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Storia dell'Asia orientale

Caratteristiche di fondo della civiltà cinese

Si parla di civiltà quando una cultura inizia ad usare la scrittura. In Cina non esiste il concetto di tragedia. Non esiste il peccato originale, il concetto di fallimento e dell’imperfezione. Questa caratteristica conferisce una positività di fondo nel modo di essere cinese. La capacità di far fronte alle difficoltà è molto più viva. La concezione metafisica non conosce gli astratti, gli assoluti (bene o male, per esempio, non esistono). La filosofia cinese è un atteggiamento concreto, che vede il mondo non come dovrebbe essere, ma com’è; una filosofia amorale. Prevalenza di una sensibilità del gruppo prima dell’individuo. Non esiste l’orgoglio del corpo umano.

Consapevolezza cinese di sé come centro culturale del mondo: la Cina si percepisce come entità culturale più profonda e importante in senso culturale e non biologico. Se gli uomini si avvicinano alla cultura cinese passano dall’essere barbari a uomini civilizzati. Manca, però, qualsiasi senso di superiorità in contesto razziale. Tema molto dibattuto e complesso. Proprio nei primissimi testi scritti, esisteva il concetto di tianxia (quello che è sotto al cielo), concezione basata sul fatto che il mondo sia una specie di ecumene in cui il cuore, il centro, è la Cina. Concezione che spaventa gli Stati nazionali per la grandezza del Paese. È pensabile che i dirigenti della Cina si ritengano più capaci di governance mondiale rispetto, per esempio, agli Stati Uniti.

La storia della Cina e gli aspetti climatici

La storia della Cina è condizionata da aspetti climatici. Nei 2155 anni a partire dal 206 a.C. della dinastia Han, fino al 1949, anno di fondazione della Repubblica cinese, ci sono stati periodi di grandi inondazioni alternati a periodi di siccità. La Cina è attraversata da due grandi sistemi fluviali che vanno da ovest ad est; nella Cina del nord, il fiume giallo, mentre in quello del sud, il fiume azzurro. Quest’ultimo è navigabile, al contrario del fiume giallo, e fa sì che nella Cina meridionale i trasporti avvengano perlopiù via acqua. Il fiume giallo si chiama così perché trasporta il loess, una specie di polvere giallastra e molto fertile. Polvere che si depositava sui fondi dei ghiacciai durante il periodo delle glaciazioni. Il fiume giallo nel corso della storia ha mutato svariate volte il suo corso. Il loess che viene trasportato ha modificato il profilo delle coste. Il fatto che il fiume giallo possa avere dei fenomeni di piena improvvisa ha fatto sì che nella Cina arcaica, per i primi insediamenti umani, si configurassero delle specie di isole, circondate da terra battuta per proteggersi dall’acqua. Quando parliamo di queste situazioni e delle origini dei primi insediamenti umani, tradizionalmente si pensa al fiume giallo e alla zona del medio bacino, zona nucleare della civiltà cinese. Ritrovamenti archeologici indicano l’esistenza di un centro risalente a tempi antichi. Attorno al 40.000 a.C. appare l’Homo sapiens in Cina.

Prime dinastie della Cina arcaica

Le prime entità storiche in cui sembri rintracciabile da fonti archeologiche, dai primi grafemi, l'apparizione della scrittura, un sistema di successione di figure di capo-clan. Non si parla di impero in queste fasi. Un impero unificato apparirà nel terzo secolo a.C.

Dinastia Xia

  • Dalla fine del terzo millennio a.C. al 1600 a.C.
  • In base ai dati archeologici, sono state ritrovate delle tombe con un corredo che fanno pensare a una società stratificata.

Dinastia Shang

  • Dal 1600 a.C. al 1046 a.C.
  • Abbiamo delle importantissime fonti storiche, costituite da incisioni, metallurgia, fusione del bronzo. Abbiamo dei vasi al cui interno ci sono i primi ideogrammi, per lo più dedicatori, ricordando il momento e lo scopo per cui il vaso è stato creato; vasi con tipologie varie e importanti che servivano all’epoca come vasi rituali. Vasi che contenevano bevande, cibo, frutta, che venivano offerti nel corso di cerimonie agli antenati del clan o dinastia Shang. Mondo in cui il sovrano Shang veniva considerato incorporare nella sua persona poteri e capacità di tipo magico e religioso, era uno sciamano.

