Storia del commercio 2022/23
Condizioni storiche e motivazioni economiche dell'espansione
Introduzione
Le esplorazioni, le scoperte geografiche. Produzione e scambi tra XV e XVII secolo: merci, vie di traffico, organizzazione finanziaria e commerciale.
La nuova via della seta
Vie costruite dalla Cina per poter commerciare con Europa e Africa. Due vie principali:
- Rosso: via terrestre che sarà percorsa poi da treni;
- Blu: via marittima.
Il commercio mondiale tra il 1500 e il 1600
All’inizio del XVI secolo nasce il "commercio mondiale" in seguito alle scoperte geografiche:
- Cristoforo Colombo e l'America (1492), Vasco Da Gama (1497) oltrepassa il capo di Buona Speranza, la spedizione di Ferdinando Magellano circumnaviga la terra (1522). Moltissime tratte partono da Spagna e Portogallo;
- Molto spesso le scoperte sono accompagnate da azioni militari e di conquista, ma anche in Europa non mancano i conflitti. Desiderio di ricchezza e potenza. Inoltre, in questi anni, c’è la rivoluzione militare, con l’utilizzo di armi da fuoco che consente ai paesi europei di sconfiggere chiunque (cambiamento del modo di combattere);
- Gli stati europei crescono in popolazione e ricchezza, in generale si registra una fase espansiva (Lungo Cinquecento);
- Maggiori costi delle guerre, l’ingrandimento degli stati richiedono maggiori introiti, che si ottengono col saccheggio e i monopoli commerciali, lo sfruttamento dei contadini e l’innovazione finanziaria.
Il Portogallo, l'Atlantico e l'oceano Indiano
Il Portogallo è il paese promotore delle scoperte geografiche dal 1400. Enrico il Navigatore e il re Giovanni II sostengono studi e viaggi in Africa sia per mare che via terra, per vari motivi:
- Impossibilità di espansione sul continente per la sua posizione geografica e la piccola dimensione. Vicino alla Spagna, uno dei paesi più forti in Europa in quel periodo. L'unico sbocco era via mare;
- Ricerca dell'oro in Guinea;
- Zelo religioso contro l'Islam.
Arabi cacciati dalla Spagna; profitto commerciale ai danni di Egitto e di Venezia (commercio delle spezie); molto importanti sono anche le innovazioni introdotte nelle navi con l’adozione di vele latine triangolari (sfruttano meglio i venti), oltre alle quadre romane. Nascono diversi tipi di imbarcazioni:
- Caracche, che arrivano a carichi di 600 tonnellate;
- Caravelle, più piccole, agili e robuste.
La linea verticale, linea Raya, divide ciò che andrà al Portogallo e ciò che va alla Spagna. A ovest della linea ci sono i territori sotto il controllo spagnolo e a est ci sono i territori sotto il controllo portoghese. È il papa che mise d’accordo entrambi su questa decisione in quanto fu l’autorità politica ed economica più importante, la figura massima.
Il commercio in India
I porti indiani erano empori in cui si commerciavano prodotti come spezie (pepe, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano, ...), la seta, i tappeti persiani, diamanti, cavalli, elefanti, tessuti in cotone e riso (destinato alla popolazione locale).
I commerci erano favoriti con dazi leggeri e sostanziale libertà nei mari. La regione era divisa in varie entità statali, alcune delle quali rette da sovrani musulmani. La rivalità tra i regnanti indù e quelli musulmani favoriva l’espansione portoghese. Si impossessano di questi territori sempre per la loro potenza di fuoco.
L’impiego delle armi da fuoco avvantaggiava gli europei soprattutto in mare. I regnanti orientali davano più importanza al dominio territoriale e alcune popolazioni erano poco propense al loro uso.
Tra i limiti della potenza portoghese vi erano:
- Il ristretto numero della sua popolazione;
- I tentativi di applicare controlli militari più rigidi sui traffici (Cartaz) fallirono. Si tratta dell’acquisizione di punti strategici sul mare, applicando poi nei vari porti i loro dazi;
- Il sovrano non poteva esercitare un diretto controllo sull’India. Come fece poi la Spagna, affidava le cariche di governo e il controllo del territorio a funzionari che acquistavano le loro cariche e che spesso cercavano di trarne il massimo profitto.
Il saccheggio organizzato; la presenza portoghese in Asia appare marginale rispetto ai volumi di vendita. La maggior parte della produzione era destinata al consumo orientale.
