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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

La teoria dell’organizzazione e le sue prospettive multiple

1.

L’organizzazione aziendale ha per oggetto il lavoro (finalizzato da una struttura) svolto dalle persone

(apportato dalle persone), costituisce i 2 fattori principali dell’organizzazione.

che, insieme al capitale

Il lavoro i svolge in categorie di istituti: partiti politici, enti del terzo settore, banche, PA, imprese…

Molto importanti sono: efficacia (raggiungere gli obiettivi prefissati), efficienza (rapporto tra i mezzi

(grado di correttezza dell’applicazione delle procedure delle

impiegati e i risultati ottenuti) e giustizia

interazioni e nella distribuzione delle risorse).

è un insieme di concetti le cui relazioni ipotizzate consentono l’analisi e l’interpretazione

Una teoria

di un fenomeno di interesse; forniscono delle categorie con cui leggere la realtà. Le prospettive

teoriche, invece, sono più teorie correlate; sono principalmente 3: p. moderna, p. simbolica, p.

postmoderna; differiscono per: ontologia (come vediamo la realtà) e epistemologia (come noi

conosciamo la realtà).

La si basa sulla visione oggettiva della realtà, che esiste indipendentemente

prospettiva moderna

dal soggetto; da un punto di vista epistemologico si basa su un approccio positivista: cercano

soluzioni universali, utilizzando il metodo scientifico (definire le organizzazioni e le loro performance).

Questa teoria è basata su metodi quantitativi, i quali però non danno certezze, e i ricercatori devono

quindi utilizzare le probabilità statistiche; un altro problema è il pericolo di confondere la correlazione

con la casualità. È molto importante, inoltre, che le teorie non siano troppo generalizzabili.

La adotta un approccio soggettivo (ciò che esiste è ciò che noi pensiamo che

prospettiva simbolica

esista) ed è specifica per ogni contesto; è legata ad un gruppo di individui. Vi è un approccio

interpretativo (la verità dipende dal soggetto che conosce e può essere compresa solo da chi è

coinvolto): la verità è una costruzione sociale, frutto di interpretazioni, mentre i soggetti e le loro

sviluppati nell’ambito

verità sono co-costruite e cambiano nel tempo. È basata su metodi qualitativi

dell’arte e delle scienze umane (viene rifiutato il metodo scientifico).

ha un’impostazione più

La filosofica, con un linguaggio più complesso; vi

prospettiva postmoderna

è la convinzione che niente esiste separatamente dalle sue interpretazioni. Analizza la realtà (è il

frutto dell’interesse della classe dominante); i postmodernisti credono che il discorso sia

un’epistemologia riflessiva

autoreferenziale. Si basa su (si conosce solo dalla posizione del soggetto

nel discorso; la verità è una maschera, dietro cui non c’è niente). Vengono utilizzati metodi critici,

per favorire i punti di vista marginali e oppressi, destabilizzare le ideologie manageriali e i modelli

modernisti di organizzazione e teorizzazione.

Gli elementi base di un’organizzazione sono: cultura, tecnologia, struttura fisica e struttura sociale;

nell’ambiente.

sono tutti contenuti

Una breve storia della teoria dell’organizzazione

2.

Con la prima rivoluzione industriale, in Scozia, nacquero le prime teorie organizzative, per poter

organizzare lo spazio delle macchine di un’industria tessile.

In questo periodo un economista, (rientra nella prospettiva moderna), pubblicò il suo

Adam Smith

Saggio sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni (1776), dove descrisse una delle

prime teorie: la manifattura degli spilli. Un uomo tira il filo del metallo, un altro lo drizza, un terzo lo

taglia, un quarto lo appuntisce, un quinto l’arrota all’estremità ove deve farsi la testa; farne la testa

richiede due o tre distinte operazioni, montarla è una speciale occupazione, pulire gli spilli ne è

un’altra, ed un’altra ne è il disporli entro la carta. Vi è una divisione del lavoro tra più persone (in

le quali devono essere coordinate; più aumenta la divisione e più c’è produttività

circa 18 operazioni), Mentre Smith affermava che l’industrializzazione avrebbe assicurato il

(ed efficienza economica).

successo economico, Marx vide alcuni fattori critici.

