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PEDAGOGIA PROF LICHENE

LEZIONE 1

PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE

pedagogia generale: nasce con i greci e inizialmente era intesa come tutta la pedagogia, nasce all’interno della filosofia

come una riflessione critica che porta a pensare e rinnovare la conoscenza acquisita, secondo l’idea che la conoscenza

non è un qualcosa di definito ma una cosa che si può sempre rinnovare se accompagnati da pensiero (esempio scienza,

scoperte mai definitive e sempre rinnovate)

visalberghi: “educazione e formazione per funzionare occorre che si acquisisca un linguaggio” → ogni materia ha un

linguaggio proprio per poter trasmettere il messaggio di cui si occupano, e io per riceverlo devo saperlo usare →

linguaggio deve essere specifico, riguarda tutti gli ambiti che nascono attorno alla pedagogia e che implicano il

contributo di più discipline che la pedagogia generale ha il compito di coordinare → pedagogia generale: coordina tutti i

saperi che appartengono alle scienze dell’educazione e li connette con i suoi oggetti di studio

ruolo dell'insegnante (scienze motorie) all’interno della scuola: integrare un progetto in condivisione con i colleghi che

aiuti a progettare percorsi di apprendimento coerenti col livello di sviluppo dei bambini (psicologia dello sviluppo)

pedagogia generale aiuta a comprendere aspetti di tutti i saperi che in un determinato contesto possono essere utili per

far sì che l’azione educativa sia efficace e coerente.

• Ha funzione generativa e regolativa perché accompagna e sostiene i saperi della pedagogia raccordando ogni sapere

educativo al suo oggetto di studio, connettere coerentemente il sapere all’oggetto di studio

• Ha identità critica: ha riflessione filosofica, sapere che discute sui fondamenti del sapere e utilizza la domanda come

strumento principale di comprensione.

• Coordina tutti i saperi educativi attorno al loro oggetto: l’educazione e formazione e animazione come temi che vanno

costantemente ridefiniti

• Discute i problemi educativi/formativi in modo costantemente critico e cioè problematizzandoli → attiva un movimento a

spirale, un cerchio che non si chiude perché ogni idea viene discussa e rinnovata e li affronta a piccoli passi

• Ha un carattere inter- e transdisciplinare (nasce all’interno della filosofia ma poi diventa una scienza perché acquisisce

mezzi che appartengono di tutti i saperi delle scienze dell’educazione, si avvale di tutti gli apporti che possono dare i

diversi settori, ha necessità delle info che ti posso dare gli ambiti dell'educazione, differenziate per i vari momenti storici)

• Offre un orizzonte di valori filosofici, politici, scientifici verso i quali tendere nel compito educativo. L’educazione implica

la presa di una posizione (intenzionalità; valori che vogliamo seguire) → esempio: io voglio insegnare una cosa ai

bambini, posso farlo in diversi modi → in base al metodo che utilizzo oltre al concetto di base insegno in aggiunta altri

valori, tramite un intreccio e metodi di lavoro più o meno attivi

es: - do definizione e svolgo una verifica per valutare lo studio della definizione → adotta un metodo di trasmissione

diversa, utilizzo un accumulo di informazioni, che può essere più o meno adatto come metodo di insegnamento

- svolgo degli esercizi pratici per far capire l’oggetto di studio, senza dare necessariamente la definizione → oltre a

far capire l’oggetto di studio rendo la classe partecipe, che può esprimere la sua idea da discutere e creo

collaborazione → creo inclusione

→ in base ai miei obiettivi di apprendimento baso il mio metodo di spiegazione e questo modello deve cambiare in base

a chi hai davanti, per incorporare tutti gli elementi → deve essere sempre un metodo scientifico e avere le conoscenze

→ scelta politica: tra controllo e autorità (implica responsabilità, educatore si assume la responsabilità di alcune scelte

intenzionali (modo di spiegazione) e decide o meno se dare responsabilità agli alunni, scegliere quanta centralità

assegnare ai bambini nei modi di insegnamento

• riflessione pedagogica come guida per la pratica educativa: orienta l’azione educativa, promuove maggior

consapevolezza, valuta la coerenza tra l’orizzonte di valori e le scelte progettuali fatte (si riflette nella pratica)

• FINALITA’: lo sviluppo integrale del soggetto umano dal punto di vista individuale e sociale (in tutte le sue dimensioni)

• OGGETTO di studio sono i processi dell’educazione e della formazione

definizione pedagogia generale: riflette problemi educativi, coordina saperi offrendo a questi saperi un orizzonte di valori,

che guidano nostre azioni, ci aiuta a scegliere strumenti e metodologie coerenti con la finalità che ci siamo posti

• Sapere riflessivo, critico e trasversale su tutti i problemi dell’educazione, nutriti sì di conoscenze scientifiche ma anche

di capacità di coordinare tali conoscenze al pedagogico.

