SEZIONE 1: INTRODUZIONE AI MATERIALI
INTELLIGENTI
01 INTRODUZIONE AI MATERIALI INTELLIGENTI
MATERIALI INTELLIGENTI PER SISTEMI MECCATRONICI
→
Definizione convenzionale di materiali intelligenti materiale che abbia una o più proprietà fisico-chimiche che
→
possono essere controllate (con cambiamenti reversibili) mediante uno o più stimoli esterni per questo sono detti
→ →
materiali stimolo-responsivi in particolare si distinguono due grandi categorie funzionali 1 materiali per
→ →
attuazione ovvero materiali che trasformano un segnale (tipicamente elettrico) in una risposta meccanica 2
→
materiali per sensing ovvero materiali che trasformano uno stimolo meccanico in un segnale misurabile (elettrico,
→
ottico ecc) queste tecnologie trovano applicazioni in molti ambiti in particolare nel campo della robotica in
→
particolare per la percezione tattile un esempio di materiale intelligente è un materiale piezoelettrico capace di
→ →
esibire due effetti è in grado di sviluppare una tensione ai capi se sottoposto a stress meccanici (effetto diretto)
e viceversa ovvero quando viene applicata una tensione ai capi il materiale è capace di deformarsi meccanicamente
→
(effetto inverso) questo perché durante il processo di fabbricazione i materiali piezoelettrici vengono polarizzati
→
(oriento i dipoli) e si esibisce sulla superficie una carica per questo schiacciando il materiale sulla superficie
→
variano le cariche di polarizzazione perché ho variato l’arrangiamento dei dipoli all’interno accoppiando quindi
due domini diversi (energia meccanica ed energia elettrica) questo può essere classificato come materiale intelligente
→ in generale possiamo avere diverse tipologie di materiali intelligenti che sono in grado di accoppiare domini diversi
→ →
Problema con la definizione convenzionale di materiale intelligente il fatto che un materiale risponda ad uno
→
stimolo esterno (stimolo responsivo) non lo qualifica necessariamente come materiale intelligente ad esempio
considerando un elastico che tirandolo si deforma questo non può essere classificato come smart material perché si
→
rimane nello stesso dominio di forze meccaniche (stress-strain) definizione migliore di materiali intelligenti
→
stimolo-responsivi sono materiali in cui le proprietà fisico-chimiche possono essere controllate reversibilmente da
→
uno o più stimoli ma le variabili di ingresso e uscita devono appartenere a domini fisici o chimici differenti esempi
→ → →
di smart materials termoelettrici piroelettrici (cambiamento della polarizzazione per effetto della T) →
chemoluminescenza (una variazione a livello chimico determina una variazione a livello ottico (luminescenza))
→
meccanocromico termocromico (cambiano colore a seguito di variazioni di T).
MATERIALI TRASDUTTORI ELETTRO-MECCANICI
In particolare tra quelli visti prima ci concentreremo sui materiali che riguardano la trasduzione tra il mondo elettrico
→
e il mondo meccanico (in entrambi i versi) da elettrico a meccanico per ottenere attuazione mentre da meccanico
→
ad elettrico per fare sensing in generale rispetto ai motori elettrici/idraulici questi materiali non sono soggetti a
→
surriscaldamento e non generano rumore (importante per le tecnologie vicine all’uomo) tuttavia le loro
→ →
performance attuative sono inferiori principali tipologie questi vengono usati in sistemi meccatronici e i
→ →
principali materiali che rientrano in questa categoria sono polimeri elettro-attivi sono i più utilizzati e sono tutti
→ → →
polimeri tranne i nanotubi di carbonio gel polielettrolitici compositi ionici polimero-metallo polimeri
→
conduttivi nanotubi di carbonio (non sono polimeri ma messi qui perché il loro principio di funzionamento come
→ →
attuatori è analogo a quello dei polimeri conduttori)→ elastomeri dielettrici elastomeri a cristalli liquidi e
polimeri piezoelettrici ed elettrostrittivi (gli elettrostrittivi hanno lo stesso meccanismo di funzionamento dei
piezoelettrici ma sono più performanti dei piezoelettrici perché hanno una permittività dielettrica più elevata e
quindi si polarizzano molto di più in particolare se applico un campo elettrico la risposta sottoforma di stress
meccanico per gli elettrostrittivi è di un ordine di grandezza superiore rispetto ai piezoelettrici (relazione lineare vs
→ →
quadratica)) ceramiche piezoelettriche ed elettrostrittive il loro funzionamento è analogo ai polimeri
→ → →
elettrostrittivi materiali magnetostrittivi la deformazione meccanica è qui dovuta ad un campo magnetico
→ → →
materiali a memoria di forma possono essere sia in versione polimerica che metallica fluidi intelligenti sono
→
fluidi che variano le loro proprietà reologiche (viscosità) con l’applicazione di un campo elettrico o magnetico in
particolare questi materiali hanno all’interno delle particelle che tendono ad allinearsi con il campo
→ → →
elettrico/magnetico possono essere usati per protesi bioniche attuatori pneumatici soft costituiti da camere
→ →
che variano la propria forma sotto l’utilizzo di aria compressa all’interno molto usati nella soft robotics
→
materiale cromogenici cambiano colore applicando uno stimolo.
