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Scienza delle finanze

Struttura del programma

  • Introduzione
  • Mercati efficienti e benessere sociale
  • Beni pubblici
  • Esternalità
  • Monopolio naturale
  • Asimmetrie informative ed intervento pubblico
  • I sistemi pensionistici
    • Sistema pensionistico italiano
  • Equità e funzione redistributiva
  • Deficit, debito pubblico e vincoli
  • Il federalismo fiscale
    • Federalismo fiscale in Italia
  • Le imposte
  • Il sistema tributario italiano

Che cosa studia la scienza delle finanze?

La scienza delle finanze è una branca dell’economia che studia il ruolo del settore pubblico nelle moderne economie di mercato.

Degli esempi di tipici argomenti che vengono trattati in questo corso sono, ad esempio:

  • Il rapporto tra iniziativa economica privata ed intervento pubblico (viene studiato il ruolo del settore pubblico in una “soluzione di default” come quella del mercato)
  • Gli effetti economici di spesa pubblica e tassazione
  • Il ruolo dello Stato rispetto alle disuguaglianze economiche
  • Processi di decisione collettiva (con particolare riferimento alle decisioni con rilevanti implicazioni economiche)

Panoramica a livello internazionale

Come introduzione, inserisco qui sotto alcuni dati che forniscono una panoramica a livello internazionale sulla situazione dei vari paesi europei e non.

Dimensione del settore pubblico: entrate (% PIL)

Spiegazione del grafico: Questa immagine mostra la dimensione del settore pubblico data dal rapporto fra le entrate del settore pubblico (principalmente associate alle imposte e ai contributi sociali) in rapporto al PIL (prodotto interno lordo). Dall’osservare questo grafico emergono due aspetti interessanti:

  • Livello molto elevato del rapporto tra entrate e PIL che supera il 40% mediamente (vale a dire che la ricchezza del paese totale viene assorbita per il 40/50% dalle imposte e dai contributi sociali) anche se il range di variazione non è così elevato.
  • Guardando il livello della spesa/uscite del settore pubblico, il grafico cambierebbe parzialmente in quanto si presuppone che uno stato abbia delle uscite minori delle entrate (così da evitare un disavanzo/indebitamento).

Dimensione della spesa (OCSE, 2014)

Spiegazione del grafico: quali sono le maggiori componenti che gravano sulla spesa del settore pubblico? In Italia, la maggior parte della spesa si riferisce alla protezione sociale (pensioni, reddito di cittadinanza, assegni per il nucleo familiare e tutte quelle “agevolazioni al reddito” a favore del cittadino). In Italia, la spesa per l’educazione è nettamente inferiore rispetto agli altri paesi OCSE (da notare che la parte in difetto sull’educazione è uguale alla parte in eccesso sulla protezione sociale calcolata sulla media dei paesi).

La composizione delle entrate: imposte sui consumi

Spiegazione del grafico: nel canale delle imposte (dato dal rapporto dell’imposta sul totale dei consumi) notiamo che anche in questo caso c’è molta variabilità fra i paesi (molto alta nei paesi centro orientali), arrivando ad un livello molto basso (in Italia e paesi come Francia e Belgio).

La composizione delle entrate: imposte sul reddito da lavoro

Spiegazione del grafico: in questo grafico possiamo notare come mediamente sia alta l’imposta sul reddito da lavoro, arrivando in alcuni paesi ad una tassazione del 50% (ossia che per 1 euro guadagnato dal lavoratore, vengono trattenuti 50 centesimi). Da notare che il blocco di paesi che avevano una tassazione sui consumi “bassa”, li troviamo con una tassazione sul reddito da lavoro più alta rispetto agli altri.

La composizione delle entrate: imposte sul capitale

Spiegazione del grafico: la prima cosa da notare è che in questo caso la tassazione sul capitale è più bassa rispetto alle altre tipologie di entrate e anche la variabilità è relativamente limitata (perciò l’Italia non ha problemi nemmeno in questo “ambito”).

