Economia del lavoro
Indice
Argomenti del corso (slide)
- Istruzione e capitale umano
- Selezione e formazione dei lavoratori
- Retribuzione e incentivi
- Disuguaglianza e mobilità dei redditi
Approfondimenti
- Modello di regressione – professor Marco Ovidi
Istruzione e capitale umano
Il lavoro è un fattore al suo interno differenziato in relazione alle abilità dei lavoratori —> studieremo quindi le determinanti delle scelte educative.
Esiste una interrelazione tra il mercato del lavoro e l’istruzione. Da un lato, nel mercato del lavoro, gli equilibri dipendono dalla disponibilità nel mercato di lavoratori abili. La tipologia dei lavoratori dipende dal sistema educativo. Le decisioni degli individui rispetto a quanta istruzione prendere dipendono dalle aspettative che questi individui hanno nel mercato del lavoro (incentivi a studiare).
Le determinanti della scelta educativa
L’analisi economica dell’istruzione è un'importante branca dell’economia del lavoro.
Teoria del capitale umano
- Le conoscenze degli individui sono un capitale di cui gli individui dispongono. Quando un individuo vuole accrescere il capitale umano fa un investimento = acquisto di un titolo di studio —> anche questo investimento ha un rendimento che coincide con il miglioramento di carriera (e quindi dei salari).
- Rapporto di causa effetto tra istruzione e salari.
Teoria del segnale
- L’istruzione per sé non serve a nulla, non aumenta l’abilità degli individui ma serve alle aziende per capire se un individuo è abile o meno => si basa sul concetto di asimmetria informativa.
- I laureati guadagnano di più dei laureati perché le imprese li spingono a laurearsi per dimostrare la loro abilità.
- In generale le due teorie presuppongono che nel mercato i laureati guadagnano di più dei diplomati.
- L’istruzione «rende» non solo in termini salariali, ma migliora in generale le condizioni di vita (salute, inclusione sociale).
L’istruzione come investimento: la teoria del capitale umano
La scelta di studiare genera costi nel presente e benefici nel futuro: investimento. I benefici: individui più istruiti sono più produttivi e ricevono retribuzioni più elevate. A differenza del capitale fisico o finanziario, non è trasferibile (non posso ottenere una laurea e rivenderla a terzi). —> Per questo motivo, non è nemmeno ipotecabile (diversamente da, ad esempio, un immobile). Un possibile svantaggio per i figli delle famiglie meno abbienti (vincoli di liquidità).
Decisione di investimento in istruzione:
La teoria del capitale umano (Becker 1964) formalizza la decisione di investimento in istruzione. Gli individui investono tempo nella propria formazione finché il guadagno economico è superiore al costo. Benefici:
- Se aumentano i benefici dell’istruzione (per esempio per via dell’introduzione dei computer nei processi produttivi), le persone acquisiranno maggior istruzione.
- Se aumenteranno i costi dell’istruzione (per esempio per effetto di un aumento delle tasse universitarie), gli individui si accontenteranno di minor istruzione.
Ruolo fondamentale giocato nelle scelte educative è l’abilità innata = nel nostro DNA ci sarà una sequenza di cromosomi che favorisce per esempio la nostra capacità di far calcoli, o la nostra capacità di stare attenti —> fattore esogeno (=> non modificabile) che interagisce sia con i benefici che con i costi. Individui capaci:
- Imparano più velocemente (studiare è meno faticoso/costoso).
- Utilizzano meglio le proprie conoscenze nel mercato (studiare rende di più) —> I più abili sceglieranno di acquisire più istruzione.
Ipotizziamo che gli individui possano scegliere se istruirsi o meno e possano scegliere anche se istruirsi in una scuola di qualità o in una scuola non di qualità. Scuola di qualità = quella in cui un’ora di lezione ha un maggior contenuto informativo per gli studenti. Se le scuole sono di qualità diversa esse trasmettono conoscenza a ritmi differenti:
- Trascorrere la stessa quantità di tempo in scuole diverse porta ad accumulare diverse quantità di capitale umano.
