Lunedì 3 ottobre 2022 - Teoria e tecnica del colloquio e dell’intervista 1^ lezione
Esame: pre-appello il 2 novembre, più facile >> studiare parte 1 e 4 del manuale, slides e appunti, l’esame è scritto: domande chiuse e una o due aperte.
- Come si fa e come si organizza un colloquio?
- Come si gestisce il rapporto con il paziente? Bisogna prestare attenzione anche all’analisi del non verbale e saper gestire le nostre e le emozioni del paziente.
Video: c’è una provocazione da parte del paziente sul lavoro della psicologa, ma in realtà il paziente si sente insicuro e a causa del suo senso di inadeguatezza comincia a fare leva sugli aspetti professionali del terapeuta.
Terapeuta: prova frustrazione, rabbia >>> reazioni interne diverse da altre persone che possono minare anche la nostra sicurezza, possiamo anche ragionare grazie alla provocazione stessa ragionando anche sul paziente = riflesso di ciò che il paziente fa con altre persone significative per lei, ci dice qualcosa sul modo di funzionare del paziente stesso >>> che cosa c’entra questo suo funzionamento con il sintomo = ciò che va curato, legame tra la modalità e il sintomo, questa sua modalità di far sentire impotenti le persone quando gli altri si relazionano con lei essi come reagiscono? Ciclo relazionale diventa funzionale al mantenimento di un funzionamento relazionale.
Quello che sentiamo e vediamo è il riflesso del modo di funzionare della persona stessa >>> a livello psicologico la nostra storia ci ha visto crescere all’interno di una relazione con un adulto che ci ha reso vivi, oltre al nutrimento ci stava passando anche una modalità di gestione e di incontro con le emozioni di qualcun altro = come un adulto reagisce al pianto di un bambino si riflette su come il bambino poi si relazionerà con altre persone che nel tempo si è ripetuta dalla nascita fino a prima dell’adolescenza e più si diventa autonomi meno si interagisce con l’adulto >>> la dipendenza si riduce = teoria dell’attaccamento.
Durante l’adolescenza questo attaccamento si radica in una forma di rappresentazione della realtà = modello operativo interno, rappresentazione della realtà in cui io penso, ad esempio, che quando una persona si lamenta di una cosa essa sia una persona stupida = frutto della mia esperienza di cui io non ne sono consapevole >>> non sento più le mie emozioni; esso regola il funzionamento del soggetto che diventa un automatismo che usiamo in tutte le nostre relazioni.
La ripetizione c’è perché smettiamo di cambiare, non ci adattiamo più, non ci apriamo più all’esperienza che facciamo quindi non siamo più liberi dai pre-concetti quindi anticipo l’esperienza con il mio pensiero = viviamo con una rappresentazione della realtà.
Durante il colloquio
- Capire il funzionamento del paziente, esso richiede di fare la tara sul mio funzionamento ovvero si deve cercare di mantenere la calma almeno sul non-verbale >>> comportandosi come nel video il paziente mette a distanza le persone con cui si relaziona e penserà quindi che le persone siano tutte uguali e svilupperà anche un atteggiamento fortemente competitivo per dimostrare di essere migliore degli altri, quando il paziente non riesce in questo si perde e si sente un fallito.
La paziente può descrivere e raccontare un episodio: in modo dettagliato rievocando un fatto, rievocazione mnestica, ma può accadere che ci sia stato anche un processo di rimozione di alcune informazioni.
- Rievocazione specifica.
- Domanda più generica.
- Cosa è successo settimana scorsa? Grado maggiore di libertà per il paziente.
Rievocazione di una memoria episodica: la memoria migliore è quella circoscritta nello spazio, nel tempo, chi ha fatto che cosa e quando = sequenza degli eventi >>> il clinico non va a puntualizzare la descrizione del fatto ma lascia la paziente libera di raccontare. “Mi ha irritato” = rappresentazione e significazione della sua realtà ovvero memoria semantica o rappresentazionale >>> mi sento irritata perché ho pensato che il suo gesto significasse che a lui non importasse di me, quindi l’irritazione è la conseguenza di un pensiero derivato da ciò che lui ha fatto = racconto del processo mentale.
