Lezione e pausa
Dieci minuti di pausa nel mezzo e nella lezione prima delle 18.00.
Visita di studio
26-28 aprile 2023: Visita di studio a Ravenna, Rimini e Cesena.
Convegno in università
Venerdì 31 marzo: Convegno in università sulla bibliografia e sulle digital humanities.
Esame
Esame = tre domande: la prima sul libro a scelta, la seconda e la terza su altri due argomenti (generalmente una su storia della bibliografia ed una sulla parte tecnica – eventualmente quarta domanda).
Bibliografia
Libro nel cinema pop: Il libro è un obiettivo di centro del sapere. Tolomeo era quello di creare un riferimento ad Agora (2009) per la biblioteca d'Alessandria – si faceva arrivare da tutto il Mediterraneo i libri da copiare e poi inserirli nella biblioteca. Confronto biblioteca di Pergamo: con la stessa epoca, ma la differenza è che ad Alessandria v'erano papiri, mentre a Pergamo (costa turca, Asia minore) venivano utilizzate pergamene – questione dell'umidità.
Film e biblioteche
Nel film, il libro diventa anche nell'immaginario collettivo, nella comunicazione - in questo caso Ipazia sta cercando di salvare i papiri più importanti prima che entrino i fanatici distruttori del paganesimo. La storia sulla fine della biblioteca d'Alessandria fa riferimento non all'incendio, bensì all'utilizzo dei papiri da parte dei musulmani, dopo la conquista d'Egitto, per riscaldare le terme.
Biblioteche della fantascienza
- The Day After Tomorrow (2004) – biblioteche: riferimento alla Public Library di New York, simbolo del sapere in pericolo a causa della natura (nuova era glaciale).
- Altri riferimenti cinematografici: la biblioteca nel film di Superman – esempio di biblioteca digitale = è un mega computer con banche dati (colonne di cristallo) che ti permettono di raggiungere le informazioni necessarie – è un film vecchio, biblioteca di genere considerata fantascienza. Ora non lo è.
- Star Wars: biblioteca dell'Impero (molto simile a quella del Trinity College di Dublino, ma George Lucas non si è ispirato) – più informazioni dispongo, più ho potere (non c’entra “sapere è potere”).
La biblioteca di Hogwarts
Biblioteca di Hogwarts in Harry Potter – quello era il posto dove trovare le informazioni (= le scene sono state girate alla Bodleian Library di Oxford). Sempre in riferimento ad Harry Potter, Madam Irma Pince bibliotecaria – “Librarians can catalog anything… They could catalog you”.
Doctor Strange
Doctor Strange (primo film) - biblioteca del Sancta Sanctorum = immaginaria, con somiglianze con quella di Hogwarts, ma la differenza è che quest’ultima è originale mentre quella della Marvel è una scenografia. Analizzando la fotografia, si notano che i libri sono esposti non di dorso ma di piatto (la copertina) – il libro deve essere visibile, esposto in tutte le sue parti. La biblioteca è quindi diversa da tutte le altre: è su un altro livello, vuole dare un’impressione di un sapere non alla portata di tutti, che va oltre alla nostra capacità – simbologia, semiotica.
Il cielo sopra Berlino
Film (1987) – la storia di un angelo che si innamora di una ragazza e decide di rinunciare al suo stato angelico e di diventare umano; ma poco dopo, la ragazza si ammala e muore. Nonostante ciò preferisce rimanere umano e non ritornare alla sua forma angelica = la biblioteca, elemento fondamentale come punto d'incontro intellettuale.
Peter Sellers
Una delle migliori scene del film, Peter Sellers interpreta un bibliotecario – siamo nel periodo del perbenismo americano, dove si evidenzia (frase finale) che il bibliotecario non è quello rappresentato dai classici luoghi comuni.
Ghostbusters
Ghostbusters – Acchiappafantasmi – film comico-demenziale del 1984; scena di apparizione di un fantasma nei magazzini della Public Library di New York (la scena è stata girata a Los Angeles) = altro luogo comune: magazzini con corridoi stretti e mal illuminati, non è così, perché non sono a norma.
