Economia degli intermediari finanziari
Introduzione al sistema finanziario
Il sistema finanziario è un sistema che consente di trasferire disponibilità finanziarie (ovvero forme di ricchezza espresse da strumenti finanziari) da un soggetto ad un altro; per poter fare questo significa che si realizza un punto di incontro e, affinché avvenga questo trasferimento, si utilizzano un insieme di strumenti finanziari, che rappresentano le forme tecniche attraverso le quali si concedono/ottengono finanziamenti monetari.
Quando parliamo di disponibilità finanziaria, facciamo riferimento alla ricchezza finanziaria. Ciò che non è ricchezza finanziaria (esempio: titoli Amazon) è ricchezza reale (esempio: immobile), che si acquista attraverso lo scambio di beni, servizi e forza lavoro.
Prendendo come esempio quattro opzioni, di cui due di ricchezza reale e due di ricchezza finanziaria: per quanto attiene alle due opzioni di ricchezza finanziaria, abbiamo titoli Amazon e titoli di stato argentini; per quanto attiene invece alle opzioni di ricchezza reale, abbiamo un attico a piazza Navona e un monolocale a Tor Bella Monaca. Ipotizzando che un soggetto possieda un attico a piazza Navona e i titoli di stato argentini, quello più liquido e meno rischioso è l’attico a piazza Navona (quindi la ricchezza reale). Combinando le restanti due opzioni, ovvero il monolocale a Tor Bella Monaca e i titoli Amazon, e ipotizzando che siano in mano ad un secondo soggetto, a parità di rischio, risultano essere più liquidi i titoli Amazon (ovvero l’attività finanziaria).
Prendendo ora l’esempio contabile, e tenendo in considerazione solo i titoli Amazon e l’attico a piazza Navona, entrambi si posizioneranno nell’attivo dello stato patrimoniale del possessore: per colui che possiede i titoli Amazon, in contropartita alla sua attività, avrà un debito registrato all’interno del bilancio di Amazon; per colui che possiede l’attico a piazza Navona, la contropartita dipende dal metodo di acquisto. Ipotizzando che parte del denaro atto all’acquisto dell’appartamento venga preso mediante l’accensione di un mutuo, quest’ultimo si registrerà nel passivo del possessore dell’appartamento; in contropartita, la banca registrerà un credito nei confronti di colui che possiede i diritti di proprietà sull’attico.
Da questi esempi, possiamo verificare che la ricchezza finanziaria esprime dei rapporti di credito/debito tra due operatori economici (crea interazione tra i soggetti), mentre la ricchezza reale no (su quest’ultima si può innescare un rapporto finanziario, come nell’esempio si richiede un mutuo per una ricchezza reale). La ricchezza finanziaria si trasferisce attraverso l’utilizzo degli strumenti finanziari. La ricchezza degli individui dipende dalla ricchezza reale (che non ha passività) e da quella finanziaria.
Il sistema è una struttura complessa, ovvero è composto da diversi elementi; in particolare, il sistema finanziario è costituito dai seguenti elementi:
- I soggetti, che si dividono in soggetti in surplus/in avanzo finanziario (famiglie), disposti a scambiare potere d’acquisto attuale con potere d’acquisto futuro solo in presenza di un vantaggio economico adeguato e ad un accettabile livello di rischio, e soggetti in deficit/in disavanzo finanziario (imprese), che prendono decisioni di investimento o di indebitamento ma non riescono a finanziarsi autonomamente, necessitando quindi di reperire risorse esterne;
- Gli strumenti finanziari, cioè l’insieme dei contratti aventi per oggetto diritti e prestazioni di natura finanziaria;
- Gli intermediari finanziari, ovvero le istituzioni specializzate nella produzione e nella negoziazione di strumenti finanziari e nell’offerta di servizi;
- Le infrastrutture tecniche di cui si avvalgono gli intermediari e che rappresentano il supporto tecnologico che sostiene l’operatività di intermediari e mercati;
- Le norme che disciplinano strumenti, mercati e intermediari. Per ogni elemento del sistema vi sono norme differenti.
Lo definiamo “complesso” poiché le diverse combinazioni tra i vari elementi generano mercati finanziari differenti.
