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Appunti di igiene: III anno scienze biologiche

Capitolo 1: significato e contenuti dell'igiene

La parola igiene deriva dal greco e significa buona salute. È una disciplina bio-sanitaria che ha come scopo quello di mantenere, conservare, promuovere ed incrementare la condizione di salute. Lo scopo non è curare il malato, ma evitare che si ammali, tramite tutte quelle misure che permettono il mantenimento di buona salute. Il concetto di vaccinazione è la principale misura che viene utilizzata per mantenere il soggetto sano tale.

Semmelweis è stato un ostetrico ungherese del 1800 che ha lavorato a Vienna per tutta la sua vita. Egli osservò che l'infezione postpartum era molto più frequente in un ospedale x rispetto che ad un ospedale y. Inoltre, osservò che in tale ospedale x le donne morivano più spesso rispetto a quelle che partorivano a casa o per strada. Semmelweis ipotizzò che la colpa fosse dei medici o degli studenti di medicina che uscivano dalla sala settoria (dove si sezionavano i cadaveri) e poi si dirigevano a far partorire le donne senza lavarsi le mani. Introdusse quindi il lavaggio delle mani tramite una soluzione a base di cloro. Grazie a questo crollarono le morti nell'ospedale x.

Capitolo 2: dalla salute alla malattia

Nel corso degli anni sono state date diverse definizioni. Una di queste, che non è troppo realistica, è: «uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale» - OMS, 1984.

Prima dell'OMS però c'era un'altra definizione: «assenza di malattia». Questa definizione considerava solo l'aspetto fisico. La definizione di salute è poi stata modificata da un italiano, il professor G. Bo. Egli ha fatto un passo avanti, elaborando come concetto di salute: «lo stato di completo benessere fisico, psichico ed ecologico» - Giovanni Bo. L'aspetto sociale fa parte della condizione ambientale.

Un altro docente italiano dà una definizione ancora più calzante: «la salute è una condizione di armonico equilibrio fisico, psichico e sociale dell'individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale» - Seppili, 1966. Per questa definizione, l'uomo è rappresentato all'interno di un triangolo (i cui lati sono l'equilibrio fisico, psichico e sociale) che a sua volta è interno a un cerchio (che rappresenta l'ambiente esterno). Questo significa che se l'uomo si adatta, esso può trovare un equilibrio. Quindi si può raggiungere la salute anche se i vari fattori dell'equilibrio non sono al loro massimo.

Circa 20 anni dopo, viene rilasciata un'altra definizione che sarà poi quella definitiva: «la salute è la capacità dell'individuo o di un gruppo di individui di sviluppare le proprie potenzialità per rispondere alle difficoltà dell'ambiente» - OMS, 1972.

A questo punto è importante sviluppare il concetto di ambiente: tutto ciò che circonda l'individuo o il gruppo. È stato sviluppato anche il concetto di ambiente ed è: «tutto l'insieme di quei fattori ed influenze esterne (fisiche, chimiche, biologiche e sociali) al corpo umano e tutti i comportamenti correlati, escludendo tuttavia gli ambienti naturali che non possono essere ragionevolmente modificati» - OMS, 1972.

I fattori che interagiscono tra uomo e ambiente sono suddivisibili in due macrogruppi: abiotici e biotici. Essi concorrono nel favorire la condizione di malattia o salute nell'uomo. I fattori abiotici sono l'aria, l'acqua, il suolo, il clima e l'energia. I fattori biotici sono i fattori naturali (flora, fauna, alimenti e microrganismi), i fattori demografici (struttura e dinamica delle popolazioni) e i fattori sociali (urbanizzazione, sviluppo socio-economico).

  • Fattori fisici: temperatura, umidità, radiazioni, elettricità, rumori, calamità naturali, traumi
  • Fattori chimici: composti dei terreni e dei terreni, sostanze inquinanti, alcool, fumo, droghe, veleni, farmaci
  • Fattori biologici: microrganismi, macroparassiti, vaccini, sieri, alimenti
  • Fattori sociali: sistema politico, organizzazione socio-sanitaria, organizzazione economica, cultura e tradizioni, organizzazione del lavoro, organizzazione della scuola
  • Fattori psichici: stimoli affettivi, occasioni di apprendimento, stress, relazioni interpersonali
  • Fattori individuali: età, sesso, razza, caratteri genetici, struttura fisica e psichica, stato fisiologico

Quindi, i vari fattori chimici, fisici, biologici, sociali, psichici e individuali possono interferire sia positivamente che negativamente sulla salute della persona.