Tutti gli uomini del presidente
Tutti gli uomini del presidente (1976) – scena da confrontare con il film “Il cielo sopra Berlino” = a differenza di questo film, nel film premio Oscar si parte da un primo piano e si sviluppa verso l’alto fino a diventare un ambiente generale = quando si va a pensare ad una biblioteca, si va a pensare al concetto di insieme.
La mummia
La mummia (1999) – film che evidenzia uno degli incubi di ogni bibliotecario: scaffali che cadano e la biblioteca vada giù. Cosa determina la catastrofe biblioteconomica nel film? L’errore è che il libro non era al suo posto. “Fantasmi bibliografici” nei cataloghi di biblioteca = viene riportata una catalogazione errata, così per tutto il tempo e le evoluzioni del catalogo. Quando si va a controllare, due possibili conseguenze: libro non esiste oppure le copie sono andate perse/distrutte.
Responsabilità nella catalogazione
Quando si cataloga un libro, quindi, bisogna fare attenzione: si ha una responsabilità verso tutti coloro che poi consulteranno quella bibliografia, credendo che sia giusta.
La spada nella roccia
La spada nella roccia – film del 1963, “profetico” – nella citazione finale di mago Merlino, togliere la parola “magia” e inserire “tecnologia” = questa frase è la summa finale di questa lezione: siamo noi a creare la conoscenza, il sapere e anche la scienza. La tecnologia (banalmente quella che usiamo per scrivere gli appunti) è solo uno strumento – non si parla di intelligenza artificiale, intesa nel senso non organico-naturale.
Luoghi comuni sul mondo delle biblioteche
Bibliografia a stampa riguarda tutto quello che riguarda anche la bibliografia. A maggior ragione le biblioteche = primo strumento, posto dove si trovano i libri. Biblioteca può essere intesa anche in altra maniera – punto di vista intellettuale.
La biblioteca di Babele
La biblioteca di Babele, Borges: “L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, forse infinito, di gallerie esagonali”. Edificio composto da un numero incognito di sale, numero talmente grande che non possiamo capire se ha un termine o no. Lo immagina come una sorta di insieme di gallerie esagonali. Interessante vedere come lo scrittore immagini una struttura geometrica, architettonica. Alcuni cultori di questo racconto hanno provato a disegnare e rappresentare quello che Borges aveva scritto – struttura formata da esagoni. Struttura modulare (= si ripete), complessa, potenzialmente infinita. Sono concetti che vanno al di là della comprensione di una persona media.
Il discorso filosofico sulla conoscenza
Il mondo dei libri non è banale, non è semplice. Discorso filosofico che ci lascia capire il fatto che la conoscenza sia infinita o meno, ma ne ha tutto l’aspetto. Già solo pensare che con un alfabeto limitato si può scrivere un numero infinito di libri ci permette di figurare una promessa di infinito nella conoscenza.
La bibliografia
I libri, quindi bibliografia – diventa una disciplina che può trattare anche dell’infinito. Non è una questione meramente tecnica o banale. Borges scrive negli anni 50-60 – libro è testo scritto, stampato. Oggi è differente. Carteggio Buzzati-Mondadori: conservate lettere, alcune minute scritte a mano da Mondadori e direttore editoriale. Sono rimaste le veline. Si scriveva a mano, ma la calligrafia alle volte non si legge tanto bene. Macchina da scrivere – la copia era fatta tramite copia carbone: foglio di carta dove macchina da scrivere batteva – foglio di copia carbone con il lato dove c’era l’inchiostro rivolto verso un altro foglio su cui doveva rimanere impresso. La velina era una carta più sottile e quindi più facile da far entrare nel rullo della macchina da scrivere; più sottile e delicata. Si sono però conservate. Spesso le email invece si perdono, obbligo di conservazione è di cinque anni. Corrispondenza andrà perdendosi, non ci sono più le copie.
