LETTERATURA ITALIANA
Cos’è un testo letterario?
É un intreccio di elementi che si combinano e che hanno a che fare con una traduzione che
l’autore rielabora in maniera personale.
La lingua é la traduzione che ci ha preceduti, mentre la parola é la volontà dell’autore di
rielaborare la tradizione con invenzioni nuove.
L’opera si colloca in un sistema in cui ci sono autori che ci precedono in spazi/luoghi diversi.
Categoria dell’intertestualitá: é il rapporto instaurato tra un’opera e un’altra e tra un autore e un
altro per capire l’uso che un autore fa di una determinata fonte. Dante é stato letto in modo diverso
da ogni autore (Montale in Bufera riprende il 5 canto e lo reinterpreta dandogli un valore allegorico
bellico).
Il testo letterario può essere un messaggio che si concentra sulla funzione poetica.
Rapporto tra testo dell’autore e testo del lettore
Se il testo che sto leggendo é stato licenziato dall’autore posso saperlo solo se é presente un
autografo dell’autore, ossia il testo scritto a mano dall’autore, che é garanzia di originalità.
Non esiste una sola volontà dell’autore, ci sono volontà plurime sia al tempo della stampa che del
manoscritto, l’autore può cambiare idea sul proprio manoscritto.
1. Il testo dell’autore ci arriva con una volontà precisa, che si esprime in tanti modi diversi (come
chiedere di stampare l’opera in un determinato tipo di carattere, di carta, cosa che facevano per
esempio Foscolo e Ariosto).
2. Il testo del lettore aggiunge sempre sensi nuovi al testo, rivitalizza continuamente il testo che sta
leggendo in base a momenti diversi della vita biografica, culturale ecc. anche in senso storico
(es con la censura, come capita ad alcune novelle di Boccaccio).
In che forma un testo é stato fatto circolare? Come si leggeva, come si legge? Com’é
cambiato il modo di leggere il testo a seconda dei vari supporti materiali (che cambiano il
modo di leggere un testo)?
Per esempio dal Decameron esiste un autografo (ora conservato a Berlino) scritto da Boccaccio di
sua mano; esso dà al testo varie caratteristiche: egli vuole che sia di grandi dimensioni, alterna
espedienti grafici, cromatici, di dimensioni delle lettere che segnano momenti diversi della
narrazione. Le scelte stilistiche, grafici vogliono orientare il lettore, ma ciò viene perso se si legge il
testo in una ristampa moderna. Abbiamo la materialità dell’autografo nel testo, dobbiamo sapere
che dietro al testo c’è la volontà dell’autore di rappresentare in modo grafico dettagliatamente le
cose.
Boccaccio ebbe la fortuna che molti mercanti, che si spostavano per lavoro, si imbattessero nel
suo testo e iniziassero a trascriverlo per averlo con sé: “la tradizione caratterizzante dei copisti
per passione” essi giocavano con il testo, modificandone alcune cose. Ricostruire la tradizione
caratterizzante serviva ad attestare la straordinaria fortuna che questo testo aveva avuto
nell’Europa dell’epoca: studio della ricezione del testo in modo sociologico.
Come si costituisce un testo?
Il testo é un oggetto materiale, é un luogo di lavoro complesso a cui si guarda da molteplici punti di
vista.
Si parte da un aspetto filologico, dalla materialità del testo, ci si avvicina nella contestualizzazione
storica e letteraria, lo si analizza dal punto di vista della lingua, della forma, dello stile e della teoria
letteraria.
Il primo lavoro che fa un letterato é capire come un testo si é formato, parliamo della FORMA DEL
TESTO: dobbiamo chiederci che forma ha avuto il testo (manoscritto, stampa), ma l’approccio al
testo cambia se so che non c’è un autografo dell’opera, come nel caso della Divina commedia. Ci
sono delle ipotesi sul testo, ricostruzioni fatte dai filologi secondo certi presupposti teorici scientifici,
ma che possono portare ad un cambiamento, i filologi possono addurre nuovi elementi che in parte
cambiano il testo. Questo non accade nel caso di Petrarca perché abbiamo testimonianze di
volontà dell’autore differenti e che mutano nel tempo.
Bisogna intendere un testo come INDIVIDUO prendere in considerazione la sua UNICITÀ:
l’individualità del testo si lega anche alla sua presenza materiale in un documento che ne
testimonia la sua originalità.
Ogni testo é un’ipotesi e porta i vari studiosi di ogni generazione a revisionarlo, ad apportare nuove
modifiche in base a nuove intuizioni.
