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01 - Introduzione

Processo: insieme di attività che coinvolgono persone e oggetti, che realizzano un risultato che ha valore per un beneficiario (cliente).

Esistono diverse categorie di processi:

  • Operativi: realizzano direttamente qualcosa di cui beneficia un’entità esterna al processo.
  • Di supporto: forniscono servizi per i processi operativi.
  • Di gestione: coordinano i processi produttivi e di supporto.

Sistema: insieme di persone, oggetti che operano in un ambiente per conseguire un obiettivo comune.

Può essere:

  • Aperto: se influenzabile da elementi esterni.
  • Chiuso: se non influenzabile da elementi esterni.

Può essere:

  • Finalizzato: se può produrre lo stesso risultato in modi differenti nello stesso ambiente.

Industria: insieme di attività produttive.

Produzione: trasformazione da un insieme di input in elementi output con un valore maggiore.

Trasformazione: incremento di utilità tramite processi di trasformazione che porta ad un prodotto di maggior valore.

INPUT -> PROCESSI DI TRASFORMAZIONE/PRODUZIONE -> OUTPUT

Esistono quattro dimensioni di trasformazione:

  • Produttiva: creazione del bene.
  • Economica: creazione di un valore e utilità.
  • Finanziaria: impatto sui flussi e sui capitali investiti.
  • Manageriale: gestione e coordinamento per rendere possibile il processo.

Esistono diversi tipi di trasformazione:

  • Fisica: lavorazione manifatturiera.
  • Chimica: modifica la composizione della materia.
  • Ubicazione: spostare un’unità da un posto ad un altro in cui acquisisce maggior valore.
  • Scambi: passaggio di proprietà che aumenta l’accessibilità al bene.
  • Stoccaggio: conservazione nel tempo per fargli acquisire valore in futuro.
  • Fisiologica: cambiamenti fisici o biologici sulle persone (es: cure di un paziente).
  • Informativa: trasformazione di un dato grezzo in un’informazione utile.

Processi come macrofasi

  • Progettazione.
  • Industrializzazione.
  • Produzione effettiva.
  • Consegna:
    • Acquisizione dei materiali.
    • Trasformazione dei materiali.
    • Distribuzione dei prodotti.

Bene fisico: elemento dotato di valore per il cliente che deriva dai servizi che offre e dalle caratteristiche che gli vengono attribuite.

Scopi:

  • Svolgere le funzioni per cui è stato creato.
  • Rimanere competitivo sul mercato.

Ogni processo richiede che venga realizzato un bene fisico con lo scopo di avere valore per il cliente.

Le attività che realizzano i prodotti e i servizi e li rendono disponibili al cliente vengono chiamate operations.

Gli output provenienti dai processi diventano:

  • Tangibili: i beni fisici, prodotti materiali immagazzinabili, trasportabili (es: automobile, computer).
  • Intangibili: i servizi, un’azione o una prestazione erogata durante l’uso in seguito all’interazione tra azienda e cliente, non immagazzinabile (es: visita medica, volo in aereo, taglio di capelli).

Divisione del lavoro

  • Divisione orizzontale: separare un lavoro complesso in diverse mansioni più semplici.
  • Divisione verticale: separare tra lavoro di concezione/direzione e lavoro operativo.

Teoria della divisione del lavoro: la produzione industriale è governata dalle seguenti regole:

  • Legge della specializzazione/qualità: più una mansione è semplice più l’operatore diventa veloce e specializzato -> limiti:
    • La troppa specializzazione porta ad operazioni ripetitive.
    • La qualità della produzione dipende dalla qualità dei singoli -> non c’è contributo tra i singoli.
    • L’impresa deve coordinare tante attività diverse -> difficile riconoscere problemi sul prodotto finale.
  • Legge della curva di apprendimento: il tempo per produrre un’unità diminuisce all’aumentare della quantità prodotta (più produco, meno tempo ci metto).
  • Legge della tecnologia: aumento l’efficienza sostituendo il lavoro umano con macchine e attrezzature.
  • Legge dello spreco: procedure ottimali portano a meno sprechi.
  • Legge della gestione dell’interdipendenza: maggiore è l’interdipendenza, maggiore è il rischio di fallimento -> si possono creare dei buffer (coordinamento) per limitare i danni.

L’impresa manifatturiera - classificazione delle industrie

  • Industriale: massima divisione e meccanizzazione del lavoro.
  • Artigianale: poca divisione del lavoro.

Grado di meccanizzazione: indice che lega manodopera e macchine.

Grado di automazione: indice che lega le macchine che facilitano lavoro da quelle che lo sostituiscono.

A ciclo chiuso: la produzione permette di ottenere anche la materia.

A ciclo aperto: la produzione è suddivisa.

Industrie complementari: usano scarti di altre fabbriche.

Industrie sussidiarie: producono beni per altre industrie.

Tipi di linea dell’industria:

  • Mono linea: la fabbrica si sviluppa lungo un singolo circuito.
  • Sintetiche: diverse fasi di lavorazione portano ad un unico prodotto.
  • Analitiche: partendo dalla stessa fase si ottengono diversi prodotti.
  • Intrecciate: multipli ingressi e uscite.

