenuto inalterata la loro utilità. Quali sono gli usi che si
possono fare?
- L’uso più frequente è quello volto a comprendere quali siano le condizioni di salute (o
non salute) di un’azienda. Lo fa la banca per valutare il merito creditizio (ossia
l’affidamento) oppure per finalità autodiagnostiche, in assenza di strumenti più adeguati.
Un’azienda, se ne ha la possibilità, con quali strumenti dovrebbe indirizzare la gestione?
Una sorta di contabilità direzionale. Un sistema normativo contabile strutturato dovrebbe
comporsi di un piano strategico per effettuare un’ipotesi per indirizzare la gestione.
Attraverso altri strumenti, la contabilità analitica, bisognerebbe verificare l’andamento
economico della gestione. Con il bilancio di esercizio non si può andare a modificare
l’andamento della società (viene redatto a marzo solitamente, quindi sono già passati altri
mesi del nuovo anno). Ci sono analisi volte a capire come va la gestione che parte
dall’analisi del proprio bilancio.
- Vengono utilizzati anche per definire e aiutare a supportare meccanismi per una
quotazione in borsa, per esempio per valorizzare il capitale economico
- Prevenire le crisi d’impresa (ossia vedere se è rispettabile la continuità gestionale)
- Processi di pianificazione e programmazione (se uno strumento è idoneo a dare
informazioni su come è andata la gestione, è anche idoneo a valutare come andrà)
È utile fare comparazioni, che possono essere di 2 tipi + 1 (non 3, ma 2+1):
- Temporale: oggetto di analisi è un’impresa che viene studiata non solo con riferimento ad
un bilancio, ma ad un’arco temporale più ampio (solitamente non meno di 3, se sono 5
buono, se sono 7 ottimo). Si studia il passato per cercare di capire cosa potrebbe accadere
nell’immediato futuro.
- Spaziale (interaziendale): oggetto di analisi sono, in dato periodo aziendale, una serie di
imprese, che svolgono attività simili e sono di una medesima dimensione.
1
- Se unisco le prime 2, studio nel tempo non solo un’azienda, ma un numero di soggetti
che svolgono attività simili. Questa è la più importante e più intelligente
L’analista, rispetto all’azienda in questione può trovarsi in due condizioni assai differenti:
- Analista interno: ossia colui che è incaricato dall’azienda e stila un report, destinato
all’azienda. È interesse dell’azienda metterlo nelle migliori condizioni per poterlo aiutare,
fornendogli dati affidabili, veritieri e corretti. Non si dovrà limitare ai soli dati ufficiali,
ma potrà chiedere ogni altra informazioni necessaria. Quindi ha 2 vantaggi: qualità e
quantità dei dati, che l’analista esterno non ha.
- Analista esterno: si deve far bastare le informazioni contenute nel bilancio di esercizio,
con due conseguenze: dati di dubbia affidabilità e informazioni limitate a quelle del
bilancio di esercizio.
Perché in linea generale sarebbe ottimale guardare un arco temporale più ampio?
- Ridurre incidenza di eventi straordinari (sia generici, come Covid o alluvioni, ma anche
operazioni straordinarie di A)5) e B)14) CE).
I RICLASSIFICATI
Le logiche di riclassificazione SP
Il documento di gran lunga già complesso è il CE.
Partiamo dunque dallo SP.
A cosa serve lo SP? Dà una fotografia su Investimenti e Finanziamenti in essere, ossia la
loro struttura.
Si può costruire diverse griglie di riclassificazione, che rispondono a diversi criteri.
Dalla CoGe (Contabilità Generale) si arriva, attraverso opportune sintesi, ad un Bilancio
Amministrativo Contabile (BAC), da cui deriva il Bilancio Civilistico.
Nel BAC ho il conto economico a partita doppia, dare e avere (in dare i componenti
reddituali economici negativi, in avere quelli positivi). L’utile finisce in dare, perché deve
bilanciare le due sezioni (la perdita va in avere invece).
Perché se il bilancio civilistico è già un riclassificato, dovremmo riclassificare di nuovo?
Perché i bilanci civilistici non danno quella chiarezza necessaria.
Un analista esterno può contare solo sul bilancio civilistico; ma un analista interno dovrebbe
partire subito dal BAC.
Esistono più criteri classificatori/riclassificatoria, e ne dipende la struttura.