    Lo sciamanesimo era di uso in Siberia, Giappone e Cina. Fondamentale era il fatto che il sovrano riuscisse ad entrare in comunicazione nel corso di questi rituali con un’entità, Shangdi, supremo antenato. Entità che viene interpretata non univocamente. I primi missionari cattolici utilizzeranno questo concetto di Shangdi per rendere il concetto di Dio. C’è viceversa chi traduce Shangdi facendo riferimento a un senso genealogico, come primo antenato degli Shang. Il re Shang si rivolgeva a questo primo antenato cercando di ottenere un responso attraverso la mediazione degli antenati Shang, non si rivolgeva direttamente a lui. Cerimonie a cui si aveva accesso a uno stato di trance. Ciò avveniva venendo accompagnati dal suono profondo di tamburi e assumendo delle bevande. Come residuo di uno sciamanesimo di fondo, molti di questi vasi rappresentavano degli animali guida, che dovevano aiutare il sovrano in questo viaggio per entrare in contatto con il mondo degli antenati. Un’altra pratica era quella che utilizzava ossi oracolari (ossa scapolari o gusci di tartaruga). Quest’ultimi venivano ammorbiditi, si foravano e venivano fatte partire delle crepe con il calore. Spettava al sovrano capire dall’andamento delle crepe le risposte a quesiti posti agli antenati.

La presenza di una scrittura di tipo ideografico rispetto a una di tipo alfabetico indica un livello di astrazione minore. Mancanza di assoluti. Esisteva un gruppo di famiglie che si tramandava la funzione di scrivani. Successivamente alla parte divinatoria veniva scritta la domanda posta, numerate le crepe e il responso che se n’era ricavato e la verifica. Quando gli Shang vengono conquistati da un’altra popolazione, gli Zhou, non possono mantenere gli stessi riti. Comincia a diventare qualcosa di più politico. Nell’epoca Shang i poteri del sovrano erano non delegabili e assolutamente personali. Doveva continuamente viaggiare ed essere presente alle cerimonie. Ciò cambia con la dinastia Zhou.

Dinastia Zhou

  • Dal 1045 al 221 a.C.
  • Dichiareranno di aver conquistato gli Shang per un ordine venuto dal cielo (tian ming). In Cina viene reso come revoca del mandato celeste. La delega a governare introduce dei criteri che non sono più legati alla sacralità della persona, ma alla capacità di governare. Ciò introduce la possibilità per il sovrano di assegnare dei territori ai suoi alleati e assegnare a queste figure in una posizione subordinata un titolo. Questo sistema viene chiamato zongfa e costituisce un sistema a piramide che potrebbe rimandare a quello feudale.

    A questo periodo fa riferimento anche un’altra concezione, quella dei campi a pozzo. Otto famiglie contadine a servizio di un signore avrebbero coltivato appezzamenti uguali, coltivando collettivamente il nono. Questo sistema di campi a pozzo è una pratica che richiede un’elevata capacità di organizzazione.

    A poco a poco nel corso dei secoli, l’autorità del sovrano Zhou inizia ad essere messa in discussione. Inizia un fenomeno sempre più marcato, per cui diverse famiglie cominciano ad entrare in conflitto per ragioni di annessioni territoriali. Implica che l’autorità superiore e pacificatrice viene messa in discussione. Ad un certo punto, nel 770 la capitale della casata Zhou deve essere spostata un po’ più ad oriente, a causa di scontri con quello che sarà un fattore ricorrente: gli scontri di una civiltà contadina che si troverà a confrontare popolazioni di nomadi che razzieranno i loro territori. Inizialmente la capitale era vicino all’attuale Xi’an, nella Cina centrale. È una città che in diverse fasi storiche è stata capitale della Cina sotto diversi nomi. È la città in cui si trova anche l’esercito di terracotta.

    Con lo spostamento della capitale più a est, il periodo dal 1045 al 770 viene chiamato Zhou occidentali. Quello successivo in Zhou orientali.

Divisione del periodo Zhou

In questo periodo comincia una sottodivisione del periodo Zhou:

  • Prima fase (770 al 453 a.C.): chiamata “primavere e autunni”.
  • Fase in cui è vissuto Confucio (Kong Fuzi), vissuto tra il 551 e il 479. Originario della penisola Shandong, presta la sua opera come consigliere itinerante proponendo quella che a suo parere è la soluzione per uscire dallo stato di guerra. Filosofia di tipo politico. Propone di tornare al passato, riportando in vita quelle che erano le prassi di comportamento del periodo precedente. Periodo che si trasforma in età dell’oro, a cui si guarda per tornare alla pace e all’armonia generale. Nell’impostazione confuciana l’età dell’oro è collocata non nel futuro, ma nel passato.

