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Diritto privato

Il diritto privato si occupa dei conflitti tra soggetti privati. Nel caso di soggetti pubblici essi si comportano da privati. Per risolvere i conflitti bisogna ricorrere alle norme. La prima fonte di soluzione è il codice civile diviso in sei libri:

  • I: Persone e famiglia
  • II: Successioni
  • III: Proprietà e diritti reali (diritti sulla res). Quando si è proprietario di un bene, il diritto può essere posto ad ogni soggetto (diritto assoluto).
  • IV: Obbligazioni. Nel caso dei diritti di obbligazione, invece, si ha un rapporto obbligatorio che si può far valere solo nei confronti di un soggetto determinato (diritti relativi). I diritti si dividono quindi tra diritto assoluto e diritto relativo. Un diritto assoluto che non ha contenuto patrimoniale è il diritto al nome, all’immagine e all’onore. Le obbligazioni possono nascere da un contratto, da un illecito ecc… Es. tamponamento, si lede il diritto di proprietà di un privato e quindi si ha l’obbligazione a risarcire (RC auto → responsabilità civile).
  • V: Lavoro e impresa
  • VI: Tutela dei diritti (es. diritto di credito, il creditore si può tutelare da operazioni).

Oltre al codice civile abbiamo ad esempio il codice di consumo. Nelle risoluzioni dei conflitti per decidere quale legge applicare si parte dalla fattispecie (caso concreto). Avviene quindi una sussunzione di un caso concreto in una fattispecie astratta. L’applicazione della legge avviene in due momenti: individuazione della norma e interpretazione.

Usi normativi e consuetudini

Occupano l’ultimo posto nella gerarchia delle fonti in quanto sono fonti non scritte e non statuali. Avvengono quando si adotta un comportamento uniformemente e costantemente convinti che quel comportamento sia giuridicamente obbligatorio. NON va confuso con la prassi. Il primato della legge statuale (scritta) sugli usi avviene in due casi:

  • Nelle materie non regolate da leggi o regolamenti. In questo caso le consuetudini hanno piena efficacia.
  • Nel secondo caso, nelle materie regolate da leggi o regolamenti, le consuetudini hanno efficacia solo in quanto siano da esse richiamate. Es. segreto bancario. Non c’è scritto che la banca ha l’obbligo del segreto bancario. Es. mancia al croupier, il giocatore vincente è tenuto a dare parte della vincita come mancia, tuttavia non vi è alcuna legge scritta.

Le camere di commercio stilano una lista degli usi normativi ed ogni 5 anni viene rivista. Un uso normativo diventa tale in seguito ad un consolidamento di un obbligo che si ritiene di dover rispettare.

Preleggi

Dette disposizioni della legge in generale si trovano prima del codice civile. Art. 12 ci dice come devo interpretare le norme anche nel caso ci fossero delle lacune. Se non c’è una norma che risolve il caso concreto come si può fare?

  • Criterio letterale → le parole devono avere un significato compiuto e razionale nel contesto in cui sono inserite. Le parole hanno senso nel linguaggio comune e anche tecnico. Le disposizioni non sono isolate ma bisogna tenere conto del contesto per trovarne una coerenza (interpretazione sistematica).
  • Criterio funzionale → rinvia o alla ratio o allo scopo della norma.

In assenza di una norma che regoli una controversia si ricorre a:

  • Analogia (art. 12 e 14 preleggi). Alla fattispecie senza disciplina si applica la regola prevista per una fattispecie analoga. Le norme penali ed eccezionali non possono essere applicate analogicamente.
  • Principi generali dell’ordinamento: si ispira ad una norma implicita con portata più generale.

Per capire bene la controversia servono alcune nozioni:

  • Capacità giuridica (Art. 1): nascita, non è necessaria la prima respirazione, attitudine ad essere titolari di posizioni giuridiche soggettive. Il nascituro è un soggetto giuridico. I diritti che la legge riconosce al concepito e al non concepito sono subordinati all’evento nascita. Si può lasciare testamento ad un nascituro ed anche ad un soggetto non ancora concepito purché sia figlio di una persona vivente al momento in cui l’intestatore morirà.
  • Art. 2043: responsabilità extracontrattuale da atto/fatto colposo che obbliga al risarcimento del danno.
  • Art. 1218: responsabilità per inadempimento di un’obbligazione precedente. Anche in questo caso bisogna risarcire.

