Diritto commerciale internazionale
Diritto dell'Unione Europea
Diritto internazionale «privato» (liberista e si affida a principio di libertà di determinazione)
- Principio della volontà delle parti e tendenza all'autoregolamentazione
- Principio dell’ordine pubblico e delle norme di applicazione necessaria
Impresa
Fonti del diritto commerciale:
- Il codice civile
- Le leggi speciali (banche, assicurazioni, finanza -> imprese pericolose per il mercato)
- Brevetti marchi e altri segni distintivi (d. lgs. 10 febbraio 2005, n.30 (CPI))
- Concorrenza e mercato (l. 10 ottobre 1990, n. 287)
- Procedure concorsuali (d.lgs. 12 gennaio 2019, n.14)
- Altre norme che influenzano l’attività d’impresa, legge sulla privacy per disciplina di antiriciclaggio
Costituzione
- Art. 41 Costituzione, 1° comma: l'iniziativa economica privata è libera -> Diritto di iniziare, svolgere e cessare l'attività
- Art. 41 Costituzione, 2° comma: non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. (impresa sottostà ai principi generali della costituzione).
- Art. 41 Costituzione, 3° comma: la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali (principio costituzionalmente sancito).
- Art. 47 Costituzione, 1° comma: la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Ogni attività d’impresa ha bisogno di finanziamenti, la finanza è un elemento fondante dell’esercizio. Risparmio protetto perché necessario per finanziare l’attività economica.
- Art. 47 Costituzione, 2° comma: favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
- Art. 2 Costituzione: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica (in buona fede -> nel complessivo interesse delle parti), economica e sociale.
- Art. 3 Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Esigenze alla base delle regole
Aree più significative che limitano l'attività d'impresa:
- La tutela dei lavoratori
- La tutela del credito -> regole su titoli di credito
- Stabilità impresa che sancisce attività economica nel suo interesse e in quello di tutta la comunità (per evitare default).
- La competizione economica corretta
- La tutela dei terzi
- L’equilibrio nei rapporti economici -> tra impresa e consumatore
- Il diritto dei consumatori (codice del consumo)
- La tutela del mercato
- La sicurezza e l’interesse pubblico
Attività d’impresa e imprenditore
Art. 2082 c.c.: è imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi. (obblighi e vantaggi sanciti dalla legge)
Art. 2086 c.c., comma 1: l’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori. (spesso attività d’impresa sviluppata in forma societaria).
Chi è responsabile per l’attività d’impresa? Colui che è il responsabile per gli atti e le obbligazioni, cioè chi gestisce e pertanto è a capo dell’impresa: l’imprenditore.
Cosa significa essere responsabili? Art. 2740 c.c.: la responsabilità patrimoniale: Comma 1: Il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Comma 2: Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.
Responsabilità dei soci limitata a conferimenti; l’amministratore risponde secondo la responsabilità dell’articolo 2740 + responsabilità limitata come socio.
Come limitare la responsabilità?
Con lo svolgimento dell’attività economica in forma societaria:
- Società di persone -> accomandita semplice.
- Società di capitali -> circoscrivere responsabilità seguendo i limiti sanciti da imprenditore per limitare responsabilità al capitale sociale. (SPA-> capitale minimo 50.000€, SRL -> capitale minimo 10.000€).
- SRL permette di limitare art. 2740 e circoscrivere rischio che attività d’impresa comporta.
- Società cooperative -> limitare responsabilità patrimoniale.
Art. 2086, comma 2: L'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa (+ è grande e + ha obblighi da rispettare, es. imprese quotate che seguono + obblighi informativi e di trasparenza rispetto alle altre) anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi (x contenerla) e il recupero della continuità aziendale.
Rischio attività economica
Rischio = responsabilità che si concretizza a capo dell’imprenditore
- Limitato = persona giuridica, imprenditore stabilisce importo di rischio che utilizza per l’attività economica
- Illimitato = persona fisica
Il rischio d’impresa può ricadere anche su dipendenti e investitori (che possono essere soci nel caso di acquisto di obbligazioni = debito della società nei confronti di terzi) e in generale su stakeholders (portatori di interesse nei confronti dell’attività economica di una determinata impresa). Rischio esogeno non dipende dalle mie scelte, anche se ci sono buoni presupposti, si tratta di un fatto imprevedibile (o meno, es. maltempo prevedibile e possibilità di assicurazione da rischi previdenti).
Il rischio d’impresa si divide in:
- Rischio economico: legato al profitto o alla perdita (si traduce in rischio anche giuridico in quanto c’è responsabilità nei confronti dei terzi perché ho un debito).
- L’imprenditore fallisce se non è più in grado di adempiere le obbligazioni: l’obbligo di assumere adeguate iniziative al manifestarsi di segnali di crisi. Lo stato considera negativa perdita di un’impresa, con nuova riforma chi dirige l’impresa ha l’obbligo di assumere tutte le iniziative per contenere la crisi.
