CHIMICA FISICA
Cerca di razionalizzare tutta la chimica. Tratteremo di quella parte che è inglobata in chimica generale.
Chimica fisica, ci occuperemo di due argomenti:
-TERMODINAMICA: occuperà quasi tutto il corso. Termodinamica di equilibrio, studia un sistema
macroscopico (costituito da un numero elevato di molecole, maggiore del numero di Avogadro : N>>Na
6,022x10^23 atomi) all’equilibrio, possiamo misurare delle grandezze, delle misure di equilibrio soggette ad
un errore, saranno determinate entro un errore statistico. (<A> non cambia nel tempo perché sono misure
fatte all’equilibrio). Il sistema macroscopico si trova in uno stato fisico, che può essere solido, liquido, gas.
-CINETICA CHIMICA: rispetto alla termodinamica viene introdotta la variabile tempo T; studio della
velocità di una reazione chimica, si studia la concentrazione come cambia nel tempo ad es la concentrazione
di una reagente o di un prodotto—> ci porta a ricavare la velocità di reazione.
TERMODINAMICA
Studio le proprietà di un sistema macroscopico. Queste proprietà in genere vengono misurate, derivano
quindi da osservazioni sperimentali e spesso si cercano delle leggi che leghino due grandezze.
Queste leggi le ricaviamo da alcuni PRINCIPI DELLA TERMODINAMICA.
Principio zero, primo, secondo e terzo principio. Sono in grado di farci ricavare le leggi che ci fanno legare
due grandezze. La termodinamica ha soprattutto dei fondamenti sperimentali, MA anche sono ricollegabili
alle proprietà microscopiche del sistema attraverso la parte più teorica della termodinamica, la
TERMODINAMICA STATISTICA.
Proprietà microscopiche: studiare la struttura dei nostri sistemi, per studiare dobbiamo descrivere le
interazioni tra le molecole (interazioni intermolecolari) in certe condizioni (pressione, temperatura) in uno
stato fisico. Sarà quindi fondamentale la statistica che ci dice come calcolare delle probabilità di realizzare il
sistema in uno stato e distribuzioni statistiche.
La termodinamica è differente da quel ramo della fisica che is chiama ‘dinamica’ in cui definisco lo
Stato dinamico: del sistema che è un sistema macroscopico, costituito da un numero enorme di atomi e
molecole.A ogni istante T (temporale) io sono capace di individuare nello spazio la posizione di ogni atomo
(M1, M2…). Definire la posizione dei miei atomi nello spazio. A ogni istante devo sapere dove si trova
l’atomo e anche qual è la loro velocità. Questo è lo stato dinamico del mio sistema.
Stato termodinamico: io misuro una qualche grandezza <A > e questa va intesa come un valore medio,
mediato nell’intervallo delta T della misura. La misura NON è istantanea.
È un valore medio sugli stati dinamici attraverso cui il sistema si è realizzato nell’intervallo di tempo delta T.
Sistema macroscopico: si trova in uno stato fisico (solido, liquido, gas)
Potenziale di interazione tra gli atomi è molto importante. Nel mio sistema gli atomi e le molecole
interagiscono tra id loro. Questo stato fisico dipenderà dalla condizioni di pressione e temperatura. A seconda
di queste condizioni cambia la struttura del mio sistema.
solido —> liquido —> gas
——-> la distanza media tra i centri delle molecole o degli atomi AUMENTA
<—— aumenta la densità, ovvero il rapporto tra numero di molecole/atomi (N/V)
È molto importante il potenziale di interazione tra le molecole o tra gli atomi.
Lo stato termodinamico è definito da variabili di stato:
Numero di molecole N, il volume V, la temperatura T, la pressione P e se il sistema non è costituito da un
solo tipo di molecole dovrò anche definire la concentrazione delle specie chimiche presenti (es. nelle
miscele). Queste sono le possibili variabili di stato, che sono in genere legate tra loro da un’equazione di
stato. Esempio: GAS IDEALE (energia di potenziale di interazione è zero)
Equazione di stato del gas ideale: PV= mRT P=mRT/V
questa equazione lega le variabili di stato del sistema. Stabilendo un legame fa si che posso esprimere la
pressione del mio sistema in funzione delle altre variabili di stato. Riguardo allo stato mi interessano soltanto
le variabili di stato indipendenti. Per definirlo basta definire le variabili di stato indipendenti.
(n fissato, P, T) eV sarà variabile indipendente.
