Dispensa 3 – Analisi degli
alimenti e delle bevande
Densità, grado alcolico, estratto, ceneri, sale; latte, vino,
aceto, birra, miele, olio, acque
Introduzione
La terza dispensa applica ai prodotti alimentari gli strumenti visti nelle prime due. Il
materiale riunisce le lezioni sulle analisi «classiche» di vino, aceto, birra e latte
(densità, alcol, estratto, ceneri, sale) e i protocolli di laboratorio su sfarinati, carne,
burro, pH, latte, miele, acque, vino, succhi, olio. Ogni sezione risponde a quattro
che cosa si misura e perché su quale principio, come si procede, come
domande: ,
si calcola e come si interpreta.
Un’avvertenza importante: molte conversioni (densità → grado alcolico, densità del
residuo → estratto, correzioni di temperatura) si basano su tabelle ufficiali
(Schneyder, OIML, Reichard, tabelle del lattodensimetro). Le tabelle non sono
riprodotte qui; si spiega come sono usate e si danno esempi con i valori che esse
restituiscono.
La densità
Definizioni
La densità assoluta è il rapporto tra massa e volume misurati alla stessa
temperatura (g/mL). La densità apparente usa la massa misurata a una
t
temperatura e il volume riportato a 20 °C tramite tabelle. La densità relativa è il
rapporto tra la massa del campione e la massa di un ugual volume d’acqua;
nell’analisi degli alimenti si intende quella a 20 °C, indicata d₂₀²⁰, e vale
d₂₀²⁰ = d₂₀/0,998203
dove 0,998203 g/mL è la densità dell’acqua a 20 °C.
Perché misurare la densità del vino. Perché conoscere il rapporto
massa/volume ha un interesse pratico (220,00 L di vino con d = 0,9980 pesano
indirette
219,56 kg), e soprattutto perché la densità permette misure del grado
alcolico, dell’estratto e degli zuccheri.
I tre strumenti
Strumento Precisione su d₂₀²⁰ Principio
Picnometro ± 0,0001 (metodo di pesata di un volume fisso di
riferimento) liquido
1
Strumento Precisione su d₂₀²⁰ Principio
Densimetro (aerometro) ± 0,0003 galleggiamento in equilibrio
di un cilindro zavorrato
Bilancia idrostatica ± 0,0003 spinta di Archimede su un
galleggiante di volume noto
Picnometro. È un palloncino da 50 o 100 mL in vetro speciale con collo sottile, che
permette di definire il volume con grande precisione. Si porta a peso costante in
stufa (mₚ), si riempie con acqua deionizzata bollita e raffreddata, lo si termostata a
20 °C per 15–20 minuti, si porta il menisco alla tacca, si asciuga, lo si lascia 30
minuti in essiccatore e si pesa (mp+H₂O). Si ripete con il vino (mₚ₊ᵥᵢₙₒ). La densità
relativa è d₂₀²⁰ = (mₚ₊ᵥᵢₙₒ-mₚ)/(mp+H₂O-mₚ).
Se non si lavora a 20 °C, il picnometro porta un termometro. Si determina la massa
t,
d’acqua alla temperatura la si moltiplica per un fattore di conversione (tabella I
del regolamento CEE 2676/90) per avere il volume del picnometro a 20 °C; la
t,
massa di vino divisa per quel volume dà la densità apparente a che si riporta a 20
c/1000
°C sottraendo un fattore letto in tabella in funzione del grado alcolico e della
temperatura. Esiste una correzione anche per la massa d’aria del picnometro
vuoto, con densità dell’aria 0,0012 g/mL: è piccola (un errore del 10 % sulla densità
dell’aria provoca un errore di soli 5· 10⁻⁶ sulla densità del vino), ma va considerata
nei lavori di riferimento.
Esempio 2.1. Un vino a 15 °C con titolo alcolometrico 14 % vol. Il picnometro
contiene 100,923 g di acqua a 16,3 °C; fattore di conversione 1,001144, quindi
volume a 20 °C = 100,923 × 1,001144 = 101,0385 mL. La massa di vino a 15 °C è
99,8756 g e la densità apparente 99,8756 / 101,0385 = 0,988491 g/mL. Dalla
c
tabella il fattore di correzione per 14 % vol e 15 °C è = 1,30, quindi d₂₀ =
0,988491 - 0,00130 = 0,987191 g/mL e la densità relativa d₂₀²⁰ =
0,987191/0,998203 = 0,988968.
Densimetro. È un galleggiante di vetro con bulbo zavorrato e asta graduata in
unità di densità: affonda finché il peso del liquido spostato eguaglia il suo. Si legge
dove la superficie taglia l’asta. A temperature diverse da 20 °C si corregge in modo
approssimato di 0,00025 per ogni grado. Lo strumento va tarato e controllato nel
tempo.
Bilancia idrostatica. Un galleggiante di volume noto (10 o 20 mL) viene pesato in
aria e poi immerso nel liquido: la differenza è la massa di liquido spostato, quindi d
= m/V. Si lavora a 20 ± 0,2 °C. Le bilance moderne automatiche visualizzano
direttamente il risultato.
La densità del latte
Per il latte la temperatura standard è 15 °C. La densità è il risultato dell’equilibrio
fra acqua (0,999 g/mL), materia grassa (0,930) e sostanza secca magra (1,600): il
latte intero ha 1,028 < d₁₅ < 1,033. Perciò:
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diminuisce
• annacquamento: la densità (l’acqua è meno densa del latte);
aumenta
• scrematura: la densità (il grasso è meno denso del latte).