2
Sono 4 i criteri, ma noi ne faremo 1 nel dettaglio (l’esercizio riguarderà solo quel criterio
nel dettaglio, mentre nella teoria possono uscire tutti):
- Finanziario
- Destinativo-soggettivo
- Destinativo finanziario (unione tra i primi 2):
- Pertinenza gestionale (detto anche funzionale)
I più usati sono gli ultimi 2 e in particolare studieremo il terzo.
FINANZIARIO PURO
Vede gli elementi dell’attivo come investimenti in attesa di realizzo, mentre quelli del
passivo come finanziamenti in attesa di rimborso. La logica diventa di tipo temporale, ossia
entro quando? Se entro i 12 mesi si parla di disponibilità, se invece oltre i 12 mesi (o non
destinate al realizzo tecnico, come gli impianti che si comprano per utilizzarli e non per
rivenderli) si parla di immobilizzazioni.
Se ho debiti di breve ho esigibilità, ossia finanziamenti che ci sono ma che dovranno essere
pagati entro i 12 mesi. Ho debiti a medio-lungo termine non si può parlare di esigibilità.
Rimane il tema del capitale netto e finanziamenti propri, che è il capitale permanente
(finanziamenti permanenti), che non sono destinati ad essere rimborsati.
Qui si guarda dunque ad un piano temporale, entro e oltre i 12 mesi. Il ciclo gestionale si
ipotizza annuale o infrannuale, ossia il tempo che serve dall’acquisto del prodotto al ricavo
di soldi.
Esempio: compro e vendo cellulari: il cellulare non è un bene ma è un investimento in
essere.
DESTINATIVO-SOGGETTIVO
Si ragiona in termini di destinazione d’uso degli elementi dell’attivo e provenienza per
quelli del passivo.
La destinazione d’uso è soggettiva. Esempio: un’impresa che produce autovetture:
un’autovettura ha come destinazione d’uso la vendita e fa parte del capitale circolante. Ma
in altre imprese è un investimento fisso, a durata durevole.
Sul passivo ci interessa da chi sono venuti i finanziamenti.
3
DESTINATIVO FINANZIARIO
(Su questo ci potrà essere l’esercizio.)
Vediamo una rappresentazione grafica (andrebbe scritto attività-investimenti e passività-
finanziamenti). Le due sezioni sono uguali, il capitale investito deve coincidere con il
capitale acquisito (non posso investire più di quanto ho avuto, al massimo posso avere una l
liquidità in attività-investimenti che è ciò che ho avuto ma non utilizzato).
Guardiamo prima all’attivo: bisogna differenziare tra investimenti a breve termine (C =
Capitale Circolante) STATO PATRIMONIALE
ATTIVITÀ-INVESTIMENTI PASSIVITÀ-FINANZIAMENTI
C (Capitale Circolante):
- l
- L
- M
F (Immobilizzazioni/Attivo Fisso):
- F (Immobilizzazioni Materiali)
M
- F (Immobilizzazioni Immateriali)
I
- F (Immobilizzazioni Finanziarie e
A
Varie)
Capitale circolante
Si subarticolo in:
- l: corrisponde la liquidità immediate (disponibilità liquide in bilancio civilistico)
- L: corrisponde alle liquidità differite (non è denaro ma lo diventerà entro i 12 mesi)
- M: corrisponde al magazzino (ossia le rimanenze)
Un BTP scade nel 2027, con criterio finanziario puro andrebbe nella parte del C o degli
investimenti durevoli? Andrebbe negli investimenti durevoli, ma se gli amministratori
decidono che deve essere venduto, allora la destinazione d’uso prevale sul criterio
finanziario e va all’interno del C (nella parte L).
Entrando nel merito di ogni contenuto:
- Liquidità immediate (tutti i valori che l’impresa ha in cassa in quel momento):
- cassa contanti
- cassa valori 4
- cassa cambiali
- Liquidità differite (non sono soldi ma si trasformeranno in soldi in un momento entro i 12
mesi):
- crediti v/ clienti (N.B. vengono indicati al netto fondo svalutazione crediti)
- investimenti finanziari in scadenza a 12 mesi (o per destinazione d’uso)
- ratei attivi e risconti attivi
- Magazzino:
- per imprese mercantili (acquistano la merce e la rivendono, senza trasformarle)
avremo rimanenze di merci
- per imprese industriali avremo merci, semilavorati, ecc…
F (Attivo fisso)
- F : oltre che ad essere materiali deve essere tecniche, ossia connesse all’attività core/
M
caratteristica dell’impresa. Per esempio gli impianti e i macchinari, i fabbricati
industriali. (Per un’impresa che acquista e vende cellulari, un terreno agricolo non è
connesso all’attività caratteristica). (N.B. va al netto di ammortamento, svalutazioni ed
eventuali rivalutazioni).