Riguardo variabili e grandezze è importante la distinzione tra
-ESTENSIVE: la grandezza dipende da n, o dalla massa del mio sistema (V, Energia,…)
-INTENSIVA: non dipendono da N (Pressione, Temperatura, Densità—> rapporto di due grandezze
estensive). Il rapporto tra due grandezze estensive è intensivo.
Il volume |V| è una grandezza ^3 al cubo
Spazio occupato da N molecole
1L= 10^3 cm^3
Superficie |S| è una grandezza al quadrato ^3
Entrano in gioco quando le interfacce tra due fasi sono importanti nel mio sistema. Es: formazione di una
goccia, oppure la formazione di una bolla (gas) in un liquido.
Pressione |P|: rapporto tra la forza e la superficie sulla quale viene esercitata questa forza F/(L)^2
Unità di misura : PASCAL
1Pa=1N/1m^2
1Bar=10^5 Pa= 10^2 KPa
1atm=101,325 KPa = 1.01325 bar
1 Tor =133.32 Pa
760 Tor =1 atm
760 mmHg= 1 atm
Pressione idrostatica: pressione esercitata dal mercurio in questa altezza
P= mg/S (forza/superficie su cui si esercita la forza)
ϱ ϱxSxh
(Rò= densità del liquido)= m/V—> m=ϱxV=
ϱxSxhxg/S= ϱxgxh
Pidrostatica=
Temperatura:
θ (Teta) in °C
θ
T= (°C) + 273.15
Il concetto di temperatura non è facile, è collegato al concetto di corpo caldo (Ta) e corpo freddo (Tb)
Tb<Ta
Termodinamica
La Termodinamica è la scienza del calore e della temperatura e, in particolare, delle leggi che
regolano la conversione dell’energia termica in altre forme di energia come per esempio quella
meccanica o quella elettrica. La termodinamica è una scienza macroscopica che riguarda proprietà
come la pressione, la temperatura e il volume. Sebbene la termodinamica ci aiuti a prevedere la
direzione e il grado di avanzamento delle reazioni chimiche, non ci dice nulla riguardo alla velocità
di un processo (tale argomento viene affrontato dalla cinetica chimica).
• Principio zero
• Primo principio
• Secondo principio
• Terzo principio PRINCIPIO 0 ZERO DELLA TERMODINAMICA
PRINCIPIO DI EQUILIBRIO TERMICO. Questo equilibrio mi dice che due corpi a T diversa, messi in
contatto, raggiungono la stessa temperatura. Se aggiungo un altro corpo, all’equilibrio, i tre corpi avranno la
stessa T. La Temperatura è intensiva, perché in questo processo in cui io prendo A, lo metto a contato con B
ad una temperatura più bassa, tra il corpo A e il corpo B fluisce il calore fino a che si raggiunge l’equilibrio
termico. Lo stesso succede se vado ad aggiungere un corpo C, avviene un flusso di calore fino a che non
hanno tutti la stessa T. LA PRIMA LEGGE DELLA TERMODINAMICA
Due concetti che costituiscono la base della prima legge della termodinamica sono il lavoro e il calore.
LAVORO:
In meccanica classica si definisce lavoro il prodotto di una forza per lo spostamento;
In Termodinamica il lavoro diventa una concetto più sofisticato poiché comprende uno spettro più ampio di
processi che comprende il lavoro di espansione superficiale, il lavoro elettrico, il lavoro di magnetizzazione e
altri tipi ancore.
La prima legge della termodinamica stabilisce che l’energia può essere convertita da una forma all’altra ma
non può essere creata o distrutta . Questa legge afferma che l’energia totale dell’universo è costante.
In generale si può dividere l’energia dell’universo in due parti:
- --- r ~ . a. . v ie
+
== Eamb
Euniv Esis
~ano l'universo, il siste~a e l'ambiente, rispe1
I pedici indicano l’universo, il sistema e l’ambiente. Per ogni processo le variazioni di energia sono:
delle
ariazioni energie sono
oppure = -
+ ,6,.Esis ,6,.Eamb
oppure == O
== ~Eamb
~Euniv ~Esis
ha, quindi, che se _un sistema subisce una variazione di energi
Si
dell'universo, o ambiente, deve subire una variazione di energ
' .
segno opposto; l energia guadagnata in un posto deve essere s
trove. Inoltre, poiché l'energia si può trasformare da una forma a
perduta da un sistema può essere guadagnata da un altro sistema
ferente. Per esempio, l'energia perduta bruciando combustibile in
alla fine ritrovarsi nelle nostre case come energia elettrica, calor
In chimica, siamo di solito interessati alle variàzioni di en
dstema, non all'ambiente. Poiché calore e lavoro non sono f
La termodinamica si basa su osservazioni sperimentali—-> leggi empiriche (trovare la differenza tra due
grandezze del mio sistema).