02 PROPRIETA’ DI STRESS-STRAIN DEI MATERIALI
INTRODUZIONE → → → →
I materiali si possono classificare in due macro famiglie elastici polimeri (non elastomerici) metalli
→ →
ceramici iperelastici polimeri elastomerici.
MATERIALI ELASTICI
→
Curva i materiali elastici sono caratterizzati da una curva stress-strain costituita da un primo tratto lineare (regione
→
elastica) dove vale la legge di Hooke seguita da una regione di snervamento (regione plastica) dove il materiale
→
non recupera in modo reversibile la deformazione una volta rimosso il carico
→ →
Parametri modulo di Young rappresenta il coefficiente angolare (pendenza) solitamente del tratto lineare ma
→ →
può essere determinato localmente in qualsiasi punto della curva rigidezza solitamente viene utilizzato questo
termine come sinonimo del modulo di Young ma non è molto corretto poiché la stiffness descrive la tendenza di un
materiale a reagire a uno sforzo con una piccola deformazione ma questa si riferisce alle proprietà della struttura
→ →
mentre il modulo di Young alle proprietà di un materiale il suo inverso è la cedevolezza (compliance) resistenza
→ → →
a trazione (UTS) massimo stress che materiale sopporta prima della rottura limite di snervamento sforzo a
→ →
cui il comportamento elastico passa a comportamento plastico sforzo di rottura lo sforzo al quale il materiale si
→ → →
rompe durezza misura della resistenza alla penetrazione viene valutata con una macchina indentatrice
→ →
misurando la dimensione dell’impronta dopo il rilascio del carico il suo inverso è la morbidezza (softness) nel
→
nostro caso quando si parla di un materiale soft si usa come sinonimo di stretchable (deformabile) ricordiamo che
stretchable è diverso da flezible in quanto flexible è un materiale che si può piegare facilmente ma non è detto che si
→
allunghi mentre stretchable è un materiale che si allunga facilmente ma non implica che si pieghi facilmente in
→ →
particolare un materiale elastomerico è sia stretchable che flexible tenacità la quantità di energia (per unità di
→
volume) che un materiale può assorbire sia elasticamente che plasticamente prima di rompersi corrisponde
→ →
all’area totale sotto la curva stress-strain resilienza la quantità di energia (per unità di volume) che il materiale
→
può assorbire elasticamente prima di rompersi corrisponde all’area sotto la curva stress-strain nella sola zona
→
elastica (fine al limite elastico) la resilienza e la tenacità possono essere testate con macchina per prove di impatto
→
(pendolo) misurando quanto un peso predeterminato si solleva dopo aver colpito e rotto il campione
→
La tenacità è inversamente proporzionale alla durezza quindi se un materiale è duro (resistente alla penetrazione)
→ →
è generalmente fragile (poco resistente agli urti) la fragilità è infatti l’inverso della tenacità infatti ad esempio le
→
ceramiche hanno una bassa tenacità e un’alta durezza quindi vantaggiose per protesi articolari le leghe di titanio
invece avendo un’alta tenacità e una bassa durezza sono svantaggiose per le protesi articolari.