  • Seconda fase (453 al 221 a.C.): chiamata “stati combattenti”.
  • I vari clan entrano spesso in conflitto. Con lo spostamento della capitale Zhou più a oriente, inizia verso il 770 a.C. una fase divisa in due periodi, che vede erodersi sempre di più il riconoscimento, da parte delle varie famiglie sul fiume giallo, dell’autorità del sovrano Zhou. Le varie casate iniziano ad entrar in guerra per l’annessione delle terre. Per uscire da questa situazione di caos, Confucio suggerisce di ritornare al passato, quando la capitale era più a occidente. Riprodurre la cultura Zhou vuol dire riprodurre una cultura di un periodo che viene mitizzato, che verrà chiamato da Confucio come “Età dell’oro”.

Quelli che verranno in seguito chiamati i cinque classici confuciani, sono testi scritti da Confucio:

  • "Annali dello Stato di Lu"; fa riferimento al succedersi del tempo dello stato di Lu, di cui era originario Confucio.
  • "Classico dei documenti"; serie di testi su cui si formava l’aristocrazia di Zhou occidentali, in cui Confucio curerà l’analisi filologica critica e scriverà dei commentali. Parla di come redigere documenti ufficiali.
  • "Classico delle odi"
  • "Le memorie sui riti"
  • "Classico dei mutamenti"

Secondo Confucio l’età dell’oro si trova nel passato e individua all’interno del contesto sociale cinque rapporti fondamentali, di tipo gerarchico. Tra sovrano e suddito, tra padre e figlio, tra marito e moglie, tra fratello maggiore e fratello minore e tra amico più anziano e amico più giovane. In questo rapporto quello di posizione superiore deve tenere un atteggiamento di benevolenza umana (Ren) nei confronti di quello di posizione inferiore. Carattere di umanesimo attribuito alla società cinese.

Confucio ha un atteggiamento agnostico per quanto riguarda il mondo degli spiriti. Concezione laica in cui diventa importante in tutta la storia cinese la filologia, la trasmissione corretta dei vari testi. Tra il VI e il V secolo a.C. arriviamo alla fusione del ferro, che permetterà di fare un salto di qualità anche alla produzione.

Periodo delle cento scuole

Nell’ultima fase degli Zhou orientali, Stati Combattenti, abbiamo dal punto di vista di pensiero un periodo che viene definito delle cento scuole, perché continua ininterrottamente la guerra, che nessuno riesce a fermare. Nel periodo degli Stati Combattenti ci sarà quindi un affluire di scuole filosofiche perché di fronte a questa situazione di caos ci saranno vari tentativi di riportare l’ordine nel mondo. Abbiamo una situazione di guerra continua.

A partire dal IV secolo a.C. c’è uno stato della Cina centro-occidentale, Qin, che comincerà a portare avanti un grande progetto politico a dimensione militare: l’idea di porre fine a questo stato di guerra continua, conquistando tutto il mondo allora conosciuto, il Tian Xia.

Nel 221 a.C. quello che allora è il sovrano del regno di Qin, conquista tutti gli altri sei regni allora presenti. Nasce quindi in quell’anno l’impero unificato. La capitale viene posta da questa figura, che assume il titolo di Shi Huangdi (primo imperatore dei Qin), vicina all’attuale Xi’an. Porta avanti una serie di misure. Metterà a capo delle diverse sezioni amministrative dei funzionari di nomina imperiale, esautora completamente l’aristocrazia. Nascita di un Impero a base burocratica; sparisce la nobiltà. Intervento di tipo rivoluzionario. Ciò non corrisponde a quello detto da Confucio, perché rompe completamente con la tradizione Zhou. Crea qualcosa di completamente nuovo. Si appoggia a una delle tante scuole, il legismo, nata qualche anno prima, che parte da una visione pessimista della natura dell’uomo. Confucio sostiene il contrario, che la natura dell’uomo è sempre migliorabile, attraverso lo studio. La concezione di questa figura è, per l’epoca, di rottura con il passato, perché è uno Stato cosmopolita, che cercherà di favorire anziché la famiglia estesa, la piccola famiglia contadina. Verranno premiati i figli dei contadini che si staccheranno dalla famiglia con un pezzo di terra. Istituirà poi una struttura tripartita del governo. Al vertice avremo un primo consigliere, un grande maresciallo a capo dell’apparato militare e il censore. Il censorato è un apparato di controllo che verifica la correttezza amministrativa degli atti dei vari funzionari.