Esiste un’ edizione nazionale delle opere degli autori che viene finanziata dal ministero della
cultura, queste edizioni non sono fisse nel tempo, possono essere aggiornate e ripubblicate alla
luce di nuove acquisizioni.
Tradizione indiretta: tradizione trasmessa in altri manoscritti, in cui un tralcio dell’opera veniva
affiancato ad altri manoscritti, il più importante esempio nei memoriali bolognesi dove le terzine
dantesche cominciano a comparire negli stralci vuoti sui documenti dei notai: attestazioni precoci
con Dante ancora vivo o appena morto (1317-1325) é qui che sono attestati i primi manoscritti
indiretti danteschi
Il testo si costituisce in ipotesi di lavoro che vanno revisionate a seconda delle necessità, ci si
avvicina al testo che é stato costituito al fine di compiere varie operazioni:
1. La SPIEGAZIONE del testo, ossia la PARAFRASI
2. ESEGESI ossia la ricerca delle fonti, un’operazione che ha a che vedere con un altro elemento:
la biblioteca degli autori per riuscire a fornire un commento che dia conto delle fonti bisogna
conoscere le letture degli autori.
Per esempio non conserviamo nulla di Dante, non possediamo i suoi libri e non conosciamo nulla
della sua biblioteca materiale, ma la su ricostruisce virtualmente.
Il lettore si rende protagonista e autore, rivitalizzando il testo. Questo filone riguarda l’estetica della
ricezione ossia in che modo viene recepito un testo.
Lavagetto aveva scritto un trattato sul Decameron egli aveva analizzato una novella del
Decameron da vari punti di vista: il testo diventa un luogo di lavoro verso il quale si possono avere
approcci diversi. Anche se c’è un testo del lettore dobbiamo essere consapevoli di star leggendo
un testo che ci impone dei limiti nell’interpretazione, soprattutto se ci sono indicazioni esegetiche
che ci dicono come vada interpretata un’opera (es Dante già ci dà i 4 livelli di interpretazione
dell’opera come analogico, allegorico ecc) i limiti sono imposti dal periodo storico-culturale,
dall’autore, infatti non si può attualizzare l’opera fuori misura.
Modi per raccontare la storia della letteratura: PRIORITÀ CONTESTO
storia delle istituzioni: Anni ‘80 storia letteraria coordinata da Alberto Moravia e pubblicata da
Einaudi introduce uno sguardo geografico alla letteratura: collocazione geografica dei fenomeni
letterari
Carlo Dionisotti pubblicò un classico “Geografia e storia della letteratura italiana” in cui presenta la
concezione dei fenomeni letterari collegati all’ambiente in cui nascono.
Storia letteraria scritta attraverso l’istituzione es: dialoghi letterari prodotti nei caffè e poi scritti
studiano la letteratura sotto una prospettiva geografica.
-storia che privilegia la circolazione di opere: é importante il ruolo dell’autore perché ha uno
sguardo dinamico: ricezione di come un testo cambia secondo percezioni e interpretazioni del
lettore.
Estetica della ricezione ossia studiare l’opera dalla prospettiva del lettore cioè dare un nuovo
senso rivitalizzante al testo (nei limiti delle chavi di lettura dell’autore)
Testo letterario-> testo dialogico
-storia delle idee e delle ideologie: ruolo dell’intellettuale
-storia biografica degli autori: ricostruita attraverso epistolari é una fonte più ricca per ricostruire il
profilo
biografico dell’autore. Inizio 900 biografie culturali (es Boccaccio: fragilità di un genio biografia con
accezioni caratteriali e personali)
Biografie culturali: vita e opere degli autori collegate nella produzione di un autore
PRIORITÀ CAPIRE IL TESTO
Storia forme letterarie:Linguaggi, metri, generi, strutture ecc: approccio formale strutturale
Propp: lo fa con la fiaba, trova all’interno dell’opera degli elementi ricorrenti
Todorov: sminuisce il Decameron critica formale: é un approccio che va affiancato ad altri tipi di
approcci in modo da avere prospettive più ricche e così da avere una complessità del testo.
Strutture e generi é un altro modo di affrontare il testo letterario bisogna tenere presente
nell’analisi di un testo le forme precedenti e quelle che possono cambiare nel tempo
Storia per temi e motivi : “Letteratura europea e Medio Eva latina letteratura” a cura di Roberto
Antonelli studia la storia della letteratura attraverso lo studio dei topoi (ossia i luoghi che si
ripresentano nella storia letteraria, i motivi ricorrenti come la selva oscura di Dante/locus amenus).