Conferenza di Francoforte e importanza dell'ambiente

Tra ambiente e salute quindi c'è un legame importante. È stato assodato ed è stato sancito nella conferenza dei ministri della sanità e dell'ambiente dei governi europei di Francoforte, nel 1989. La tutela dell'ambiente e la sua gestione è anche tutela della salute dell'uomo. È fondamentale.

Gli scienziati sono d'accordo sul dire che l'ambiente sia in uno stato di avanzato degrado. L'avanzato degrado è legato all'incremento della popolazione, ma soprattutto allo sviluppo socio-economico della stessa, che ha fatto sì che siano aumentate le esigenze della popolazione negli ultimi anni. Il risultato finale è stato il deperimento delle risorse ambientali con conseguente inquinamento ambientale.

L'uomo ha usato indiscriminatamente l'ambiente per i suoi scopi, senza pensare nell'ottica del rinnovo delle risorse del pianeta utili a chi poi sarebbe venuto dopo e utili all'ambiente stesso.

Inquinamento ambientale

Negli ultimi anni ci si è resi conto che l'inquinamento ambientale non è solo legato all'esterno (outdoor), ma è legato anche agli ambienti interni (indoor). L'ambiente interno è un ambiente chiuso e può contenere diverse apparecchiature e sostanze inquinanti, come disinfettanti, sostanze chimiche, ecc. usate in modo errato. Il mescolamento delle sostanze è un errore comune fatto in casa che porta a vapori tossici. Un altro fattore di inquinamento interno era dovuto ai riscaldamenti, poiché l'utilizzo di combustibili portava al rilascio di sostanze tossiche. Questo è stato migliorato negli anni, grazie al cambiamento dei combustibili usati.

Anche l'inquinamento dell'acqua (e carenza dell'acqua) è un fattore importante. L'inquinamento del suolo è dovuto allo scorretto smaltimento dei rifiuti.

L'inquinante è un composto che, seppur normalmente presente, assume livelli di concentrazione rilevanti, o comunque difforme dalla normale concentrazione. È la definizione di base, quindi anche se cambia la legge o il contenuto, il concetto di base resta quello. Basti pensare, come esempio, la CO2 che si trova normalmente nell'aria ma che superata la concentrazione normale inizia ad inquinare l'ambiente.

Come si può pesare l'inquinamento? È una domanda alla quale non esiste una risposta esatta. Si può dire che certamente l'inquinamento è diffuso, non è circoscritto, interessa tutte le matrici ambientali ed è tanto. Mancano degli studi che possano definire a livello quantitativo e qualitativo l'inquinamento. Ciò che si dice è dato da flash conoscitivi, ovvero indagini condotte casualmente.

Ogni anno nel mercato vengono immessi circa 1.000 nuovi prodotti che originano rifiuti più o meno tossici. Solo nell'acqua sono stati identificati 2.000 contaminanti. Nell'atmosfera si contano 700 contaminanti, di cui 47 sono cancerogeni certi. Negli ambienti di lavoro si contano oltre 13.000 sostanze tossiche, di cui 28 sono cancerogene certe.

Si può dire per certo che l'inquinamento non è lieve e soprattutto che non è circoscritto. Ciò che si percepisce è solo la punta dell'iceberg.

Contaminanti e cancerogeni

Non esiste l'inquinamento legato a una sola matrice. Ad esempio, se l'aria è inquinata, allora necessariamente tutte le altre matrici con cui entra in contatto l'aria sono inquinate.

Negli ultimi anni, a causa dell'inquinamento, molte specie animali e vegetali si sono estinte. Esso però ha effetti negativi anche sull'uomo che vive una crisi di adattamento al suo ambiente di vita.

Duplice rapporto uomo-ambiente

Tra ambiente e uomo c'è un duplice rapporto, poiché l'attività dell'uomo ha portato all'inquinamento ambientale, mentre l'ambiente in risposta ha portato malattie all'uomo che possono essere con effetti acuti e/o cronici.