Deficit/surplus su PIL (% 2018)

Spiegazione del grafico: il surplus lo otteniamo (semplificando) quando le entrate del settore pubblico sono maggiori delle uscite mentre il deficit lo otteniamo quando le entrate del settore pubblico sono minori delle uscite. Già nel 2018, la maggior parte dei paesi (ad eccezione della Norvegia per le royalty sulle estrazioni di petrolio) è in una situazione di deficit, situazione chiaramente aggravata di molto ora dopo la pandemia da Sars-cov 2.

I numeri precedenti colgono solo parte dell’impatto complessivo dell’intervento pubblico in economia. Una parte importante dell’impatto del settore pubblico sul mercato non ha un riscontro monetario immediato: le cosiddette “attività di regolamentazione”.

  • Interventi tipici di regolamentazione: regolamentazione delle professioni (se voglio praticare la professione di medico non posso farlo a meno che non sia iscritto in un apposito albo), tutela della concorrenza, standard di sicurezza e molto altro (e per questo i grafici sopra sottostimano l’intervento pubblico).
  • Esempi di attività di regolamentazione straordinaria: si sono moltiplicati nella fase pandemica; il divieto dei licenziamenti, intervento nel settore produttivo (come l’acquisto dei ventilatori come “azione statale”), in generale limitazioni alle libertà personali.

Problemi legati alla situazione nazionale

Fino ad ora abbiamo notato come la situazione italiana non fosse così “catastrofica” come si pensa, ma osserviamo ora alcuni problemi legati alla situazione nazionale.

Debito in rapporto al PIL (%)

Spiegazione del grafico: uno dei problemi italiani è dato dal livello del debito pubblico rapportato al prodotto interno lordo (in una situazione pre-pandemia). Notiamo subito che l’Italia è terza solo alla Grecia (di cui è noto il motivo) e al Giappone (il Giappone è uno dei paesi con un’incidenza altissima del debito pubblico sul PIL). Abbiamo casi in cui la differenza fra il debito pubblico sul PIL è diminuita dal 2008 al 2015 (come ad esempio la Norvegia).

Il costo del lavoro

Spiegazione del grafico: notiamo che il problema principale sono i contributi sociali a carico del datore di lavoro, quindi ha un costo del lavoro fra i più alti.

La spesa pensionistica

Spiegazione del grafico: è noto come l’Italia sia uno dei paesi che spende maggiormente per le pensioni, dove la maggior parte della spesa per le pensioni ricade o è sostenuta dal ruolo del settore pubblico.

Che cosa caratterizza l’intervento pubblico rispetto a quello privato?

  • La capacità coercitiva: un singolo soggetto economico non può imporre un’azione o un comportamento ad una pluralità di altri soggetti (mentre il soggetto pubblico può farlo).
  • Adesione universale obbligatoria: un esempio tipico può esserlo il cittadino che nasce in Italia (essendo nato in Italia è automaticamente un cittadino italiano). L’obbligatorietà dell’adesione presuppone una qualche forma di consenso rispetto a chi esercita il potere.

Le convinzioni rispetto ai quali debbano essere i limiti dell’intervento pubblico in economia dipendono evidentemente dalla visione rispetto al ruolo dello Stato stesso.

Concezioni di stato

  • Organicistica
  • Meccanicistica

Visione organicistica dello stato

In questa concezione l’individuo è funzionale allo stato, in modo simile a come ogni parte del corpo è funzionale all’organismo nel suo complesso, dove gli obiettivi della società sono fissati dallo stato.

Come definisce lo Stato gli obiettivi verso cui tendere? Secondo i sostenitori di questa visione esistono obiettivi specifici di determinare società, ma anche obiettivi che una società “naturalmente” persegue.

Visione meccanicistica dello stato

In questa concezione lo stato è funzionale al perseguimento di obiettivi definiti dagli individui. All’interno di questa concezione possono convivere visioni profondamente diverse rispetto all’ampiezza dell’intervento dello Stato funzionale al raggiungimento degli obiettivi individuali.

Per esempio:

  • Per un liberale, lo stato dovrebbe limitarsi a garantire le funzioni di giustizia e di sicurezza (T. Hobbes) e al limite le infrastrutture (A. Smith).
  • Per un socialdemocratico ai fini di garantire una libertà sostanziale oltre che formale concorre in modo essenziale una funzione di tipo redistributivo.