La conquista spagnola
La penetrazione spagnola nel continente americano fu molto rapida nel volgere di qualche decennio furono conquistate le isole dei Caraibi, distrutto l’impero azteco (Messico) e quello degli Incas in Perù (e Bolivia). Negli anni ‘40 del ‘500 furono inviate spedizioni nelle regioni del Cile, Argentina, Paraguay.
- Protagonisti furono i conquistadores che possedevano armi da fuoco, armi bianche in acciaio e cavalli.
- Un ruolo molto importante nello sterminio delle popolazioni indigene l’ebbero le malattie portate dagli europei.
- La popolazione si trovò a vivere in condizioni difficili, a fuggire in luoghi inospitali e la sua capacità di crescita diminuì.
Lo "scambio colombiano" fu un fenomeno negativo per l’America e molto positivo per l’Europa e l’Asia nuovi prodotti vennero conosciuti: la patata, le arachidi, il mais, il pomodoro, il peperone, i fagioli, il tabacco e il cacao.
Dalla "frontiera del saccheggio" alla "frontiera dello stanziamento"
Nel XVI secolo gli spagnoli che si trasferirono nel Nuovo Mondo furono tra i 200 e i 300.000, nel XVII intorno ai 450.000. I commerci avvenivano sotto lo stretto controllo dello stato: attraverso la Casa de Contratación e alla corporazione dei mercanti di Siviglia, che operavano su licenza grazie ad un monopolio.
Tra le merci importate: l’oro e l’argento ebbero un ruolo importantissimo. Nel XVI secolo giunsero in Spagna quasi 17.000 t. d’argento e 181 t. d’oro. L’oro fu inizialmente depredato dai tesori di Incas ed Aztechi, poi trovato in depositi alluvionali. L’argento estratto in immense quantità dalla miniera di Potosí.
Tra le altre merci esportate dall’America: pelli bovine, coloranti (cocciniglia, indaco…)
I portoghesi in Brasile
Il nome dato alle coste del Brasile ritenute forse inizialmente un’isola, fu Pernambuco, da una pianta il cui legno era utilizzato per tingere, chiamata in spagnolo Pau brasil. Il territorio controllato dai portoghesi fu diviso in capitanati, retti da un funzionario che poteva controllare anche aree dell’interno e che doveva salvaguardare la costa di incursioni di stati rivali. Il principale prodotto commercializzato fu lo zucchero estratto dalla canna, e per la sua coltivazione si avviò la tratta degli schiavi.
Il Pacifico e l’Asia orientale
La penetrazione spagnola ebbe meno successo nel Pacifico, l’unica conquista fu nelle Filippine con la presa di Manila nel 1571. Si avviò un importante commercio di sete porcellane, spezie e altri prodotti provenienti dalla Cina in cambio di argento. La concorrenza delle sete cinesi rispetto a quelle prodotte in Spagna e in Messico e il timore di un’eccessiva fuoriuscita di metallo prezioso fece limitare l’entità degli scambi a valori predefiniti con il permiso: 250.000 pesos di valore delle merci acquistate a Manila.
I portoghesi riuscirono a conquistare Macao e a crearne un avamposto commerciale. Divennero intermediari nei traffici tra India, Cina, Giappone scambiando spezie, sete indiane e cinesi, altri prodotti, con argento giapponese.
I rapporti tra portoghesi e giapponesi ebbero una fase di grande apertura nel ‘500 sia a livello commerciale sia per la penetrazione di missionari cattolici, verso gli anni ‘80 del secolo questi ultimi furono visti con sospetto perché portavano messaggi che destabilizzavano gli antichi rapporti/equilibri sociali, culturali oltre che religiosi. Nei primi decenni del XVII secolo il Giappone intraprese una politica di assoluta chiusura con gli stranieri a qualunque livello.
