Storia contemporanea
Periodizzazione
Periodizzazione: definire un arco di tempo cronologico attraverso un’interpretazione fornita dagli stessi contemporanei e poi dai posteri che attribuisce al passato una particolare connotazione. Storia contemporanea: insieme di processi storici in cui il presente in cui viviamo è ancora pienamente immerso.
Quando inizia la storia contemporanea?
L’inizio dell’età contemporanea va collocato nel momento in cui si definiscono quegli elementi fondamentali della società, della politica, della cultura che ancora oggi determinano la convivenza umana. In generale, possiamo dire che la definizione della storia contemporanea è mutevole e dipende dal contesto nel quale ci si trova, in quante epoche e culture diverse offrono interpretazioni distinte di ciò che può essere considerato rilevante nel determinare le trasformazioni che hanno portato al presente attuale.
Dalle rivoluzioni agli stati nazionali
Le rivoluzioni di fine Settecento
Secondo i contemporanei l’età compresa tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento può essere definita come “l’età delle rivoluzioni e delle costituzioni” (John Adams, secondo presidente degli Stati Uniti). Gli storici offrono altre interpretazioni:
- Le rivoluzioni atlantiche = lotta per l’indipendenza da parte delle colonie inglesi in Nord America (Rivoluzione americana, 1776), Rivoluzione francese (1789)
- La duplice rivoluzione = enfatizzazione della trasformazione economica-sociale con il passaggio da un sistema feudale ad un sistema capitalistico (rivoluzione industriale) che ha determinato una rivoluzione politica-istituzionale
- Una rivoluzione globale = non solo una rivoluzione concentrata sul mondo atlantico o occidentale, ma una rivoluzione che ha molti epicentri nel mondo
Gli effetti contemporanei delle rivoluzioni settecentesche
- I diritti naturali che non si possono sottrarre all’individuo
- La sovranità nazionale = il principio di ordine di uno Stato sta nella collettività e non nelle mani di una sola persona
- Costituzioni e rappresentanza alla guida della vita collettiva per garantire una convivenza pacifica
- La “nuova politica”
- La mediatizzazione della politica
1. I diritti naturali
La Dichiarazione d’indipendenza (Filadelfia, 1776) e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (Parigi, 1789) sottolineano l’importanza dei diritti inalienabili dell’uomo che gli appartengono sin dalla nascita e che devono essere conservati e tutelati da ogni associazione politica. Tale idea verrà ripresa poi nella Dichiarazione universale dei diritti umani (Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 1948), in cui non vi è più distinzione di razza o di genere.
2. La sovranità popolare e le libertà
Nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino si afferma come il principio di ogni sovranità debba risiedere non nelle mani di una singola persona, ma nella Nazione. La libertà in questo contesto consiste nel fare tutto ciò che non nuoce ad altri.
Conseguenze
- Da una società per ceti alla società degli individui
- Dal sovrano per diritto alla sovranità che risiede nella nazione intesa come insieme dei cittadini
- Dallo stato oppressore e tirannico allo Stato di diritto
- Dai vincoli della società feudale alle libertà moderne
3. Costituzioni e rappresentanza
Nelle rivoluzioni americana e francese vengono approvate carte costituzionali che rappresentano il documento fondamentale che definisce la natura del patto tra cittadini e Stato. All’interno delle costituzioni vengono definiti:
- I diritti degli individui
- La natura della rappresentanza
- La divisione tra i poteri dello Stato
- Le norme basilari di funzionamento dello Stato e della società
Anche il modo in cui si vota per la rappresentanza cambia nel corso del tempo:
- Costituzione francese del 1791: voto censitario, idea secondo cui coloro che sono più adatti ad individuare le persone alle quali attribuire la guida dello Stato sono i più acculturati
- Costituzione francese del 1793: suffragio universale
4. Una politica che diventa religione
La sacralizzazione della politica è un fenomeno moderno che si manifesta quando a un’entità politica astratta, come la nazione, lo Stato, la “razza”, la classe o il partito, sono attribuite le caratteristiche di un’entità sacra, che diventa oggetto di venerazione. La volontà generale diviene così una religione laica fondata su miti, simboli e cerimonie, un culto del popolo su se stesso, e la nuova politica si prefigge il compito di regolare e di dare forma a questo culto.