Le funzioni del settore pubblico in economia

La classica distinzione tra le diverse funzioni del settore pubblico in economia è quella introdotta da R. Musgrave:

  • Allocativa: modifica l’allocazione delle risorse fra usi alternativi (efficienza), essendo le risorse scarse, devo distribuirle equamente sull’istruzione, piuttosto che sulla sanità ecc.
  • Redistributiva: modifica la distribuzione delle risorse fra soggetti (equità), redistribuire da chi ha più risorse a chi ha meno risorse (anche attraverso la tassazione progressiva).
  • Di stabilizzazione: mira ad influenzare le variazioni di variabili macro-economiche legate al ciclo. Il ciclo economico è un succedersi di fasi espansive e fasi recessive, questa espansione con una successiva recessione è peggiore rispetto ad avere un’espansione inferiore ma costante nel tempo (anche perché recessione = perdita di posti di lavoro, contrazione dei consumi e molto altro).

Approcci alternativi all’analisi dei diversi problemi

  • Analisi positiva: ha come obiettivo quello di spiegare i diversi fenomeni (economici) e i nessi di causalità fra essi. Si avvale di strumenti sia teorici che empirici.
  • Analisi normativa: muove dall’individuazione di obiettivi e studia come diverse configurazioni del sistema economico si caratterizzano rispetto alla possibilità di raggiungere gli obiettivi.

Correlazione versus causalità

Un’applicazione di particolare importanza dell’analisi positiva all’economia pubblica è evidentemente lo studio dell’impatto di una politica rispetto agli obiettivi della stessa.

  • Per una valutazione ex-ante, lo strumento tipico è l’analisi costi-benefici
  • Per una valutazione ex-post, bisogna basarsi su elaborazioni statistiche per cui risulta fondamentale la distinzione tra:
    • Correlazione: relazione di tipo statistico che individua la tendenza ad associarsi di un incremento (o riduzione) di x con un incremento (una riduzione) di y.
    • Causalità: individua una variazione di x come causa di una variazione di y.

In caso di valutazione di una politica ciò che interessa è la relazione di causalità, rispetto alla quale alcune correlazioni potrebbero risultare confondenti.

Esempio: alla fine del mese di agosto viene installato su una strada turistica ad elevata incidentalità un autovelox. Il confronto tra i dati di incidentalità dei mesi di agosto e settembre mostra un chiaro miglioramento (correlazione tra autovelox no/sì e tasso incidenti).

Domanda: è sufficiente per dire che l’autovelox ha determinato una riduzione dell’incidentalità? Non necessariamente, perché, per esempio, il motivo della riduzione potrebbe essere semplicemente la minore congestione della strada nel mese di settembre.

Metodi sperimentali e metodi quasi sperimentali

L’approccio più corretto alla valutazione della causalità è quello di tipo sperimentale, basato sull’assegnazione casuale di un soggetto ad un gruppo trattato o di controllo. Tuttavia, quel tipo di approccio non è sempre praticabile (esempio: autovelox). Nel tempo sono stati sviluppati diversi metodi di analisi che consentono di applicare i concetti dell’analisi sperimentale a dati di tipo non sperimentale.

Piano di azione del settore pubblico durante la pandemia

Lo scoppio della pandemia ha determinato da subito un ampliamento molto significativo della sfera di influenza del settore pubblico. Gli interventi sono stati principalmente basati sulle funzioni:

  • Allocativa
  • Stabilizzazione

Numero di interventi del settore pubblico:

  • Limitazione delle libertà personali per contenere la diffusione del virus
  • Interventi a sostegno dei redditi
  • Limitazione del libero mercato (come nel caso del mercato del lavoro)
  • Stabilizzazione di alcune funzioni produttive (come nel caso dei ventilatori)

Mercati efficienti e benessere sociale

Motivazione e obiettivi: facendo riferimento alla classificazione di Musgrave (1959) partiamo dallo studio della funzione allocativa: dal momento che la ovvia alternativa all’intervento pubblico è operare nel mercato, è indispensabile iniziare dallo studio delle proprietà di efficienza dei mercati per poter poi capire dove eventualmente l’efficienza venga meno e si giustifichi quindi l’intervento pubblico. Questa analisi ci offre anche la possibilità di rivedere alcuni concetti fondamentali di microeconomia e di allineare la terminologia.