Gli orizzonti demografici
Città e mercanti dell’Europa medievale e rinascimentale (XIII-XVI) parteciparono intensamente al commercio internazionale;
- Fondamentale è la creazione di un regolare circuito di collegamenti commerciali via mare che permette di mettere in relazione i principali bacini che circondano il continente: mar Mediterraneo, oceano Atlantico, mare del Nord e mar Baltico;
- Fondamentale in questo contesto è il ruolo del Mediterraneo per tutto il medioevo ed ancora per buona parte del XVI secolo porta d’ingresso per i prodotti dell’estremo oriente;
- È grazie al Mediterraneo e alla presenza di preesistenti percorsi misti tra vie di terra e di acqua se gli uomini d’affari europei riescono a inserirsi nel prezioso commercio delle spezie (pepe, noce moscata, chiodi di garofano, ...), seta e cotone;
- Ai collegamenti via mare (più veloci e meno costosi) si affianca una rete di collegamenti terrestri particolarmente rilevante per quanto riguarda i percorsi di attraversamento delle Alpi e dell’Europa centrale;
I grandi protagonisti: gli uomini d'affari italiani
Protagonisti assoluti degli affari internazionali del periodo sono i mercanti italiani. Città come Venezia, Genova, Milano, Firenze sono vere capitali del commercio internazionale dell’epoca. Predominio dell’Italia sul mercato;
I veneziani si contraddistinguono per una preziosa opera di intermediazione tra Oriente e Occidente. Fra XV e XVI secolo, circa 2/3 del commercio delle spezie in Europa è nelle loro mani. Ci sono anche gli olandesi che spodestano gli inglesi nel mercato delle spezie (in seguito superati dagli inglesi col mercato del cotone, del tè e del caffè); si importano spezie, sete e cotone, mentre si esportano verso est una moltitudine di semilavorati, stoffe e panni di lana di fabbricazione italiana e fiamminga;
Nel complesso, tuttavia, la bilancia commerciale risulta negativa e l’unica maniera per compensare questo deficit è rappresentato dalla ricerca dei metalli preziosi (dopo la scoperta dell’America); si muovono le merci, ma si muovono anche gli uomini. Quest’ultimo è un aspetto rilevante per comprendere le modalità di diffusione di tecniche e innovazioni;
Gli strumenti per la pratica d'affari
Esempio di documento mercantile:
1450: Donato Barisano, mercante pugliese, si reca a Vicenza per comprare tessuti di lana pregiata presso Franco De Filippo, produttore vicentino di tessuti (pagina di libro contabile in partita doppia:
- Dare: una sola posta contabile;
- Avere (come paga il debito): diverse voci contabili. Non comprato tutte le merci con moneta ma c’è una rateizzazione. Si paga a 60-90-120 giorni ("concessione di respiro").
Paga tramite banche. Entrambi hanno conti correnti aperti. Addebito sul conto. Alla base degli affari c’è la fiducia. Non si muove denaro ed è tutto astratto.
In età preindustriale chiunque operi su lunghe distanze deve fare i conti con pericolose, disastrate o quanto meno difficili vie di comunicazione e con mezzi di trasporto poco capienti e poco evoluti da un punto di vista tecnologico. I tempi di percorrenza sono assai dilatati ed anche le informazioni necessarie per svolgere gli affari giungono con estrema lentezza. Tutto ciò fa sì che gli uomini d’affari d’età preindustriale si debbano dotare di adeguati strumenti per operare, facendo fronte ad alcune basilari necessità:
- Necessità di tenere sotto controllo i conti tramite una contabilità rigorosa: la partita doppia;
- Necessità di effettuare pagamenti su lunghe distanze senza muovere denaro contante in oro o argento: lettera di cambio e lettera di credito trasporto questi pezzi di carta invece di denaro vero e proprio. La prima di uso più frequente e la seconda utilizzata solo dai grandi uomini d’affari;
- Necessità di interloquire con i propri corrispondenti attivi in luoghi lontani: uso della lettera commerciale (lettera d’affari);
- Necessità di ridurre i rischi nell’invio delle merci: contratto di assicurazione.