La Rivoluzione americana e quella francese furono le prime esperienze storiche di sacralizzazione della politica, attraverso un’interpretazione degli eventi rivoluzionari come l’annuncio di una nuova era di rigenerazione e di salvezza per l’umanità. Infatti, la nascita degli Stati Uniti fu considerata dagli americani un dono della divina provvidenza e durante la Rivoluzione francese molti rivoluzionari proposero di istituire una religione civile per celebrare la nazione e insegnare i principi della democrazia.
Nel XIX e nel XX secolo il nazionalismo fu il più potente fattore di sacralizzazione della politica, cui diede un impulso decisivo la Grande Guerra, dalla quale scaturirono le religioni politiche del fascismo, del nazismo e del bolscevismo.
5. I media e i luoghi della nuova politica
La politica diventa “popolare” attraverso giornali, circoli e piazze e per fare presa su un pubblico sempre più ampio si concentra molto di più sulla visualità, sulla teatralizzazione, sull’emozione, sulla satira e su immagini semplici ma di impatto per scuotere l’animo delle persone.
La Restaurazione e i suoi oppositori
Come esito della rivoluzione francese e delle imprese di Napoleone Bonaparte il dominio imperiale francese finisce per estendersi in tutto il territorio europeo. L’imperialismo non fu solo un fenomeno che sconvolse la mappa geografica dell’Europa, ma modificò profondamente la natura degli stati conquistati attraverso l’espansione del modello politico napoleonico ai territori conquistati.
Il regime napoleonico prevedeva un’uniformità amministrativa, ossia la creazione di uno Stato centralizzato dal punto di vista burocratico con il rafforzamento del potere esecutivo, in modo tale da esercitare uno stretto controllo sui cittadini. Viene insomma attribuita una forte centralità allo Stato all’interno della società, che si manifestò anche attraverso l’introduzione delle figure dei prefetti, incaricati di esercitare un controllo sul territorio locale, e l’introduzione di un nuovo sistema di istruzione superiore.
Per quanto riguarda la società venne elaborato un codice civile e la morte del sistema feudale determinò l’ascesa di nuove élite sociali e l’eliminazione dei privilegi riservati a determinati strati della popolazione, così da garantire un rapporto eguale fra cittadini e Stato.
L'eredità di Napoleone
- Riforma amministrativa
- Uguaglianza giuridica
- Laicizzazione dello Stato
- Abolizione della feudalità
- Nuovi ceti sociali
Ciò che viene conservato dal modello napoleonico è la monarchia amministrativa, ovvero un sistema politico fondato sulla piena sovranità del monarca e sull’assenza di istituti rappresentativi. Un’altra continuità rilevante dal punto di vista normativo è il Codice Civile (1804) che regola i rapporti fra i cittadini ed è incentrato sulla definizione del diritto di proprietà e sull’importanza del matrimonio nel garantire la solidità sociale.