Esempi di sentenze

Sentenza esempio 1: madre ricoverata in ospedale per avere il bambino. Stipula un contratto di spedalità con l’ospedale. Il bambino nasce con handicap poiché c’è stata una sofferenza prenatale per mancanza di ossigeno imputabile ai medici. La madre chiede il risarcimento per il danno. In primo grado dicono che il danno si è verificato prima della capacità giuridica (nascita) e quindi non era tutelato. Per quanto riguarda il contratto di spedalità, l’ospedale aveva assistito il parto che tutelava la donna. In cassazione viene detto che non ci sono norme che disciplinino la salute di un soggetto non nato. Quindi la cassazione inizia a cercare nei principi generali e attraverso alcune leggi pone in luce il principio secondo cui la salute del nascituro non è una situazione non tutelata dall’ordinamento giuridico. Per quanto riguarda il contratto di spedalità, l’obbligazione principale portava con sé un’obbligazione accessoria che riguarda l’impegno da parte dell’ospedale di adottare tutte le tutele per far nascere il bambino nelle migliori condizioni. Il bambino potrà far valere l’obbligo dei medici. In questo caso vengono applicati i principi generali.

Sentenza esempio 2: bambino nasce con malformazione (sindrome di Down) non provocata dai medici. La madre aveva detto al medico che per varie condizioni non poteva avere figli con la sindrome di Down. Il medico seguendo le linee guida fa un esame (tritest) che dà le probabilità che il bambino nasca con la sindrome di Down. Tuttavia, non esegue l’esame approfondito. Le probabilità erano bassissime. Il bambino nasce con la sindrome e la madre fa causa al medico non perché il medico ha provocato la sindrome ma ha impedito l’autodeterminazione non avendo fatto tutti gli esami approfonditi. Il medico viene quindi condannato avendo impedito alla donna di fare gli esami per la scelta dell’aborto in caso di sindrome. Il risarcimento del danno viene riconosciuto alla madre, al padre, ai fratelli e alle sorelle in quanto soffrirebbero le sofferenze di avere un fratello disabile. Il bambino ha diritto ad un risarcimento? Una sezione della cassazione afferma di sì, in base ad un principio solidaristico. Un’altra sezione afferma di no in quanto un risarcimento a causa di un mancato avvertimento da parte del medico affermerebbe un diritto a non nascere a meno che non sia sano. Le conseguenze di questa affermazione sarebbero gravissime. Infine, il bambino non ha ottenuto il risarcimento.

Capacità di agire (Art. 2)

Dai 18 anni, idoneità a disporre della propria sfera giuridica: esercitare i diritti di cui si è titolari e assumere direttamente obbligazioni. Tuttavia, anche prima dei 18 anni si possono compiere atti giuridici:

  • 15 anni: contratti di lavoro.
  • 16 anni: riconoscimento figlio nato fuori dal matrimonio. Fuori dal matrimonio non c’è la presunzione di paternità. Se di età inferiore a 16 a volte il giudice può permettere di riconoscere il figlio.
  • 16 anni matrimonio: minore emancipato. Il giudice in base ad un’analisi psicofisica può permettere un matrimonio a 16 anni.

Capacità di intendere e volere

Si valuta in relazione agli atti che vengono compiuti e NON all’età. Vi è quindi la distinzione tra minore (incapace legale) e maggiorenne (capace di agire salvo limitazioni: interdizione, inabilitazione). Nel minore quindi bisogna analizzare caso per caso. Se un soggetto ha la capacità di agire si presume che abbia anche quella di intendere e di volere. Quest’ultima può venir meno e in tal modo scattano delle misure a protezione dell’incapace. Scatta quindi l’interdizione, l’inabilitazione ecc... privando la capacità di agire nominando un tutore in nome e per conto dell’interdetto.

