Il sistema delle amministrazioni pubbliche
Quando si parla di amm.ni pubbliche si ha un ambito eterogeneo di situazioni, per questo risulta difficile dare una definizione univoca; il legislatore definisce un’azienda pubblica con il d.lgs. 165/2001.
Quando parliamo di Stato come costrutto giuridico, questo è un’articolazione che ha delle amministrazioni centrali, ma anche una serie di altre istituzioni variamente denominate che ricadono comunque dentro il perimetro delle amministrazioni pubbliche.
“Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.”
Con questa norma il legislatore intende quindi individuare un perimetro di quelle che per lui sono le amm.ni pubbliche, ma emerge come sia estremamente difficile fornire una definizione assorbente, perché l’universo delle amministrazioni pubbliche è estremamente variegato.
Quindi possiamo vedere che esistono tantissimi tipi di pubbliche amministrazioni. Tuttavia, tale articolo è importante poiché molte norme fanno riferimento a quest’ultimo. E tutte le norme che fanno riferimento a questo articolo dettano regole che valgono per tutti i tipi amministrazioni pubbliche citate. Anche se poi esistono norme specifiche per ogni tipo di pubblica amministrazione, in quanto tra queste ultime vi sono molte differenze, e quindi risulta difficile applicare le stesse norme a tutte. Per evidenziare queste differenze si parla spesso di sistema delle aziende pubbliche.
Anche l’Istat fa l’elenco delle amm.ni pubbliche, che riflette sostanzialmente quello che dice il legislatore, aggiornato di anno in anno, e risulta essere un utile elenco poiché è stato predisposto selezionando le pubbliche amministrazioni e suddividendole per genere (università, comuni ecc.).
Tuttavia il decreto non è in grado di darci alcun tipo di definizione, non ci dà alcun tipo di definizione economico aziendale, non ci dice che cos’è un’azienda o che cos’è un’istituzione, non fornisce criteri ma soltanto un elenco.
Il modello duale
Allora è intervenuta la dottrina, la maggior parte della letteratura economico aziendale, usava un modello duale (Cassandro).
- Aziende di produzione, c.d. imprese che avevano finalità di ottenere una remunerazione dei fattori produttivi e quindi l’emersione di un risultato economico positivo come presupposto di esistenza.
- Aziende di erogazione/consumo, che erano tutte le altre entità che in qualche modo potevano esimersi da questo rapporto di sostenibilità economica tra ricavi e costi; anzi avendo un fine diverso che è quello di erogare servizi per il supporto della collettività, questo fine può
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