Le tecniche contabili e la partita doppia
La tecnica contabile non è inventata dai matematici europei (spesso le invenzioni non sono europee ma gli europei le fanno fruttare meglio. Per esempio, la polvere da sparo e l’orologio meccanico);
Gli europei, ed in particolare gli italiani, innovano però in maniera considerevole, adattando la tenuta contabile alle esigenze di una realtà in cui gli affari escono dalla dimensione familiare ed a un raggio di azione locale;
L’esercizio delle tecniche contabili è agevolato dall’adozione delle cifre arabe (non più quelle romane in quanto erano più falsificabili); i libri contabili offrono un indispensabile strumento di conoscenza e un fondamentale (unico per l’epoca per controllare gli affari) sistema di controllo;
Grazie a queste tecniche e all’uso massiccio della lettera commerciale (unico strumento all’epoca per inviare e ricevere informazioni anche da molto lontano), gli uomini d’affari, soprattutto italiani, riescono ad organizzare e governare traffici molto articolati e su distanze lunghissime (allargano il giro d’affari);
Lo sviluppo del sistema monetario
Una rivoluzione delle attività economiche in ambito internazionale non sarebbe stata possibile senza un concomitante sviluppo del settore monetario, di tecniche creditizie e di servizi bancari, finalizzati al cambio delle valute, alla concessione di credito e all’accettazione di depositi;
Il sistema monetario che si definisce nel corso del Medioevo e continua per i secoli successivi riguarda due ambiti distinti:
- La coniazione della moneta metallica e l’uso della cosiddetta moneta di conto;
Per secoli, si utilizzano monete metalliche. Sono di tre tipi:
- Di mistura (base rame): valore intrinseco basso e utilizzate per il pagamento degli operai;
- Argentee (base argento): per pagamenti internazionali;
- Auree (base oro): per pagamenti internazionali;
Il loro valore è determinato dalla grammatura (% di oro e argento presente nella moneta). La carta moneta ha valore intrinseco 0 ma solo valore nominale. Valori intrinseci diversi per ogni moneta di ogni valuta. Inoltre, le monete possono essere "tosate" (perdita di una % di metalli dai bordi a causa dell’usura e dell’uso della moneta).
La molteplicità di monete circolanti, dotate spesso di valore intrinseco diverso, favorisce lo sviluppo del sistema monetario di conto che consente di ridurre i costi di transazione commerciale e risponde all’esigenza di contabilizzare le diverse transazioni commerciali;
- Moneta fiduciaria sistema di valori e moneta che sostituisce la moneta di conto (es. la lettera di cambio).
Lettera di cambio
È uno strumento che si impone nel XIII secolo e la prima oggi conosciuta è una lettera di cambio del 1292 tra Firenze e Londra;
La tecnica non era del tutto nuova ed era praticata e conosciuta a livello locale da mercanti arabi e indiani; la novità degli europei, e in particolare degli italiani, è quella di adattare questo strumento al commerciale internazionale, diventando lo strumento privilegiato degli uomini d’affari per regolare i pagamenti su lunga distanza senza movimentare moneta metallica;
L’uso di questo strumento permette non solo di effettuare pagamenti su piazze diverse, ma anche di ottenere credito senza necessariamente fornire garanzie immobiliari; tra l’accettazione della lettera e il suo rimborso, infatti, intercorre un lasso di tempo durante il quale un contraente beneficia del credito dell’altro;
La lettera, prima di essere messa in pagamento deve quanto meno viaggiare e giungere a destinazione oppure si può fin da subito stabilire una data di pagamento successiva all’arrivo della lettera a destinazione;
Di frequente, soprattutto se viene utilizzata con fini di finanziamento, la lettera comprende nella cifra indicata anche la remunerazione del prestito;
La lettera prevede il cambio e facilita quindi il pagamento in monete coniate di diversi paesi; può essere:
- Scontata: viene messa in pagamento in anticipo e chi paga in anticipo ha diritto a uno sconto;
- Girata: viene ceduta a un proprio creditore;
- Rinnovata: non messa in pagamento alla data stabilita, ma in una data successiva consentendo di godere più a lungo del credito ricevuto (ulteriore respiro);
Fondamentale per il buon funzionamento di questo strumento è la fiducia, di cui devono godere i mercanti e le imprese che se ne servono; nella transazione commerciale o finanziaria che vede l’utilizzo della lettera di cambio, intervengono 4 diverse figure:
- Debitore (numerante o datore di moneta);
- Banchiere di fiducia del debitore (prenditore o traente);
- Banchiere di fiducia del creditore (trattario);
- Creditore (beneficiario);
Cifra addebitata sul c/c del debitore e accreditata sul c/c del creditore. La lettera di cambio è la ricevuta di avvenuta emissione e dà il permesso al banchiere del debitore di addebitargli la cifra e accreditarla al creditore.
Lettere commerciali (o lettere d'affari)
Sono lo strumento fondamentale per ricevere o inviare informazioni (fino all’arrivo del telegrafo). Inoltre, al contrario del telegrafo, contiene la firma autografa del mittente.
Sono gli unici strumenti utilizzabili in età preindustriale per poter interloquire con corrispondenti (clienti, creditori, debitori, ...) che vivono in luoghi lontani e servono anche per mandar...
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