Estratto del documento

Romanzo epistolare

Verso la fine del Seicento, gli scrittori iniziano a utilizzare il romanzo con lo scopo principale di raccontare dei mondi reali. Si ha, quindi, un abbandono dell’immaginazione. Al centro dei loro racconti vengono messi personaggi che presentano delle caratteristiche e personalità non molto lontane da coloro che leggono, ma soprattutto non presentano delle idee ed opinioni molto distanti da quelle dei lettori. In inglese, questo genere di narrazione viene denominata "novels", che equivale all’italiano romanzo. La novel si contrappone al romance, un tipo di narrazione prevalentemente fantastica. Da questo momento, quindi, i romanzi iniziano a lasciarsi alle spalle il meraviglioso e il soprannaturale, andando a porre l’attenzione soprattutto su quello che succede sotto i loro occhi giorno per giorno.

Diffusione del romanzo epistolare

Si diffonde così il romanzo epistolare, una forma di romanzo costituito dalla giustapposizione di lettere. Per rendere, però, verosimile il racconto e far sì che chi legge sia portato a credere alla verità, vi sono diverse strade che il romanzo epistolare può intraprendere, con lo scopo di raggiungere questo obiettivo. Innanzitutto, si può decidere di narrare in prima persona. Questo significa che lo scrittore finge di essere lui stesso il protagonista-narratore del racconto che viene narrato. In secondo luogo, si può decidere di raccontare determinate avventure tramite la voce di un personaggio, il quale raccoglie e scrive le parole di un altro personaggio.

Per dare, però, al lettore l’impressione di una completa verosimiglianza, per aderire ai sentimenti che i protagonisti sentono e provano, si può ricopiare le loro lettere. In questo caso, la lettera permette al protagonista di narrare tutte le sue esperienze come se si stesse confidando con un altro, più in particolare con il lettore. Nel corso del Seicento e Settecento, in Francia, la corrispondenza epistolare viene considerata come un’arte, dove gli scrittori cedevano la parola ai loro personaggi. Da qui, infatti, alcuni dei primi grandi romanzi moderni sono romanzi epistolari.

Romanzo nel Settecento

Nel corso del Settecento, i romanzi avevano forme e temi con una certa tendenza precisa. Per esempio, in Gran Bretagna, tra gli anni Dieci e gli inizi degli anni Venti, si diffondono i tre libri più importanti di Daniel Defoe: Lady Roxana, Robinson Crusoe e Moll Flanders. Un paio di decenni dopo troviamo Pamela e Clarissa di Samuel Richardson, i quali appartenevano al romanzo sentimentale e vennero tradotti sia in francese che in tedesco. In Francia, invece, viene pubblicato La nuova Eloisa di Rousseau mentre in Germania I dolori del giovane Werther di Goethe.

All’interno di questi romanzi, i personaggi che vengono presentati come ritratti di donne e uomini che gli scrittori vedevano intorno a sé. Molto importante è il fatto che queste persone possono essere osservate sia in solitudine che nelle loro relazioni con la società. Il rapporto che si crea tra uomo e società è, però, considerato come contraddittorio in quanto da una parte vi è la presenza di un IO che vuole emergere ed essere felice, mentre dall’altra vi è l’individuo che si oppone a questo tentativo.

Transizione tra Seicento e Ottocento

Tra il Seicento e il Settecento, il romanzo era considerato come un genere secondario rispetto, per esempio, alla poesia, e allo stesso tempo veniva considerato come dannoso perché si pensava che potesse mettere delle idee strane in testa ai lettori, in particolare alle lettrici. Nella prima metà dell’Ottocento, le cose cambiano quando si vanno a consolidare tutte le innovazioni che alcuni autori, come Goethe, Rousseau e Richardson, avevano messo in atto precedentemente. Queste innovazioni facevano riferimento al fatto che questi scrittori avevano iniziato a raccontare, in prosa, le vite degli esseri umani, allontanandosi dalle avventure fantastiche degli eroi.

Il romanzo ottocentesco, quindi, nasce dalla mescolanza di generi e stili molto diversi, come, ad esempio, racconto picaresco, stile alto e basso, quotidiano e sublime.

Cambiamenti nell'Europa tra Settecento e Ottocento

L’Europa si trova in una fase caratterizzata da una trasformazione socioeconomica. A causa della rivoluzione, l’assetto sociale è stato messo in discussione, più in particolare quello che viene definito come “antico regime”. Si diffonde, inoltre, una nuova classe sociale, ovvero quella della borghesia, che inizia a prendere piede nel governo delle nazioni. La rivoluzione, quindi, ha coinvolto nella corsa verso il benessere tutti quei ceti che precedentemente erano esclusi. Di conseguenza aumenta il numero di coloro che possono permettersi di andare a scuola per imparare a leggere e a scrivere.