Nel XIX si sviluppò sempre in Inghilterra, il , grazie a . La sua teoria parte dal

capitalismo Karl Marx

bisogno di sopravvivenza degli esseri umani e dal desiderio di prosperare una volta soddisfatti i

bisogni primari; man mano le persone scoprono le efficienze economiche del lavoro collettivo. Si

presenta però il problema delle relazioni di potere tra capitale (chi possiede i fabbricati,

attrezzature...) e lavoro (lavoratori che fabbricano i prodotti), che hanno interessi diversi: sorge quindi

il problema su come dividere il profitto. I capitalisti volevano che gli operai lavorassero in modo più

efficiente, e per farlo era necessario imporre nuove forme di controllo manageriale. Vi fu una

L’alienazione si

mercificazione della manodopera, un loro sfruttamento e una loro alienazione.

verifica quando gli operai si auto-sfruttano con condizioni di impiego che favoriscono gli interessi del

capitale.

Marx ebbe un approccio critico al capitalismo, il quale sarebbe crollato sono quando si sarebbe

sviluppata una società dalla sua base economica decisa a rovesciare il capitalismo.

VIDEO TRATTO DA “IL

ESEMPIO: GIOVANE MARX” (vi è uno sfruttamento dei bambini nelle

fabbriche da parte dei capitalisti (i quali fanno profitto) sfruttamento della manodopera, che porta

all’alienazione).

Con la seconda rivoluzione industriale (seconda metà del XIX sec.) ci furono: la rivoluzione nei

trasporti, la diffusione di tecnologie ad alta intensità di capitale e il consolidamento del passaggio ad

una società capitalistica.

Anche (sociologo francese) diede un contributo: prendendo spunto dalla teoria di

Èmile Durkheim

la gerarchia e l’interdipendenza dei ruoli

Smith, aggiunse e dei compiti alla divisione del lavoro come

concetti legati alla struttura sociale. Inoltre propose, oltre al concetto di organizzazione formale

l’organizzazione

(regole stabilite, procedure) anche informale (società dei lavoratori).

Anche in Germania, con , venne dato un contributo. Voleva capire come

Max Weber

l’industrializzazione stesse incidendo sulla società; le società si organizzavano prima con il potere

tradizionale (si fonda su ordinamenti antichi e percepiti come esistenti da sempre; il criterio per

assegnare le cariche è quello dell’ereditarietà) e il potere carismatico (irrazionale e rivoluzionario,

basato sull’eccezionalità attribuita dai seguaci di alcuni individui e sul culto della personalità) e poi

si aggiunse anche il potere legale (si fonda su regole e leggi formulate in modo razionale; la sua

forma più pura è la burocrazia). Weber vide però nella burocrazia il pericolo di trattare le persone

come macchine, oltre che imprigionarle in una gabbia di ferro. Per evitare ciò propose due tipi di

razionalità: r. formale (le società diventano gabbie di ferro per seguire solo le regole) e r. sostanziale

(si seguono le regole quando hanno un’utilità). Considerò inoltre la burocrazia come “ideal-tipo”

(esiste solo nella mente del ricercatore) e come antidoto al nepotismo, al culto della personalità e

all’abuso di potere; modello “prescrittivo”.

è come un

Negli Stati Uniti all’inizio del XX sec. si sviluppò la grande impresa, basata su: produzione,

l’attività gestionale era approssimativa, la forza

distribuzione e management. Nacque in quanto:

lavoro non era qualificata ed era ad alta mobilità e la cosa ritenuta più importante era la riduzione

Taylor volle risolvere questi problemi, e pensava che l’unico modo fosse

dei costi. con la scienza.

, intenzionato a dimostrare che la scienza avrebbe migliorato il management, condusse

Taylor l’utilizzo degli attrezzi e delle macchine e sulla

esperimenti, incentrati sulle materie prime,

motivazione degli operai. Fece ricerche, sperimentazioni ed osservazioni, dai quali ricavò alcuni

l’uso di standard lavorativi, la messa in sequenza delle operazioni, le specifiche

standard e principi: l’assegnazione delle mansioni in base alle competenze, l’adozione

dei materiali. Raccomandò inoltre

di diversi metodi di supervisione e gli schemi di incentivazione. Tutto ciò avrebbe portato a maggiore

produttività ed efficienza degli operai, massimizzando così i profitti dei capitalisti, riducendo i costi,

così da aumentare i salari. Taylor distinse: progettazione (fatta dagli ingegneri) ed esecuzione (fatta

dagli operai). Questa teoria venne definita organizzazione scientifica del lavoro (o taylorismo).

Uno dei primi ad adottare questo management scientifico fu , il quale inventò la catena

Henry Ford

di montaggio, che portò ad una produzione di massa, dalla quale conseguì un aumento dei salari.