Shi Huangdi sarà avversato dalla vecchia aristocrazia e dai confuciani. Ha portato avanti una serie di misure unificatrici, innanzitutto nella scrittura. Unificazione monetaria e unificazione dello scartamento assiale dei carri (i commerci avvenivano in strada, stabilisce che la distanza delle ruote dei carretti debba essere uniforme e l’unificazione dello scartamento assiale favorisce lo spostamento). Crea il tratto centrale, quella che ora è la Grande Muraglia, unificando tratti di muraglie preesistenti. Grandi costruzioni di opere pubbliche. Farà costruire per se stesso un mausoleo dove verrà scavato l’esercito di terracotta.

Il monopolio della redazione di storia ufficiale è in mano a studiosi di impronta confuciana, perciò l’immagine di questa figura ci viene presentata negativamente. Sia la concezione di Impero che la struttura tripartita rimaranno, ciò ci dice che questa sua concezione verrà ritenuta meritevole e degna di essere perseguita. Muore nel 210 in contesti oscuri. Si apre a corte una fase di lotte per la successione. Abbiamo una fase anche di rivolte popolari. La popolazione, per la costruzione di opere pubbliche, era tenuta a prestare ore di lavoro manuale, lavori pesanti. La scintilla che fece scattare la rivolta fu il fatto che, su questo sfondo, dei soldati, a causa del maltempo, non riuscirono a raggiungere in tempo la guarnigione loro assegnata e sarebbero dovuti essere puniti, ma si ribellarono e la popolazione si schierò con loro. Fase breve, dal 210 al 206. Si pensa che questa situazione di instabilità abbia favorito una forma di fuoriusciti cinesi che avrebbero raggiunto il Giappone per sfuggire a questa situazione. Sarebbero arrivate in Giappone delle prime nozioni di metallurgia e di agricoltura. Fino a quest’epoca le popolazioni del Giappone erano cacciatori e raccoglitori.

La penisola coreana costituisce un ponte naturale tra Cina e Giappone. Non ci sono stati mai dei tentativi cinesi di contrastare il Giappone, faranno un tentativo di questo tipo i mongoli, due tentativi via mare falliti. Ci saranno invece dei tentativi nel quale il Giappone tenterà di conquistare la Cina partendo dalla Corea.

Dinastia Han

Nel 206, una figura di umili origini, Liu Bang, entra nella capitale e prevalendo sulle forze di altri rivoltosi, tenta di fondare una nuova dinastia, a cui dà il nome di Han. Perché il tentativo abbia successo, serve che questo progetto sia ritenuto legittimo. La capitale di questa nuova dinastia Han viene posta vicino a Xi’an, a Chang’an. Il primo problema che si pone all’inizio di questa dinastia è quello di ricompensare gli altri capi militari che lo hanno appoggiato. Lo farà distribuendo e assegnando loro dei territori, che si configureranno come indipendenti di fatto e sottratti al sistema di amministrazione burocratica dell’Impero. Questi territori formano la maggioranza e rappresentano un forte elemento di debolezza nei primi tempi della dinastia Han. Esiste una doppia amministrazione: una attraverso i funzionari, l’altra di entità territoriali, dei regni indipendenti. Wudi porta fine a questo problema, sarà imperatore dal 140 all’87 a.C. Risolve il problema di questi territori autonomi intervenendo sui termini di successione, facendoli suddividere fra tutti i figli e non solo al primogenito. Nel giro di poche generazioni vengono frantumati e smettono di esistere. Attua una politica espansiva e per la prima volta l’Impero cinese si amplia nel nord-est, verso la Corea, uscendo dal bacino del fiume giallo; verso il sud verso il Vietnam e verso l’occidente. In particolare verso ovest, comincia a radicare delle piste carovaniere che arrivano fino a Damasco, in Siria. Primo embrione di quello che saranno la Via della Seta. Spedizioni costose, per finanziarle porterà sotto il controllo dello Stato le attività più remunerative, creando dei monopoli statali: in particolare, la coniazione di monete, produzione di ferro, di sale e di alcool. Queste istituzioni avviene anche per indebolire economicamente e sottrarre ai mercanti più importanti alcuni canali di arricchimento, visto che già quelli che tra cavano per la Vi...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/23 Storia dell'asia orientale e sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariannamustone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Solieri Flavia.
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