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Diritto dell’Unione europea

Storia

Tra le figure di spicco alla base dell'Unione Europea vi sono Altiero Spinelli (famoso in Italia come importante padre fondatore) e Ernesto Rossi. L'idea di Spinelli era quella di creare un'unione di stati volta a favorire una convivenza pacifica tra stati dopo i due scontri bellici mondiali.

Dal punto di vista giuridico è necessario un trattato per la fondazione di un'unione sovranazionale, dopo la seconda guerra mondiale sarà proprio il trattato di Roma a tentare di unificare gli stati, inizialmente con accordi commerciali:

  • Nel 1951, la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio), l'idea alla base di questo trattato era quello di risolvere i contenziosi su carbone e acciaio (storicamente fonte di conflitti tra Francia e Germania) affidandone la gestione a degli accordi sovranazionali.
  • Nel 1957, CEEA, per la gestione del nucleare.
  • Nel 1957, CEE, si sviluppa l'idea di passare dal solo aspetto economico all'integrazione di accordi anche politici, sociali ed esteri.

A far parte di questi primi accordi sono Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo.

Successivamente gli accordi iniziali verranno man mano rivisti: vengono aggiunte competenze e migliorati i sistemi di decisioni attribuiti all'unione. Dagli anni '80 iniziano ad essere introdotti una serie di trattati, nel 1992 il trattato di Maastricht introduce una serie di concetti fondamentali, tra cui quello di cittadinanza europea, oltre che l'attribuzione dell'amministrazione delle risorse e delle telecomunicazioni all'unione.

Nel 2004 si passa da un'unione economica a un'unione di valore costituzionale, attraverso l'introduzione proprio di una costituzione. Tale trattato però verrà rifiutato dai referendum di Francia e Paesi Bassi.

Solo nel 2007 il trattato verrà modificato, attraverso il trattato di Lisbona, senza più attribuirgli il valore di costituzione, che è tutt'ora il trattato valido. Il trattato di Lisbona comprende due trattati:

  • Trattato sull'Unione Europea
  • Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea.

Nel 2016 il referendum sulla Brexit rappresentò il primo caso di recesso, in questo caso dell'Inghilterra, dagli accordi dell'unione.

Geografia

L'iniziale accordo di 6 paesi seguirà una serie di sviluppi che porterà l'unione agli attuali 27 stati membri.

Il territorio dell'UE in senso stretto, comprende esclusivamente questi 27 paesi, ma esiste un accordo, l'accordo sullo Spazio economico europeo, che comprende i territori di Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera e permette di applicare la stessa legislazione europea in tema di commercio. Tali stati dunque si impegnano a recepire le direttive europee, senza però poter votare o intervenire nella formazione di esse.

Concetti di base

Valori dell'Unione Europea

L'attività dell'unione si inserisce in un progetto politico di integrazione, che nasce come economico, ma si sviluppa anche in campo politico e commerciale. Gli stati che aderiscono all'UE riconoscono che i valori presenti nel loro ordinamento siano presenti anche nell'UE. L'Unione Europea dunque agisce per tutelare non solo gli interessi economici degli stati ma anche diritti umani e tutela dei cittadini.

L'articolo 2 sancisce i valori dell'UE e degli stati che ve ne prendono parte.

Metodo comunitario e intergovernativo

Metodo intergovernativo: le decisioni vengono prese secondo le regole tradizionali del diritto internazionale, qui non vi è un vero controllo giurisdizionale e viene mantenuta la centralità degli stati membri (dell'accordo).

Metodo comunitario: è il metodo maggiormente utilizzato per operare nell'UE, qui sono fondamentali i ruoli delle istituzioni europee e della giurisdizione dell'unione.

Il passaggio dal primo al secondo rappresenta la progressiva unitarietà dell'integrazione europea (nei valori, nell'apparato istituzionale, ecc…).

Nel caso di politica estera (PESC) si opera differentemente poiché agiscono istituzioni diverse, questo approccio è dovuto dalla sensibilità e delicatezza della materia.

Diritto primario e diritto derivato (secondario)

Il diritto dell'UE ha una gerarchia delle fonti che vede come divisione principale il diritto primario e il diritto secondario, fanno parte del diritto primario le fonti gerarchicamente più importanti:

  • I trattati,
  • I protocolli,
  • Carta dei diritti fondamentali dell'UE,
  • Principi generali del diritto.