Il sistema finanziario: funzioni e attori coinvolti
In maniera strumentale, il sistema finanziario deve assolvere, in sicurezza ed in velocità, a diverse esigenze degli operatori economici, non solo inerenti al trasferimento di disponibilità finanziarie, ma anche in merito a regolamentazione degli scambi e a gestione dei rischi.
Esiste però una duplice definizione di sistema finanziario: una prima definizione è quella istituzionale che si riferisce al sistema in quanto a istituzioni che lo compongono, ai mercati e agli strumenti. Coloro che vigilano sulle istituzioni del sistema finanziario sono gli organi di controllo, ovvero le autorità preposte al controllo del funzionamento del sistema finanziario: il controllo è pubblico mentre intermediari e investitori istituzionali sono privati. Le autorità di vigilanza sono diverse: la Banca d’Italia e la Consob, che verificano il funzionamento di mercati e banche; l’Antitrust è l’autorità che vigila sui mercati monopolisti; IVASS è l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni; COVIP è il responsabile per la vigilanza sui fondi di pensioni.
Gli intermediari mettono in comunicazione i soggetti in surplus (famiglie) e i soggetti in deficit (imprese e settore pubblico): le esigenze delle famiglie sono quelle di rendere il denaro fruttifero, mentre le imprese necessitano di denaro per compiere i propri investimenti.
La seconda definizione è quella funzionale che identifica il sistema finanziario, non per le istituzioni che lo compongono, ma in relazione alla funzione che questi istituti svolgono.
Le funzioni del sistema finanziario sono:
- Assicurare un efficace sistema di pagamenti. Il trasferimento istantaneo è quasi impossibile, per questo è necessario che vi siano degli strumenti che rappresentano soldi che consentano di effettuare trasferimenti differiti;
- Trasferire le risorse economiche attraverso il tempo, lo spazio e i diversi settori economici;
- Fornire un meccanismo di pooling (raggruppare) delle risorse e provvedere al loro investimento;
- Fornire meccanismi di gestione del rischio. La banca, così come le assicurazioni, sono centri di gestione del rischio: questo perché possono emettere e gestire diverse tipologie di rischio, la più importante è il rischio di insolvenza del credito;
- Produrre le informazioni necessarie alle decisioni degli operatori. L’intermediario che si occupa di fornire le informazioni è il mercato: nel mercato vi è l’efficienza informativa, ovvero un mercato è efficiente se fornisce in tempo reale le informazioni veritiere circa il mercato;
- Superare i problemi di asimmetrie informative, per cui si intende la differenza tra le informazioni che possiedono gli operatori all’interno del mercato.
Queste funzioni possono essere ricondotte alle seguenti categorie:
- Funzione allocativa che consiste nel mettere in contatto unità in surplus e unità in deficit. Si può avere scambi diretti qualora i rapporti si inneschino senza la presenza di intermediari finanziari, oppure scambi indiretti o intermediati qualora vi sia la presenza di intermediari che si frappongono tra i due soggetti. Il credito diretto sembrerebbe poco costoso rispetto al credito indiretto, ma in realtà si verificano costi di transazione sono molto elevati (costi legati alla ricerca del soggetto con cui instaurare un rapporto, decidere circa le condizioni, poca informazione circa gli altri soggetti in surplus, ecc.);
- Funzione di gestione dei rischi. I rischi sono elemento “centrale” dell’attività finanziaria;
- Funzione monetaria, in riferimento all’istituzione di mezzi di pagamento non riconducibili soltanto al denaro;
- Funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria, funzione riconnessa principalmente alla Banca d’Italia e ai mercati.
Gli strumenti finanziari sono il mezzo attraverso il quale si realizza la funzione di trasferimento. Per strumento finanziario si intende tutto ciò che collega i soggetti in surplus con i soggetti in deficit (azioni e obbligazioni, depositi, polizze vita, ecc.): parliamo dei trasferimenti a titolo di credito, come il mutuo fondiario, e dei trasferimenti a titolo di capitale, ovvero azioni inerenti a rapporti di partecipazione.
I concetti di soggetti in surplus e soggetti in deficit sono spesso strutturali poiché un soggetto che ad oggi è in surplus lo rimarrà per qualche anno (non è una situazione che può variare nell’arco di una giornata), si tratta quindi di una condizione stabile, stazionaria; viceversa, in media, i soggetti che sono in deficit, ovvero le imprese, lo sono per natura.