Supply chain

Supply chain: rete di fornitura.

Sistema formato tra una serie di entità che interagiscono tra loro attraverso un insieme di decisioni, a partire dall’estrazione delle materie prime fino al fornimento del cliente finale.

Lungo la supply chain viaggiano 3 flussi distinti:

  • Flusso dei materiali: flusso verso valle ed è il movimento fisico delle merci, a partire dalle materie prime del fornitore fino alla consegna del prodotto al cliente.
  • Flusso delle informazioni: flusso bidirezionale, verso monte viaggiano gli ordini e le richieste dei clienti, verso valle viaggiano le conferme e le schede tecniche degli ordini.
  • Flusso finanziario: verso monte, è il flusso del denaro dal pagamento del cliente fino al pagamento dei fornitori delle materie prime.

FORNITORE -> AZIENDA -> CLIENTE

Attività produttiva sostenibile

Nell’ambito produttivo attuare politiche sostenibili significa eliminare gli sprechi, migliorando le condizioni sociali.

7 sprechi:

  • Sovrapproduzione: eccesso di prodotto nella fase produttiva.
  • Scorte: accumuli di materiale fermo.
  • Movimenti: ottimizzare gli spostamenti fisici all’interno della fabbrica.
  • Processi: esecuzione di operazioni non necessarie.
  • Attese: tempo perso ad aspettare altri processi o materiali.
  • Trasporti: il prodotto viene spostato troppo durante la sua produzione.
  • Difetti: produzione di scarti o pezzi non conformi.

Mettere in pratica poiché sostenibili, oltre a migliorare le condizioni sociali globali, portano ad altri vantaggi:

  • Migliora l’immagine sul mercato.
  • Diminuisce i costi operativi.
  • Evita di avere cambiamenti improvvisi dovuti a norme nuove.
  • Diminuisce i problemi sanitari.

Nelle grandi aziende è presente una figura dedicata chiamata responsabile ambientale.

Lo scopo principale è quello di “chiudere” il ciclo di vita dei prodotti passando ad un modello CRADLE TO GRAVE (dalla culla alla tomba), dove i materiali vengono estratti, utilizzati e gettati, ad un modello CRADLE TO CRADLE (dalla culla alla culla), dove i materiali a fine vita tornano ad essere risorse per nuovi processi.

Per farlo ci si basa su due concetti fondamentali:

  • Eco design: consiste nel progettare un prodotto in modo tale che sia facile da disassemblare e da cui si possono sostituire facilmente i pezzi.
  • Eco-efficienza: ottimizzazione mediante la riduzione della quantità di materiali usati, ridurre i materiali tossici, limitare l’uso di materiali non riciclabili per estendere la vita utile del prodotto.

Per integrare la sostenibilità nelle aziende, vengono attuati 4 step:

  • Fare interventi locali mirati al riciclo sui singoli processi.
  • Estendere gli interventi a più processi contemporaneamente.
  • Estendere la sostenibilità all’intero processo.
  • Estendere la sostenibilità verso i partner e verso i clienti.

02 - Strategie

Proposta di valore PV: insieme di tutti i benefici che un’azienda offre e che il cliente può ottenere. Viene valutata secondo 4 caratteristiche fondamentali, dette features:

  • Costo.
  • Tempo di risposta.
  • Varietà.
  • Qualità.

Ad ogni combinazione di features, i consumatori associano un livello di utilità e solitamente sceglieranno la combinazione che a parità di budget gli offre maggiore utilità.

Trade off: indica come e quanto il consumatore è disposto a scambiare uno o più attributi della proposta di valore mantenendo invariata la sua utilità complessiva.

La strategia delle operations può finire i trade-off scegliendo la combinazione più efficace.

Strategie:

  • Finanziaria.
  • Delle operations.
  • Commerciale.

Obiettivi delle aziende, SMART:

  • S specific, definire in modo specifico il servizio sul mercato.
  • M measurable, poter misurare le prestazioni sul mercato.
  • A attainable, fissare target raggiungibili atti ai miglioramenti.
  • R relevant, assicurarsi che le strategie abbiano un impatto strategico rilevante.
  • T time-based, stabilire in quanto tempo si vuole raggiungere l’obiettivo.

Per avere vantaggi competitivi, le aziende puntano a migliorare:

  • Leadership di costo: fare in modo che la PV abbia un costo minore rispetto alla concorrenza.
  • Differenziazione: avere caratteristiche che sorpassano la concorrenza.
  • Strategia focalizzata: soddisfare un target specifico.

Anche se nella realtà si tende ad usare una strategia mista.

Per raggiungere queste posizioni, le aziende devono individuare i FCS (fattori critici di successo), cioè i fattori necessari per migliorare le operations e vincere sul mercato, che si individuano secondo due azioni specifiche:

  • Analisi dei processi aziendali.
  • Analisi della catena di valore.