Risponde dei singoli atti. Risponde per un numero di obblighi di interesse pubblico.
Il rischio nell’impresa a vocazione internazionale: rischio maggiore ma + profittevole e + possibilità di attività economica. Si divide in imprese con sede all’estero e imprese con rapporti commerciali con l’estero.
Es. sanzioni nei confronti della Russia non riguardano le importazioni ma solo le esportazioni -> settore agroalimentare non colpito. Sanzioni anche nei confronti dei soggetti (non possono ricevere ed esportare beni da e per nessuna parte del mondo, beni di proprietà e possesso congelati, a cui non hanno accesso). Divieti anche di servizi di consulenza.
- Rischio giuridico: legato a come viene esercitata l’attività seguendo le norme, la capacità dell’impresa di essere compliance con tutte le regole e norme per l’esercizio. + l’impresa è grande e + è complessa.
Il «trasferimento» del rischio
Il trasferimento a carattere privato quindi oneroso per l’impresa, l’assicurazione è tipicamente utilizzata nei settori con rischi esogeni prevedibili.
- Il trasferimento a carattere pubblico in quanto lo Stato viene in aiuto.
- Gli eventi straordinari
- L’amministrazione straordinaria
- Il trasferimento misto: sono a carattere pubblico ma con esigenza di intervento privato. Lo stato fa da garante per prestiti che il settore bancario dà a settore in difficoltà.
- Le agevolazioni (per i giovani, le donne, il sud, le imprese culturali e turistiche, ecc.)
- Le garanzie
- Il trasferimento illegale del rischio: l’imprenditore occulto -> con prestanome si trasferisce rischio da imprenditore a terzo che non ha proprietà (diffuso nelle società di persone in quanto rischio illimitato). Utilizzato quando non si vuole mettere a rischio beni e capitale, ponendo terzo come socio e risponde nei confronti dei terzi e imprenditore si pone come occulto e quindi non responsabile.
Responsabilità
Riepilogo in tema di responsabilità e diritto privato:
Art. 1176 cc: Nell'adempiere l'obbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia. Nell'adempimento delle obbligazioni inerenti all'esercizio di un'attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell'attività esercitata. È necessario seguire la diligenza richiesta in base all’impresa.
La legislazione speciale in materia consumeristica
La responsabilità contrattuale:
- Art. 1375: il contratto deve essere eseguito secondo buona fede
- Art. 1175: debitore e creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza
La responsabilità per colpa: Art. 2043 cc: il fatto doloso o colposo, il danno ed il risarcimento (anche nei confronti dei terzi quindi extra-contrattuale)
La responsabilità oggettiva-> indipendentemente dalla propria colpa:
- Art. 2049 cc: i padroni e i committenti sono responsabili per i danni arrecati dal fatto illecito dei loro domestici e commessi nell'esercizio delle incombenze a cui sono adibiti (impresa risponde dei danni cagionati anche dai suoi dipendenti o chi coinvolto nell’esercizio dell’attività)
- La responsabilità da prodotto difettoso (dpr 224/1998): imprenditore risponde dei danni causati da quel prodotto.
La responsabilità penale: è sempre personale quindi riguarda la persona fisica (D. lgs. 231/2001: la responsabilità penale delle persone giuridiche; le sanzioni possono anche essere economiche). Per i reati, commessi nel loro interesse, da soggetti apicali o sottoposti relativi a:
- Reati in materia informatica e societaria (falsificazione del bilancio)
- Abusi di mercato (falsificazione dell’andamento dell’azione)
- Omicidio colposo e lesioni gravi colpose (infortunio su lavoro per non messa in sicurezza)
È esonerato l’ente che provi di avere adottato modelli organizzativi idonei a prevenire il reato, in caso di incidente sul lavoro, se l’impresa dimostra di aver attuato tutte le norme di sicurezza (presente comunque responsabilità civile).
L’articolato mondo della responsabilità imprenditoriale (anche 2086)
Art. 2087 c.c.: L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro. Si tratta di una c.d. «norma di chiusura» (giudice può sempre richiamare se l’impresa ha adottato tutti gli accorgimenti richiesti dalla legge ma non quelli recenti o non tutti e può fare ricorso all’impresa) del sistema, che si aggiunge a tutta la legislazione speciale e settoriale.
Norme speciali inoltre, tra le altre, sulla:
- Tutela dell’ambiente
- Protezione dei consumatori
- Qualità e sicurezza dei prodotti
- Tutela della privacy
- Prevenzione dell’uso del sistema a scopo di riciclaggio
La responsabilità sociale o Corporate Social Responsibility (CSR)
Concetto complesso e articolato, senza definizione normativa, cui si collega quello di «sostenibilità»; considerato «biglietto da visita», soprattutto per le imprese a vocazione internazionale. È la responsabilità che l’impresa ha nei confronti del pubblico e della società. Secondo l’articolo 41 della costituzione bisogna svolgere attività con fini ambientali e strategie di anti-inquinamento (collegamento). L’impresa si assume altri obblighi che vanno oltre la produzione per una questione reputazionale e di sensibilizzazione del mercato per interessi pubblici. Il comportamento socialmente responsabile non è compliance con la legge, ma va oltre.