La paziente non riesce a mettere in pratica i consigli della terapeuta e quindi chiede scusa ma la terapeuta dice “è come se” quindi fa una similitudine >>> si tratta di un fenomeno di collusione = il terapeuta alla fine si comporta come il danzato e va a nutrire il funzionamento sbagliato della paziente, MA una relazione terapeutica che collude non è funzionale per questo è importante capire il funzionamento del paziente all’inizio del colloquio.
Trauma = evento diverso da ciò che noi avevamo pianificato, il suo effetto è una condizione emotiva e soggettiva. Più il tema del trauma è associato alla storia della persona più quel trauma sarà una condizione soggettiva.
Quando una persona sceglie di andare dallo psicologo molto probabilmente ha provato a risolvere da sola determinati problemi che la fanno soffrire, ma quando inizia il percorso il paziente non confessa subito di soffrire o di aver bisogno di aiuto.
Ci sono due tipi di domande in base a due situazioni diverse: 1) quando una persona soffre, mal funzionamento, e a causa di ciò egodistonica ha dei problemi a relazionarsi con le persone che la circondano o 2) quando una persona chiede aiuto non per il proprio funzionamento ma vengono per le conseguenza di esso, ad esempio quando si litiga spesso con una persona importante, egosintonica.
Nel primo caso le domande riguardano i sintomi che quella persona ha: disturbi alimentari, dipendenza >>> avere un maggiore controllo sui vari problemi. La domanda sarà: cosa si aspetta da me?
Aspetti del colloquio
- Incontrare una persona, quanto piacere ho ad incontrare persone? Periodi più o meno propensi all’incontro, incontro anche emotivo quindi bisogna essere liberi e autentici.
- Formulare il caso clinico e il suo funzionamento.
- Collegamento tra storia e funzionamento e come esso ha fatto nascere una condizione sintomatica e porta le persone a ragionare in un determinato modo.
- Storia >>> funzionamento >>> sintomo.
- Il terapeuta deve essere autentico e spontaneo nella relazione, ci deve essere un minimo cioè coinvolgimento emotivo e deve lui stesso capire il proprio funzionamento.
Mercoledì 5 ottobre 2022 - Teoria e tecnica del colloquio e dell’intervista 2^ lezione
Fasi del colloquio clinico
Fasi del colloquio clinico, specifiche per obiettivi:
- Avviare la relazione terapeutica.
- Mantenere la relazione terapeutica.
Bisogna creare un’alleanza terapeutica e ciò non è scontato infatti deve essere costruita attraverso un’azione particolare da parte dello psicologo/terapeuta. L’alleanza terapeutica/di lavoro si basa su: 1) senso di fiducia che il cliente ha verso il suo psicologo, ovvero nel modo o nel contenuto di ciò che lo psicologo fa, 2) quanto il paziente è d’accordo rispetto agli obiettivi della seduta e del percorso che si sta facendo insieme e 3) quanto il paziente è d’accordo rispetto alle modalità di conduzione e di lavoro dello psicologo.
Ci sono degli elementi che nella mente del paziente sono presenti in forma più o meno consapevole, questi pensieri giocano un ruolo importante affinché il paziente possa instaurare una relazione di lavoro ed essi segnano le basi per il successo della terapia e del lavoro dello psicologo >> le basi sono decisive.
Questi pensieri agiscono sul comportamento del paziente anche quando lui non ne ha consapevolezza >> se lui sente che non si fida abbastanza dello psicologo, nonostante non ne sia consapevole, si comporterà di conseguenza quindi non dirà qualcosa per paura, oppure arriverà in ritardo e si dimenticherà gli appuntamenti, fino a non venire più in terapia, oppure senza rendersene conto si chiuderà dal punto di vista emotivo non condividendo i problemi.
Questo implica che di fronte a queste difficoltà, lo psicologo deve fare delle domande specifiche, ad esempio se è il paziente è concorde alle modalità, MA questo non vuol dire che lo psicologo si deve adattare, avere queste informazioni serve a noi per poter personalizzare il nostro piano di lavoro rispetto alle sue richieste.