- F : sono immobilizzazioni immateriali per sua natura connessi all’attività caratteristica
I
(abbiamo la tripartizione vista nel bilancio civilistico: beni immateriali, costi pluriennali
capitalizzati, avviamento derivato)
- F : (la A sta per accessorie) Contiene quelle Finanziarie: le partecipazioni di
A
collegamento/controllo che hanno un utilizzo durevole, e sono tuttavia connesse
all’attività caratteristica, o una partecipazione in scadenza oltre i 12 mesi (se non
abbiamo deciso di venderla entro i 12 mesi) oppure Titoli, dette anche obbligazioni (con
cui si diventa terzi creditori) e non esigibili entro i 12 mesi. Per esempio i crediti concessi
con scadenza che supera i 12 mesi (primo elemento di differenza con il bilancio
civilistico), immaginiamo un credito di 5KK, con rimborso annuale di 1KK per 5 anni.
1KK va in L, mentre 4KK vanno in FA (si ha uno spacchettamento). Contiene poi le
Varie: le immobilizzazioni che non sono caratteristiche (per esempio il terreno agricolo
che dicevamo prima), ma accessorie, comprese le attività finanziarie accessorie (acquisto
partecipazioni di società che non sono nel mio settore).
La linea tra C ed F (ossia quanto sta in alto o in basso, e quindi se ho più C o più F) è
condizionata da:
- tipo di attività svolta (alcune necessitano di forti investimenti);
5
- scelte che possono essere fatte: a parità di attività svolta, posso decidere come produrre,
per esempio potrei farlo tramite macchine (F molto grande) oppure potrei farlo per
esempio esternalizzando oppure facendolo tramite mano d’opera (avrò F molto più
piccolo).
Se il mercato è in estensione, avere una struttura immobilizzata elevata è buona perché
spalmo i costi ammortizzati su più unità prodotte. Se il mercato va male invece, è meglio
avere più costi variabili, perché nel breve termine più “tagliabili” (come personale,
fornitura, ecc…)
LEZIONE 19 NOVEMBRE 2024
Riprendiamo la tabella della scorsa lezione, così da aggiungere il lato passività-
finanziamenti.
Il discrimine tra ciò che sta sopra la linea e sotto la linea è legata al tempo, ossia al di sopra
quelli che si trasformeranno in denaro entro i 12 mesi, mentre al di sotto quelli che per loro
natura non sono destinati ad essere ritrasformati in danaro oppure quelli che lo saranno ma
oltre i 12 mesi.
Ricordiamo anche che qui rileva la destinazione d’uso che viene attribuita dagli
amministratori.
Pensiamo ad una impresa che produce e commercializza beni che richiedono un periodo di
stagionatura, in cui la permanenza nel tempo nel magazzino fa parte del processo di
produzione. Il magazzino in questo caso va spacchettato:
- beni per cui il processo di invecchiamento è già terminato e pronti alla
commercializzazione vanno in M
- beni per cui il processo di invecchiamento è ancora in corso e dunque superiore a 12
mesi, va in F M
.
Possiamo tracciare una retta a crescente (dal basso verso l’altro), ossia le “quote di
ammortamento” si spostano dal basso verso l’alto.
In assenza di processi di reinvestimento, F dovrebbe ridursi, in quanto ogni anno il
contenuto subisce un processo di ammortamento, che però le quote finiscono, anno dopo
anno, nelle scorte di magazzino (l’ho consumato per produrre un bene che sta in
magazzino). Tuttavia i beni non vengono prodotti per rimanere in magazzino, ma
dovrebbero rimanerci il meno possibile, quindi una volta venduti M si contrae, e se vendo a
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dilazione allora aumenterà L (perché ho concesso il credito, e in teoria in maniera maggiore
rispetto a quanto M è diminuito, perché in M sono valutati al costo, mentre in L sono
valutati al ricavo). Quindi in teoria M si contrae di un x, mentre L aumenta di un x+ (in
cui è il mio margine di guadagno).
Ovviamente deve tornare ad essere denaro, incassando i crediti. Quindi, in via indiretta, le
quote di ammortamento si riflettono nei ricavi prodotti dal bene venduto.
F quindi tenderà a ridursi, senza un processo di reinvestimento, e si ridurrà sempre più
velocemente quanto è più breve la vita utile dei beni inclusi in F.