I romanzieri dell’epoca appartenevano al ceto della borghesia. Per loro scrivere era diventato un mestiere che consentiva loro di guadagnare per mantenersi. Spesso, per garantirsi un pubblico, decidevano di pubblicare all’interno di giornali o riviste, i romanzi a puntate. Il pubblico era formato non solo da persone colte ma anche da persone meno abbienti. Un pubblico privilegiato, però, era la donna, in quanto presentava un maggior livello culturale rispetto all’uomo ma anche perché aveva più tempo a disposizione.

I romanzi di questi anni iniziano a raccontare la realtà. I personaggi cercano di emanciparsi dalla loro situazione di partenza, tramite l’accrescere della loro ricchezza o prestigio. La via per poter conoscere se stessi e diventare adulti si trova nella conoscenza degli altri e nell’esplorazione del mondo. I due paesi più attivi nella scrittura dei romanzi sono Inghilterra e Francia, mentre l’Italia rimane indietro. In Italia prevalevano soprattutto generi come: melodrammi, prosa, commedia, saggio e riviste. L’autobiografia, invece, diventa importante perché indica un passaggio fondamentale che porta al romanzo epistolare.

Lettera nel romanzo epistolare

Il romanzo epistolare è fondato sulla lettera. La lettera è uno scritto che viene inviato a qualcuno con lo scopo di comunicargli quello che non si ha la possibilità o non si vuole comunicare a voce. È un messaggio in prosa che molto spesso contiene o richiede una risposta. All’interno della comunicazione epistolare nessun tema è vietato, al contrario, si può passare da un tema a un altro. Per esempio, Montesquieu all’interno di "Lettere persiane" è stato il primo che ha mescolato l’intreccio amoroso con la riflessione politica. Tramite l’utilizzo della lettera, la banalità e la normalità, entrano all’interno del romanzo.

La lettera contiene un messaggio, una finalità. All’interno del romanzo, questi due elementi sono collocati nell’universo di finzione, cioè all’interno di un mondo fittizio. La lettera, inoltre, partecipa alla costruzione psicologica del personaggio e da qui si crea, però, un effetto di doppio destinatario, perché si crea un effetto sul personaggio e uno sul lettore. Solitamente la lettera viene scritta in prima persona, in modo tale che il romanzo possa dirigersi verso un punto di vista individuale, diverso da quello dell’autore. La lettera si rivolge a un tu e a un voi, ciò vuol dire che si scrive per qualcuno e non per se stessi. Molto spesso si fa ricorso alla lettera quando, per esempio, vi è impossibilità di vedersi o parlarsi oppure quando non è presenta la propria forza di confessare qualcosa.

Il racconto avviene tramite la sequenza di lettere, ma esse sono caratterizzate da discontinuità, perché possono essere presenti anche dei vuoti i quali fanno riferimento a importanti ellissi narrative. Gli avvenimenti che vengono evocati tramite l’uso del tempo presente e del tempo passato prossimo conferiscono al racconto vivacità e suspense.

Esempi di romanzo epistolare

La Nuova Eloisa di Rousseau rende il linguaggio dei sentimenti alla portata di tutti, rendendolo disponibile e aperto a un pubblico ampio. Dalla Nuova Eloisa discende il Werther di Goethe, il quale è diventato modello per alcuni romanzi dove viene reso esemplare l’eroe maschile, che non si trova in sintonia con il mondo che lo circonda. Una volta che è caduta la società dell’antico regime, il romanzo epistolare si dirige verso la forma del romanzo d’esilio contenente delle sfumature politiche. Il romanticismo, però, non è condiscendente verso questa tipologia di romanzo in quanto troppo legato al classicismo.

Diffusione del romanzo epistolare in Italia

A seguito della diffusione di romanzi inglesi e francesi, il romanzo epistolare si diffonde anche in Italia, ma bisogna aspettare la fine del secolo per poter avere il primo vero testimone italiano, grazie a Ugo Foscolo. Nel secondo Ottocento italiano troviamo: Storia di una capinera di Giovanni Verga e il rivisto: Riflessi/Allegoria di novembre di Aldo Palazzeschi. Il romanzo epistolare moderno si presenta come una letteratura che si alimenta di vita reale e accessibile per tutti. Il romanzo epistolare, quindi, non si presenta come romanzo ma come documento vero dove l’autore si degrada in editore di lettere.