Il diritto derivato, invece, comprende le norme frutto del lavoro delle istituzioni e dell'attività dell'unione europea. Gerarchicamente queste norme sono inferiori al diritto primario, e devono dunque essere legittimate in forza del diritto primario.

Quando si parla di UE si parla di un ordinamento giuridico di nuovo genere, che va oltre all'accordo internazionale tra stati. Gli stati membri, infatti, hanno rinunciato attraverso il trattato di Roma, in parte, alla loro sovranità nazionale.

Le misure apportate a livello europeo hanno diretta efficacia, e sono dunque in grado di apportare modifiche direttamente alla sfera personale dell'individuo. Il diritto UE ha primato di applicazione in determinati ambiti sulle norme nazionali.

Competenze dell'UE

Alcuni principi fondamentali e cardine dell'UE sono:

Principio di attribuzione: l'UE può agire soltanto laddove gli siano conferiti i poteri per farlo, va ricercata nei trattati la base giuridica delle misure adottate.

Principio di sussidiarietà: l'UE può agire se l'azione comunitaria risulti più efficace e se l'azione nazionale non risultasse sufficientemente efficace. Se l'azione invece potesse essere gestita a livello nazionale con uguale efficacia, allora l'UE deve lasciare discrezione agli stati membri.

Principio di proporzionalità: l'UE deve limitarsi ad agire a quanto necessario per conseguire il proprio obiettivo.

La clausola di flessibilità, permette ad un'azione dell'UE, che appaia necessaria senza però essere prevista espressamente da trattati, di essere adottata attraverso l'espressione di unanimità del consiglio degli stati membri.

Le competenze possedute dall'UE sono di diverso tipo, in particolare si possono distinguere tre categorie:

  • Competenze esclusive, competenze che soltanto l'UE possiede per agire. Tali competenze coprono:
    • L'unione doganale,
    • Norme in materia di concorrenza del mercato interno,
    • Politica monetaria dell'euro,
    • (Conservazione delle risorse biologiche nel quadro della politica comune della pesca),
    • Politica commerciale comune.
  • Competenze concorrenti, sia l'UE che gli stati membri (soltanto in quegli aspetti che l'UE non abbia già coperto) possono disciplinare queste materie, la misura europea prevale comunque in quella nazionale.
  • Competenze di sostegno e coordinamento, l'UE in questo caso può agire ma non in sostituzione degli stati membri, può introdurre programmi o coordinamenti che affianchino la materia nazionale.

Principio di sussidiarietà

È un principio che si applica solo nelle competenze concorrenti, questo principio è volto a massimizzare l'efficacia delle misure prese in quelle materie che sono maggiormente fronteggiabili in quanto unione piuttosto che a livello nazionale.

Il protocollo n.2, dà ai parlamenti nazionali la facoltà di ricevere il progetto d'atto legislativo europeo, e il cui compito è quello di verificare tale misura attraverso l'espressione di due voti (per i paesi con due camere). Se un terzo dei parlamenti nazionali dovesse ritenere che il progetto non è conforme, può sollevare il cosiddetto "cartellino giallo" che comporta la dovuta rivisitazione del progetto da parte della commissione europea.

Se invece i voti contrari fossero la metà, la commissione europea dovrà riesaminare la proposta, che se ritenuta nuovamente appropriata, sarà nuovamente inviata ai parlamenti nazionali. Questo procedimento è detto "cartellino arancione".

Principio di proporzionalità

Secondo questo principio l'UE quando agisce deve limitarsi nel contenuto e nella forma a quanto necessario per il conseguimento dell'obiettivo. Per verificare questo principio è necessario innanzitutto avere ben chiaro e definito l'obiettivo della misura, e successivamente sarà necessario chiedersi e capire se quella misura è davvero necessaria o se esistono alternative meno invasive, restrittive o onerose per ottenere lo stesso obiettivo.

Infine si parla di proporzionalità in senso stretto intendendo l'attività di valutazione d'equilibrio degli interessi presi in causa.

Le istituzioni europee

Con istituzioni dell'UE si fa riferimento alle sette principali:

  • Parlamento europeo,
  • Consiglio europeo,
  • Consiglio,
  • Commissione europea,
  • Corte di giustizia dell'Unione europea,
  • Banca centrale europea,
  • Corte dei conti.