Per capire che tipo di legge ho:
Tutte queste funzioni hanno un nome perché ci portano a delle precise leggi.
Da TUTTE queste leggi deriva l’equazione di stato dei gas ideali.
ISOTERME
: fisso n e T sono fissate e vado a studiare come la pressione dipende dal volume. Ottengo
quella che è la legge di Boyle: scopre che queste legge è legata inversamente al volume.
La Temperatura è crescente. T1>T2>T3 Esempio:
C’è un altro modo per definire la legge di
Boyle:
ISOBARE
: la legge di Charles. Viene stabilito che c’è un limite inferiore alla temperatura. Viene
stabilito il cosiddetto ‘zero assoluto’. Viene definita la T in K e °C.
Originariamente il grafico non era cosi perché veniva studiato in °C,
quindi le rette apparivano cosi:
Queste rette si incrociavano tutte in un punto che corrisponde a
-273.15°C questo valore stabilisce lo Zero assoluto di temperatura.
T= 0°C + 273.15°C
ISOCORE
:
Il numero di moli e il volume sono fissati. La legge stabilisce una dipendenza tra la pressione e la
temperatura.
PRINCIPIO DI AVOGADRO
: Dipendenza del volume dal numero di moli.
La densità è omogenea, le mie molecole nel gas ideale sono distribuite uniformemente all’interno dei
recipiente, non ci sono zone più o meno dense.
Questo principio è collegato all’estensività del volume.
-gas ideale
-teoria cinetica dei gas: parte dalla struttura microscopica del sistema per ricavare grandezza macroscopiche
del mio sistema come la pressione. Andremo in particolare a vedere la relazione tra la pressione e l’energia
cinetica media per atomo. (Relazione tra P e <Ecin>
Per poi arrivare alla relazione tra l’energia cinetica media per atomo e la Temperatura. Questa relazione è
molto importante. L’energia cinetica media per atomo per un sistema costituito da atomi non legati (es. elio,
neon); sue ho un gas di questo tipo avrò:
Andremo oggi quindi ad enunciare il ‘principio di equipartizione dell’energia’. Questo principio va a
considerare dei gradi di libertà della molecola o degli atomi in base a ciò che ho nel mio sistema. Usando
questo principio possiamo ricavarci l’energia del sistema costituito dal gas ideale. Questi gradi di libertà
fanno riferimento ai moti delle molecole:
-moto traslazione
-moto rotazionale
-moto vibrazionale
Parleremo però anche di gradi attivi a una certa temperatura.
Per capire questo concetto andremo a vedere anche che cos’è il fattore di Boltzman.
LA TEORIA CINETICA DEI GAS E I RISULTATI CHE OTTIENE:
Questa teoria è una teoria semplice che si basa sulle leggi ella fisica diciamo più qualche considerazione di
tipo statistico, è una teoria applicata nell’ambito di alcune assunzioni. Vediamo quali sono le assunzioni
questa teoria:
-si tratta di un gas ideale: l’energia potenziale è uguale a 0; le molecole non interagiscono tra di loro.
Considererò gli atomi che is muovono in un volume V a fissate condizioni di pressione e temperatura, quindi
come abbiamo detto ieri, vale il principio di Avogadro, quindi la densità è una costante; gli atomi riempiono
il volume in modo uguale, la densità è omogenea. Il moto di queste particelle/atomi è in modo caotico,
significa che non c’è una direzione specifica.
Della fisica mi interessa dire che queste particelle urtano tra di loro casualmente, urti di natura elastica
(l’unico tipo di energia che hanno queste particelle è energia cinetica che si conserva).
Ma a noi interessa ricavare la pressione del sistema e quindi ci interessa dire che abbiamo urto elastico tra la
particella e la parete del recipiente. Quindi noi vogliamo ricavare P avendo fatto queste assunzioni.
Andiamo a ricavarci P:
Ricordiamoci che sto usando la teoria cinetica dei gas, che usa leggi fondamentali della fisica; è una teoria
che parte da una struttura microscopica del mio sistema per poi ricavare una struttura macroscopica.
Dalla struttura microscopica —> ricavo la pressione che è una variabile di stato
Questa pressione è il rapporto tra la forza e l’area della superficie su cui si esercita questa forza.
Noi consideriamo il nostro recipiente di volume V dove
c’è il nostro gas distribuito il modo omogeneo; P e T sono
fissate. Prendiamo degli assi di riferimento e prendiamo in
esame una parete ortogonale all’asse x. Le particelle
urtano sulla parete ed esercitano una forza che deriva dalla
pressione, e come la misuro?