Preoccupazione bibliografica
Preoccupazione bibliografica – fatta per i libri a stampa si è rivelata essere un ottimo strumento, supporto a lungo termine. Il formato digitale invece? Non lo sappiamo. Già per una banale questione di file conservati in device del passato (es: floppy disk) non riusciamo più a leggerli, sempre se non si sono smagnetizzati. Banalmente, anche oggi computer e tablet senza lettori cd. Hard-disk hanno cavetti differenti. Senza ingressi non riusciamo ad accedere alle informazioni! Problema con il digitale è tecnologico – il formato digitale è un formato, ma cambiano macchine e dispositivi. Ci sono le che non si possono più leggere. Problemi anche di conservazione: email che si accumulano a livello esponenziale, dove? Chi paga?
Il problema del digitale
Oltre al digitale, c’è anche il telefono: telefonate non sono ripercorribili, contatti tra persone vanno persi,… Le ricerche storiche dove si faranno? Su che documenti? La bibliografia si fa sui testi a stampa, ma quanti sono i testi a stampa? Nessuno lo sa perché il numero sembra essere infinito, non riusciamo a quantificarlo. Andando avanti continuano ad aumentare, come se fosse infinito. È chiaro che non è infinito, ma aumenta sempre più. Quindi non interessa neanche.
La bibliografia come mappa
Cosa c’entra la bibliografia in tutto questo? La bibliografia come mappa, Alfredo Serra: “La bibliografia è mappa e indice della letteratura, della scienza e della cultura in quanto attività che per mezzo di testimonianze documentarie si fondano e si esprimono”. Abbiamo questo numero tendente all'infinito di libri e dobbiamo fare una ricerca all’interno di questo numero tendente all’infinito, come facciamo? Negli opac c’è tutto? Conosciamo tutte le biblioteche che hanno opac, ce l’hanno tutte, biblioteche private,…?
Strumenti per la navigazione
Bisogna trovare degli strumenti. L’insieme è talmente vasto che non è maneggiabile, già solo quantitativamente. Strumenti che possano aiutare a navigare e comprendere questo enorme insieme di dati.
La bibliografia madre delle discipline
“La bibliografia è madre di tutte le discipline che si occupano di organizzare e strutturare le comunicazioni scritte - passate ed odierne, registrate e trasmesse - e a studiarne i supporti, processi tecnici e le vie che servono al loro trasporto da una fonte, o da un emettitore, ad un ricevente”. Bibliografia come madre per strutturare, organizzare le comunicazioni scritte + studiare le caratteristiche di questi testi, supporti su cui sono stati stampati, processi tecnici, modo e tecniche di stampa, distribuzione, diffusione,… - passaggi che oggi vengono dati quasi per scontati.
Social media e bibliografia
Oggi si possono usare i social per dare e ricevere informazioni. Facebook: nasce come centro di informazione all’interno di un campus, ma diventa poi una vetrina personale e spopola. Esibizionismo sui social = far vedere ciò che si fa - guardare sui social = guardare informazioni, cosa fanno gli altri. Si può andare a cercare anche le persone che si conoscono. Raccogliere persone, prima era una bacheca, ora una banca dati. A questi dati si aggiungono le fotografie, se vogliamo cancellarle? Rimangono comunque nel backend dei social e diventano proprietà del social. Dobbiamo essere consapevoli.
Pubblicazione e bibliografia
Pubblicare = rendere pubblica - regalata ad agente commerciale con tutti i diritti. Tutta la nostra produzione e attività intellettuale non viene pagata. Data poi in pasto al pubblico. Tutto quello che studia la bibliografia per i testi a stampa viene fatto anche normalmente con i social. Per ogni libro a stampa e per ogni social media ci sono delle tecniche specifiche. Bibliografia = strumento che serve nella grandissima massa di dati per trovare materiale. Come trovare notizie nella grande massa di dati? – questa è la bibliografia.
Il bibliografo come cartografo
Bibliografia si muove tra i libri a stampa, idea di bibliografo come cartografo delle mappe bibliografiche, “Il bibliografo quindi è una sorta di cartografo delle mappe bibliografiche, indici, archivista, ministro delle transazioni del regno documentario e regista delle fruitive che riguardano ogni tipo di monumenti (= testimonianza) registrati”.