E soprattutto guardando le operations da 4 prospettive diverse:

  • Prospettiva delle risorse: le capacità interne delle risorse delineano la strategia, lavora in contemporanea con la prospettiva dei requisiti di mercato; se ho competenze che hanno poco interesse, riadeguo le mie competenze interne o mi rivolgo ad altri mercati, sennò farò fatica ad inserirmi in quel mercato.
  • Prospettiva dei requisiti del mercato: il mercato pone delle richieste alle operations e guida le scelte strategiche di un’impresa secondo fattori di successo (che consentono all’azienda di competere sul mercato offrendo diverse possibilità) e fattori di qualificazione (che rappresentano caratteristiche che devono essere garantite per essere accolte nel mercato).
  • Prospettiva top down: la strategia di business pone delle richieste alle operations, infatti l’utilizzo di strategie funzionali implementa le operations.
  • Prospettiva bottom up: la strategia operata da suggerimenti provenienti dal livello operativo che comprende scelte che rafforzano le competenze per migliorare le operations a livello di mercato.

Ruolo strategico delle operations, fanno capire in che modo l’attività produttiva contribuisce alla strategia dell’azienda ed è legato a tre prospettive che lo caratterizzano:

  • Prospettiva delle risorse, focalizzata sugli asset (risorse tangibili e intangibili) quindi su come svolgere l’attività.
  • Prospettiva del processo, focalizzata sulle attività, quindi su chi e cosa esegue l’attività.
  • Prospettiva delle competenze, focalizzata sulle capacità e competenze, quindi sull’insieme dei servizi che l’impresa sarà in grado di realizzare.

Allineamento strategico

La strategia di business (obiettivi dell’azienda) e la strategia delle operations (come l’azienda produce il valore) devono essere coordinate secondo due tipi di risonanza:

  • Risonanza strategica funzionale (allineamento interno), tutte le funzioni aziendali devono essere allineate tra loro.
  • Risonanza strategica esterna (allineamento con il mercato), le risorse aziendali devono essere allineate con le specifiche richieste dall’obiettivo di mercato.

03 - Pianificazione dei processi

L’analisi del processo viene fatta a diversi livelli di dettaglio secondo diverse prospettive:

  • Fisica: osserva la disposizione statica dei componenti all’interno di una linea produttiva.
  • Tecnologica: guarda la sequenza di attività svolte attraverso tecnologie specifiche.
  • Gestionale: guarda gli aspetti procedurali.

Come viene rappresentato un processo

Rappresentazione con due scopi principali: far capire come funziona la fabbrica ed è utile per l’analisi e la ricerca dei miglioramenti. Deve avere tre caratteristiche principali:

  • Chiarezza tra le relazioni.
  • Significato univoco degli elementi grafici (simboli).
  • Comprensione del flusso logico.

Diagramma ASME riassuntivo:

  • Cerchio: indica un’operazione (es: stampaggio, taglio, saldatura).
  • Triangolo punta verso il basso: indica una scorta o magazzino (materiale fermo).
  • Quadrato: ispezione/controllo.
  • D: attesa o ritardo.
  • -> Trasporto.
  • Rombo: decisione.
  • Quadrato con cerchio all’interno: indica un’attività combinata (es: fase in cui l’operatore fa una lavorazione e contemporaneamente un’ispezione visiva di qualità).

Componenti di un processo

  • Input: elementi che fluiscono nel processo dall’ambiente.
  • Output: elementi che fluiscono dal processo all’ambiente.
  • Attività: sottoprocesso specifico sufficiente all’analisi.
  • Pool: gruppo di risorse che sono in grado di svolgere la stessa attività.
  • Risorse: elementi che eseguono le attività di trasformazione, risorse trasformanti: non diventano parte dell’output finale, ma possono essere risorse umane (operatori, ingegneri), risorse tecniche (macchinari, attrezzature), risorse trasformate: fanno parte dell’output del processo: materiali, informazioni.
  • Buffer: riserve create appositamente in caso di imprevisti per far procedere il processo in modo fluido.
  • Buffer di scorte: riserve di materiali in ingresso tra un macchinario e l'altro così in caso di imprevisto ci sono altri pezzi per far andare avanti il processo.
  • Buffer temporale: riserva di tempo che consiste nel far accettare al cliente un ritardo tra domanda e soddisfacimento dell'ordine in modo tale da avere più tempo per produrre con calma.
  • Buffer di capacità: riserva extra di personale e macchinari in modo tale da soddisfare tassi irregolari.

Caratteristiche processi

  • Varietà: indica qualitativamente la varietà dei prodotti generati.
  • Volume: indica quantitativamente la quantità dei prodotti generati.

Varietà e volume sono solitamente inversamente proporzionali: se il mercato mi chiede di produrre tanti pezzi uguali (volume alto), la varietà sarà bassa; se il mercato mi chiede di produrre pezzi unici su misura (varietà alta), il volume sarà basso.

5 Tipi di processi manifatturieri:

  1. Processo a progetto (Project): processo fatto su misura che richiede una grande quantità di ore di lavoro per una singola unità. Volume bassissimo, varietà alta.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sssara2004 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Pellizer Ezio.
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