Lo scambio finanziario può avvenire con modalità differenti:
- Scambio diretto e autonomo: datori e prenditori non ricorrono ad alcun intermediario per concludere lo scambio;
- Scambio diretto e assistito: datori e prenditori sono controparti dirette ma sono assistite da un intermediario che svolge la funzione di mediazione;
- Scambio indiretto: il trasferimento di risorse tra datori e prenditori avviene attraverso un soggetto intermedio che svolge una funzione di intermediazione assumendo proprie posizioni in bilancio. Difatti lo scambio indiretto avviene attraverso la ricezione del credito di un operatore in surplus da parte dell’intermediario (che registrerà contabilmente come un debito V/S l’operatore in surplus) che utilizzerà per finanziare un soggetto in deficit (l’intermediario registrerà in bilancio un credito nei confronti dell’operatore in deficit, che invece registrerà un debito V/S l’intermediario).
Ogni soggetto possiede un saldo finanziario, che è una quantità di sintesi della quantità di moneta che possiede, e lo qualifica come unità in surplus o unità in deficit (in relazione alla differenza tra le attività e le passività finanziarie). Il reddito può essere espresso come sommatoria dei risparmi e dei consumi: (sia a livello macro che a livello micro). Il vincolo di bilancio è pari a: = + Δ = Δ + .
> Δ > Δ
< Δ < Δ
Le famiglie investono o risparmiano sulla base di quanto si guadagna durante la propria attività lavorativa e su quanto si prospetta di guadagnare. Questo permette di quantificare il risparmio, di capire in base alle variabili che si hanno a disposizione, quanto un soggetto debba risparmiare nell’arco della sua vita. La teoria del ciclo vitale dice che gli individui pianificano il loro risparmio in modo da assicurare una stabilizzazione nel tempo dei consumi.
= un individuo consuma in relazione agli anni di vita: il consumo deve essere pari al reddito che si percepisce negli anni lavorativi (Y: reddito, N: età lavorativa, L: anni vissuti, S: risparmio) = ( − )
Il sistema finanziario: innovazione
Un sistema finanziario è innovativo quando svolge le sue funzioni in maniera innovativa. In quanto a innovazione, ci sono delle teorie proposte dalla BIS nel 1986: in questo rapporto si è effettuata un’analisi per vedere se gli strumenti del sistema finanziario fossero innovativi o meno. Da qui si sono classificati gli strumenti in:
- Credit-equity generating innovation: un esempio è un caso di innovazione relativa, non rappresenta una innovazione parziale. Parliamo dei CCT (certificati credito del tesoro), ovvero una forma di titolo pubblico, presentati per la prima volta negli anni ’70. In questo panorama non esistevano titoli pubblici a tassi variabili, per questo motivo li definiamo come innovazione relativa. Esempio di innovazione assoluta sono gli strumenti ibridi di patrimonializzazione: sono strumenti con natura obbligazionaria che contengono delle clausole che impongono che vengano trattati come azioni (i soggetti che li acquistano sono assimilabili ai soci che pagano le conseguenze in caso di difficoltà). Si tratta di strumenti che hanno permesso di accrescere il patrimonio bancario;
- Risk-transferring innovation: gli strumenti derivati, per esempio, nati con l’intento di mitigare il rischio;
- Liquidity enhancing innovation: un esempio di innovazione assoluta sono gli ABSs (cartolarizzazione), introdotti nel ’99. L’innovazione consiste nella capacità di consentire ai crediti che le banche erogano di essere smobilizzati come dei titoli. La cartolarizzazione consente di creare un pacchetto di crediti e di rivenderli.
Se uno strumento è innovativo, il sistema finanziario sta esprimendo innovazione.
Alcune teorie differenti rintracciano un’altra categoria di innovazione: regulatory response innovation. Secondo questo filone (regulatory dialectic theory) l’innovazione si può spiegare come una sorta di dialettica tra i mercati finanziari e gli operatori: l’innovazione viene sviluppata dalle autorità che mettono delle regole, gli operatori cercano di minimizzare l’impatto negativo in termini di costo-opportunità attraverso determinati strumenti.