Venne eliminato ogni movimento superfluo, in modo che ogni lavoratore fosse solo forza-lavoro;

molto importante diventò quindi la misurazione del tempo (time clock). Durante quel periodo in

America si stava sviluppando il proibizionismo; i lavoratori dovevano fare solo il tragitto casa-lavoro,

in modo da non avere altre distrazioni: tutta la vita del lavoratore era monitorata. Il fordismo arrivò

anche in Italia nel 1923, dove a Torino la Fiat realizzò lo stabilimento del Lingotto (fabbrica verticale,

dove dal tetto fino a terra c’erano ruoli diversi). Qualche anno dopo venne realizzata anche la

(per eliminare lo spreco di tempo per passare da un piano all’altro).

fabbrica orizzontale, il Mirafiori

I cardini del taylorismo e del fordismo sono: tempi, metodi e misurazione.

VIDEO TRATTO DA “TEMPI

ESEMPIO: MODERNI” CON CHARLIE CHAPLIN (viene mostrata la

catena di montaggio, dove ogni operaio svolge un solo compito, si cerca di automatizzare anche il

pranzo attraverso una macchina. Le infinite ore lo portano a perdere il controllo della mente,

toccando ogni tasto all’interno della fabbrica; verrà poi fatto rinchiudere in una clinica).

VIDEO TRATTO DA: “LA (ambientato a

ESEMPIO: FIAT DA CORSO DANTE A MIRAFIORI”

Torino, mostra le fabbriche Lingotto e Mirafiori impegnate nella costruzione delle auto, con la catena

di montaggio, illustrando le loro caratteristiche. Si racconta poi la storia di Rossana, la quale riceve

in regalo dal padre per i 20 anni un’auto, la nuova 1100; tuttavia però lei è ancora affezionata alla

Alla fine però la ragazza guiderà l’auto

vecchia Balilla, e va a fare un giro, e intanto la 1100 la segue.

nuova, più economica e confortevole).

Negli anni ’20, negli Stati Uniti, una consulente americana, , mise in evidenza

Mary Parker Follett

l’organizzazione è come una comunità,

una visione più democratica organizzativa. Sosteneva che:

l’integrazione

i conflitti si risolvono con (esigenze di tutti soddisfatte), il potere si esercitava con le

e c’era una

persone (p. congiunto) governance collegiale (coordinamento). In opposizione a Marx,

sosteneva che il potere era fonte di energia creativa.

In Francia un ingegnere, elaborò la teoria della direzione amministrativa, la quale dice

Henry Fayol

che la funzione direzionale è distinta da altre funzioni (tecniche, commerciali, finanziarie, di sicurezza

e contabilità); dirigere vuol dire: programmare, organizzare, comandare, coordinare e controllare.

da applicare all’amministrazione

Fayol enunciò dei principi, detti soluzioni normative universali,

razionale delle attività organizzative; essi sono: spazio di controllo, delega, dipartimentalizzazione,

unità di comando, principio scalare e spirito di corpo.

I contenuti di Fayol, uniti a quelli di Taylor, vennero racchiusi in un libro da Ugo Gobbato (Italia).

Con lo sviluppo del taylorismo e del fordismo, negli anni ’20/’30, si analizzarono le relazioni tra

struttura sociale (relazioni tra persone, ruoli) e struttura fisica (relazioni spaziali tra elementi fisici di

un’organizzazione). Iniziarono quindi i primi esperimenti; il primo di questi era per capire il livello

Si scoprì che non c’era correlazione tra l’illuminazione e la

ottimale di illuminazione nelle fabbriche.

produttività. Per capire cosa incideva sulla produttività chiesero aiuto a Mayo, Roethlisberger e

(evoluzione dell’impostazione tayloristica).

Dickson, appartenenti alla scuola delle relazioni umane

capì che un aumento della produttività è dovuto dal miglioramento delle relazioni umane,

Elton Mayo

ore di sonno e l’incentivo economico. l’effetto Hawthorne,

le Molto importante è il quale dice che gli

individui si comportano come membri complessi di un gruppo sociale; da un livello socio-psicologico

la motivazione è influenzata anche da fattori psicologici e sociali, mentre da un livello di struttura

l’organizzazione informale è importante.

sociale, (USA, anni ’30), il

Un approccio che prese spunto da questa scuola fu quello di Chester Barnard

l’organizzazione, come sistema cooperativo,

quale sosteneva che: era basato su una dimensione

informale e formale; e era necessario distinguere tra scopi organizzativi e moventi personali.