In seguito alla sconfitta di Napoleone i sovrani europei recuperarono il potere e si riunirono al Congresso di Vienna (1814-1815) per ristabilire l’ordine. Gli obiettivi principali erano sostanzialmente due:
- Equilibrio = ristabilire l’equilibrio politico e territoriale tra le grandi potenze europee in modo tale da garantire lo status quo e la stabilità ed evitare conflitti, tale ridefinizione dei confini venne pensata in funzione di una “ragion di Stato” superiore agli interessi particolari di popoli e nazioni
- Legittimità = restaurazione della monarchia assoluta fondata sul diritto divino
Il nuovo ordine europeo
Il nuovo ordine europeo si fonda anche su alcuni presupposti ideologici:
- La Restaurazione oppone ai principi universali di libertà della Rivoluzione l’idea secondo cui ogni Stato ha una propria tradizione storica che va conservata e tutelata in quanto elemento costitutivo dell’identità dei popoli
- La religione cattolica come elemento costitutivo della società e di coesione sociale contro il pericolo della tirannia francese (Santa Alleanza fra Trono e Altare)
- Dominio degli imperi guidato dall’esercito, incaricato di reprimere i conflitti, dal clero, dall’aristocrazia, supporto del potere monarchico, e dal controllo delle coscienze contro le idee rivoluzionarie
Imperi plurinazionali
- Plurietnici
- Multilinguistici
- Sovrapposizione tra identità, culture e assetti istituzionali
- Dominio delle aristocrazie agrarie
- Prevalenza di una specifica identità etnico-culturale (tedesca, turca, russa)
L’Impero d’Austria
- Tratti unificanti: superiorità della nazionalità tedesca e rapporto di fedeltà dinastica con l’imperatore
- Ruolo di controllo su area germanica (Confederazione germanica)
- Organi di autogoverno (Regno Lombardo-Veneto, Regno d’Ungheria) e legami tra aristocrazie “nazionali” e impero
- Esistenza di forti identità nazionali (ungherese, italiana) che presto diventeranno ragione di debolezza dell’impero
L’Impero russo
- Regime autocratico con sostegno della chiesa ortodossa
- Espansione territoriale a est e centralismo politico
- Ruolo dominante dell’aristocrazia russa
- Conservazione e rafforzamento del regime feudale
- Spinte nazionaliste (Polonia)
L’Impero ottomano
- Coabitazione tra ampio numero di etnie e religioni diverse
- Il Monarca (sultano) è anche la principale autorità religiosa (califfo)
- Status superiore dei sudditi islamici, ma tolleranza religiosa e parziale autonomia amministrativa, fiscale e civile attraverso i Millet
- Frammentazione e debolezza dal punto di vista politico, scarso controllo centrale
- Minaccia russa e delle potenze europee interessate al commercio con l’est
L’opposizione all’ordine della Restaurazione
1. Ideali politici
Liberalismo
- Garanzia della libertà individuale e della proprietà, valorizzazione della società civile
- Stato di diritto
- Monarchia costituzionale
- Suffragio ristretto secondo capacità
- Divisione dei poteri e controllo del governo da parte del parlamento
Democrazia
- Eguaglianza politica
- Repubblica
- Suffragio universale maschile
- Centralità della Volontà popolare, l’interesse collettivo deve prevalere sulla libertà degli individui
2. L’idea di nazione e il nazionalismo
La Nazione è intesa come una comunità composta essenzialmente da tutti coloro che condividono gli stessi tratti etnici, la stessa storia, la stessa lingua e la stessa cultura. Tale comunità ha il diritto di esercitare la sovranità su un territorio storicamente definito come tale.
Ostacoli
- Difficoltà nell’identificare comunità coese confinanti in un unico territorio, le identità nella maggior parte dei casi si mischiano fra loro
- Repressione delle autorità imperiali
Successo
- Forza del discorso nazionalista basato su emozioni e passioni che si sviluppa tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento
- Evocazione di un concetto politico come la Nazione ma facendo riferimento a valori come la famiglia, la storia, la sacralità, il genere, di facile comprensione
- Discorso nazionalista e ideali patriottici promossi attraverso letteratura d’evasione (romanzi storici, poesie, melodramma) e immagini o simboli
Divisioni del fronte nazionale in Italia
- Democratici (Mazzini) = apostolato popolare, insurrezione e guerra di popolo, repubblica, assemblea costituente per dare vita a uno Stato unitario e centralista
- Moderati = accordo con i principi, riforme, monarchia costituzionale, federazione di stati guidata dal Papa
Il ritorno delle rivoluzioni
Tra il 1820 e il 1848 riprendono le rivoluzioni che si organizzano in tre stagioni rivoluzionarie.
1. Le rivoluzioni tra America e Europa (1811-1821)
Rivoluzioni in America Latina
- Appoggio della Gran Bretagna
- Ruolo decisivo dei militari
- Nascita di nuovi Stati (Venezuela, Argentina, Cile, Stato federato Gran Colombia, Brasile)
- Cacciata degli europei dall’America meridionale
Rivoluzioni europee
- Insurrezione in Spagna nel 1820 che determina altre rivoluzioni nel Regno delle Due Sicilie, nel Regno di Sardegna e in Grecia contro l’Impero ottomano
- Protagonisti: militari ex-napoleonici, sette segrete e clero (in Grecia)
- Rivendicazioni: indipendenza e costituzioni
Le rivoluzioni fallirono e determinarono profonde divisioni interne a causa dell’intervento delle potenze conservatrici: in Spagna la repressione venne messa in atto dagli eserciti francesi, in Italia dagli austriaci. La situazione fu diversa invece in Grecia, dove le rivoluzioni ebbero successo grazie al forte sostegno popolare e all’aiuto delle potenze europee contro l’Impero ottomano.