È un fatto illecito quando sono presenti gli elementi costitutivi: il dolo, il nesso causale e l’imputabilità. Quando manca l’imputabilità (senza capacità di intendere e volere, non auto procurata) il soggetto non è tenuto a risarcire un terzo. Come viene risarcito il terzo se manca la capacità di intendere e di volere? Il legislatore prevede queste ipotesi e in prima battuta si rivolge al tutore del soggetto o alle comunità/strutture. Quindi colui che aveva l’obbligo di sorvegliare è tenuto a dover risarcire il terzo, a meno che non provi di non aver avuto la possibilità di impedire il fatto. Per quanto riguarda gli psichiatrici vi è il rischio consentito. Se il tutore prova ciò, il giudice valutate le condizioni economiche delle parti può imporre all’incapace il pagamento di un indennizzo (che non è il risarcimento del danno). Infatti, non essendoci il fatto illecito non vi è il risarcimento del danno ma un indennizzo. Inoltre, quando un incapace di intendere e di volere vuole annullare un contratto deve dare la prova del grande pregiudizio (malafede della controparte). Se non riesce a dimostrare ciò, il contratto sarà perfettamente valido. Per questo motivo il legislatore interviene prima per privare della capacità di agire. Un giudice NON può, con un provvedimento, togliere la capacità di intendere e di volere.

Il minore

Il minore ha:

  • La capacità giuridica

Il minore non ha:

  • La capacità di agire

Nel caso di un contratto stipulato grazie ad una rappresentanza di un'altra persona, è necessario che il rappresentante abbia la capacità di intendere e di volere. Nel caso di un minore, se esso ha la capacità di intendere e di volere, egli agisce in rappresentanza dei genitori, ecc... Le conseguenze saranno a nome dei rappresentati. Nel caso dell’occultamento della minore età il legislatore afferma che il contratto sia annullabile. Es. minore compra qualcosa fingendosi maggiorenne, i genitori chiedono annullamento. Tuttavia, se il legislatore ritiene che le azioni siano state particolari, la colpa ricade sul minore. Il minore è quindi un incapace legale e viene rappresentato dai genitori/tutori. Tuttavia, attraverso l’uso del meccanismo della rappresentanza è sufficiente che abbia la capacità di intendere e di volere.

Diritto della riservatezza del minore

Dal momento che il minore acquisisce sempre di più la capacità di discernimento, i genitori sono tenuti a non violarne il diritto alla riservatezza. Non sono quindi possibili accessi sistematici, usuali e gratuiti. Nei casi in cui il minore manifesta uno squilibrio o un atteggiamento disadattato i genitori possono sollecitare l’intervento di un psichiatra o di un assistente sociale. Quando c’è un immediato pericolo vi è la possibilità della violazione del diritto alla riservatezza. È vietato anche l’uso di un sistema di sorveglianza webcam a distanza durante attività in luoghi educativi. Condivisione da parte dei genitori di foto sui social di minori senza il loro consenso o quello dell’altro genitore (sharenting). Teoricamente è il genitore che dovrebbe autorizzare la pubblicazione di foto dei minori ma nel caso della pubblicazione delle foto da parte di loro stessi la situazione cambia.

Limitazioni della capacità d’agire

L’interdizione nei casi di incapacità di intendere e volere è la soluzione più pesante e viene adottata quando il soggetto non riesce nemmeno a compiere gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione. In questo caso viene privato della capacità di agire e gli atti di amministrazione vengono affidati all’amministratore straordinario. L’interdetto non può né sposarsi né confezionare un testamento. Nei casi in cui un interdetto stipuli un contratto si può chiedere un annullamento provando l’inabilitazione.

Poi vi è l’inabilitazione e l’amministrazione di sostegno (Art. 404 c.c). A volte stabilire l’incapacità non è facilissimo. Quando l’infermità mentale non è così grave per adottare un’interdizione si adotta un’inabilitazione. Possono essere inabilitati coloro che per prodigalità mettono a repentaglio la propria stabilità economica, coloro che fanno uso abituale di sostanze alcoliche o stupefacenti, coloro che sono muti, ciechi, sordi ecc... che non hanno ricevuto un’educazione adeguata. Con un provvedimento di inabilitazione il soggetto si può occupare della ordinaria amministrazione MA non della straordinaria amministrazione (es. vendere la casa). Nel caso della straordinaria amministrazione il curatore affianca il soggetto.

