FORME dell’ESPRESSIONE LETTERARIA nella
contemporaneità
Primo semestre Letteratura tra verità, bellezza e realtà
-San Giovanni Paolo II: esortava i giornalisti a "servire la persona umana attraverso l'edificazione di una
società fondata sulla solidarietà, la giustizia e l'amore attraverso la comunicazione della verità sulla vita
umana. Ognuno ha le proprie verità e le comunità in modo differente
Al centro c'è la persona
---> Manzoni dice che: la letteratura fa parte delle scienze morali, ha a che fare sempre con l'uomo
---> Marsilio Ficino dice: "il mondo sarà salvato dalle lettere" la figura del letterato e del umanista è
importante perché mette al centro la figura della persona
Perché leggere i classici? Un classico non ha mai finito di dirci quello che ha da dirci dice Calvino
metodo, ragione e scopo:
Coordinate propedeutiche sulla letteratura ---> 1.metodo: dal greco
metodos--> meta=ricerca e odos=strada. Occorre sempre avere un metodo qualunque cosa si faccia 2.
occorre avere una ragione 3.accanto alla ragione bisogna avere uno scopo, cioè cosa ti spinge ad
intraprendere una strada, passaggi che ogni autore si pone = ---> Attraverso un testo chi legge arriva alla
verità, bisogna scoprire la verità comprendendolo. Il testo è fatto da parole e ogni singola parola è
importante:
LA PAROLA è λόγος:
-la facoltà della parola: avere la possibilità di esprimersi
-discorso articolato: le parole devono affermare un senso e un significato
-la parola come segmento dotato di vocaboli
-La parola implica una relazione, un dialogo
-La parola diventa un metro di giudizio. Ogni uomo è un nuovo Adamo
-Il silenzio è il luogo generatore di parole
La parola è l'architettura del pensiero Aristotele= «Perché la natura, come diciamo, non fa niente senza
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scopo e l’uomo solo tra gli animali ha la parola: la voce indica quel che è doloroso e gioioso e pertanto l’hanno
anche gli altri animali ma la parola è fatta per esprimere ciò che è giovevole e ciò che è nocivo e, di
conseguenza , il giusto e l’ingiusto: questo è, infatti, proprio dell’uomo rispetto agli altri animali, di avere, egli
solo, la percezione del bene e del male del giusto e dell’ingiusto e degli altri valori» (Politica 1253)
Dall'illuminismo c'è un passaggio che da più verità negli scritti.
Con l'avvento di Manzoni e il romanticismo si arriva a concepire che la parola è un mezzo veicolante per
la realtà, diventa il mezzo con il quale educare il popolo, essere vicini, parlare una lingua simile.
Tra il verismo e il positivismo, il modo di guardare la realtà si passa al concetto di riprodurre la realtà così
come è, di fotografarla, tutto è basato sulla scienza e ragione, ciò fa entrare in crisi la coscienza, la parola
diventa qualcosa che è difficile da capire e spiegare, con il tempo sembra che non riesce più a costruire la
realtà.
Nel 900 avviene una crisi di valori, si stravolge il modo di raccontare la realtà e la verità. Ungaretti aiuta a
ritrovare la letteratura
Letteratura dell’800. Romanticismo, realismo, naturalismo,
verismo
-Romanticismo (fine XVIII secolo - prima metà XIX secolo)--> Foscolo, Leopardi, Manzoni
Caratteristiche principali del Romanticismo:
1. Esaltazione dell'individualismo e dell'emozione: Il Romanticismo privilegia il soggetto individuale e il
suo mondo interiore. Gli artisti e gli scrittori cercano di esplorare le emozioni più profonde, spesso in
conflitto con la razionalità.
2. Immaginazione e libertà creativa: Il romantico rifiuta le rigide convenzioni stilistiche dell'Illuminismo,
cercando una maggiore libertà espressiva. L'immaginazione diventa un valore centrale, con un forte
interesse per il soprannaturale, il mistero e l'irrazionale.
3. Natura come rifugio e metafora dell'anima: La natura è rappresentata come una forza potente e
sublime, specchio dell'anima dell'artista o del protagonista. È anche simbolo di libertà e purezza.
4. Rifiuto delle convenzioni sociali: Gli artisti romantici sono spesso critici verso le istituzioni, in particolare
quelle politiche e religiose, e amano rappresentare personaggi emarginati o ribelli.
5. Ricerca del sublime e della bellezza ideale: L'arte romantica tende a ricercare un ideale di bellezza che
spesso trascende la realtà quotidiana.