STATO PATRIMONIALE-1
ATTIVITÀ-INVESTIMENTI PASSIVITÀ-FINANZIAMENTI
C (Capitale Circolante): T (Finanziamenti Terzi):
- l - p (Passività Correnti): A breve termine entro
- L i 12 mesi
- M - P: A medio-lungo termine (oltre i 12 mesi)
F (Immobilizzazioni/Attivo Fisso): N (Finanziamenti Propri): Capitale permanente
- F (Immobilizzazioni Materiali) (in teoria)
M
- F (Immobilizzazioni Immateriali)
I
- F (Immobilizzazioni Finanziarie e
A
Varie)
Un finanziamento diretto si ha quando è stato prestato dei soldi, che andranno restituiti (e
andranno in T), oppure conferiti, che non sono destinati ad essere rimborsati fino a che la
società è ancora in vita (e andranno in N).
Un finanziamento indiretto è per esempio la dilazione di un debito con un fornitore. Ho
ricevuto subito i beni, ma pagherò dopo e quindi nasce come debito commerciale, ma è un
finanziamento indiretto in realtà.
In T abbiamo:
Finanziamenti Indiretti:
- Fondo controversie legali in atto (in generale rischi ed oneri)
- Dilazione di pagamento (debiti v/ fornitori)
- Prestito sociale (delle cooperative)
Finanziamenti Diretti: 7
- Debiti v/ banche
Il Prestito Sociale è indiretto perché in ogni momento può essere richiesto, e nonostante che
abbia prestato un “socio” si parla di “terzi” e va dunque in T.
La distinzione tra T e N si vede quanto la società dipende da terzi oppure da conferimenti
propri.
Non deve esserci, in teoria (vedremo lezioni prossime gli indici), uno squilibrio tra T e N.
N è teoricamente permanente, perché ne fa parte utile o perdite, quindi ogni anno varia in
base all’utile o alla perdita avvenuta nell’esercizio.
Possiamo analizzare separatamente le due colonne.
Facendo un confronto fra C ed F posso capire se la mia struttura è elastica oppure no (se
prevale C è elastica, se prevale F il contrario).
Sul lato dei finanziamenti posso vedere sia il rapporto di indebitamento che il
consolidamento dei debiti (se prevale P piuttosto che p).
Ciò non basta, e dobbiamo vedere l’adeguatezza dei finanziamenti per coprire gli
investimenti, facendo dei legami immaginari tra le due colonne.
Pensiamo a un mutuo per comprare un immobile materiale: la quota annuale va in p, mentre
P contiene il restante oltre i 12 mesi (ciò che è rimasto dunque).
La follia sarebbe folle finanziare l’investimento durevole tutto con un debito a breve
termine (p).
La scelta migliore, per le immobilizzazione sarebbe avere la copertura propria.
Si devono verificare due condizioni di ottimo, se non verificate almeno le due condizioni di
minimo.
Prima Condizione
- Prima condizione di ottimo: N > F e dunque quando N - F > 0 (N - F si chiama Margine
Di Struttura - MS), perché se questa è verificata implica che tutte le mie
immobilizzazioni sono coperte da finanziamenti permanenti, senza ricorso
all’indebitamento. Se questa condizione è verificata non c’è rischio di essere costretti a
vendere una immobilizzazione per far fronte ad una posizione giuridica in scadenza (non
vendo il capannone per ripagare la banca). 8
- Prima condizione di minimo: (N + P) > F e che quindi (N + P) - F > 0 (N + P - F si
chiama Margine Di Struttura Allargato - MaSA, allargato ai finanziamenti durevoli da
terzi). Se non rispettata la prima condizione di ottimo, allora deve essere rispettata la
prima condizione di minimo, in cui i finanziamenti durevoli, insieme ai finanziamenti
permanenti, devono coprire F. Se neanche la condizione di minimo vuol dire che una
parte delle immobilizzazione è stata finanziata da finanziamenti da terzi di breve termine.
Dobbiamo però guardare cosa c’è in F, per esempio se ci sono tanti investimenti accessori,
non è necessario che questi siano coperti con finanziamenti durevoli, in quanto essendo
accessori posso farne a meno (si può avere tuttavia un riflesso a conto economico, perché
quello accessorio può rendermi più dell’attività caratteristica). Se ho dunque tanti
investimenti accessori (BTP, terreno agricolo) posso venderli senza problemi, senza
ripercussioni negative sull’attività caratteristica. Escludendo però questi, il m
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