Le due frodi possono compensarsi: togliendo l’1 % di grasso e aggiungendo il 3 % di
acqua la densità resta praticamente costante. Una sola misura non basta;
occorrono grasso, indice crioscopico, densità del siero.
Lattodensimetro di Quevenne. È un aerometro con scala da 20 a 40 gradi (20 =
1,020, 40 = 1,040) e termometro incorporato. Si mescola il latte, lo si versa nel
cilindro lungo la parete (per evitare schiuma), si immerge lo strumento senza
toccare le pareti e si legge dopo circa un minuto, con la temperatura. Se la
temperatura è diversa da 15 °C si corregge: la regola approssimata è +0,0002 per
ogni grado sopra 15 °C e −0,0002 per ogni grado sotto. Esempio 2.2: lettura 32 a
18 °C: 1,032 + 3·0,0002 = 1,0326 (la tabella dà 32,7, cioè 1,0327); arrotondando
1,033 g/mL a 15 °C, valore normale.
Densità di birra e aceto
La densità della birra si misura a 20 °C, perché non esistono tabelle di correzione; il
valore medio sta fra 1,005 e 1,014 g/mL e diminuisce durante la maturazione
(partendo da 1,056–1,060 del mosto). Serve a risalire al grado alcolico. Anche per
l’aceto si lavora a 20 °C, con picnometro o bilancia idrostatica, perché la densità
serve per ricavare l’estratto per via indiretta.
Esercizi
Esercizio 2.A. Un picnometro vuoto pesa 45,2310 g, con acqua 95,1990 g, con
vino 94,7035 g (20 °C). Calcolare d₂₀²⁰.
Soluzione: (94,7035 − 45,2310)/(95,1990 − 45,2310) = 49,4725/49,9680 =
0,99008.
Esercizio 2.B. Un latte a 22 °C dà lettura 30. Densità corretta?
Soluzione: 1,030 + 7·0,0002 = 1,0314 (circa 1,031).
Il grado alcolico
Che cosa si misura
Nel vino l’alcol principale è l’etanolo, che si forma dalla fermentazione degli
zuccheri; è presente in quantità da 8° a 17° (% vol). Ci sono poi alcoli superiori
(metanolo, propanoli, butanoli, alcoli amilici, esanolo) e polialcoli (glicerolo, 2,3-
butandiolo, sorbitolo, mannitolo, mesoinositolo) in quantità molto inferiori ma
importanti per il profilo sensoriale e per scoprire frodi. Nella misura del grado
alcolico l’insieme degli alcoli è espresso come etanolo. Il grado alcolico è un
parametro di qualità e di valore, è soggetto a limiti di legge ed è base di
imposizione fiscale. 3
Unità di misura
1. % in volume a 20 °C (% vol): mL di alcol anidro in 100 mL di vino.
2. % in massa: g di alcol in 100 g di vino.
3. % massa su volume: g di alcol in 100 mL.
4. g/L (‰ in massa su volume).
In Europa la temperatura standard è 20 °C; negli Stati Uniti 60 °F (15,56 °C), e gli
alcolometri sono tarati di conseguenza.
Si distinguono: grado alcolico effettivo (svolto), l’alcol realmente presente;
grado potenziale (da svolgere), l’alcol che si otterrebbe fermentando gli
zuccheri residui, stimato con la resa di circa 0,6 mL di alcol per grammo di zucchero
invertito: potenziale = (g zucchero invertito/100 mL) · 0,6; grado complessivo =
svolto + da svolgere. Esempio 3.1: un mosto con 18 g di zucchero invertito per
100 mL ha un grado potenziale 18 × 0,6 = 10,8 % vol.
I metodi
La determinazione si può fare per via ebullioscopica (abbassamento del punto di
ebollizione del vino) oppure analizzando il distillato: con metodo densimetrico
(riferimento), rifrattometrico o chimico (ossidazione dell’alcol con dicromato di
potassio e titolazione iodometrica). Escluso il riferimento, la precisione è dell’ordine
di 0,1 % vol.
Metodo ebullioscopico (ebulliometro di Malligand)
Il vino è una miscela idroalcolica e bolle a una temperatura tanto più bassa quanto
più alcol contiene (etanolo 78,3 °C, acqua 100 °C). L’ebulliometro è composto da
una caldaia in cui si versa il liquido, un riscaldatore a termosifone con lampada ad
alcol, un refrigerante che condensa i vapori e li rimanda in caldaia (così la
composizione resta costante), un termometro a capillare e una scala alcolometrica
mobile con nonio.
Taratura dello zero:
1. con acqua fino all’anello inferiore e senza refrigerante, si
riscalda e si fa coincidere la temperatura massima raggiunta (ebollizione
dell’acqua alla pressione del momento) con lo 0 % della scala. Lo zero resta
valido per un paio d’ore se la pressione non cambia bruscamente.
Misura:
2. con vino fino all’anello superiore, coperchio e refrigerante, si riscalda
e si legge la temperatura massima, che corrisponde sulla scala al grado
alcolico. La lettura va fatta in fretta, perché con il tempo il refrigerante lascia
sfuggire alcol e la miscela si arricchisce in acqua (punto di ebollizione più
alto).
3. Se il vino ha un grado oltre la scala (20 %) si diluisce; il risultato va
moltiplicato per il fattore di diluizione.
È un metodo rapido, ma approssimato. 4
Metodo densimetrico sul distillato
La densità di un vino dipende anche dall’estratto; perciò si distilla per separare
l’alcol dai solidi, in modo che la densità del distillato sia legata solo al titolo alcolico.
Prima si neutralizza con latte di calce (6–10 mL di sospensione ottenuta
spegnendo
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