Reti e relazioni
- 1 nebulosa = gas, molecole,…
- 2 nodi della rete internet mondiale
- 3 nodi di informazioni in 3D, dove ci sono server
- 4 rete di neuroni del cervello di un topo
- 5 rete di trasporti in città - forme si ripetono
Bibliografia come tecnica e strumento
Libri sono in rapporto gli uni con gli altri e con chi li legge - rete di dati in relazione. Bibliografia è più cose, è una tecnica, è un ambito di studi, è uno strumento che ci aiuta. Definire la bibliografia sembra facile, ma non lo è. Ambiguità e incertezza - è una parola costruita da due termini dal greco. Termine libro + scrivere. In greco antico questa parola però non esiste. Pluralità di definizioni - significato culturale e fine ultimo della bibliografia.
Definizione della bibliografia
Per definire la bibliografia occorre tenere presente il fine di ordinare la produzione di letteratura per categorie costanti, riconoscibili, scientificamente e culturalmente rilevanti e funzionali alla ricerca, a fine di informazione, reperimento e orientamento.
La percezione della bibliografia
Persona media tendenzialmente crede di non avere bisogno di liste di libri e argomenti. Interessi culturali o tecnici (umanistici come scientifici) + bisogno di informazioni. Se non ho bisogno di informazioni, posso fare a meno della bibliografia per raggiungere il proprio scopo. Serve per – occorre concentrarsi sull’oggetto della bibliografia – oggetto di studio della bibliografia è il libro. Libro può essere visto diversamente, ha più significati: testo, oggetto.
Il paradosso di Greg
Bibliografo analitico. Paradosso per capire la duplicità del libro: “Un ortodosso e un eretico discutono animatamente della loro religione. L’ortodosso ha in mano un pesante libro che contiene la summa dell’ortodossia. Per convincere l’eretico, l’ortodosso ha due possibilità di utilizzo del pesante libro: A sbatterlo in testa all’eretico, B usarne il contenuto intellettuale per convertirlo”.
Duplicità del libro
Quindi: natura fisica, oggetto, usi – A anche come oggetto può essere utilizzato per scopi diversi. Libro scritto in una lingua che non conosciamo diventa un oggetto. Contenuto, testo, contenitore di messaggi, idee, veicolo di informazione – B il libro di per sé è almeno due cose. Quindi la bibliografia ne risente essendo una disciplina che riguarda il libro oggetto che contiene un testo che è a sua volta un contenitore di informazioni, idee.
Comprensione del contenuto del libro
Parliamo di oggetto non immediata comprensione del contenuto. Oggi sempre più formati diversi. Uno stesso testo può avere formati diversi. L’oggetto veicola sensazioni diverse: Bibbia ha lo stesso testo, ma un libro grande, prezioso, decorato dà un’impressione di maggiore sacralità. L’impressione che dà il testo cambia la prospettiva. Editore crea un bell’oggetto. Poi si creano ondate di lettori nuovi – si cerca di diminuire i prezzi quindi cambia il formato. L’oggetto cambia anche il modo di leggere il libro. L’oggetto dà una sensazione diversa, anche se il testo/contenuto è uguale. Questa è la duplicità del libro.
Duplice natura del libro
Un libro è entrambe le dimensioni, non possono prescindere l’una dall’altra. Anche un’agenda è un libro, pur rimanendo un’agenda. Tale duplice natura del libro sta alla base della duplice definizione di bibliografia: disciplina che studia il libro in quanto oggetto materiale analitica, testuale, filologia dei testi a stampa – accezione propria della scuola inglese, anglosassone. Si studiano le parti del libro, com’è fatta la carta (tipo di carta, filigrana, vergelle,…), fregi tipografici, testo in quanto caratteri tipografici. È il libro il nostro oggetto di investigazione e una grande quantità di informazioni si possono ricavare dal libro come oggetto. Si possono fare delle ipotesi osservando il libro come oggetto segnalibro.
Esempio di libro
Esempio: guardando il segnalibro. Copertina flessibile. Copertina lucida (acqua scivola, protetti da pioggia. Quando consegnavano libri nelle edicole e lasciavano scatoloni fuori) come forma di attenzione ad agenti atmosferici. Prezzo dichiara valore di vendita e quindi costo di produzione circa 3 volte di meno. Fotografia in copertina – mettere o non mettere qualcosa non è scontato.
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