2. I moti del 1830-1831
- Francia: svolta reazionaria di Carlo X che determinò la creazione di una monarchia liberale
- Belgio: indipendenza e divisione dall’Olanda per ragioni religiose e politiche
- Polonia: insurrezione nazional-patriottica, fallimento poiché la Russia restaurò l’ordine
- Tentativi insurrezionali in stati tedeschi e dell’Italia centrale che determinarono profonde repressioni interne e non vi fu nessun intervento da parte degli stati liberali e della Santa Alleanza
3. Francia: dalla Monarchia liberale alla rivoluzione del 1848
- 1830: Monarchia costituzionale (libertà politiche e civili, divisione dei poteri, suffragio ristretto)
- Disuguaglianza politica: opposizione democratica e radicale che richiede l’ampliamento del suffragio e maggiori opportunità di associazione
- 22 febbraio 1848 rivoluzione a Parigi
Successo della rivoluzione e proclamazione della Repubblica:
- Introduzione del suffragio universale maschile
- Abolizione della schiavitù nelle colonie
- Proclamazione della libertà di stampa e di associazione
- Abolizione della pena di morte per reati politici
- Creazione di fabbriche statali
- Radicali e socialisti a Parigi e nelle città vs mondo rurale conservatore e moderato
In seguito alla proclamata vittoria dei repubblicani moderati durante l’Assemblea Costituente dell’aprile del 1848, nacque uno scontro tra moderati e radicali che si concluse con la vittoria dei moderati.
4. 1848: una rivoluzione europea (la rivoluzione delle costituzioni)
- Insurrezione urbana con scontri in piazza con ampia partecipazione
- Carestia del 1846 che determinò un aumento dei prezzi e disoccupazione
- Rivendicazioni nazionali e costituzionali
- Ostilità generale contro i governi che non hanno saputo gestire la crisi economica
- Crisi dell’Impero austriaco a causa di violenti scontri scoppiati nelle periferie
Motivazioni: economiche, sociali, politiche e nazional-patriottiche. I sovrani che in un primo tempo hanno concesso le costituzioni approfittarono delle debolezze delle rivoluzioni e si appoggiarono ai rivoluzionari più moderati e agli eserciti intervenendo per ristabilire l’ordine e cancellare ciò che avevano concesso inizialmente. L’esito complessivo è dunque fallimentare. In questo periodo di scontri si diffuse un forte sentimento di fratellanza tra i popoli, ciascuno ritenuto degno di costituire uno Stato indipendente, il problema consisteva nella difficoltà nella definizione del confine delle nazioni e nella possibilità che questo progetto potesse aumentare la conflittualità fra le diverse etnie a causa di conflitti di interessi.
La Francia dopo la rivoluzione del 1848
- Elezioni presidenziali: Luigi Napoleone Bonaparte presidente
- Minoranza democratica e socialista contro una maggioranza conservatrice
- 1850: limitazione suffragio universale e libertà di stampa
- 1852: in seguito ad un colpo di stato e allo scioglimento della Camera, venne proclamato imperatore Napoleone III e confermato con plebiscito
Una nuova Europa alla metà dell’Ottocento
Vediamo come si realizzano concretamente le rivendicazioni della prima metà del secolo che trasformarono la mappa geografica e di conseguenza la natura dei rapporti geopolitici in Europa.
La Francia di Napoleone III
La Francia del tempo era uno Stato con ambizioni imperiali di controllo dell’equilibrio europeo, entrando in competizione soprattutto con l’Impero asburgico e andando perciò ad appoggiare le rivendicazioni e le aspirazioni dello Stato italiano sotto il controllo dell’imperatore asburgico.
Politica
- Plebisciti
- Sopravvivono formalmente ma vengono svuotate di potere le istituzioni rappresentative
Economia
- Politica liberista
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