Discipline affini alla letteratura
1. Filologia: studia come si é formato il testo (fermo nel tempo o evoluto) é una scienza che
consente di partire dai presupposti giusti ipotesi di lavoro a cui il filologo si dedica ma che può
essere smentito
2. Teoria della letteratura: riflessione teorica su come si studia la letteratura
3. Critica letteraria
4. Storia della letteratura
5. Comparatistica: studia quando e come avviene la correlazione tra letteratura italiana e
letteratura europea, letteratura comparata (principalmente dal 300 in poi)
6. Storia della lingua italiana: per conoscere le diverse forme della lingua c’è,baita nel tempo per
collocare un particolare linguaggio nel suo contesto storico
7. Letteratura teatrale: Ariosto, Machiavelli, Pirandello ecc: diverse forme della loro produzione
sono in realtà fortemente correlate
8. Letteratura per periodizzazioni cronologiche: problema della periodizzazione
9. Grammatica
10.Lessicografia
11.Stilistica e retorica: capire e giustificare un uso sul piano del senso, il motivo per cui un autore
ha utilizzato una certa forma/struttura, un’idea letteraria di esprime in una determinata forma ciò
fa parte del movimento generativo di un’opera
12.Metricologia
Testo letterario e mondo digitale: nuove prospettive, questioni aperte ci vuole accortezza e
attenzione sui siti maggiormente attendibili.
Siti attendibili programmati da studiosi esperti:
1. Dante online: modo di leggere Dante con le parole ma anche con l’aggiunta di codici iconografici
prodotti dai copisti + tutti i testi sui Dante trascritti da Boccaccio (trascrive i testi di Dante
3volte) : dialogo tra i due autori
2. Decameronweb: primo sito dedicato ad un’opera letteraria permette di seguire sia i testi di
Boccaccio che la sua fortuna iconografica
3. Pol (Petrarca online)
4. L’ente Boccaccio: visualizzazioni del Decameron prodotto da Boccaccio stesso + grandi
aggiornamenti dello stato degli studi
5. Le banche dati (biblioteche italiane): testi più attendibili che si possono trovare
6. Ai
DANTE ALIGHIERI
Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 da famiglia guelfa. Le condizioni economiche non erano
floridissime, ma riuscì comunque a procurarsi una raffinata educazione: lesse i poeti provenzali, i
siciliani, Guittone, Guinizzelli. Fondamentale nella sua gioventù è la figura di Beatrice, la cui morte,
avvenuta nel 1290, segna per lui un periodo di grande smarrimento. Per uscire da questo dolore
Dante inizia lo studio della filosofia e approfondisce la cultura latina leggendo Virgilio, Ovidio,
Stazio. Politica: Dal 1295 la vita di Dante si arricchisce dell'esperienza politica, entra nell'Arte dei
Medici e Speziali e negli anni ricoprì varie cariche fino ad essere eletto fra i Priori (nel 1300). In
quegli anni Firenze era lacerata dal conflitto guelfi/ghibellini e all'interno della fazione guelfa
dalla lotta Neri/Bianchi. Bonifacio VIII voleva imporre il dominio della Chiesa sulla Toscana, i
guelfi bianchi volevano l'indipendenza di Firenze (Dante era un guelfo bianco) mentre i guelfi neri
appoggiavano la politica di Bonifacio. Esilio: Nel 1301 i Neri si impadroniscono di Firenze
scatenando persecuzioni contro i Bianchi. Dante non è a Firenze e viene condannato all'esilio
per baratteria (corruzione nell'esercizio di cariche pubbliche). Non essendosi presentato in città
per discolparsi viene poi condannato al rogo. Inizia così per il Poeta una sorta di pellegrinaggio in
varie città italiane-->si recava come ospite presso i grandi signori che accoglievano a corte
importanti uomini di cultura per dar lustro al loro nome. Durante gli anni dell'esilio Dante lavora alla
Commedia e matura l'idea che la situazione politica italiana (lotte all'interno dei comuni, lotte col
potere temporale della Chiesa) potesse essere risolta con la presenza forte di un imperatore che
facesse sentire il peso del suo potere, facendo rispettare le leggi, e obbligasse la Chiesa a tornare
ad occuparsi della sua missione spirituale. Nel 1315 Dante rinuncia ad un'amnistia (cancellazione
della pena) perché avrebbe dovuto riconoscere la propria colpa. Nei suoi ultimi anni di vita
risiedette a Ravenna dove morì il 14 settembre 1321.
LA BIBLIOTECA DI DANTE
La biblioteca dantesca può essere ricostruita solo virtualmente
Giorgio Petrocchi in “Vita di Dante” riconduceva al poeta non più di una dozzina di auctores tra
classici e cristiani, un’epitome storica, una geografica e una piccola raccolta di poeti provenzali
francesi e italiani.