Due componenti:
- Strategica: vantaggio non strettamente economico bensì reputazionale, che si riflette anche sull’economia; in questo caso l’impresa deve fare in modo che la società lo sappia attraverso la comunicazione. Es. Greenwashing-> utilizzo di strategia di comunicazione per costruire un’immagine dell’azienda positiva seguendo l'impatto ambientale per nascondere all’opinione pubblica gli effetti negativi (ingannevole).
- Etica: dovere dell’impresa ad agire correttamente senza danneggiare nessun soggetto: agire in modo giusto. L’impresa etica (non fa parte della CSR) -> mission: produzioni di beni e servizi nell’interesse specifico del benessere dell’uomo in un ramo di attività di alto valore sociale in quanto socialmente responsabile, cioè conforme a dati standard elevati (ad esempio codici etici, convenzioni internazionali, ecc.) quindi senza scopo di lucro esercitando comunque attività economica in quanto non volontariato.
L’etica d’impresa: la stakeholder theory -> Qualsiasi individuo o categoria che influenzi il raggiungimento degli obbiettivi dell’impresa o ne sia influenzato. L’interesse non è assistito da strumenti giuridici. Imprese con scopo di lucro. Tuttavia, oggi esiste una disciplina sulla Dichiarazione non finanziaria:
2014/95/UE, che trova attuazione nel nostro ordinamento con il d.lgs. 30 dicembre 2016, n.254 In G.U., Serie Generale, n. 7, del 10 gennaio 2017. Stabilisce degli obblighi informativi (DNF), sulla comunicazione riguardante gli eventuali comportamenti virtuosi (ambito di applicazione ristretto) attraverso una dichiarazione non finanziaria, legato alle grandi imprese, finanziarie e non; si può trovare applicazione volontaria. Va redatta dagli amministratori e accompagna il bilancio, quindi considerato documento ufficiale delle grandi imprese. Informa su gli ambiti di interesse sociale (settore ambientale) che vanno oltre agli obblighi di legge (in +). Sono oggetto delle DNF anche i comportamenti sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva (prevenzione dei fenomeni di corruzione), che sono rilevanti tenuto conto delle attività e delle caratteristiche dell'impresa. Segue sempre ipotesi veritiere. Importante nell’attitudine degli investitori di investire nelle imprese che tendono a rispettare i criteri di questioni su comportamenti descritti sopra. *Resta in ombra il fatto che è la società a scegliere che temi trattare nella DNF, questo permette di nascondere eventuali aspetti negativi.
Emanata La Direttiva Europea Corporate Sustainability Reporting Directive, CSRD, (Direttiva UE 2022/2464) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Europea il 14 dicembre 2022. Entrata in vigore ad inizio 2023 (previsto trascorsi 20 giorni dalla data di pubblicazione), mentre gli stati membri avranno diciotto mesi di tempo per il recepimento della normativa nei propri ordinamenti giuridici. In questo caso verrà applicato come documento obbligatorio anche dalle imprese di minori dimensioni. Queste dovranno riferire:
- Sia in merito all'impatto delle attività dell'impresa sulle persone e sull'ambiente,
- Sia riguardo al modo in cui le questioni di sostenibilità incidono sull'impresa.
È la cosiddetta prospettiva della “doppia rilevanza”, nella quale il rischio che l'impresa affronta l'impatto da essa prodotto rappresenta una prospettiva di rilevanza e come si comporta nella gestione di questo impatto.
Certificazione della parità di genere
La Certificazione della Parità di Genere fa parte di una delle misure che il Governo ha inserito nel PNRR (Missione 5 – «Inclusione e Coesione», tra le politiche per il lavoro). Il 16 marzo è stato siglato il documento con la Prassi di Riferimento UNI/PdR 125:2022, entrato in G.U. n. 152 il 1° luglio 2022, che definisce criteri, prescrizioni tecniche ed elementi funzionali alla Certificazione di Genere.
La Certificazione è finalizzata ad attestare l’efficacia delle politiche e delle misure organizzative adottate dal datore di lavoro al fine di ridurre il divario di genere in relazione:
- Alle opportunità di carriera;
- Ai livelli retributivi a parità di mansione;
- Alle politiche per la gestione delle differenze di genere;
- Alla tutela della maternità.
Leva fiscale -> al datore di lavoro provvisto della Certificazione della Parità di Genere sarà concesso l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a suo carico nel limite complessivo pari a 50 mila euro annui.
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