Ma queste sono solo alcune delle molte istituzioni presenti nell'unione.

Esistono dei principi che regolano i rapporti tra queste istituzioni:

  • Equilibrio istituzionale
    All'interno delle proprie competenze ciascuna istituzione esercita il proprio potere in autonomia, senza che altre istituzioni possano limitarne l'operatività. Questa autonomia però trova il suo limite nella competenza e autonomia delle altre istituzioni (non deve intralciare l'operato altrui). La divisione delle competenze non si basa sul concetto di separazione dei poteri, bensì si basa sulla ripartizione degli interessi rappresentati da ogni istituzione nel processo legislativo. Questi interessi sono combinati tra loro in modo da mantenere un equilibrio proprio come nella divisione dei poteri.
  • Leale collaborazione
    Secondo questo principio le istituzioni europee devono lavorare e collaborare tra loro secondo principi di onestà e lealtà, per favorire le attività.

Istituzioni politiche

Consiglio europeo

È l'istituzione politicamente più rilevante, composta dai capi di stato di governo di tutti gli stati membri, a cui si aggiungono il presidente della commissione europea e il presidente del consiglio europeo.

Il presidente del consiglio europeo deve:

  • Essere eletto dal consiglio europeo a maggioranza qualificata,
  • Avere un mandato di 2.5 anni, rinnovabile,
  • Non avere mandati nazionali (solitamente è una figura di spicco).

Esso si occupa della preparazione e gestione delle riunioni, e della rappresentanza esterna in materia di PESC.

Il consiglio europeo si occupa di:

  1. Indirizzo politico, è l'organo che determina la direzione in cui l'UE deve svilupparsi e intraprendere azioni,
  2. Proposta e nomina delle cariche rilevanti delle altre istituzioni,
  3. Poteri decisionali sulle decisioni che toccano la natura stessa dell'UE (entrata di un nuovo stato, revisione dei trattati, recesso, ecc…),
  4. Arbitraggio su dossier sensibili.

In qualunque caso quest'organo non ha mai funzione legislativa.

Le riunioni di quest'organo avvengono di norma 2 volte a semestre (più eventualmente sedute straordinarie), le decisioni vengono prese per consenso (basandosi sugli "umori" cercando di trovare orientamenti in cui tutti siano più o meno d'accordo) che si concretizzano in conclusioni (che non sono atti normativi) che esplicano quanto deciso in modo non troppo dettagliato.

Consiglio dell'Unione europea

È composto da un rappresentante per stato membro, scelto a livello ministeriale. Le formazioni sono variabili in base all'ordine del giorno, ciò significa che la composizione varia a seconda del tema da discutere. Ad oggi vi sono 10 formazioni composte da ministri differenti in base alla materia.

A preparare i lavori da discutere ed eseguire sono però dei gruppi stabili (i ministri non hanno il tempo effettivo per discutere a fondo ogni punto), detti COREPER, composti da ambasciatori di ogni paese che poi sottoporranno ai ministri le questioni.

La presidenza del consiglio è detta "rotante" in quanto tre stati presiedono questo ruolo per 18 mesi (= ciascuno 6 mesi), si è scelto di raggruppare tre stati alla volta per favorire una continuità basata sulla comunicazione e condivisione di questi tre stati per un periodo che non si limitasse ai brevi 6 mesi.

Il consiglio vota secondo tre modalità:

  • Maggioranza semplice, 50% +1, usato solo per temi marginali.
  • Maggioranza qualificata, 55% degli stati che rappresentino il 65% della popolazione, è possibile opporsi a queste percentuali con una minoranza di blocco di almeno 4 stati. L'idea alla base di questi numeri, è quello di creare un equilibrio rappresentativo dei cittadini e che non si faccia influenzare da questioni geopolitiche.
  • Unanimità, le decisioni più sensibili sono prese all'unanimità.

Il consiglio quindi si occupa delle funzioni:

  • Legislativa, adotta atti legislativi o in autonomia o con il parlamento europeo,
  • Esecutiva, può adottare atti esecutivi,
  • Nomina componenti di altre istituzioni,
  • Controllo, su altre istituzioni.