-UGO FOSCOLO - i mportanza della letteratura: periodo a cavallo fra Settecento e Ottocento, nel
quale si manifestarono e cominciarono ad apparire in Italia le correnti neoclassiche e romantiche,
durante l'età napoleonica e la prima Restaurazione. Tra i massimi esponenti della letteratura italiana del
neoclassicismo e del primo romanticismo, nella sua produzione si distinguono due linee letterarie
principali: una di indirizzo romantico (i sonetti In morte del fratello Giovanni, A Zacinto, Alla sera, e il
N
carme I Sepolcri), l'altra di indirizzo neoclassico. elle sue opere si riconoscono, accanto temi classici
come la mitologia e la ricerca della bellezza e dell'armonia, alcuni temi romantici: l'eternità della poesia,
come forza per superare la fugacità della vita, l'eroismo, l'amore per la patria e la ricerca di un'identità
nazionale. Ambiente politico complesso segna la sua poetica
-Ciclo di conferenze universitarie: Ugo Foscolo tenne un ciclo di 3 conferenze universitarie tra il 1823 e
il 1824 a Zurigo, in Svizzera, per la durata di circa un mese. Queste conferenze furono un momento
importante nella vita di Foscolo, che era in esilio e cercava un modo per esprimere le sue idee.
Le conferenze, che riguardavano le opere classiche e la mitologia, inclusero anche la poetica di Foscolo e
il concetto di Grazie. Far capire il senso della letteratura: ha qualcosa di veramente morale, va al cuore di
quelli che sono valori
Questo evento, che trattava di temi come l'origine dei numi, la Venere epicurea e l'uso delle Grazie, fu
un'occasione per Foscolo di esporre le sue idee e la sua visione della poesia. Attraverso le sue opere si
vogliono vincolare delle verità
⟶ 1^Conferenza= Dalla morale letteraria. La letteratura rivolta unicamente al lucro: la letteratura
non deve essere rivolta al lucro, ma si fa per passione, per diffondere verità. La letteratura risponde a
quelli che sono i bisogni. Quando accade qualcosa non sempre si riesce a trovare fonti oneste. La
letteratura è in grado di diffondere molteplici verità.
La letteratura è, come io credo di avere dimostrato, altamente inerente ai bisogni e alle facoltà dell'umana
società; ed io la definirei la facoltà di diffondere e di perpetuare il pensiero. E quanto questa diffusione e questa
perpetuità, eccitando le passioni e l'ingegno degli uomini, riesca a riunirli sempre più in società, ad alimentare
l'operosa attività del loro intelletto, a propagare le poche verità che possiamo conoscere, a far abborrire i vizi
ed amar le virtù della umana natura, eccitando le più generose passioni e rintuzzando le più maligne, non fa
d'uopo ch'io proceda a dimostrarvelo da che parla la cosa stessa. [...] i due doni, l'uno della ragione non
l'abbiamo dalla natura se non per discernere il vero e l'utile; e l'altro dell'eloquenza non l'abbiamo se non per
comunicare con gli altri e procacciare ad essi diletto e utilità [...] tutti hanno nel cuore e nell'intelletto i germi e il
desiderio del vero, e perciò solo il letterato che lo palesa e che lo rende certo e caro con l'eloquenza, si
procaccia la fede e l'amore degli uomini
--> Abbiamo due doni, cuore della letteratura= ragione ed eloquenza: la prima per distinguere il vero
e utile morale, facoltà di persuadere e non separarsi mai dalle passioni umane, la ragione e la verità non
devono mai essere discordi dall'eloquenza, la seconda per comunicare, costruire un dialogo e una
relazione questi due doni possiamo ben usarli, dobbiamo trovare ciò che è vero e utile. La parola ci
⟶
serve per comunicare con gli altri e allo stesso tempo per dare utilità e diletto. Tutti hanno nel cuore e
nell’intelletto il desiderio del vero, tutti hanno questi due doni indipendentemente dal proprio ruolo che
una persona ricopre.
-Dell'origine e dell'ufficio della letteratura - ruolo della letteratura (file blackboard): orazione
pronunciata da Foscolo (1808-1809, Pavia) davanti ai giovani, a cui egli era molto legato. Indaga sulla
letteratura e la sua funzione, partendo dalle origini. Foscolo vede nell'originale della letteratura che è
strettamente legata al potere e alla società, non si possono scindere.