• Si collega alle scienze dell’educazione e alla riflessione sull’educazione.

• è sia sapere teorico, sia pratico poiché orienta ad un orizzonte di principi e di valori che orientano l’agire educativo.

• La riflessione filosofica che sta alla base del pedagogia non è qualcosa di inconcludente, ma lo strumento che

consente di compiere azioni educative intenzionali, verificabili, coerenti

settori di pedagogia generale (pedagogie specifiche):

• Pedagogia sociale: attenta alle emergenze sociali che indaga secondo una prospettiva partecipativa e trasformativa;

affronta i problemi educativi in modo sistemico e complesso piuttosto che settoriale riportandoli alla realtà sociale

tutto ciò che accade durante un contesto educativo ha motivazioni di natura sociale e influenza la società → il modo in

cui educhiamo e formiamo le nuove generazioni influenza la società, modificando i ruoli che andranno a ricoprire

• Pedagogia e formazione in età adulta che vede, nel tempo, la nascita di 4 modelli di riferimento:

- del ciclo della vita: prospettiva che vede una sequenzialità lineare scuola (non deputata a luogo formativo, formazione

riservata solo agli adulti → lavoro (forma il la persona per lo scopo per cui lavora, chi forma non ha scopo educativo)

- Economicista, lavoro non è solo luogo di addestramento di tecniche per svolgere una mansione ma diventa luogo di

formazione vero e proprio (tutor) per inserirsi dentro la cultura di quel lavoro (formano strutture di formazione lavorativa)

→ scuola diventa luogo formativo, sviluppo di talenti individuali (scuola non coltiva il gruppo ma anche individualmente)

→ ciascuno può lavorare e esprimere i propri interessi e non solo quelli collettivi

- Lifelong learning, soggetto è predisposto ad apprendere durante tutta la vita, non solo da piccolo o da adulto

- educazione permanente: apprendimento è presente in tutti gli ambiti e le realtà educative (familiare, svago, studio,

relazione) che hanno potenzialità formativa se gestite da soggetti con consapevolezza, responsabilità, capacità riflessiva

per riconoscere e sviluppare talenti (scuola non è di per se educativa ma dipende dalle abilità di chi insegna)

• Pedagogia della famiglia: riflessione, sistematizzazione di tutti gli interventi educativi realizzati sul campo per

promuovere una genitorialità consapevole e riflessiva basata sulla maturazione personale e autonomia

• Pedagogia dell’infanzia (900): studio del concetto di infanzia nei suoi sviluppi storici e culturali. L’infanzia definita come

periodo della vita connotato da intrecci di variabili complesse che ne delineano identità peculiare e non riducibile ad altri

periodi dello sviluppo (studi psicologici sullo sviluppo psichico, Freud, Piaget, Montessori, Vygotsky).

Si valorizza il congegno pedagogico del gioco come potenzialmente evolutivo (educativo se gestito da una figura

esterna capace di aiutare a migliorare i bambini e capace di far rispettare le regole sia del gioco che sociali)

• Pedagogia della scuola: ha messo sotto i riflettori la complessità del processo di insegnamento-apprendimento (non è

automatico né lineare); richiama il ruolo centrale della comunicazione come strumento di successo scolastico poiché tutti

gli insegnamenti passano attraverso la comunicazione verbale e analogica → offrire opportunità della scuola a tutti

• Pedagogia di genere: nasce da quei movimenti femministi dell’Ottocento per l’emancipazione della donna e del suo

riscatto sociale; oggi è una riflessione attorno a quei saperi che consentono di scardinare i pregiudizi sessisti ancora

fortemente radicati nella nostra società (adulti involontariamente passavano pregiudizi ai più piccoli)

• Pedagogia interculturale: prende corpo negli anni Ottanta del XX secolo parallelamente alle questioni che ha posto la