Questa misura siccome è una proprietà macroscopica, dura
un certo intervallo di tempo deltaT (tempo relativo alla
mia misura).
Durante sul mio intervallo di tempo deltaT il mio sistema è
passato per un numero innumerevole di stati dinamici e il
risultato di quello che io misuro che chiamo pressione è
uguale al numero di urti avvenuti nel tempo deltaT per la
pressione esercitata in un singolo urto.
Il calcolo quindi lo farò prendendo una parete. Le cose cambio se cambio parete? NO perché la pressione e
la temperatura sono fissate e vale il principio di Avogadro che mi dice che la densità è costante quindi se
misuro da una parete all’altra la mia pressione risulta uguale. Il rapporto tra Fx/Ax = Fy/Ay =Fz/Az
Adesso andiamo a fare proprio il calcolo: Quindi questo è il mio
calcolo fino a questo punto
Ora devo valutare gli urti: questo numero lo calcolo in questo modo: se parto dal centro del mio recipiente
e qui c’è la mia parete su cui avviene l’urto, io dico che in principio tutte le molecole che stanno nel V
possono urtare alla parete nell’intervallo deltaT. Diciamo che se io definisco una densità= numero di atomi
in un certo volume, allora il numero N di molecole che stanno in un certo volume posso sempre esprimerlo
come densità x volume.
Come valuto L?
Me lo calcolo come Vx (rapporto tra spazio percorso lungo x nell’intervallo di tempo) X deltaT.
Quindi c’è un istante zero e l’intervallo di tempo successivo che è 0 + deltaT.
Tutte le molecole
che stanno nel volume
Bulk: parte più centrale del mio
sistema in cui non ci sono effetti
parete.
Parete
Bulk
GAS IDEALI: sappiamo che l’energia dipende dalla temperatura e sappiamo calcolarla
Per un gas costituito da atomi questa energia è 3/2 nRT
Per un gas ideale l’energia è solo di tipo cinetico e dipende dalla temperatura. L’energia cinetica possiamo
sempre considerarla dipendente dalla T. Più è alta la T l’energia cinetica aumenta.
Argomenti di oggi:
1) gas ideale
2) deviazione dal comportamento ideale
3) isoterme gas reale
4) introduciamo il fattore di compressione Z
5) equazione di Van Der Waals
GAS IDEALE GAS REALE
L’energia <E> è Condensazione di un gas per
energia cinetica e compressione. Per compressione
dipende solo dalla si intende : ho un recipiente con
temperatura, una superficie mobile, fuori c’è una
perché l’energia certa temperatura T e misuro la
potenziale è 0 pressione. Quindi fisso il volume,
perché l’energia in questo caso faccio una
potenziale è bassa compressione, quindi diminuisco V
quindi la densità è per compressione a T fissata e
bassa, quindi la misuro P. E osservo che man mano
distanza media tra che diminuisce il volume, il gas
i centri delle condensa, continuando a
molecole tende a comprimere la condensa aumenta.
infinito. Campana di Andrews
Delimita le regioni in cui la
pressione rimane costante
Dentro la campana ho sempre delle righe orizzontali
che dipendono dalla temperatura. Se la temperatura è
quella del punto liquido non osservo la condensazione;
E’ possibile avere l’equilibrio liquido gas purché la
temperatura sia inferiore alla temperature critica.
Come vedete la condensazione diciamo avviene grazie
alle interazioni tra le molecole, che per definizione
l’energia potenziale dipende dalla distanza tra le
molecole.
Vediamo ora come si misurano le deviazioni da un comportamento ideale di un gas: andiamo quindi ad
FATTORE DI COMPRESSIONE Z
introdurre il
È il rapporto del volume del gas reale in rapporto al volume del gas ideale.
pressione temperatura.
Questo fattore dipende dalla e dalla
Z < 1 (bassa pressione, il volume molare del gas reale < del volume
molare del gas ideale. Prevalgono interazioni di tipo attrattivo)
Z > 1 ( alta pressione, il volume molare del gas reale > del volume molare del gas ideale.
Prevalgono le repulsioni . Deviazioni più pronunciate se le interazioni sono meno attrattive)
Z = 1 (comportamento ideale)
Più le interazioni sono attrattive più osservo una deviazioni di Z < 1 più pronunciata
Se il mio gas è costituito da molecole di H ho una curva di questo tipo: Z è sempre maggiore di 1,
le deviaz
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