Calcolo del coefficiente di mutua induzione
Ricavo il coefficiente di mutua induzione M = Φ1(B2) = μ0πa2 I2 / 2b = μ0πa2 I2 / 2b.
Adesso posso calcolare il flusso di B1 concatenato con Φ2: Φ2(B1) = M · I1 = μ0πa2 / 2b I0 cos(ωt).
E trovo la corrente I2: I2 = f2 = 1 / R (-d/dt Φ2(B1)) = 1 / R μ0πa2 / 2b I0 (+ sin(ωt)) ω = 1 / R μ0πa2 / 2b I0 ω sin(ωt).
Bilancio energetico di un circuito RL
Per la legge delle maglie: fem = -L dI/dt = RI ⇐⇒ I = fem / R (1-e-t/τ) con τ = L/R.
Ora esaminiamo il circuito da un punto di vista energetico:
- fem I = dL/dt = RI2 ⇐⇒ moltiplico tutto per Idt ⇒ fem I dt = RI2 dt + LIdI.
- dLg (lavoro fatto dal generatore su un intervallo dt per spostare dq).
- Se non ci fosse l'induttanza L: dLg = RI2 dt = dΙQdiss. (per effetto Joule tutto il lavoro fatto dal generatore andrebbe dissipato sulla resistenza).
- Siccome l'induttanza c'è, il generatore fa un lavoro maggiore. Il termine LIdI è l'energia extra erogata a causa dell'induttanza che chiamiamo dLu.
- dLg = dΙQdiss. + dLu - questo perché l'induttanza del circuito si oppone al passaggio di correnti, perciò il generatore fa un lavoro extra per vincere la resistenza dell’induttanza.
Integro tutto:
- ∫t=0I=Ιs fem I dt = ∫t=0I=Ιs RΙ2 dt + ∫Ι=0I=Ιs LΙdΙ
- Che corrisponde a dLg = ∫dΙQdiss. + ∫dLu ⇒ Ug = ΙQdiss. + 1/2 LI2.
Se c'è corrente in un circuito, è avvenuto stato su generatore che ha compiuto un lavoro.
Ulteriori considerazioni
Ricavo il coefficiente di mutua induzione M = (Φ1(B2))I2 = (μ0πa2)/(2b) I2 adesso posso calcolare il flusso di B1 concentrato con @:Φ2(B1A) = M • IA = (μ0πa2)/(2b) I0cos(ωt) e trovo la corrente I2: I2 = f2 = (1/R) (- d(Φ2(B1A))/dt) = (1/R) (μ0πa2)/(2b) I0(+ sin(ωt)) ω = (1/R) μ0πa2 I0 ω sin(ωt).
Bilancio energetico avanzato
BILANCIO ENERGETICO DI UN CIRCUITO RL:
- Per la legge delle Maglie: fem - L dI/dt = RI solve I = (fem/R) (1 - e-t/τ) con τ = L/R.
- Ora esaminiamo il circuito da un punto di vista energetico: fem - L dI/dt = RI ~ moltepico tutto per I dt ~ fem I dt = RI2 dt + L I dI.
- dLG (lavoro fatto del generatore su un intervallo dt per spostare dq). Se non ci fosse l'induttanza L: dLG = RI2 dt = dLdisp. (per effetto joule - tutto il lavoro fatto dal generatore andrebbe dissipato sulla resistenza).
- Sicoome l'induttura c’è, il generatore fa un lavoro maggiore. L il termine L I dI c’è l'energia extra erogata a cauma dell'indutivara che chiamiamo dUL.
- dLG = dLdisp. + dUL - questo perché l'induttanza al circuito si oppone al passoggio di correnti però il generatore fa un lavoro extra per vincere la resistenza dell’induttanza.
Integro tutto: tf fem I dt = tf RI2 dt + tf L I dI to to I0 che corrisponde a dLG = ∫Ldisp. + ∫dUL ⇒ UG = Udis. + 1/2 LI2.
Se c'è corrente in un circuito, è urne stato su generatore che ha compiuto un lavoro. Ma che fine fa l’energia extra? Per capirlo considero il seguente circuito: per t < 0 ho e siccome em è un’induttanza quindi: (energia extra) stacco l’interruttore (lo sposto a destra) per t ≥ 0 → separazione variabili dI/I = -dt/τ ⇒ I = Ioe-t/τ.
Osservo che la corrente staccato il generatore em, decresce esponenzialmente: Dal punto di vista energetico la corrente che continua a circolare è viene dissipata per effetto Joule. Ma l’energia affinché questo avvenga deve essere stata fornita dall’induttanza L: Udis = (Ioe-t/τ)2 = moltiplico e divido per τ/2 => extr.
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Appunti Fisica 2 (parte 3)
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3° Parte Appunti Fisica Tecnica Industriale