3. Relazione tra organizzazione e ambiente (prospettiva moderna)

(anni ’50); secondo lui un

venne proposta da Ludwig von Bertalanffy

La teoria generale dei sistemi

è un insieme di sottosistemi che interagiscono all’interno di un sovrasistema (ambiente o

sistema

contesto), mostrando così la loro relazione gerarchica. La teoria generale dei sistemi (è generale)

un’organizzazione sociale come un sistema composto da sottosistemi interagenti in un

definisce L’esistenza di qualsiasi sistema

sovrasistema, il quale interagisce con altri socialmente organizzati.

dipende dalla capacità di mantenere l’organizzazione di tutte le sue parti. È necessario capire quale

è il sistema in cui si colloca il fenomeno dell’interesse; inoltre vi è una complessità dei sistemi a

diversi livelli.

L’organizzazione intrattiene con l’ambiente organizzativo una relazione basata su scambi economici:

l’ambiente fornisce gli input di cui l’organizzazione necessita (materie prime, capitale, lavoro), e che

l’organizzazione a sua volta trasforma in output. Il costante scambio economico con l’ambiente

ci fosse, l’organizzazione collasserebbe.

consente la sopravvivenza e, qualora non

dell’ambiente organizzativo ci sono tanti soggetti portatori di

All’interno interessi interni (lavoratori e

proprietà) ed esterni (clienti, fornitori, investitori). Gli stakeholder prendono in considerazione anche

i possibili danni dell’organizzazione (come l’inquinamento dell’aria o dell’acqua).

Per capire tutte le relazioni che ci sono tra un’organizzazione e le altre si utilizzano i network inter-

organizzativi, dove i nodi rappresentano gli attori, mentre i legami tra i nodi sono i canali con cui

fattori critici (es: risorse) fluiscono. I network sono caratterizzati da centralità, densità e posizione dei

(assenza di collegamenti in un’area).

buchi strutturali

L’ambiente organizzativo è diviso in diversi strati (caratterizzano una nazione): s. sociale (indica

l’andamento demografico, il tipo di sistema educativo, la composizione delle classi e la mobilità

sociale), s. culturale (insieme di valori e aspettative di comportamenti), s. legale (insieme di leggi e

regolamentazioni), s. politico (quanto è distribuito o concentrato il potere, il tipo di governo), s.

economico (come funziona il mercato del lavoro, quelli finanziari, dei beni e dei servizi; è influenzato

alleanze, bilancia dei pagamenti…),

da: accordi commerciali, s. tecnologico (insieme di conoscenze

e competenze, grado di diffusione delle innovazioni) e s. fisico (risorse delle condizioni e risorse

ambientali e infrastrutture). (organizzazione dell’economia mondiale in

Questi strati sono influenzati dalla regionalizzazione

blocchi regionali indipendenti), la quale è influenzata anche dai governi che incoraggiano il

Con l’aumento del profitto, le

commercio regionale e gli investimenti lungo i confini nazionali.

organizzazioni cercano scambi internazionali: si parla quindi di internazionalizzazione, la quale porta

ad una maggiore complessità ambientale, fino a quando non si realizzerà una .

globalizzazione

(ONU, WTO, OMS, ONG…).

Nascono anche le organizzazioni sovranazionali

Per ogni azienda è necessario definire l’ambiente organizzativo, per poi definire quali soggetti fanno

parte di questi. Si pone quindi il problema dei . Negli ultimi anni le aziende

confini organizzativi

hanno sempre più esternalizzato le attività ad altre organizzazioni (strategia del carciofo); in questo

modo l’attività centrale si è sempre più ridotta e si allarga l’ambiente organizzativo.

Analizzando la questione dei confini, graficamente si può notare: nucleo centrale (con flessibilità

funzionale, dipendenti con contratto a tempo indeterminato), 1° gruppo periferico (con flessibilità

ma per un periodo limitato),

numerica, mercato del lavoro secondario; sono dentro all’organizzazione

2° gruppo periferico (con flessibilità numerica più intensa, ci sono: lo stage, contratti a breve termine,

condivisione del lavoro, part-time), maggior ricorso a fonti esterne, agenzie di lavoro temporaneo,

lavoro autonomo e subappalto (imprese per sviluppare un progett

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicoleecavallii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Basaglia Stefano.
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