Lo psicologo andrà ad analizzare come mai non si fida o non vuole parlare o lavorare su certe cose o certi argomenti, perché hanno difficoltà ad esplicitare e capire i propri reali bisogni. Per creare e mantenere una buona relazione terapeutica è necessario fare queste tre domande:
- Come si è sentito? Al termine di ogni seduta per far sì che il paziente cominci ad avere fiducia nel terapeuta.
I pazienti possono arrivare con tanta fiducia in se stessi e scarsa fiducia negli altri o viceversa MA tutti questi due tipi di fiducia si costruiscono gradualmente.
Quando il terapeuta fa questa domanda non deve puntare al fatto che il paziente dirà delle cose, ma deve pensare che la sua domanda attiverà un processo di ascolto interno, = cantiere di ascolto >> il paziente si impegnerà ad ascoltarli anche se non ne è immediatamente capace.
Successivamente il terapeuta deve dire “la ringrazio per il suo riscontro, ma le chiederei anche di pensare a come si è sentito senza essere obbligato a dire un qualcosa” >> liberare dal vincolo di dire. Considerando l’esperienza fatta bisogna pensare all’effetto che essa ha dato, il quale sarà trasmesso a parole man mano che le sedute aumenteranno.
All’inizio la percezione delle emozioni passa attraverso il corpo, successivamente diventa un’immagine e infine diventa una forma verbale. Con questa domanda si sta dando molto valore all’esperienza che il paziente sta facendo con il terapeuta durante una seduta, esperienze relazionali.
La relazione che il paziente instaura con il terapeuta è il riflesso delle relazioni tipiche che la persona instaura con chi la circonda >> relazione funzionale ad elaborare una risposta che va oltre la domanda portata dal paziente che magari è disfunzionale.
- Raccogliere le informazioni necessarie per formulare ipotesi sulla natura dei disturbi presentati dal cliente.
- Motivare al cambiamento.
- Pianificare le procedure di trattamento.
- Orientare le procedure di trattamento.
Episodio scatenante = episodio capitato nella vita di una persona la quale non aveva previsto, nella sua mente, essa può costruire delle aspettative inconsapevolmente di cui il soggetto non ne è a conoscenza e non le può spiegare, la sua attuazione; essi possono portare all’esordio di una condizione sintomatica e ciò va in base al funzionamento specifico di quella persona.
Il soggetto successivamente ad un episodio scatenante soffre, ma in seguito a questa sofferenza il soggetto apprende da essa e cambia in modo funzionale, evolutivo. I colloqui sono importanti perché attivano delle risorse e non servono per fare solo un’analisi della domanda funzionale alla costruzione di un obiettivo terapeutico.
Il trauma non è oggettivo ma soggettivo quindi ciò che per una persona è traumatico non lo deve essere necessariamente per un’altra persona, il trauma inoltre ha una dimensione psicologica, gli episodi traumatici sono più rilevanti se sono vissuti in una fase di dipendenza dalla relazione con l’adulto >> non c’è risposta ad un bisogno necessario evolutivo.
Anamnesi remota: dall’adolescenza in giù, ha a che vedere con la formazione del soggetto di cui esso non è consapevole, di essa fanno parte i fattori predisponenti, possono essere di tipo genetico o collegati alla storia/esperienza passata del soggetto, e quelli precipitanti, elementi che in un dato momento facilitano il manifestarsi di un problema/disturbo.
Anamnesi presente - prossima: durante e dopo l’adolescenza, di essa fanno parte i fattori scatenanti, elemento in grado di farti innescare emotivamente e attivare ricordi relativi al tuo vissuto traumatico, possono essere stimoli ambientali ma anche interni.
Le conseguenze quindi gli effetti del problema nei contesti di vita possono avere una retroazione ed alimentare il problema stesso >> così come i fattori di mantenimento e quelli esacerbanti che aumentano e mantengono il problema stesso. Quindi i contesti relazionali del soggetto possono diventare dei fattori che aumentano il problema della persona.