- A parità di tutte le altre caratteristiche tutti vorranno andare nelle scuole migliori.
- Ma se scuole di qualità diversa hanno costi differenti, ciascun individuo valuterà quale scuola gli risulterà più conveniente.
- Gli individui si autoselezioneranno sulla base delle loro capacità e/o sulla base delle loro risorse economiche. Si produce così la stratificazione del sistema scolastico.
Le scelte di istruzione presuppongono la disponibilità di finanziamenti, direttamente o indirettamente. Non tutti gli individui dispongono di risorse economiche adeguate nelle famiglie di origine. In assenza di adeguati sussidi pubblici le scelte formative saranno correlate alle origini familiari, rafforzando l’immobilità intergenerazionale.
Il capitale umano si forma (principalmente) nelle aule scolastiche —> proporzionale al tempo trascorso a scuola e dipende anche dalla qualità della scuola frequentata. Gli imprenditori desiderano assumere i lavoratori più produttivi. La produttività individuale dipende dal capitale umano e dall’abilità innata. Il capitale umano ha rendimenti marginali decrescenti, accresce la produttività (e quindi la retribuzione) dei lavoratori a ritmi sempre inferiori. Investimento dipende da confronto tra benefici e costi.
Supponiamo che esista una funzione di rendimento degli anni di istruzione. Per ogni livello educativo mi aspetto retribuzioni (benefici) maggiori.
Esistono anche dei costi dell’investimento in istruzione:
- Costi di acquisizione del capitale umano
- Costi non monetari: (fatica generata dallo studio) impegno richiesto al singolo per proseguire nella carriera scolastica. Il grado di difficoltà aumenta col procedere del livello —> costi marginali crescenti
- Costi monetari:
- Costi monetari diretti: tasse di iscrizione, libri, costi di trasporto —> costi marginali crescenti
- Costo opportunità: costi monetari indiretti: costi di rinuncia al salario / (= costo di rinunciare a un’opzione alternativa che avrei a disposizione ma che non percorro per percorrerne un’altra) dell’istruzione (mancati guadagni) —> costi marginali crescenti
Anche i costi possono dipendere dalle caratteristiche individuali —> individui più abili fanno meno fatica a studiare (e quindi hanno costi non monetari inferiori) ma hanno anche migliori alternative immediate sul mercato del lavoro (e quindi costi monetari indiretti più elevati) —> individui provenienti da famiglie più povere fronteggiano maggiori difficoltà a indebitarsi (tassi di interesse maggiori) e quindi fronteggeranno costi monetari diretti più elevati.
Gli individui scelgono le proprie azioni in modo da massimizzare la differenza tra benefici e costi. Ipotesi di comportamento: gli individui scelgono il livello di istruzione (la domanda individuale di istruzione) che massimizza la differenza tra ricavi e costi.
- Possiamo vedere la scelta anche come il livello di istruzione che eguaglia benefici e costi marginali.
- Abilità, tecnologia e qualità della scuola spostano a dx i BMG e aumentano la domanda di istruzione.
- L’abilità riduce anche i CMG (li sposta verso dx)
- Le difficoltà sul mercato del credito aumentano i CMG (li spostano a sx) e riducono la domanda di istruzione.
Qualunque fattore faccia aumentare il rendimento del capitale umano farà altresì aumentare gli investimenti: Consideriamo una situazione del tipo. Un aumento di produttività determinerà un aumento degli investimenti. Al contrario qualunque fattore che faccia aumentare i costi (sposta verso l’alto la funzione di costo marginale) determinerà una riduzione degli investimenti.
Se confrontiamo un individuo poco abile con un individuo molto abile:
- L’aumento dell’abilità fa aumentare i rendimenti marginali e farà ridurre i costi marginali => un individuo abile investirà di più.
- Consideriamo il confronto tra una famiglia dotata di risorse e una famiglia che si deve indebitare per ottenere le risorse. Le famiglie più agiate investono di più nell’istruzione dei loro figli.
