Appunti Elettronica Generale:
Libro Circuiti per la Microelettronica
di Sedra Smith
Parte XVII
Dissipazione di Potenza
Ciascun dispositivo dissipa per sua natura potenza elettrica, che include sia l'innalzamento netto della temperatura del circuito, sia l'ambiente. Da un punto di vista fisico, affinche' vi sia un flusso termico che esce dal circuito integrato e' necessario una variazione di temperatura, cioe' che la temperatura del circuito sia piu' elevata di quella dell'ambiente esterno; cio' implica l'esistenza di un gradiente di temperatura per avere un flusso termico. La potenza dissipata diventa proporzionale alla differenza di temperatura tra il circuito e l'ambiente esterno, tramite un coefficiente di proporzionalita detto "resistenza termica"
PD = RT ΔT
+ aumenta PD -> + aumenta ΔT
Si capisce che la temperatura puo' raffreddare le caratteristiche di un dispositivo, quindi essa non deve superare determinati valori, per interdire effetti indesiderati -> non posso dissipare troppa potenza.
Dal punto di vista termico, quello che conta non e' il valore della potenza istantanea (siccome essa puo' variare molto rapidamente) ma il "valore medio" della pot. dissipata su un intervallo di tempo relativamente lungo. Questo e' il parametro che descrive l'innalzamento di temperatura.
I transistor termici sono molto piu' costosi di quelli elettrici, ragion per cui se avessi in piu' istanti due pot. diverse tra loro una molto alta, l'altra molto bassa, dal punto di vista termico tale fenomeno non viene considerato, ma funziona solo perche' una potenza passa-basso tende a considerare la sola componente continua e quindi il valore medio della pot. dissipata.
Un altro parametro e' la durata della batteria da un certo intervallo di tempo t, quindi e' l'energia che viene richiesta dal funzionamento del circuito.
E = ∫T PD(t)dt = T · 1/T∫T PD(t)dt
energia prelevata dalla batteria
In base alle condizioni dei singoli dispositivi circuitali avro' due componenti/alimboiste di pot. dissipata:
- Pot. dissipata statica, che deriva dal funzionamento in condizioni di tipo stazionario della porta logica
- Pot. dissipata dinamica, legata all'energia necessaria per far cambiare l'uscita (durante il transitorio)
La commutazione dinamica risente sempre presente in qualsiasi porta logica, anche la combinazione seriale sia nulla, quando accade dovro' necessariamente considerare la componente predominante: quella dinamica.
Poiche' una porta logica puo' essere formata da piu' dispositivi, qualora potessi calcolare la pot. dissipata devo sommare le pot. dissipate dei singoli componenti della porta logica, sfruttando il principio di conservazione dell'energia e andando determinare l'energia generata, ovvero l'energia media.
Pot. diss. media = pot. gen. media.
= Potenza media - Pot. generata media.
PD = 1/T ∫T VDD IDD dt.
VDD tensione generatore
IDD corrente erogata dal generatore
Dato che VDD e' nota, devo solamente calcolare la corrente IDD.
In condizioni stazionarie nell'uso intermedio uno solo ha possibili valori di IDD, la quale risulta costante nel tempo, in base all'uscita prevista dell'inverter.
IDDL = quando uscita bassa (ingresso alto)
IDDH = quando uscita alta (= basso)
PDL = 1/TL ∫TL VDD IDDL dt = VDD IDDL
pot. dissipata media con uscita bassa.
PDH = 1/TH ∫TH VDD IDDH dt = VDD IDDH
pot. dissipata media con uscita alta.
Che valore bisogna considerare per un inverter?
Tuttavia, nel corso il funzionamento di un generatore invertitore che abbia in ingresso VI ad onda quadra, che in un certo tempo TL presenta un ingresso alto, presenti un'uscita bassa e in un certo tempo TH presenti un valore di ingresso basso - uscita alta, ora attraversando tutti gli effetti transitori, poiche' voglio la componente statica della pot. dissipata, bisogna considerare istantaneamente cio' significa che per calcolare la pot. dissipata media devo calcolare l'integrale
PD = 1/T ∫T VDD IDD dt.
Posso eseguire l'integrale in campo aperto per gli intervalli di tempo dove gli ingressi variano anche operaz.
PD = 1/TL PDL + TH/T PDH
LA POT. DISIPATA MEDIA RISULTA ESSERE UNA POTENZA ARITMETICA TRA Pd, Ph
=> Pd = (PL + PH) / 2 PELIE
TL = TH = T / 2 -> IN GENERE
PORTE LOGICHE CON INTERRUTTORI ISOLATI
O STILE O LOGICA A RAPPORTO
- INVERTITORE A RAPPORTO:
ALIMENTAZIONE
SEGUE TRA UNA RESISTENZA R E L'INTERRUTTORE CONTROLATO DALLA TENSIONE VI DELL'INTERRUTTORE VO, LA TENSIONE DI USCITA E IL PUNTO MEDIO DELL'INTERRUTTORE CONTROLLATO.
IL CIRCUITO DI CARICA PONE TALE INTERRUTTORE CONTROLATO VI ED ALLORA LA INVERTITORE HA UNA PROPRIA TENSIONE DI SOGLIA Vth NECESSARIA A FAR CHIUDERE L'INTERRUTTORE.
SE VI < Vth ⇒ VO = VDD
SE VI > Vth ⇒ VO = 0
I INVERTITORE CHIUSO
POI CHIUSO A QUELLO DI MASSA
INVERTITORE APERTO
(RESIST. R CON OR CORTO Idd=0)
iD = VDD / R
SE VI < Vth => VO = VDD
SE VI > Vth => VO = 0
HO OSSERVATO DURANTE IL COMPORTAMENTO DI QUESTO INVERTITORE ESSENDO INTERROTTO E' LA STESSA DELLA MODIFICA.
IL CASO CHE HO CONSIDERATO E' IL CASO DI UN ESEMPIO LOGICA COMBINATA IDEALE.
HO OTTENUTO I MASSIMI VALORI POSSIBILI: VOH = VDD VOL = 0
SE Vth = VDD/2 -> CARATTERISTICA DI UN INVERTITORE IDEALE