Globalizzazione (emigrazione)

• Pedagogia dei media (tecnologia, vie di comunicazione): riflessione costante sui media, le loro potenzialità e i limiti;

• Pedagogia del corpo e dello sport: corporeità ed educazione, sport e attività motoria:

- insieme di saperi ed esperienze intorno al valore educativo dei vissuti corporei, ruolo centrale del corpo nello sviluppo

- Intende rivisitare criticamente gli scenari dell’educazione e della cura dove il corpo è assente restituendogli un ruolo

centrale per integrare esperienze e saperi;

- Parlare di educazione sportiva significa definire i METODI, TECNICHE, POSTURE più adeguate per fare dello sport,

un dispositivo pedagogico capace di valorizzare le sue potenzialità formative

- postura è intesa come azione dinamica riconducibile ad una funzione neuromuscolare, al modo in cui sono organizzate

emozioni, intenzionalità, motivazioni, direzione ed esecuzione di un atto nell’istante in cui esso viene compiuto →

come approccio alle azioni, determinato dal modo in cui si riflette la propria identità nell’affrontare le cose

definizione educazione: - educare, significato di allevare un soggetto, cresce perchè io lo faccio crescere (do nutrimento)

- “educare” richiama l’abilità tecnica del contadino che fa crescere le piante; dell’allevatore che

fa crescere gli animali e l’abilità dell’artigiano che facilita, direziona e promuove la crescita →

osservo dall’esterno e aiuto la crescita delle sue abilità, lo oriento secondo le mie idee

classificazione: a) L’educazione appare come pura e semplice manifestazione della “natura” data (educazione processo

naturale, individui liberi di diventare ciò che sono

b) l’educazione consiste nella trasmissione di un certo patrimonio culturale rispetto alla cultura del

gruppo sociale cui appartiene;

c) educazione considerata come azione formativa, intervento dell’educatore su un educando per il

conseguimento, da parte di quest’ultimo, dei fini oggettivamente preconcepiti e stabiliti dal primo;

d) l’educazione è intesa come rapporto promozionale della piena autonomia personale dell’educando, si

apprende in due, sia chi è educato sia chi educa

(C. Scurati, Profili nell’educazione, Vita e pensiero, Milano, 1977, pp. 230-231).

quattro significati della parola educazione:

• Educazione come istituzione: è l’insieme delle strutture che hanno lo scopo di educare gli alunni (scuole università)

• Educazione come azione è il significato utilizzato più frequentemente (Durkheim) «L’educazione è l’azione esercitata

dalle generazioni adulte su coloro che non sono ancora pronti per la vita sociale. Il suo fine è indurre nel bambino una

certa quantità di prestazioni fisiche, intellettuali e morali che gli sono richieste sia dall’intera società che dall’ambiente in

cui è proiettato» (alunno vaso vuoto e adulto deve riempirlo e modellarlo, adulto ha la responsabilità di decidere cosa è

necessario al bimbo da apprendere)

• Educazione come contenuto corrisponde a ciò che potremmo definire curricolo (educazione fisica, educazione artistica

intesa non come semplice acquisizione di nozioni, perché sono forme di espressione di noi stessi attraverso il corpo)

• Educazione come risultato sottolinea l’esito dell’azione educativa applicata all’educazione dei contenuti nell’ambito

delle istituzioni deputate all’atto educativo (valutazione non soltanto esiti dell’intervento sui ragazzi ma valutazione degli

esiti dell’intervento in relazione alla postura usata (metodi, approccio)

Rapporto tra educazione e formazione:

• finalità: Liberare l’individuo dai condizionamenti per acquisire una coscienza dialettica rispetto al presente e orientata

verso possibili scenari futuri (rendere consapevole l’individuo delle proprie competenze, interessi, creare la sua identità)

• Riguarda i processi di inculturazione e socializzazione (non ci si educa da soli): esige socializzazione (famiglia, scuola)

ed è attraverso tale processo che i bambini acquisiscono gli elementi propri della cultura alla quale appartengono.

• L’educazione è alla base della formazione: non c’è formazione senza educazione.