- Se adottiamo delle politiche (es. reclutamento di insegnanti tutti laureati) per aumentare la qualità della scuola —> i costi di una scuola aumentano => le tasse aumentano. Una scuola di alta qualità rende di più ma anche costa di più (rendimenti + elevati = costi + elevati). Non è possibile dire a priori se una maggiore qualità delle scuole spinge gli individui a scegliere più istruzione.
Un modello formale di investimento in capitale umano
Esistono due tipi di scuole indicizzate (j = 1; j = 2). q è la qualità della scuola e la scuola di tipo 1 è maggiore della scuola di tipo 2. h = capitale umano che si acquisisce in una scuola di tipo j. La funzione di produzione del capitale umano è:
Nel mercato il salario che gli individui possono guadagnare dipende da due fattori:
- Abilità
- Capitale umano
Considerazioni:
- Abilità e capitale umano sono fattori sostituti (se sono poco abile posso compensare la mia bassa abilità con il capitale umano).
- Il rendimento del capitale umano è maggiore per individui abili. Con k = dotazione di risorse della famiglia considerata. Possiamo evidenziare che k influenza la scelta di s* => i vincoli di liquidità potrebbero impedire a individui abili di operare le proprie scelte educative —> giustificazione per sostegno agli studenti provenienti da famiglie meno abbienti.
- Risorse della famiglia e abilità si combinano per effettuare la scelta della qualità della scuola. Abilità e risorse famigliari interagiscono nel determinare anche la qualità dell’istruzione. In presenza di vincoli di liquidità, solo i figli più abili delle famiglie ricche andranno nelle scuole di qualità.
Come si misura la qualità dell’istruzione?
- Input «costosi»: student-teacher ratio —> quanti studenti sono assegnati a ciascun docente —> l’insegnamento è più efficace nelle classi piccole piuttosto che nelle classi grandi. Input costoso perché l’unico modo in cui l’istituzione scolastica può intervenire per avere classi più piccole è assumere docenti => sostenere dei costi.
- Abilità di professori e presidi
- Strumentazione e tecnologia nella scuola
- Effect)
- Effetto dei pari (peer = composizione della scuola stessa —> se lo studente è circondato da studenti molto abili l’apprendimento dello studente sarà migliore rispetto al caso in cui quello stesso studente fosse circondato da studenti di poco abili)
- Difficoltà di misurazione
- Difficoltà di quantificazione degli effetti
La teoria del capitale umano ha una predizione molto chiara
Studiare di più aumenta la produttività dell’individuo e aumenta il salario —> esiste una catena causale che va dalla scuola al salario => dal punto di vista del policy maker è necessario investire in capitale umano. Acquisendo capitale umano l’individuo aumenta le proprie capacità e aumenta i propri salari. Esiste quindi un legame che va dalla scuola (quantità di istruzione) che fa aumentare la produttività che a sua volta fa aumentare il salario —> catena causale dal capitale umano al salario.
Modello alternativo al capitale umano: asimmetria informativa
L’istruzione serve alle imprese come segnale di abilità individuale. Non è vera la catena causale ma esiste a monte di tutto l’abilità individuale che è un tratto innato/non modificabile degli individui —> ha un effetto diretto sul salario. Abilità è importante per le imprese ma non osservabile da esse => possono mettere in piedi una politica retributiva tale per cui l’abilità induce gli individui ad acquisire più scuola. Individui abili hanno levati salari che non è più frutto d una catena causale => non è più vero che diffondere l’istruzione in una nazione ne aumenta il reddito.
Spence (1973)
L’ipotesi principale della teoria del capitale umano è che l’istruzione aumenta la produttività e (per questa via) i redditi, generando l’incentivo ad investirvi. L’istruzione causa maggiori redditi. Studiamo ora un modello alternativo in cui, pur non avendo l’istruzione alcun effetto sulla produttività, in equilibrio possiamo osservare persone più istruite guadagnare redditi più elevati. L’istruzione è correlata con maggiori redditi. Le imprese sono interessate alla abilità/produttività degli individui che è inosservabile. Individui abili hanno anche più facilità nell’acquisire istruzione. Le imprese legano la retribuzione ai livelli di istruzione. Acquisendo istruzione gli individui abili segnalano la propria abilità e ottengono retribuzioni più elevate.