La filosofia morale e la politica hanno perso la sua importanza negli stati da quando hanno abbandonato
l'eloquenza, per perdersi in discorsi vuoti. Essa ha perso la sua virtù e dignità da quando è stata
abbandonata dalla filosofia, diventando una musica senza pensiero
Scopo orazione= l'ufficio della letteratura è da vedere in egregi letterati che hanno ottenuto fama e
amore, la natura ha creato dei grandi uomini di lettere che possono avere grandi qualità es: poter
distinguere il vero dal falso, fare esperienza delle passioni, amare la gloria e la patria. Se queste qualità
mancano la letteratura va in declino. Letterato è il protagonista, si sente responsabile di quello che
accade
L'orazione di Foscolo è fatta di tante domande, vuole instaurare dialogo con spettatori
Bisogna guardare oltre, al diverso ma senza farci usurpare quella che è la nostra storia. È attraverso la
letteratura che si può diffondere chi siamo. Partire dall'antico per ricominciare. Foscolo ha in mente che
bisogna costruire una storia della letteratura italiana, lui non ci riuscirà ma darà il via a questa importante
visione. Bisognosa andare a fondo del metodo che utilizza un determinato scrittore per raccontare le
proprie verità ---> La letteratura illumina il vero, ci permette di arrivare a ragione e scopo, ad una verità.
Per risollevarsi da letteratura in declino, che ha perso le sue origini bisogna davvero studiare "Volgetevi
alle vostre biblioteche, è unico modo per sopperire alla proprie mancanze".
Chi può risollevare la storia e la letteraria? I giovani, coloro che sono più propensi ad accogliere il nuovo,
vanno educati e invogliati. (Manzoni)
Per Foscolo la letteratura non è un ornamento ma una forza vitale e morale, intrinsecamente legata alla
ricerca e alla diffusione della verità, alle espressioni delle passioni umane, al servizio della patria e un
appello a ritrovare la dignità della letteratura e dell'uomo
-GIOVANNI PASCOLI - importanza della poesia e del poeta: eventi difficili che hanno segnato la sua
vita (es: assassinio del padre, morte del fratello) sono significativi per la sua poesia.
-Inno alla poesia (1872, scritto a soli 17 anni, primo esercizio poetico): testo definito come "la protostoria
dell'autore", 192 versi liberi. È in questa primissima poesia che si individua l’inizio del suo grande poetare.
C’è uno scavo della parola, molto significativo. Senza poesia abbiamo un'incolta razza
Alla base del testo c'è il mito di Orfeo: per Pascoli è il simbolo del poeta, inventore del canto, colui che ha
un grande potere, come Orfeo ammansisce le fiere con la sua musica, lui con l'arte delle parole può
ammansire tanta gente. Colui il quale è in grado di costruire davvero un legame tra caos ed ordine, tra il
male e il bene, ridando la parola in una maniera più soave.
Pascoli gioca molto sul suono, pone all’inizio molti suoni gutturali (R,T,S - soprattutto R che da idea del
rimbombo, caos-disordine). Vuole farci capire il grande potere che ha il poeta, il narratore, lo scrittore.
È presente un passo ulteriore, che tornerà più avanti, nella cosiddetta poetica del fanciullino, che ci
aiuta a capire come possiamo essere poeti, come possiamo essere Orfeo: ognuno di noi fa rivivere ciò
che legge, rimanendo aderenti allo scritto ma portando qualcosa di personale. ---> Per riuscire ad essere
come Orfeo, secondo Pascoli, occorre essere semplici, puri di cuore
-Il fanciullino: (file blackboard) un'opera di Giovanni Pascoli divisa in 20 capitoli, pubblicata per la prima
volta nel 1897. Il testo più noto è quello contenuto nel libro Pensieri e discorsi, Bologna, 1907.
Il poeta è quel fanciullino presente in un cantuccio dell’anima di ognuno di noi. Un fanciullino che rimane
piccolo anche quando noi cresciamo e arrugginiamo la voce. Esso arriva alla verità non attraverso il
ragionamento ma in modo intuitivo ed irrazionale, guardando tutte le cose con stupore, con aurorale
meraviglia, come fosse la prima volta. Anche la poesia deve essere spontanea e intuitiva, come intuitivo è
appunto il modo di conoscere e di giudicare dei fanciulli. Da tutto ciò deriva un rifiuto della ragione e un
riconosciuto fallimento del Positivismo.
I. a III. Pascoli dichiara le caratteristiche che deve avere uno scrittore. Dentro ognuno di noi c'è un
bambino--> Colui che si fida ciecamente di un adulto, ma soprattutto è colui che è spinto dal desiderio di
novità e bellezza, che ha paura del buio, che davvero crede di vedere delle cose che non ci sono, ha
meraviglia, stupore, sogni, chiede e fa domande, piange e ride senza avere una ragione ---> = queste
caratteristiche le deve avere anche il poeta, il bambino come lo scrittore, colgono la verità intima e
segreta degli oggetti.