Efficienza e miglioramento paretiano

Pareto efficienza: si definisce Pareto efficiente un'allocazione tale per cui non è possibile migliorare la posizione di un soggetto senza peggiorare quella di almeno un altro soggetto.

Miglioramento paretiano: si definisce “miglioramento Paretiano” una variazione dell’allocazione che migliora la posizione di un soggetto senza peggiorare quella di nessuno.

[Per questo motivo chiaramente vi è una relazione fra la Pareto efficienza e il miglioramento paretiano in quanto in una situazione di Pareto efficienza, per definizione, non vi può essere un miglioramento Paretiano. Nel caso opposto invece, vi può essere un miglioramento paretiano fino ad arrivare alla Pareto efficienza.]

Come raggiungere l’equilibrio economico generale? (ricordo che stiamo studiando il mercato per poi capire quando lo Stato deve operare)

Equilibrio economico generale: ipotesi

L’approccio di un equilibrio economico generale (EEG) che sta alla base della prevalente analisi positiva è di tipo assiomatico. Questi assiomi sono riconducibili ai seguenti punti:

  • Consumatore
    • Razionalità
    • Consumerism
    • Tassi marginali di sostituzione decrescenti
  • Produttore
    • Proprietà delle funzioni di produzione
    • Rendimenti di scala costanti nell’intorno dell’equilibrio di mercato
    • Obiettivo di massimizzazione dei profitti
  • Mercato
    • Esistenza di un meccanismo di aggiustamento dei prezzi che consente il raggiungimento di un equilibrio

Dettagli degli assiomi

Consumatore

Razionalità del consumatore

La razionalità dell’assioma coinvolge:

  • Preferenze:
    • Complete: ossia che date due alternative, l’individuo è sempre in grado di ordinare rispetto alle proprie preferenze queste alternative.
    • Continue: significa che nel momento in cui noi riusciamo a sintetizzare la preferenza in una funzione, allora quella funzione sarà continua.
    • Transitive: significa che se il paniere A è strettamente preferito al paniere B e il paniere B è strettamente preferito al paniere C, allora il paniere A sarà strettamente preferito al paniere C.
  • Scelte:
    • Coerenti con le preferenze: se preferisco un paniere, la mia scelta ricade su quel paniere.
    • Coerenti con i vincoli: rispettano gli eventuali vincoli (tipo il vincolo di bilancio).

Consumerism (detto anche di non sazietà)

Il consumatore preferisce il “di più” al “di meno”: ∀ > 0 j, ∂U/∂xj > 0

Questa formula suggerisce che livelli aggiuntivi di consumo danno sempre un’utilità positiva. Graficamente, la funzione è crescente al crescere del livello di consumo. È una funzione concava perché la derivata seconda dell’utilità rispetto a X è minore di 0, e significa che l’utilità aumenta molto di più quando x è scarso rispetto a quando x è abbondante.

Tassi marginali di sostituzione decrescenti

Insieme alle ipotesi già viste, determina il seguente tipico andamento per le curve di indifferenza: la curva di indifferenza è il punto in cui si è allo stesso livello di utilità con combinazioni diverse dei due beni. L’utilità aumenta per curve di indifferenza più alte. Molto importante è la pendenza perché indica come varia il consumo di un bene al variare del consumo dell’altro bene (in modo da lasciare inalterata l’utilità).

Allocazione ottimale del consumo

Il consumatore “razionale” risolve il seguente problema:

max U(x1, x2) s.t. p1x1 + p2x2 ≤ Y

Graficamente, formalmente per quanto concerne l’allocazione ottimale del consumo, è richiesto che:

∂U/∂x1 / p1 = ∂U/∂x2 / p2

[Ossia che il rapporto fra le due utilità marginali dei beni che si vanno a consumare deve essere uguale al rapporto fra i prezzi del primo e del secondo bene, in questo caso indica la derivata prima di U(⋅) rispetto a xj.]

Possiamo dire in definitiva che il tasso marginale di sostituzione deve uguagliare il rapporto fra i prezzi (come in microeconomia dove trovavamo la condizione di tangenza fra il vincolo di bilancio e la curva di indifferenza).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marco6969 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Pertile Paolo.
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