Ugo Foscolo

Ugo Foscolo nasce a Zacinto, isola greca sotto il dominio veneziano, nel 1778. Insieme alla famiglia decide di spostarsi a Venezia dove cambia il suo nome di nascita da Nicolò a Ugo. Il 12 maggio 1797: Foscolo diventa un forte sostenitore di Napoleone (a cui dedica anche un’opera intitolata "Bonaparte liberatore"). Pone molta fiducia in lui sul fatto che possa essere il personaggio adatto a far nascere l’Italia. L’autore è politicamente e militarmente impegnato in quanto decide di arruolarsi nell’esercito a fianco dei francesi, iniziando anche ad occuparsi della formazione del popolo tramite idee politiche e sociali.

Nell’ottobre dello stesso anno, però, Venezia viene ceduta all’Austria a seguito del trattato di Campoformio. Da questo momento crollano tutte le speranze che erano state poste su Napoleone, e Foscolo è costretto a trasferirsi a Milano dove inizia a collaborare con un giornale riformista. L’anno successivo, 1798, inizia la stesura delle Ultime lettere di Jacopo Ortis. Si sposta a Bologna e successivamente a Genova, dove compone un’altra ode. Tramite questa, vengono riprese le sue origini che riguardano l’aspetto neoclassico: pubblica la traduzione in volgare di un poema greco che precedentemente era stato tradotto da Catullo (autore latino).

Nel 1804 inizia a combattere contro gli inglesi nel Nord della Francia, dove incontra la sua futura moglie da cui avrà una figlia. Successivamente alla sconfitta di Napoleone a Lipsia, Foscolo decide di arruolarsi diventando capitano. A seguito della seconda sconfitta di Napoleone, e la sua conseguente abdicazione, gli austriaci entrano a Milano. Foscolo cerca di mascherare la sua posizione, iniziando una collaborazione con un giornale chiamato "Biblioteca Italiana", assumendo le sembianze di un traditore nei confronti dei francesi. Nel 1815 decide di scappare in Svizzera perché non vuole prestare giuramento all’Austria. Si trasferisce successivamente a Londra, dove morirà nel 1827.

Pubblicazione de "Le ultime lettere di Jacopo Ortis"

Nel 1798 inizia la stesura, ma decide di affidarla ad un editore bolognese di nome Marsigli. Nel 1799 Foscolo si arruola nella guardia nazionale e per questo Marsigli si trova con un testo incompleto. L’autore decide, così, di affidarlo ad Angelo Sassoli il quale lo termina prima dell’arrivo degli austriaci. In questi tempi vi era il rischio di censura, in quanto il romanzo presentava delle idee ispirate alla rivoluzione. Nello stesso tempo, però, Marsigli gli cambia il titolo e lo pubblica nel 1799 (da qui l’edizione 1799A). Nell’anno dopo vi è una seconda versione, 1799B, caratterizzata dalle prime 45 lettere di Foscolo e il resto, invece, scritto da Sassoli.

Nel 1801 Foscolo decide di scrivere un articolo sulla Gazzetta Nazionale dove sconfessava tutte le edizioni in circolo fino a quel momento e invitava i lettori a prendere come veritiera la versione da lui scritta e pubblicata nel 1802. Terza ed ultima edizione è quella di Londra datata 1817, la quale viene divisa in due volumi.

Temi e trama de "Le ultime lettere di Jacopo Ortis"

Temi: amoroso e politico; vita e arte si trovano in contrapposizione.

Trama in breve: Il personaggio, Jacopo Ortis, un ragazzo di 20 anni che segue le vicende politiche. Costretto anche lui a scappare a seguito del trattato di Campoformio, Jacopo si nasconde sui Colli Euganei, dove conosce una giovane ragazza di nome Teresa. I due si innamorano ma lei è già promessa in sposa ad un uomo facoltoso ma rude. Jacopo, stanco della situazione, decide di allontanarsi e di girare l’Italia, tra Roma, Firenze, Ravenna, tornando in Veneto dove poi si suiciderà. Jacopo Ortis sembra rappresentare l’alter ego di Ugo Foscolo.

Note e riferimenti

Nei primi versi abbiamo un riferimento a Dante, perché quando entra all’interno del purgatorio trova di fronte a sé Catone, il guardiano. Foscolo nei primi versi si rivolge proprio a Catone, il quale si suicida quando Cesare prende il potere. Anche per Catone la libertà arriva nel momento del suicidio, il quale determina anche quello che sarà il destino di Jacopo. Foscolo sta presentando la sua opera pubblicando attraverso il nome di Jacopo Ortis. La scelta di questo nome si collega a Rousseau, il padre della forma del romanzo epistolare. Vi è la sovrapposizione tra Jacopo e Foscolo, in quanto l’autore sta rappresentando sé stesso e la sua vicenda. Quest’ultima è vera ma le passioni sono state esagerate. Foscolo per scrivere quest’opera prende come modello I dolori del giovane Werther di Goethe, in cui il lettore rimane ben concentrato su quello che avviene (dato che non sono presenti lettere di risposta) perché vi è solo un individuo che parla. Lo scopo di Foscolo è quello di inculcare nel lettore che per vivere in libertà si può arrivare anche alla morte.