Es. sentenza: Sicilia, uomo abbiente con terre ha tre nipoti. Egli vende i possedimenti e i nipoti si domandano riguardo l’eredità. Allora chiamano il giudice e chiedono l’inabilitazione per eccesso di prodigalità dello zio in modo da bloccare la vendita. Il giudice si accorge che il patrimonio era vastissimo e che era troppo vecchio per rimanere in stato di povertà. Dice quindi che non è un problema di prodigalità ma una necessità di mantenere lo stesso tenore di vita di sempre vendendo terreni.

L’amministrazione di sostegno (Art. 404): un familiare ricorre al giudice per ottenere un amministratore di sostegno per un infermo. Questa figura serve per sostegno. La sentenza serve a valorizzare le capacità residue della persona più che a limitarle. La persona sotto amministrazione di sostegno è capace di agire per gli atti non dell’amministratore di sostegno. Nei casi di SLA, di anoressia e bulimia viene nominato l’amministratore di sostegno ma solo in relazione al trattamento di sostegno. I compiti dell’amministrazione vengono affidati a misura del soggetto. L’amministratore di sostegno rispetto al tutore è una figura privilegiata. Nei casi di minore emancipato, vi è un curatore che assiste negli atti di straordinaria amministrazione.

Persone giuridiche

Soggetto di diritto diverso dalla persona fisica, organizzazione collettiva di uomini. In generale è un soggetto a se stante rispetto alle persone fisiche che lo compongono. D.lgs. del 2017 ha riorganizzato tutta la materia riguardante le persone giuridiche. Gli ETS (enti di terzo settore) fanno parte delle persone giuridiche e sono le onlus, le società di accoglienza, le no-profit. I beni hanno una destinazione specifica e non possono averne altre.

Gli enti dotati di personalità giuridica sono: lo stato, le regioni, gli enti pubblici, le fondazioni, le società di capitali. Sono idonei ad essere titolari di tutte le posizioni giuridiche che corrispondono agli interessi di cui sono portatori. Un tempo gli enti non riconosciuti non potevano acquistare beni immobili, eredità e donazioni. Gli enti dotati di personalità giuridica hanno un’autonomia patrimoniale perfetta. Gli enti non personificati hanno un’autonomia patrimoniale imperfetta. Ci sono diversi gradi di imperfezione. L’autonomia patrimoniale perfetta è insensibile verso le pretese dei soci e dei creditori. Nell’autonomia patrimoniale imperfetta coloro che hanno agito in nome della società sono responsabili illimitatamente e solidalmente.

Definizione obbligazione solidale: nel primo caso il creditore agisce nei confronti di uno e può chiedere tutta la prestazione a un singolo che a sua volta chiede agli altri soci. Il creditore quindi viene sempre pagato mentre il singolo che ha pagato può chiedere il regresso agli altri soci chiedendo la parte. Nel secondo caso (società semplice) il creditore può anche chiedere il pagamento dell’intero a un singolo, e il singolo per difendere il patrimonio personale può offrire dei beni della società (patrimonio sociale). Nel primo caso l’autonomia patrimoniale è un po' meno imperfetta mentre nel secondo è molto imperfetta. Infatti, nel primo l’onere incombe sul singolo scelto dal creditore mentre nel secondo il creditore va direttamente sul patrimonio del socio.

Enti che non perseguono fini di lucro: le associazioni sono organizzazioni collettive costituite per il perseguimento di scopi di natura ideale. Il fine è culturale, filantropico, assistenziale. Si contrappone alla società. L’elemento caratterizzante è il lavoro dei facenti parte. Le associazioni riconosciute sono iscritte nel registro delle persone giuridiche. Delle obbligazioni ne risponde l’associazione con il suo patrimonio con l’esclusione di personale responsabilità dei singoli associati.

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludokiller24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Salvadori Maria Giulia.
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