Parlamento europeo

È composto da rappresentanti dei cittadini europei, tutti i cittadini hanno diritto a votare per il parlamento europeo. Quest'organo è attualmente composto da 720 membri parlamentari (il numero è variabile), con sede a Strasburgo.

Dei 720 parlamentari è necessario capire come suddividere la rappresentanza dei cittadini in parlamento. Si adotta un sistema di proporzionalità digressiva: ogni stato non può avere più di 96 parlamentari mentre dovrà averne un minimo di 6. All'interno di questo massimo e minimo i parlamentari sono ripartiti in maniera proporzionale.

Il mandato di un parlamentare europeo è di 5 anni e impedisce al soggetto di esercitare altre professioni e di avere altri mandati nazionali.

I parlamentari godono di immunità nell'esercizio delle loro funzioni, tale immunità può però essere revocata tramite voto degli altri parlamentari.

Il presidente del parlamento europeo ha il ruolo di gestire i lavori dell'assemblea. È eletto dai membri del parlamento in maniera autonoma. Esso possiede dei vicepresidenti con cui forma un collegio che si occupa delle questioni amministrative. Il mandato del presidente dura per 2.5 anni rinnovabili.

Anche in parlamento vi sono le commissioni che si dividono a seconda della materia da trattare, la votazione formale per una decisione è comunque prevista in sessione plenaria (720 parlamentari). Il voto è adottato a maggioranza.

All'interno del parlamento europeo esistono i vari gruppi parlamentari che si raggruppano per posizione politica, ad oggi vi sono 8 gruppi (partiti).

Il parlamento ha funzioni:

  • Legislativa,
  • Di approvazione del bilancio,
  • Ruolo nella nomina di componenti di altre istituzioni,
  • Di controllo:
    • Mozione di censura, se i 2/3 dei parlamentari vota la sfiducia tutta la commissione viene abolita,
    • Interrogazioni,
    • Relazioni delle attività,
    • Inchieste,
    • Attività del mediatore europeo, si occupa degli interessi dei cittadini in maniera diretta.

La commissione europea

Rappresenta l'interesse dell'unione europea, per questo motivo è un organo composto da individui, 27, e non da rappresentanti degli stati membri. Sono infatti scelti sulla base delle competenze e dello spirito europeo. Questo è un organo indipendente, in quanto agisce nell'interesse comunitario e non nazionale senza poter ricevere istruzioni dai governi nazionali.

Il processo di formazione ed elezione della commissione europea prevede:

Il mandato di quest'organo è di 5 anni, con possibilità però di cessazione anticipata del mandato di un commissario (morte, dimissioni, ecc…). È anche possibile che vengano richieste le dimissioni d'ufficio, in questo caso sarà la Corte di Giustizia a decidere su istanza del consiglio o commissione. Anche il presidente della commissione europea può chiedere a un commissario di dimettersi.

Diversamente è possibile che sia l'intera commissione a dimettersi attraverso delle dimissioni volontarie collettive, oppure attraverso una mozione di censura da parte del parlamento (simil voto di sfiducia).

L'elezione del presidente della commissione europea è da effettuare "tenendo conto delle elezioni del parlamento europeo". Ciò però non automatizza che il presidente sia per forza il leader del partito vincente, l'interpretazione fornita in tempi recenti è più estensiva e include come possibili presidenti anche un membro del partito o una figura che appoggi le idee del partito.

Il presidente decide:

  • I portafogli dei commissari, ogni commissario si occupa di materie diverse sulla base della scelta del presidente.
  • Orientamenti e organizzazione interna.
  • Nomina i vicepresidenti.

La commissione agisce sempre collegialmente, ogni decisione è sempre presa dal collegio della commissione, questo secondo il principio di collegialità.

Le funzioni della commissione dunque sono:

  • Normativa
    • Iniziativa legislativa, tutte le proposte legislative dell'unione europea partono dalla commissione.
    • Decisioni prese quando previsto dal trattato.
    • Decisioni prese su delega del legislatore.
  • Esecuzione del bilancio
  • Garante dei trattati, possiede degli strumenti che mirano a sanzionare ogni forma di violazione del diritto dell'UE. Sia nei confronti dei privati (aziende, ecc…), sia nei confronti degli stati attraverso la procedura di infrazione.
  • Rappresentanza esterna in settori div
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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoviola04 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea dei dati e delle tecnologie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Volpato Annalisa.
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