Nota al lettore

È presente una nota al lettore firmata però da Lorenzo Alderani, l’amico al quale Jacopo indirizza le lettere (rappresenta un alter ego di un amico di Foscolo). L’edizione di Londra è divisa in due parti:

  • Padova/ Colli Euganei, i quali rappresentano un locus amenus, ossia un luogo ideale che rimanda ad una situazione di perfezione, soprattutto giovinezza e infanzia.
  • Pellegrinaggio di Jacopo in tutta Italia.

Lettere di Jacopo Ortis

Prima lettera

Caratterizzata da una intestazione come all’interno di una lettera classica (Dai Colli Euganei, 11 ottobre 1797). È un testo breve dove si fa riferimento principalmente al trattato di Campoformio con cui Venezia viene ceduta all’Austria. Jacopo pensava che Napoleone fosse il liberatore dell’Italia e che potesse garantire la libertà, ma tramite questo trattato si è dimostrato tiranno, preoccupato di più della Regione dello Stato ed egli interessi francesi decidendo così di cedere l’Austria. La lettera è scritta dai Colli Euganei, dove Jacopo si era rifugiato dopo il passaggio di Venezia sotto il dominio austriaco. La lettera può essere divisa in tre parti:

  • La cessione di Venezia ha delle conseguenze sul piano personale perché il nome di Jacopo viene inserito nelle liste di proscrizione di coloro che devono andare in esilio.
  • È costretto a lasciare la sua città natale e abbandonare la madre.
  • È disperato per la sua condizione e quella dei patrioti. L’unica consolazione è nel pensare che una volta morto, il suo nome verrà ricordato dai suoi pochi amici che sono rimasti.

Seconda lettera

Viene scritta il 13 ottobre. Jacopo decide di non andarsene dai Colli Euganei nonostante l’avesse promesso alla madre. L’Italia viene definita come una terra prostituita, un luogo che non sa difendersi dagli attacchi nemici. Jacopo, quindi, non sa dove rifugiarsi per il suo esilio. Foscolo riprende molti autori, come ad esempio:

  • Dante.
  • Petrarca.
  • Alfieri per l’idea di tragedia.
  • Rousseau per i modelli del romanzo epistolare.
  • Sterne.
  • La Bibbia per la scena finale.

Lettera del 17 marzo

Avviene la visita alla casa di Petrarca. Vi è un salto temporale perché Jacopo ammette di non aver scritto a Lorenzo per due mesi. Il tema principale di questa lettera è l’amore, sia verso la patria che verso Teresa, i quali vanno di pari passo. Ritorna nuovamente il tema politico, mentre l’amore per la patria è legato ad una condanna nei confronti dei suoi concittadini i quali non si battono abbastanza per la patria. Esorta l’idea a cercare una sua dimensione e la libertà.

Lettere di maggio

Narra la nascita del sentimento amoroso verso Teresa. Quando vede Teresa gli sembra di essere in paradiso ed è per questo motivo che decide di mantenere l’illusione che questo amore possa essere possibile. È presente l’elemento della natura che si connette con l’amata. Vengono associate le sue guance ad un elemento naturale, in particolare alla rugiada. Nella lettera del 12 maggio è presente una scena dove sta per baciarla ma successivamente si tira indietro.

Romanticismo

Viene utilizzata in Italia per definire una tendenza estetica e letteraria all’inizio dell’Ottocento, infatti la prima attestazione sembra risalire al 1814. In inglese l’aggettivo "romantico" non aveva un significato molto diverso da quello attuale. Il termine deriva da "romance", ovvero i racconti fantastici dove venivano raccontate storie d’amore idealizzate e d’avventura. Romantico, quindi, è qualsiasi atteggiamento dove sembra che si stia rivivendo l’atmosfera del romance. I romantici rifiutavano i valori estetici assoluti, in quanto secondo loro dovevano essere sempre calati nella storia. Si rifiutavano, inoltre, di esaltare la spontaneità che porta alla svalutazione dei sentimenti, come quelli che spesso si esprimevano.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 22
Appunti Letteratura e cultura italiana Pag. 1 Appunti Letteratura e cultura italiana Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura e cultura italiana Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura e cultura italiana Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura e cultura italiana Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Letteratura e cultura italiana Pag. 21
1 su 22
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martinaamancu1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e cultura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Rasera Maddalena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community