Rybczynski era un professore polacco che nel 1995 scrisse un articolo sull’evoluzione dei sistemi finanziari (al plurale perché contestualizzati geopoliticamente); in particolare, dice che i sistemi finanziari si evolvono secondo tre stadi:
- Il bank oriented stage risponde a quello che in letteratura è il modello Gurley and Shaw, divenuti famosi per aver rappresentato la differenza tra credito diretto e credito indiretto (nasce come un intermediario al centro tra operatori in surplus ed operatori in deficit, si tratta dell’intermediario banca);
- Il market oriented stage, in cui i mercati cominciano ad aprirsi, anche in termini di globalizzazione, nei confronti di altri intermediari oltre alla banca, intermediari che permettono di accedere ai mercati di capitale. Due strumenti importanti per capire il passaggio dal primo al secondo stadio, sono i prestiti sindacati secondo i quali più banche fanno dei prestiti ad un unico soggetto (questo per suddividere il rischio di insolvenza) in più assistono l’impresa nell’emissione di un prestito obbligazionario sul mercato finanziario, e qui individuiamo un secondo strumento, quello dei back up facilities, secondo i quali le banche acquistano le obbligazioni che rimangono invendute sui mercati di capitali;
- Il strongly market oriented stage, in cui il mercato è completamente integrato, e le banche lavorano di più sui servizi piuttosto che sulle operazioni di credito.
I sistemi finanziari agli inizi sono bancocentrici: in Italia, e in generale in Europa ci troviamo a cavallo tra il primo ed il secondo stadio; in altri paesi, ci si trova nel terzo stadio, ovvero in una situazione in cui il mercato finanziario ha una importanza centrale e non si ha difficoltà ad accedere ai crediti attraverso i mercati dei capitali.
I saldi finanziari
Il saldo finanziario misura l’equilibrio tra disponibilità di risorse (risparmio: S) e utilizzo di risorse (investimenti in attività reali: AR); può essere visto sia come equilibrio tra grandezze reali (risparmio ed investimento) sia come speculare equilibrio tra grandezze finanziarie (flussi di attività e passività finanziarie: AF, PF).
Il sistema finanziario ci permette di effettuare degli investimenti mantenendo costante il risparmio: questo è possibile aumentando il debito.
Il saldo finanziario è dato dalla differenza tra il risparmio e la variazione delle attività reali: può assumere un valore positivo qualora il risparmio risulti essere maggiore rispetto alle attività reali (S > ΔAR), e si tratta di quelle unità che si definiscono in surplus; o ancora può assumere valore negativo qualora il risparmio risulti essere minore rispetto alle attività reali (S < ΔAR), e si tratta di quelle unità che si definiscono in deficit; oppure può essere nullo qualora il valore del risparmio e quello delle attività reali siano uguali tra loro (S = ΔAR). Per quanto attiene alle unità in surplus, per ritornare all’equilibrio, devono accendere nuovi investimenti (difatti, se le attività reali risultano essere minori rispetto al risparmio, significa che si effettuano pochi investimenti e acquisti in attività reali rispetto al reddito disponibile); per quanto attiene, invece, alle unità in deficit, per tornare all’equilibrio del saldo finanziario, è necessario che si riduca il numero degli investimenti (difatti, se le attività reali risultano essere maggiori rispetto al risparmio, significa che si possiede una capacità di risparmio inferiore rispetto all’investimento, che porta ad accumulare passività finanziarie).
I saldi finanziari si studiano per settori (quindi in forma aggregata). I settori istituzionali sono:
- Famiglie (F) il cui saldo finanziario è sempre in positivo poiché il risparmio è sempre maggiore rispetto alle attività di investimento e di consumo. In particolare, in Italia c’è una forte attitudine al risparmio da parte dei nuclei familiari. Quando si parla di povertà, non si fa riferimento soltanto a saldi finanziari negativi, ma anche a saldi finanziari positivi ma il cui valore è minore rispetto a quello dell’anno precedente;
- Società non finanziarie (SNF) e istituzioni finanziarie (IF), il cui studio è inerente alle imprese che strutturalmente lavorano in debito, di conseguenza il saldo finanziario sarà sempre in negativo.
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