Il capitale umano degli individui dipende esclusivamente dalla loro abilità.
Nella economia esistono de tipi di lavoratori:
- Lavoratori abili
- Lavoratori non abili
- Quota lavoratori abili
- Quota lavoratori non abili
=> La produzione dipende dall’abilità —> Gli individui più abili generano più output + individui più abili hanno un salario di riserva più elevato. Un individuo più abile ha minori costi di acquisizione dell’istruzione. Il costo dell’istruzione: asimmetria informativa = le imprese non conoscono a, conoscono solo la sua distribuzione nell’economia. L’impresa sceglie i livelli salariali. Cosa succederebbe nel caso di concorrenza perfetta = assenza di asimmetria informativa => l’impresa conosce il tipo di lavoratore che si trova davanti. Propone quindi un salario che è pari al salario di riserva: Più abile è il lavoratore e maggiore è il profitto => ottimale per l’impresa assumere solo lavoratori abili.
Cosa succede invece con asimmetria informativa:
Consideriamo un sottocaso 1)
- Salari non differenziabili —> impresa può pagare un unico livello salariale —> dove fissiamo questo livello di salario? 3 possibilità:
- Fisso un salario pari al salario di riserva dei lavoratori scarsi —> fissando questo livello quest’impresa attira solo i non abili.
- Fisso un salario pari alla media ponderata dei salari di riserva degli abili e dei non abili —> livello troppo basso per attirare i lavoratori abili => impresa attira solo lavoratori non abili e li paga più del loro salario di riserva (= impresa che tipicamente fallisce).
- Fisso un salario pari al salario di riserva dei tipi abili —> Si presentano tipi abili e tipi non abili.
Se l’impresa non è in grado di differenziare i salari e deve pagare un unico livello salariale l’impresa fallisce (problema di adverse selection —> con un unico livello salariale non riesce a distinguere abili vs non abili e fallisce o al limite lavorare in perdita). L’impresa ha due obbiettivi:
- Selezione dei tipi abili
- Allocazione
Ma ha un solo strumento che è il salario => necessario introdurre un secondo strumento. Lo strumento mancante è dato dalla possibilità di differenziare il salario in base a una caratteristica osservabile dei lavoratori = istruzione => l’impresa offrirà salari differenziare a individui che hanno un diverso livello di istruzione. A determinate condizioni l’istruzione è una statistica sufficiente per l’abilità. A questo punto abbiamo due obbiettivi (selezione e allocazione) e due strumenti (salario dei diplomati e salario dei laureati).
Timing del modello:
- L’impresa dichiara la politica salariale
- Gli individui scelgono quanto istruirsi
- Le imprese assumono, producono e pagano i salari
Le scelte degli individui al tempo 2 in base ai salari pagati dalle imprese al tempo 1 => le imprese influenzano le scelte degli individui —> funzione di utilità dei lavoratori (individui)
- Il benessere dell’individuo dipende dal salario con segno e dall’istruzione con segno
Rappresentazione grafica della funzione di utilità nello spazio (w,s) tramite una mappa di curve di indifferenza —> curva di indifferenza tra salario e istruzione. Caratterizziamo gli individui —> disegnano le curve di indifferenza di un tipo abile e le curve di indifferenza di un tipo non abile. Il tipo abile se studia 9 anni per studiare il decimo anno mi chiede come compensazione un certo.
Le curve di indifferenza di un tipo abile sono più piatte rispetto alle curve di indifferenza di un tipo non abile, in quanto quest’ultimo fa più fatica a studiare, e richiede un di un salario più elevato per compensare un anno in più di studio rispetto al tipo abile. Caratterizzano ora la politica salariale dell’impresa che influenza gli individui.
Per risolvere il problema l’impresa comunica la seguente wage policy: Così facendo, introduce un vincolo tra istruzione e salario, di cui gli individui devono tenere conto quando scelgono s.
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