• La formazione è personale, interiore e spirituale (formazione come cura e coltivazione di sé in base ai miei interessi)

formazione: • Nasce nel contesto delle organizzazioni aziendali, solo per adulti perche adulti avevano più esperienze

rispetto a quelle dei bambini, personale siccome si lega a esperienze della nostra vita

• Si occupa di come promuovere processi di apprendimento negli adulti;

• Negli ultimi decenni, i processi formativi vengono applicati a tutte le età come processo di orientamento e

definizione di sé, come acquisizione di strumenti per coltivare l’umanità (Martha Nussbaum)

formazione di natura riflessiva fondamentale negli ambiti in cui ho a che fare con l’altro, come posso promuovere le

mie finalità promuovendo allo stesso tempo benessere a chi sto educando, se mi occupo di bimbi piccoli, non vedo

risultati

• formazione come formarsi: ricerca di senso, presa di consapevolezza.

• formazione: azione che coniuga la dimensione delle capacità per svolgere una professione con ricerca di significato

• formazione come orientamento in un contesto attraversato da cambiamenti e incertezza.

contesti: • FORMALI: scuola, università…luoghi nei quali l’azione è intenzionalmente progettata, monitorata e valutata ;

- Portata educativa e formativa è esplicita (tramite valutazione);

- L’esito finale è prevedibile (diploma, laurea, qualifica professionale)

• INFORMALI: l’azione non è intenzionale poiché non c’è un progetto chiaramente orientato né valutato

(adulto fuori da scuola che controlla e aiuta il bimbo durante un gioco, che è un momento educativo)

- Ha esiti imprevedibili;

- Rischio che la portata educativa, implicita, non sia valutata né valutabile e quindi non significativa

• NON FORMALI: Agisce intenzionalmente e con un chiaro progetto;

- Attività hanno obiettivi educativi specifici ma non è certificata

- Si realizza nei contesti extra-scuola (associazionismo, organizzazioni sportive, parrocchie)

LEZIONE 2

LA RELAZIONE EDUCATIVA

◦ Pedagogia è intesa come sapere e campo di ricerca che problematizza, attraverso domande che ‘scuotono’ per meglio

comprendere la realtà; ha come oggetto di studio i processi educativi e formativi all’interno di valori umani della società

◦ Educazione e formazione agiscono su: - processo di identità umana: confine unitario, storico, educabile (ambiente)

- processo di cambiamento di natura TRASFORMATIVA che non avviene solo

trasmettendo contenuti, ma promuovendo lo sviluppo delle potenzialità, talenti e

del progetto di vita dell’individuo (prospettiva inclusiva)(ordine dell’altrimenti:

non è definito a priori)

obiettivo: cambiamento trasformativo progressivo (sviluppo) → influenza diretta sull'identità (tramite valori umani)

educazione: avviene soltanto all’interno di una relazione educativa significativa, nessuno si educa da solo ma gli uomini

si educano attraverso le mediazioni del mondo (Paulo Freire) → ci invita a prendere posizione su che persone vogliamo

essere e su che tipo di società vogliamo sviluppare → pedagogia chiede ai professionisti dell’educazione di prendere

posizione rispetto al tipo di società che si vuole costruire (riconsiderare le priorità che come società e comunità umana

vogliamo darci per andare verso un’idea di sviluppo democratico, partecipato → metto in atto capacità relazionali)

sostiene che era inutile imporre il proprio sapere ma era necessario proporre dei contesti di libertà di esprimere il proprio

punto di vista, e che conoscenza si costruisce nel rapporto dell’uno con l’altro → rapporto fa nascere delle domande

(perchè ovviamente non essendo tutti uguali ti confronti e scontri con idee diverse dalle tue) che fanno nascere

conoscenze basandosi sul confronto e sul dialogo

conoscenza non nasce solo dalla mente (nozioni) ma occorre che tutto il nostro corpo sia messo in gioco (mente-mano)

che tipo di relazione voglio costruire? (relazione potere-libertà → autorità)

federico pericon: «Auctor (autore) è colui che afferma una cosa e poi la sviluppa → auctoritas (autorità) è la forza che

sostiene e accresce il potenziale vitale, di creatività, identità, personalità nell’altro → L’obbedienza (ob- audire) come

ascolto di colui nel quale si ha fiducia perché ti permette di sbocciare ne è la conseguenza più naturale → In questo

senso diviene chiaro che l’autorità differisce dalla potenza, dal potere. L’autorità si rapporta alla dignità, mentre la

potenza alla forza. L’una

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ManuGGreggio28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Lichene Claudia.
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