MATERIALI IPERLASTICI
→
Curva stress-strain i materiali iperelastici sono caratterizzati da una curva stress-strain non lineare in quanto
→
possiedono una componente viscosa che dissipa energia questa è rappresentata dalle catene polimeriche del
materiale aggrovigliate che quando il materiale si deforma scorrono l’una rispetto all’altra facendo attrito e
dissipando energia inoltre la perdita di energia è legata anche a piccole molecole (appartenenti ad fluido spesso
→
usato per plasticizzare) che sono rimaste intrappolate nella rete polimerica e fanno attrito infatti le due curva
→
carico e scarico non coincidono determinando un fenomeno di isteresi l’area racchiusa tra le due curva
→
rappresenta l’energia dissipata per unità di volume (J/m^3) e trasformata in calore
ELASTICI VS IPERELASTICI → →
Le principali differenze si vedono osservando gli ordini di grandezza del modulo elastico elastomeri 1 MPa
→
ceramiche piezoelettriche circa 100 GPa (5 ordine di grandezza di differenza con gli elastomeri) metalli circa 100
GPa.
03 MATERIALI POMERICI: VISCOELASTICITA’
INTRODUZIONE →
I polimeri come i tessuti biologici sono materiali viscoelastici quindi caratterizzati da una componente elastica e
→ →
una viscosa la componente viscosa conferisce al materiale una risposta (a deformazione) dipendente dal tempo
→ →
questo è dovuto al riarrangiamento delle lunghe catene polimeriche dissipazione di energia nei viscoelastici
nei materiali viscoelastici (al contrario degli elastici ideali) dissipano energia quando un carico viene applicato e poi
→
rimosso infatti si osserva il fenomeno di isteresi nella curva stress-strain dove l’area compresa è proprio l’energia
→
dissipata sottoforma di calore
STRESS RELAXATION (RISPOSTA ISOMETRICA)
→
Cosa è è un test in cui viene applicato un gradino di deformazione costante (strain=epsilon) e tramite una cella di
→ →
carico si valuta lo sforzo (stress=sigma) decresce nel tempo risposta puramente elastica
→
Lo sforzo rimane costante nel tempo se la deformazione è costante (es metallo)
→
Risposta puramente viscosa
→
Eta=viscosità applicando sempre un gradino di strain lo sforzo dipende dalla velocità di deformazione (es liquido
→
viscoso) →
Risposta viscoelastica →
Lo sforzo manifesta inizialmente una risposta impulsiva (dovuta alla componente elastica) seguita a un
→
decadimento esponenziale (dovuto alla componente viscosa) (es polimero)
→ →
La costante di tempo tau che descrive la velocità di decadimento della forza ed è data dal prodotto dal
→
coefficiente di attrito viscoso (eta) e il modulo elastico (E) inoltre il decadimento esponenziale può essere
→
paragonato a quello di un circuito RC fare questo tipo di caratterizzazione è importante se per esempio realizzo un
sensore di deformazione in materiale polimerico e a questo applico una deformazione costante mi aspetto che la
forza che produce questo decresce nel tempo (rilassamento).
CREEP (SCORRIMENTO VISCOSO, RISPOSTA ISOTONICA)
→ →
Cosa è è il test duale al precedente viene applicato un gradino di sforzo costante (stress) e di valuta come varia
→ →
lo strain (deformazione) nel tempo risposta puramente elastica
→ →
La deformazione è direttamente proporzionale allo sforzo quando lo sforzo viene tolto torna subito a zero
→
Risposta puramente viscosa → →
La deformazione cresce continuamente nel tempo rimane una deformazione permanente
→
Risposta viscoelastica
La deformazione è data da un primo picco istantaneo poi aumenta nel tempo e tende a stabilizzarsi verso un valore di
→
regime (epsilon inf) quando viene tolto lo sforzo una parte recupera (recupero elastico) e una parte rimane
→
permanente
MODELLI MECCANICI EQUIVALENTI
È possibile modellizzare i materiali viscoelastici mediante modelli meccanici dove vengono combinati due elementi
→ →
fondamentali 1 molla elastica (ideale) che segue la legge di Hooke 2 smorzatore viscoso (dahspot) che segue la
→ → → →
legge di Newton tipologie i due modelli meccanici fondamentali sono modello di Maxwell molla +
→
dashpot in serie → →
Lo strain totale corrisponde alla somma delle due deformazioni descrive bene lo stress relaxation modello di
→ →
Kelvin-Voigt molla + dashpot in parallelo →
Descrive bene il creep (deformazone nel tempo) in generale la scelta del modello meccanico più appropriato
dipende dalle proprietà specifiche del materiale.