→
“Egli scopre” Bisogna saper scoprire ciò che ci circonda. Il bambino per sua natura, scopre sempre. Se
noi leggiamo un libro, anche a distanza di anni, scopriamo cose di cui non ci eravamo precedentemente
accorti (infatti Calvino dice che un classico non smette mai di dirci cose). Poesia come scoperta: la poesia
non è invenzione, ma scoperta, perché essa sta nelle cose che ci circondano, di quelle che solo il poeta sa
vedere. Poesia è trovare nelle cose il loro sorriso e la loro lacrima; e ciò si fa da due occhi infantili che
guardano semplicemente e serenamente tra l’oscuro tumulto dell'anima.
→
“Egli è l’Adamo che mette un nome a tutto ciò che vede e sente” per il bambino è normalissimo, tutto si
anima. Se il poeta-fanciullo arriva alla verità in maniera irrazionale, per lampi intuitivi, la poesia allora
deve affidarsi all’intatto potere analogico e suggestivo dei suoi occhi, non ancora inquinati da alcuno
schema mentale, culturale o storico. Gli occhi del fanciullo scoprono nelle cose le somiglianze e le
relazioni più ingegnose; adattano il nome della cosa più grande alla più piccola, e al contrario;
rimpiccioliscono per poter vedere, ingrandiscono per poter ammirare, giungendo, immediatamente e
intuitivamente, quasi per suggestione, al cuore delle cose e al mistero che palpita segreto in ogni aspetto
della vita. →
V. “Tu sei il fanciullo eterno, che vede tutto con maraviglia”= meraviglia il “tu” non lo riferisce al
fanciullo, ma al poeta ed infondo anche a se stesso — “fanciullo eterno” = colui che non muore mai, vede
come se vedesse le cose per la prima volta. Quando uno si abitua, tutto diventa scontato; bisogna
imparare ad avere questo sguardo. →
VI. “Non vuoi né ripetere il già detto né trovare l’indicibile” non vuoi ripetere quello che già tutti sanno,
il vano, ma vuoi il nuovo - “ma sai che nelle cose il nuovo…si scopre”- scoprire = come se bisognasse
alzare un velo, capire come alzarlo, perché nella scoperta c’è novità, meraviglia.
VIII. “la poesia senza aggettivo” — la poesia è vera in quanto tale, nuova in quanto tale, non bisogna
caricarla di espedienti vanitosi, immorali, sofisticati. Concetto manzoniano di vero, utile, con scopo.
X. Il poeta è veramente poeta se non si dimentica di essere fanciullino.
XI. Pascoli ci sta dicendo che chi fa la professione di scrittore è tenuto ad andare al di la della scoperta -
deve dire quello che tutti hanno sulla punta della lingua ma non dicono.
XX. Tutti i tipi di poesia citati non devono dimenticarsi che devono giovare alla moralità, alla patria. Il fine
del poeta è quello di ricongiungersi alla natura. Chi usa la parola ha un potere enorme.
Il libro e le biblioteche
La biblioteca è un microcosmo. Essa classifica il mondo. Il mondo intero vi è racchiuso, nella forma più
compatta possibile. È così che il nostro mondo è diventato una vasta mondo-teca --> diceva Michel
Melot, nel libro La saggezza del bibliotecario
Tonino Repetto, Biblioteca metafore e progetti: Nascono da altri libri, i libri. Sono contenuti nelle
biblioteche i libri, e contengono a loro volta molte biblioteche. Non è un gioco di parole. La presenza dei libri
nei libri non è soltanto una metafora per indicarne l’intertestualità. È in qualche modo reale. Le tracce
intertestuali emergono alla superficie del testo e si materializzano per così dire nelle biblioteche che arredano,
come vedremo, le abitazioni e le teste dei personaggi della finzione narrativa. Chiunque legga un libro incontra
spesso personaggi che leggono altri libri, visita le loro biblioteche.
-->quando si legge un libro si incontra un autore, personaggi che leggono o non leggono e che a loro volta
possiedono libri o biblioteche (Manzoni, Cardinale Borromeo)
Renato Nisticò, La biblioteca: L’universo culturale corrisponde alla totalità dei significati possibili [ … ]
Entrare nell’universo dei libri significa, per l’uomo di cultura, entrare in un territorio letteralmente sterm
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