Per poter cambiare le persone bisogna metterle in una situazione emotiva difficile ma per poterlo fare serve che esse siano preparate ad affrontarla. Sperimentare durante la seduta delle nuove esperienze relazionali in modo graduale e andando a lavorare sui vissuti emotivi, questa nuova modalità verrà traslata all’esterno ed utilizzata con le altre persone.
L’attaccamento si trova nella memoria procedurale la quale è una memoria che ha dentro una modalità di relazioni e comportamenti di cui non si è consapevoli >> attaccamento come automatismo che ci aiuti gradualmente a riconoscerlo e a diventarne consapevole = presa di consapevolezza.
Quando il paziente arriva a provocare il terapeuta probabilmente sta mettendo in atto una provocazione alla relazione paziente-terapeuta per sapere se il terapeuta rimane lì con lui ad ascoltarlo e non lo abbandona come tutte le altre persone hanno fatto, per questo oltre a porre le domande necessarie serve essere autentici e spontanei nella relazione che si instaura con il paziente, non avere paura delle proprie emozioni >> lavoro che richiede un’esperienza, lo psicologo non deve sostituirsi mai alla persona facendo valere la propria morale ma deve lavorare sul processo e non sul prodotto = bisogna seguire l’etica del rispetto della persona, riconoscerla come un soggetto pensante a cui dare voce.
Per cambiare il funzionamento di una persona attraverso la relazione paziente-terapeuta c’è bisogno all’inizio di una fase in cui il terapeuta si adegua al funzionamento e atteggiamento del paziente e solo successivamente si possono attivare dei piccoli momenti di crisi, intenzionali o non, creati appunto dal terapeuta per cercare di cambiare l’atteggiamento del paziente, i quali devono essere gestiti adeguatamente e riparati, sviluppare la capacità da parte del terapeuta di individuare i momenti di crisi del paziente.
Concetto di validazione: strategia fondata sull’empatia e vuol dire riconoscere il senso, l’autenticità e la saggezza di un’emozione, un pensiero o un comportamento.
Lunedì 10 ottobre 2022 - Teoria e tecnica del colloquio e dell’intervista 3^ lezione
In questo schema è articolata la connessione tra la storia passata delle loro persone e il loro presente, il presente delle persone è la vita caratterizzata da dinamiche e relazioni che però prevedono anche la presenza di un problema che porta la persona a chiedere aiuto ad un esperto attraverso un quesito clinico, non riguarda la teoria dello psicologo ma le motivazioni del paziente che lo hanno portato a chiedere aiuto.
Problema = quesito che il paziente porta durante la prima seduta, esso non è il problema secondo il terapeuta ma lo è secondo il paziente che lo ha portato ad entrare in terapia >> è presente la teoria del paziente legata al problema: 1) che cos’è il problema? 2) come si è creato? e 3) che soluzioni ci sono?
A queste tre domande il paziente deve rispondere, implicitamente = senza consapevolezza, e in questo modo il terapeuta capisce la posizione del paziente e in questo modo si comincia a creare un’alleanza di lavoro >> questo avvicinamento è anche emotivo e si classifica come empatia quindi il terapeuta si deve mettere nei panni del paziente e cercare di capire come si sente emotivamente il paziente.
Anamnesi remota: qualcosa che non si tocca durante i primi 3 colloqui quindi durante questo tempo non si comincia a parlare del passato che riguarda la qualità delle relazioni della propria famiglia di origine, persone che hanno partecipato all’evoluzione della persona dalla nascita fino alla prima età adulta.
Le domande relative al passato, stile di attaccamento, distaccano il paziente dal suo problema, il quale è legato al presente >> il paziente ha una particolare vulnerabilità ad esprimere una condizione di malessere e disagio come soluzione ad un problema detto fattore scatenante; gli eventi critici e traumatici del passato sono detti invece fattori precipitanti. Gli eventi scatenanti sono quegli et.
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Appunti Teoria e tecnica del colloquio e dell'intervista
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Appunti dettagliati delle lezioni - Teoria e tecnica del colloquio ad orientamento psicoanalitico
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Teoria e Tecniche del Colloquio Psicologico: Appunti Esame
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Appunti Tecniche dell'intervista e del questionario