  • Contaminazione
  • Inquinamento alimentare
  • Inquinamento idrico
  • Inquinamento atmosferico
  • Rischi occupazionali
  • Effetti acuti: avvelenamenti, stati tossici sistematici
  • Effetti cronici: malattie neurologiche, malattie respiratorie, tumori, malattie cardiovascolari, malattie ereditarie

Cause di morte a livello globale

Nei paesi industrializzati la principale causa di morte è dovuta all'inquinamento ambientale. Nei paesi non industrializzati non fanno in tempo a sviluppare malattie cardiovascolari a causa dell'inquinamento, poiché muoiono di malattie infettive prima a causa dell'assenza di precauzioni.

NCDs: non communicable diseases, malattie non trasmissibili (tumori, patologie respiratorie, malattie cardiovascolari).

Questi sono tassi proporzionali. Su quelle morti si ha una proporzione delle malattie, ovvero quanto una malattia ha pesato sulle morti.

Per quel che riguarda i tumori, c'è uno studio effettuato dalla IARC che rimanda agli anni '90. Questo studio dice che il 50% dei tumori nelle società occidentali sono attribuibili a fattori di rischio ambientali.

L'OMS invece dice, nel 2006, che il 19% di tutti i tumori sono da attribuire a fattori di rischio ambientali prevedibili. Sono prevalentemente tumori del polmone, dello stomaco, le leucemie e i melanomi.

Sono circa 1,3 i milioni di morti ogni anno che ammontano a 14,5 milioni di anni di vita in salute persi.

Rischio cancerogeno

Il rischio cancerogeno delle sostanze può essere inserito in 4 categorie:

  • Gruppo 1 → cancerogeni sicuri per gli esseri umani
  • Gruppo 2A → cancerogeni probabili per gli esseri umani
  • Gruppo 2B → cancerogeni possibili per gli esseri umani
  • Gruppo 3 → non classificabili come cancerogeni per gli esseri umani

Questa classificazione è presa dal rapporto della IARC che viene redatto tutti gli anni riguardo i casi di cancro in Italia. In questo rapporto specifico, datato ottobre-novembre, vengono rappresentate 120 sostanze tossiche per il gruppo 1, 88 per il 2A, 313 per il 2B e 499 per il gruppo 3.

Il 7 marzo 2022 è uscito il nuovo rapporto e la quantità è cambiata. Ad oggi, i numeri sono: 121 agenti per il gruppo 1, 90 per il 2A, 322 per il 2B e 498 per il gruppo 3.

Il 16% delle patologie cardiovascolari sono attribuibili a condizioni ambientali. Questo significa 2.5 milioni di morti all'anno. I fattori (benzine), lo stress lavorativo. Dall'altra parte, la durezza dell'acqua (contenuto di sali nell'acqua, specialmente calcio e magnesio) funge da protezione.

Altre patologie causate dall'ambiente sono le infezioni del tratto respiratorio (42% nei paesi in via di sviluppo, il 20% nei paesi già sviluppati e il 21% in Italia), il 94% dei casi di diarrea (causata prevalentemente dall'acqua), il 42% delle malattie polmonari croniche ostruttive causate nel 36% dei casi dal fumo, il 71% dei casi di avvelenamenti non intenzionali.

I 12,6 su 46 milioni di morti nel 2012 erano attribuibili a fattori ambientali; questo vuol dire 596 milioni di giornate in salute perse. Questo studio però considera unicamente i fattori ambientali esterni, quindi non contempla i fattori ambientali interni (quindi assunzione di tabacco esclusa, ad esempio). Invece sono inclusi la contaminazione dell'aria (il fumo ambientale è compreso), le radiazioni UV, i rumori, i rischi occupazionali, i metodi agricoli, etc.

Sempre basandosi su questo studio, si giunge alla conclusione che il 42% degli ictus, il 35% degli infarti e ben il 57% delle diarree sono tutti dovuti a fattori ambientali.