Con l’esilio Dante non poté portarsi dietro tutti i libri ma ne confrontò degli altri durante le
peregrinazioni, di conseguenza l’ipotesi di Petrocchi é limitata.
Dante non possedeva biblioteche, ma frequentava biblioteche di corte, di istituzioni e di conventi.
Boccaccio nutrì un profondo interesse per Dante, tanto da scrivere un’opera intitolata “Trattatello
in laude di Dante” in cui Dante ci viene presentato intento e immerso nella lettura perfino nella
bottega di uno speziale, Dante si mostra come un uomo che non si lascia distrarre da nulla.
Boccaccio aveva ancora accesso alla tradizione orale e molte cose, come l’abilità di Dante lettore,
gli erano arrivate alle orecchie attraverso questa tradizione.
Boccaccio racconta Dante attraverso l’uso dell’anafora, inoltre egli esplicita che Dante ha reso
illustre il volgare attraverso una metrica che prima non esisteva:infatti, la poesia volgare é
regolata dalla misura della terzina dantesca
Boccaccio racconta Dante come un poeta che perdura nel tempo, non ricorre a studi che portano
ad un guadagno e che sceglie liberamente di avere conoscenza completa della letteratura.
Boccaccio racconta di come nonostante tutte le ostilità della vita di Dante, egli fu in grado di
scrivere la commedia.
Boccaccio e Petrarca daranno la prova che la poesia e la letteratura hanno una dignità conoscitiva
che deve essere sempre illustrata.
termini danteschi
Dante non usa mai la parola “biblioteca”, ma usa un lessico metaforico che richiama il libro
manoscritto:
- “assemplare” nella Vita Nuova, indica un esemplare (una copia, un manoscritto) su cui
vuole scrivere ciò che trova in un libro della memoria.
- “rubrica” nella Vita Nuova, ciò che vuole scrivere vuole metterlo sotto la rubrica “incipit Vita
Nova” ( = inizia la vita nuova).
- Voci dell’enciclopedia dantesca del Lanci: “libro”, “quaderni” (costruzione di 4 fogli, 2
facciate molto grandi che venivano ripiegate), “volume” (si riferisce al concetto di volvo,
ripiegare), “squadernarsi” (nel Paradiso XXXIII 85-87 → nel momento della visione di Dio:
“legato con amore in un volume \ ciò che per l’universo si squaderna” → accezione
metaforica: perfezione di creazione di Dio che si apre nell’universo).
Nel De vulgari eloquentia dice di “sfogliare” (revolvere) pagine di poeti e scrittori che descrivono il
mondo nella sua interezza.
La classificazione dei peccati in base alla misura oltrepassata in vita: è una rivisione cristiana
dell’etica nicomachea-aristotelica:
- “modo” → non è maniera, è la misura oltrepassata: “modus” (Francesca nel canto V dell’Inferno).
Non abbiamo di Dante un autografo:
- Leonardo Bruni, cancelliere fiorentino, riuscì a vedere la scrittura di Dante: “magra et lunga et
molto corretta” , così la descrive e parla di “revoluzione” (lettura) di molti libri da parte di Dante.
Possiamo provare a ricostruire virtualmente la biblioteca di Dante (con i codici di Santa Croce,
quelli francescani, di Santa maria novella, i codici domenicani) a Bologna, Firenze e Parigi.
DANTE LETTORE
-Nel capitolo 25esimo della vita nova Dante parla dei suoi autori preferiti, esso verrà poi ripreso
nell’inferno nel 4 canto.
Dante parla di autori come:
Orazio:l’Orazio dell’ ars poetica (mentre per Petrarca sarà l’Orazio lirico).
Virgilio: che Dante sceglierà poi come guida nella commedia e a cui dà epiteti diversi come
maestro guida autore a seconda del momento; egli rimarrà centrale anche per Petrarca. La
centralità di Virgilio esprime una tendenza degli studi classici, difatti il latino si studiava studiando
le opere di Virgilio in gradazione di difficoltà e di stile (bucoliche stile umile, georgiche stile medio e
per ultimo eneide stile illustre)
Lucano: per la sua pharsalia, (opera storiografica) citata più volte nella commedia. Egli verrà
ripreso anche da Petrarca, i due autori lo ricollocheranno in contesti poetici diversi.
Ovidio: che é l’autore che ha plasmato più di ogni altro l’immaginario del medioevo e dei secoli
successivi, si tratta dell’Ovidio delle metamorfosi
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