SEZIONE 2: POLIMERI ELETTROATTIVI
04 POLIMERI ELETTROATTIVI
(ELETTROMECANICAMENTE ATTIVI) COME
MATERIALI INTELLIGENTI PER MUSCOLI ARTIFICIALI
INTRODUZIONE: CONCETTI CHIAVE →
Concetto di elettromeccanicamente attivo i polimeri elettromeccanici trasducono energia elettrica in meccanica
→ →
(attuatori) e viceversa (sensori) materiali intelligenti elettroresponsivi per attuazione questi materiali
→
intelligenti possono quindi essere definiti come materiali elettro-responsivi per attuazione in quanto rispondono a
→ →
sollecitazioni o stimolazioni elettriche per attuazione si intende un dispositivo che ricevuta energia in ingresso
→ → →
produce in uscita una funzione generalmente meccanica muscoli artificiali vengono anche chiamati muscoli
→ →
artificiali per due aspetti aspetto funzionale si deformano sotto stimolazione elettrica mostrando variazioni
→
conformazionali e producendo lavoro meccanico il muscolo reale funziona infatti come un trasduttore di energia in
→
quanto converte un segnale elettrochimico in lavoro meccanico l’energia necessaria alla contrazione deriva
→
dall’idrolisi dell’ATP quindi da processi chimici mentre i segnali controllano il muscolo sono di natura elettrica
(corrrenti ioniche generate e trasmesse dai neuroni al muscolo attraverso i nervi) questi segnali elettrochimici e ne
→
regolano l’attivazione permettendo la trasformazione dell’info elettrica in movimento e forza meccanica aspetto
→
strutturale essendo polimeri viscoelastici trasducono energia elettrica in meccanica attraverso materia
viscoelastica proprio come fanno i tessuti biologici.
ASPETTI PRINCIPALI DEGLI EAP
→ →
Proprietà funzionali degli EAP attuazione sono capaci di modificare le proprie dimensioni e/o forma in risposta
→
ad opportuni stimoli elettrici generando lavoro meccanico per questo risultano essere molto interessanti come
→ →
materiali intelligenti per l’attuazione infatti presentano le seguenti caratteristiche elevata efficienza energetica
→ per esempio negli attuatori in elastomeri dielettrici si possono immagazzinare le cariche elettrostatiche quando
→
questi vengono caricati e quindi si deformano compiendo lavoro meccanico (condensatori deformabili) questo
meccanismo consente di recuperare energie elettrica quindi l’attuazione è molto efficiente dal punto di vista elettrico
→ → →
grandi deformazioni alta cedevolezza meccanica consente un a maggiore adattabilità in termini di rigidezza e
→ →
quindi sono materiali adatti per applicazioni di soft robotics resistenza agli urti essendo soft si ha una bassa
→ → →
probabilità che rompano bassa densità di massa vantaggio per la leggerezza dei sistemi assenza di rumore
→
acustico utile ad esempio per dispositivi wearable questo perché non hanno parti che fanno attrito e l’attriti che ci
→ → →
sono sono a livello molecolare facilità di lavorazione maggiore versatilità nei design realizzati elevata
→ → →
scalabilità basso costo sensing possono essere usati anche in modalità inversa convertendo energia
meccanica in energia elettrica e quindi essere usati come sensori meccano-elettrici oppure anche per l’energy
→
harvesting ovvero il recupero di energia meccanica recuperata sotto forma di energia elettrica stiffness control
→
(controllo della rigidezza) quando viene applicata energia elettrica a questi materiali si generano delle forze
interne al materiale che si sommano alle forze elastiche naturali variandole quindi variando la rigidezza (l’energia
→
applicata non viene usata per fare lavoro ma viene immagazzinata nel materiale) questo viene fatto anche dal
→
nostro sistema nervoso per irrigidire i muscoli in certe direzioni in base al task motorio da svolgere combinazione
→ →
di attuazione sensing e controllo della rigidezza potendo combinare questi 3 aspetti negli EAP questo tipo di
materiali intelligenti vengono considerati come muscoli artificiali e infatti vanno a svolgere le stesse funzioni dei
→ →
muscoli naturali anche se sfruttano principi diversi sf
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.