Capitolo 3: epidemiologia

Le due branche dell'igiene sono l'epidemiologia e la prevenzione. Epidemiologia deriva dal greco "epi" (attorno), "demos" (popolazione), "logos" (discussione/studio). È quella scienza che studia l'andamento e le condizioni di salute e di malattia della popolazione in relazione a fattori genetici, all'ambiente e alle abitudini di vita, con il fine di individuare sia i fattori positivi di benessere che le cause determinanti le diverse forme morbose, le modalità con cui esse agiscono e le condizioni che ne ostacolano o favoriscono l'attività. Grazie a ciò si possono attuare le forme di prevenzione.

La prevenzione è l'insieme di tutte quelle misure messe in atto per poter mantenere la condizione di salute e per evitare la diminuzione del livello di salute.

Fattori di rischio

Come si può stabilire che un determinato fattore possa far scaturire una determinata malattia e quindi la loro associazione? Le prime ipotesi nascono sulla base di osservazioni o studi epidemiologici descrittivi fatti sulla popolazione. Questi studi però pongono ulteriori domande e con altri studi si valutano ulteriormente le associazioni. Alcuni di questi studi sono analitici trasversali.

Per dire che un fattore sia un fattore di rischio, non è sufficiente stabilire che esso sia sempre presente quando c'è una malattia. Perché sia definibile fattore di rischio, deve essere presente prima che si sviluppi la malattia. Esempio: se io ho avuto sempre la bronchite cronica e poi ho iniziato a fumare, non posso attribuire la bronchite al fumo in questo caso, perché benché siano presenti in contemporanea, la bronchite si è sviluppata in assenza di fumo.

Per anni si è attribuito agli occhi azzurri un fattore di rischio per i tumori della pelle. Questo perché si è sempre studiato che gli occhi chiari hanno sempre portato una maggior possibilità di sviluppare questo tipo di tumori. Nella realtà, gli occhi chiari sono un indicatore di rischio, questo perché tendenzialmente chi ha occhi chiari ha un'assenza di pigmentazione che porta a maggiori possibilità di sviluppare tumori della pelle.

Nello studio dell'associazione si procede per tappe: si suppone sulla base degli studi descrittivi, si procede poi con gli studi trasversali e poi si continua con gli studi analitici sulla base del controllo. A questo punto si ipotizza un probabile fattore causale. Esso deve rispondere a 4 caratteristiche:

  • Deve essere plausibile
  • Deve essere riproducibile
  • Deve essere dimostrata la forza di associazione, ovvero il grado di incisività del fattore in esame (RR e/o OR, cioè deve essere dimostrata la maggior possibilità di ammalarsi nei soggetti che dispongono di quel probabile fattore)
  • Deve essere dimostrata la reazione dose risposta, ovvero aumentando la dose di esposizione allora deve aumentare anche la frequenza di comparsa della malattia

Una volta che è confermata la variabile, si può dire che sia un fattore probabile causale. Ora bisogna dimostrare che il fattore sia certo. Come si fa? O esponendo il soggetto a un fattore e vedendo la comparsa della malattia, o rimuovendolo e vedendo che la malattia non compare o scompare.

Ruolo del fattore causale certo

Dimostrato che il fattore causale è certo, è importante stabilire che ruolo ha il fattore. Può essere diretto o indiretto. Un fattore causale certo può essere un fattore causale che non causa la malattia. Infatti, quelli a condizione diretta possono essere:

  • Necessari e sufficienti: ad esempio l'amianto che da solo è sufficiente per causare determinate patologie
  • Necessari ma non sufficienti: il virus del morbillo ne è un esempio, poiché è necessario per causare il morbillo, ma se il soggetto è stato vaccinato allora non sarà sufficiente per causare la malattia
  • Sufficiente ma non necessario: ad esempio il fumo di sigaretta è sufficiente per determinare il tumore al polmone, ma non è necessario perché le patologie in questione sono legate anche ad altri fattori

Se si prendono come fattori di malattia i microrganismi (necessari, ma non sufficienti), essi possono dare origine:

  • Ad un'infezione che può evolvere in niente (es. vaccini o il microrganismo ha carica bassa e le difese immunitarie sono sufficienti)
  • Alle malattie
  • A una condizione di persistenza del rischio. In questo caso, l'ospite non riesce a liberarsi del microrganismo, ma allo stesso tempo il microrganismo non riesce a sviluppare la malattia, andando così incontro a un equilibrio e trasformando l'...
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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher misspinkellie di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Masia Dolores.
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